Chiedo scusa agli elettori se ogni tanto qui si parla di congresso, ma la forma partito è importante, è il sale del partito più grande dell’opposizione e questa dinamica, volenti e nolenti, vi riguarda.
Caro Ignazio
ti scrivo per informarti di quanto sta accadendo al congresso romano. Hai scritto una bella lettera, di quelle ricche di entusiasmo e di passione politica in cui chiedi agli iscritti romani di votare la lista “Cambia Roma” che incarnerebbe i valori della mozione Marino, la mozione cioè, che costituimmo tutti insieme per votarti e farti votare come segretario del PD.
Chi ti scrive si sente ancora parte di quel percorso. Voterebbe di nuovo, tra te, Bersani e Franceschini: te. Non lo nego e lo ribadisco con orgoglio.
Quando cominciammo quel percorso imbarcammo una pluralità complessa che si componeva di nativi del PD che non trovavano spazio e rappresentanza nelle altre due mozioni fortemente di “apparato” se si escludono esperimenti come SemDem, lista che appoggiava Franceschini.
L’apparato non è una brutta cosa. E’ l’esperienza del partito, la storia, il radicamento e la competenza delle dinamiche interne e la mozione Marino ne ha una bella componente.
Il voto tra gli iscritti e gli elettori dimostrò infatti che proprio la tua candidatura era più capace delle altre di parlare “fuori”. Una ricchezza inestimabile.
Una ricchezza, caro Ignazio, che “Cambia l’Italia” doveva continuare a catalizzare e a favorire. Invece, forse per la forza e la difficoltà di staccarsi da certe dinamiche, la parte di apparato ha avuto la meglio anche per il fatto che dall’altra parte l’inesperienza delle dinamiche interne non favoriva i democratici di primo pelo, i nativi e tutti coloro i quali guardano al partito come un luogo di confronto continuo e non come il cristallizzarsi delle correnti.
Dire che lo spirito della mozione Marino è contenuto in Cambia Roma e basta, significa dire che oltre a coloro i quali sono candidati in quelle liste non c’è nessun altro da salvare. Lo dico perché io nei valori della “mozione marino” ci credo ancora come credevo nelle primarie per il segretario del PD Lazio e non all’accordo su Piero Latino che però la mozione Marino nel Lazio ha sostenuto. Alcuni di noi espressero parere contrario. Un grave reato pensarla diversamente dalla maggioranza, così grave che proprio quel giorno ho capito che eravamo proprio una corrente. E mi è stato tutto stretto.
Ti spiego perché.
Proprio nella “mozione Marino” pensavo che avremmo potuto far posto a tutti. Perché anche fuori dalla nostra “mozione“ ci sono un sacco di bravi democratici e li ho trovati in tutte le mozioni congressuali. La presunzione di essere i migliori e chi non fa parte della propria corrente, chi non è fedele alla linea è fuori…beh, proprio questo è quello che combattevamo delle correnti.
Anche perché, se fuori da una corrente tutti sono sbagliati, allora cosa stiamo insieme a fare? Siamo una coalizione? No, siamo un partito. Andare oltre le correnti significa, per me, che non esiste la fedeltà alla linea. Non esiste il pensiero unico. Non esiste la tattica, solo per posizionare i fedelissimi, non siamo i migliori di tutti, anzi, lo spirito che ci muoveva era quello per cui avrei voluto, un giorno che si arrivasse a promuovere non le “nostre” persone, ma i migliori.
Non era forse questo lo spirito della “Marino”? Piero Latino era il migliore per il PD Lazio? Secondo alcuni di noi, no. Secondo te, sì?
Non avevamo la libertà di scegliere in modo diverso? Almeno l’ho abbiamo fatto allo scoperto.
Caro Ignazio…la “mozione Marino” sta perdendo proprio quella parte di anime che ti somigliava di più e alle quali io vorrei tu tornassi senza paura. Tenere insieme quelle due anime e continuare ancora quel percorso era l’obiettivo che ci eravamo dati e proprio per questo a Roma molti, moltissimi che votarono la tua mozione, oggi stanno sostenendo Rigenerazione Democratica ed anzi avrebbero voluto che tutta la mozione Marino vi partecipasse con entusiasmo invece di chiudersi a riccio e cristallizzarsi su dinamiche che sono persino più vecchie del PD.
Caro Ignazio…la politica è fatta dalle persone e non dalle etichette.
Saresti pronto a giurare che chiunque si candida nella lista Cambia Roma incarna il tuo spirito e che invece chiunque non è in quella lista non lo incarna? Io dico di no e per questo ti chiedo di partecipare al congresso in modo laico, osservando la bella umanità di tutto il partito che si annida in tutte le mozioni congressuali. Come sempre.
Per questo ti invito a riflettere sul fatto che parte delle persone che hanno contribuito alla discussione e alla diffusione delle idee fondanti della mozione Marino, dalla scelta dei temi che rischiavano l’oblio, al rispetto delle regole e all’impostazione di nuove prassi politiche, di trasparenza e merito, oggi lavorano dentro Ri-Generazione democratica, dove si vuole costruire quello spirito ‘del 25 ottobre’ che tanto ci fu caro.
Quello che andava oltre le mozioni e proponeva un ricambio sano di persone, idee e pratiche.
Oggi alcune persone della Marino seguono quell’ideale di contaminazione che spero, in virtù del tuo e nostro primario impegno, vorrai continuare a sostenere.
p.s. Andando oltre Roma…sai cosa sta accadendo per esempio al congresso del PD di Latina? Lo sai che uno dei tuoi si è candidato a fare il segretario, vero outsider, in una provincia dilaniata dalla guerra correntizia?
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