NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivio per il tag “renzi”

Tafazzismo.

Vedo che in tanti festeggiano per il fatto che Ichino non si candida alle primarie, sperando che questo sia anche la sua uscita definitiva dal PD. Io dico che lui (dovesse andare via) perdiamo uno dei simboli di quel 40% che ha votato Renzi e sognava una sinistra moderna, come l’avevo raccontata qui. Io non sarei così felice. Le primarie ci hanno tenuto insieme e dovevamo trovare una sintesi tra due anime che ci sono, è evidente. Forse più visibili fuori dal partito e più nella società.

Che sono due modi di intendere la sinistra davanti alle sfide del mondo. Come accade in UK tra i fratelli Milliband, come era accaduto tra Blair e Brown. Godere del fatto che perdiamo pezzi non fa un  buon servizio alla causa che è quella di vincere le prossime elezioni e di evitare in tutti i modi l’alleanza con il centro. Altro che Ichino. Poi ti toccano il Fini del G8 e il Casini baciapile. Scusate ma mi tengo Ichino tutta la vita.

A chi in Ichino vede solo un’etichetta chiedo di leggersi almeno questa pagina riassuntiva su di lui e delle sue idee.

I semi del nostro albero.

36363_408870792837_6598603_nE’ innegabile che nel giro di pochissimi mesi la posizione del PD abbia subito un notevole avanzamento in tema di diritti civili ed indiscutibilmente merito di queste primarie. Un avanzamento che nemmeno la discussione intorno al documento della commissione diritti aveva provocato. Persino Vendola che fino a pochi mesi fa tentennava su questi temi ha fatto passi da gigante, normalizzando la propria campagna elettorale e apparendo insieme ad Ed. Bello. Bellissimo. Lo scrivevo qui.

I candidati si sono dovuti confrontare forzatamente tra loro anche su questi temi e molti di loro hanno persino modificato le proprie posizioni davanti alla realtà  schiacciante della vita delle persone. Una lezione per le commissioni che devono produrre documenti: incontrate le persone, non state chiusi nelle stanze asfittiche a produrre lunghe frasi per dire poco o nulla.

Io voterò’ Renzi (e’ arcinoto ormai) perché  lo considero il principale artefice del passaggio dalla frase che campeggia ancora sulla carta d’intenti (e firmata anche da Vendola e gli altri):  ”riconoscimento giuridico”  a quella più  complessa e chiara che recita “equivalenza matrimoniale e stepchild adoption, ovvero adozione dei figli che vivono in famiglie omogenitoriali e che in quelle famiglie sono stati concepiti”.

La prima cosa rottamata di queste primarie e’ stata la posizione sui diritti del PD. Posizioni spazzate via dall’agenda politica che abbiamo dettato e che, va detto, e’ stata seguita da Bersani: quindi benissimo. Non so se Bindi e Fioroni o Silvia Costa sono d’accordo con  le posizioni di Bersani. Non so nemmeno se poi lunedì in caso di vittoria di Bersani andranno a diluirla. Per ora tacciono.

Voterò’ Renzi anche per quello che ho visto quando ha incontrato le nostre famiglie.  Quella mattina mi ha definitivamente convinto umanamente e politicamente. Solo chi era in quella stanza quella mattina, in quelle due ore, sa di cosa parlo quindi non farò leva su questo aspetto. Troppo emotivo e inesprimibile.

Grazie a queste primarie per la prima volta, in queste settimane, si e’ parlato dei nostri figli, per la prima volta sulle reti tv nazionali si e’ parlato di omogenitorialità in modo serio. Senza caricature. Senza contraltare a dire che “un bambino ha bisogno di una mamma e di un papa’”. Ho visto un partito dire: “un bambino ha bisogno dell’amore dei suoi genitori e della sicurezza di non perderlo.”. Punto.

Avete notato il silenzio delle controparti? Nessun Family Day. Nessuna battuta contro il centro sinistra che toglie alle famiglie per dare ai gay. Quella posizione appare oggi inattaccabile.

Appare inattaccabile perché  e’ passato il messaggio che e’ giusta, senza ambiguità come accaduto fino ad ora. Non si potrà più tornare indietro.

Dare forza a queste primarie darà  la forza a chi le vincerà  di non arretrare quando la campagna elettorale non sara’ interna – tra di noi – ma con il centro e la destra.

Considero queste primarie il secondo passo importante degli ultimi anni in termini di diritti civili. La sentenza della Corte Costituzionale (il primo vero passo) ci ha consentito di cominciare ad iniettare il senso di quella giornata anche nel dibattito politico.

Non avrò  pace finché  non saremo uguali davanti alla legge e non avremo ottenuto la totale uguaglianza: matrimonio e diritto all’adozione.

Lo dico anche pensando che sogno il giorno in cui io mi possa dimenticare di essere lesbica. Un giorno in cui vorrei parlare di scuola pubblica, di asili, di urbanistica e di industria sostenibile, le mie passioni.

Credo umilmente che questi siano i semi del nostro albero anche di coloro che oggi ancora non ci credono. Credo umilmente che il Paese stia avanzando, sommessamente, verso il futuro e ringrazio Matteo per l’accelerata incredibile che ha dato a questo processo portandosi appresso tutti quanti noi, Bersani compreso. Se riesce a farlo con tutti gli altri temi, abbiamo trovato la chiave politica del terzo millennio.

Io lo rifarei di votare Matteo. Lo rifarò  domenica mentre presiedo il seggio di Corviale. Mille volte.

Buone primarie a tutti, ma soprattutto buon 2013 a tutti noi.

Sette infortunati per Bersani.

L’endorsement laico e chiaro de Il Post a Matteo Renzi: “perché l’Italia attuale – quella che ha avuto bisogno della straordinarietà del governo tecnico – ha bisogno di essere resettata, altrimenti qualunque applicazione si cerchi di aprire sarà comunque lentissima e inutilizzabile. L’unico in giro che sembra sapere dov’è il tasto reset, e ha già il dito pronto, è Matteo Renzi. Salvate i documenti aperti e andate a votare.”

Per scoprire chi sono i sette infortunati leggete qui.

Non concordo con Rosy Bindi.

Non concordo con l’analisi di Rosy Bindi su Renzi, definirlo figlio del berlusconismo significa non sapere nulla della nostra generazione, dimostra una volta di più la necessità di un governo di contemporanei. Avete fallito voi in questi venti anni. Noi, purtroppo, non siamo figli di Berlusconi, siamo figli del vostro fallimento.

p.s. non sono tra quelli che considera la Bindi il male assoluto. L’ho sempre detto prendendomi anche insulti a pioggia da chi ne ha fatto il nemico assoluto e oggi sta con lei e magari vede in Renzi il nemico della battaglia della settimana. Cerco di tenere la barra dritta. Oggi non sono d’accordo con lei. Dovremmo tornare a fare politica così. Senza nomi per nemici. Discutendo di idee e basta.

Votare alle primarie è facile.

Trova il tuo seggio qui.

Come iscriversi alle primarie

Prendete la scheda elettorale e partite da qui.

Se non potete votare al primo turno ma sicuramente al secondo sì, iscrivetevi comunque.

Se siete fuorisede seguite qui.

Se siete residenti all’estero, qui.

Venite a votare il 25 novembre, aiutateci a cambiare l’Italia. 

Cercate qui, gli uffici elettorali.

Ripetete con me: bipolarismo sì, Casini no.

Rispondo io a Civati che si domanda (retoricamente, ovvio): ma cosa sta succedendo?

Bersani e Casini si prendono a pugni sui giornali e nel frattempo si alleano in Lombardia, forse nel Lazio, di sicuro in Sicilia e forse, in Sicilia, addirittura in cambio di assessorati e vicepresidenze qualcuno dice che l’UDC aiuterà Bersani a vincere le primarie, cioè l’unico che dopo avere fatto finta di litigare con Casini può garantire che ci si allea, cosa che Vendola non vuole fare (anche se poi sarà costretto ad imbarcare SeL nelle liste del PD e con il PD ha firmato la carta di intenti per l’alleanza tra moderati o liberali e progressisti) e che Renzi non prende nemmeno in considerazione perché come molti di noi in questi 20 anni ha visto che la frammentazione politica ha solo fatto disastri sia che si perdeva sia che si vinceva.

Questo è un motivo fondamentale per cui non voto Bersani che sta rischiosamente rifondando i DS (lo vedrete quando SeL e PSI chiederanno l’imbarco….e magari pure Diliberto) invece di tenere ferma la barra sul punto di fondazione del PD. Lo considero l’errore politico più macroscopico del bersanismo, l’ipoteca terribile sulla vita politica dei prossimi 10 anni se Bersani dovesse vincere queste primarie.

Ecco perché ancora una volta come un mantra dico che dobbiamo tendere al bipolarismo e scardinare il ruolo del terzo polo cosiddetto moderato e che di moderato non ha nulla tranne i pochi numeri con cui alla fine incide sulla vita di tutti (questa sì una vera e propria dittatura della minoranza).

I partitelli entrino nei due poli e rendiamo il Paese una democrazia matura: ci si scazza prima e poi si governa, non si vince prima e si imbriglia il Paese dopo.

 

Alleanze, un falso problema

Cerco di dirlo per la milionesima volta, qui.

Da Marattin a Pomigliano, alcune riflessioni doverose.

Succede che un assessore del PD manda a fare in culo Vendola su twitter (un mavaffanculo da divano che in ogni caso da un politico non è affatto il caso che esca anche nella sua versione classica, quella che ognuno di noi usa più volte al giorno e ha ormai perso la sua connotazione anatomica) con una perifrasi che tenta di usare il linguaggio vendoliano e fa invece un disastro perché citare l’orifizio anale per dialogare con un omosessuale è da cretini passabili per omofobi e basterebbe rileggersi un attimo prima di fare invio, per capire che lo sfogo dalla poltrona non può essere pubblicato, soprattutto se sei un assessore.

Conosco Luigi Marattin perché è redattore ne IMille e ha scritto pezzi sulle discriminazioni sul lavoro e dove sui diritti civili la posizione espressa è sempre stata la più avanzata, prima ancora che ci arrivasse persino Vendola.

Ma Marattin ha sbagliato. Per me ha sbagliato eticamente nell’offesa e sono certa che non voleva colpire Nichi nella sua omosessualità. Ne sono certissima, a costo di farmi massacrare anche io dagli esperti di linciaggio. Non mi va di accusarlo perché lo stanno facendo tutti. Marattin ha sbagliato perché la politica è una cosa seria non si riduce all’offesa a maggior ragione visto che lui insegna anche all’università.

Ora io non so se questo debba comportare le sue dimissioni da assessore e l’interdizione dai pubblici uffici. Davvero, non lo so. Mi pare, scusatemi se ve lo dico, che il caso si sia gonfiato ad arte perché questo Marattin è un sostenitore di Renzi.

Vi dico chiaro anche questo, perché quando D’Alema disse a Zoro che il matrimonio omosessuale offende il sentimento religioso del Paese, io i Giovani Democratici non li ho sentiti tuonare, anzi mi ricordo che tutti lo difendeva no contro noi omosessuali, considerati troppo suscettibili.

Qualcuno è arrivato a dirmi che lo difendo perché appoggio Renzi. Ecco vorrei ricordare a tutti che anche Adinolfi sostiene Renzi. E che solo meno di dieci giorni fa discutevo via mail con la commissione di Garanzia nazionale che mi risponde che il mio ennesimo ricorso (lo stesso di prima che strappasse la tessera spontaneamente e che quando è diventato parlamentare ho ripresentato) non può essere accolto perché Adinolfi fa parte del gruppo parlamentari del PD, ma non si sa se ha ripreso la tessera (questa estate è andato a farla, ma non gliela abbiamo data, tanto per dire).

Ne approfitto pubblicamente per chiedere a Nico Stumpo: Nico la tessera ad Adinolfi l’abbiamo ridata sì o no? Gliela ridaremo?

Una cosa in calce, ma più importante di tutte.

Marattin ha mandato a quel paese Vendola, sentendolo parlare di blairismo e di economia. Ecco io voglio chiedere una cosa a tutti che mi fa soffrire personalmente e che sta facendo diventare queste primarie l’anticamera di una scissione invece che di una crescita collettiva. Chiunque stia con Renzi viene bollato come di destra. Il liberismo è diventato di destra. Invece stiamo facendo il dibattito che avviene ciclicamente in tutte le sinistre e che sta avvenendo a tutt’oggi in Europa e che ha molto a che fare sul come continuerà l’Europa dopo Monti e la Merkel.

Compito della politica è trovare ricette per la felicità delle persone, per tutti i cittadini e non solo una parte. Ecco discutiamo di questo, vi imploro. Partendo dalla buona fede reciproca e cioè che tutti vogliamo la stessa cosa.

Io voglio discutere di come creiamo lavoro. Non voglio sentirmi dire come unico argomento che le idee del programma di Renzi in economia sono di destra. Ma non perché per me non esistono più destra e sinistra. Esistono eccome. Solo penso che la sinistra oggi possa essere diversa, possa mutare con il contesto di forte crisi e cogliere opportunità per lo sviluppo e per la tutela dei lavoratori ed anche dei disoccupati. La flex-security non è di destra. E’ una cosa che usano nelle socialdemocrazie europee. Discutiamo di quanto costa. Se in Italia è applicabile e come e in quanto tempo. Diciamo anche che non funziona se serve. Discutiamo se un contratto a tempo determinato deve costare di più al datore di lavoro o se è meglio il contratto unico per tutti. Guardate a Pomigliano sta succedendo una tragedia. Una tragedia grottesca gestita male fin dall’inizio e lo dico a mio rischio e pericolo. Non assumere nessuno della Fiom è stato poco furbo (poco furbo nel senso che se li avessero assunti oggi Pomigliano avrebbe fuori quei 19 che oggi escono e non ci sarebbe stato alcun processo….io non credo che alla fiom interessi portare a casa una vittoria in tribunale per 19 persone….forse a tutti deve interessare creare lavoro per tutti, la furbizia è intesa per evitare un processo…un processo che anche se vinto da Fiom non serve a nulla se le macchine non si vendono). Ed oggi non staremmo qui a parlare di 19 persone che devono andarsene semplicemente perché quelle 19 persone non sarebbero entrate.

Ecco vorrei parlare di questo. Vorrei parlare di quei 19 anche se non fossero mai entrati a Pomigliano.

Parliamo del fatto che stiamo chiedendo a Fiat di riassumere tutti per produrre vetture in contesto di mercato terrificante.

Ok, ammettiamo pure che Fiat faccia macchine di merda (prendiamo la vulgata comune), ha pur sempre quasi il 30% del mercato in Italia ed anche se avesse il 40% di quota non basterebbe per saturare lo stabilimento perché il mercato totale delle auto oggi è più basso di 5 anni fa. Ma molto più basso.

Allora qua serve pensare le cose in un campo diverso. Un campo che preveda l’esportazione (e qui allora bisogna chiedere al Governo cosa sta facendo) o una cosa ancora più rivoluzionaria. Qualcuno chieda a Toyota e WV di venire a produrre in Italia e di potere accedere al know-how decennale di cui siamo dotati. Perché nessuno lo fa? E ci sono decine di altre cose che si potrebbero fare, ma forse a tutti è più comodo sparare su una persona sola, su un’azienda sola. Ok, supponiamo pure che Fiat sia il male assoluto. Bene, e il piano B lo abbiamo? Cosa chiederebbero Toyota e WV per aprire in Italia? Qualcuno ne ha una vaga idea? Cosa servirebbe?

Oppure pensiamo a come riconvertire la forza lavoro, chiediamo sviluppo in altri settori, facciamolo in fretta, ma facciamolo con l’interlocutore giusto che è la politica. Non è chiedendo a Fiat la riassunzione di tutti che risolviamo il problema. Ford ha chiuso 3 stabilimenti questo mese, in Europa. Tre. E’ come chiudere Pomigliano, Cassino e Mirafiori. Le macchine non si vendono più come prima. C’è chi è più bravo a farle (ma sì, supponiamolo, diciamolo pure), ma non basta nemmeno quello. E poi che facciamo? A quei 19, a quelle migliaia che sono a casa in cassa che gli diciamo? Che è colpa della Fiat se la gente non vuole più andare in macchina? Guardate che come è l’ILVA in qualche modo. La salute o il lavoro? Cosa manca?

Mancano i pensieri lunghi di come trasformare il Paese e nella loro mancanza si individua un nemico e ci concentra lì, mentre tutto il resto crolla.

Vince D’Alema 40-3 (per questo se ne deve andare)

Ho fatto un esercizio questa sera prima di gettarmi tra le braccia di Cleopatra.

Ho postato due post.

1) Uno in cui sfidavo D’Alema ad un uno contro uno in un collegio uninominale.

2) Uno in cui parlavo della sanità nel Lazio, raccontando una cosa gravissima.

L’ho fatto perché prima di uscire dall’ufficio ho guardato i titoli dei giornali e c’era il faccione di D’Alema che raccoglie firme di adepti per ricandidarsi. E mi sono incazzata. Mi sono incazzata perché avevo appena ascoltato la storia al punto 2 e ho pensato che siamo un Paese malato. Malato di tutto, anche di dalemite, nel bene e nel male.

Su FB il post in cui sfidavo D’Alema ha avuto circa 40 “mi piace” e una 60ina di commenti. Quello sulla sanità ha avuto 3 “mi piace”. E’ vero, a chi può mai piacere quello che racconto sulla sanità nel Lazio? A pochi. Però neanche un commento, un segno di vita, un dibattito. Poca roba. E in effetti accade sempre quando si parla di cose serie, di buon governo, di idee per migliorare il Paese. Niente sangue per gli squali.

Sono sempre dell’idea che oggi D’Alema sia il simbolo (giusto o sbagliato che sia) della politica che non ha funzionato, che ha lasciato accadere le cose al punto 2. E quindi so benissimo che adesso la rabbia del Paese o il tifo dalemasessuale sembrano cose senza senso (a uno che apre il mio blog e magari gli hanno appena mandato una cartella di Equitalia perché non riesce a pagare le tasse) e invece un senso ce l’hanno. Ma proprio davanti a questa sproporzione, uno come Massimo D’Alema dovrebbe farsi indietro, spersonalizzare la politica, mettersi a insegnare se vuole (io da lui non andrei ad imparare come si diventa statisti o come si mangia la crostata, si intenda), ma capire che adesso (ehm) basta così. Che quando stai troppo in politica poi ti viene voglia di incidere sulle banche, di piazzare troppa gente nelle partecipate, di accordarti. E’ la politica, magari capiterebbe a tutti dopo 7 mandati parlamentari. E’ proprio per questo che in politica, nei paesi moderni, si preferisce il ricambio all’esperienza. Per mantenere puliti quei rapporti, quelle relazioni con cui se fai politica ti trovi ad inciampare. Sanità compresa, per tornare al dunque, quel dunque vero di cui dobbiamo ricominciare a parlare.

Traducetemi Bersani.

Secondo voi, qui, cosa intende esattamente per “Unioni di Fatto” e “fine vita” e “tema dell’embrione”?

p.s. la gara di cripticità democratica continua. Per ora Bersani batte Renzi 7 – 3 . (nel senso di maggiore cripticità).

p.s.2 : CHIAREZZA. SERVE CHIAREZZA.

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