quattro e gli alberi in lontananza

COMMENTI A QUATTRO

I vostri commenti sul libro…raccolti nell’etere…con una nuvola nella testa e una depressione nello stomaco che implode tutto: la fame.

Dedicato a Gerardo:

“Dietro Francesca si perdono i filari di uva bianca. Più dietro ancora c’è una linea di cielo che incornicia la terra in una collina. E’ una fila di pini marittimi, come palline appese, in lontananza, un natale autunnale.” 

panorama dall’A1

41 Commenti

41 risposte so far ↓

  • fra // Marzo 12, 2007 a 10:34 pm

    …comunque mi e’ proprio piaciuto …e’ proprio tuo!

    in lacuni momenti mi ha fatto cosi tenerezza…dai immaginati me quassu’,
    venerdi sera dopo una lunga settimana di lavoro e di convivenza continua e spesso simbiotica con gente straniera,
    fuori la neve che cade,
    ed io accoccolata sulla mia comoda poltrona verde in cucina, al calduccio, dopo cena,
    finalmente un po’ da sola, finalmente un po’ di quiete,
    un bel calice di vino rosso che leggo, leggo…

    un po’ piango e un po’ sorrido..
    sei proprio tu!

  • marco // Marzo 12, 2007 a 10:35 pm

    Ciao bella, ho finito in questo momento di leggere il tuo libro
    …….. so che, se dovessi aspettare oltre, il mio modo d’essere mi
    impedirebbe di dartene un commento senza sentirmi stupido o frenato.

    Lo faccio dunque adesso.

    Queste pagine han fatto vacillare le mie certezze su coppie gay e
    figli, e sul fatto che, per la nostra società, possa essere troppo
    presto.

    Mi auguro che il “momento giusto” non arrivi troppo tardi per la tua
    di famiglia, sempre che l’amore di una coppia e di un genitore non sia
    già oggi più forte di ogni pregiudizio.

    Certo è che qualsiasi bambino meriterebbe l’amore di una persona come
    te, come voi.

    Brava.

    Marco

  • fra' // Marzo 14, 2007 a 6:40 pm

    ecco il commento- critica della mia direttrice del dottorato (vedi commento in FRONT PAGE): perche’ e’ andrea che racconta? e non chiara (o comunque una voce femminile)?

  • cristiana // Marzo 14, 2007 a 9:09 pm

    Probabile che dentro di me volevo dare voce a chi forse poteva sentirsi escluso da tutte queste donne. Il punto di vista veramente “altrove”: un maschio. Anche per dire che due donne che fanno un figlio non escludono il “maschile”.
    E forse Andrea, come ho già risposto a qualcuno che mi intervistava, è la mia parte maschile. Come Francesca è la “me” presente. E come Elena è la “me” che ero…

  • GERARDO // Marzo 14, 2007 a 10:38 pm

    ciao cri..
    mi devi un intero dottorato.
    dovevo scrivere la tesi. avevo cominciato tardissimo, m’ero lasciato
    meno di un mese per scriverla tutta. poi, quasi per sbaglio ho
    cominciato a leggere il tuo libro, così, per staccare la testa. E non ho
    più smesso finché non l’ho finito. due giorni interi chiuso in casa
    senza nemmeno cambiarmi i vestiti. Bellissimo. M’è piaciuto tanto. Non
    so dirti se perché è /tuo/ ed in qualche modo sembrava come sentirti
    raccontare la tua vita, vissuta o sognata che fosse. Non mi azzardo a
    giudicarne gli aspetti tecnici, mi limito ad osservare che si fa
    leggere, ti chiede di leggerlo, vuoi sapere cos’altro ha da insegnarti,
    cosa di nuovo può ancora dirti di quel mondo, noto in parte, sconosciuto
    per lo più.. e poi - soprattutto - ti fa venire voglia di farne parte..
    lo fa di più, molto di più di un film di Ozpetek. Credo di non aver mai
    letto con tanta voracità un romanzo. Questo, nonostante le mie letture,
    come i miei gusti in generale, sono leggermente più orientate al
    surrealismo ed al minimalismo.
    Avevo aperto una parentesi, fammela chiudere: ora sono irrecuperabilmente
    in ritardo con la tesi.

    Vabbè, può bastare come sviolinata. Grazie per aver scritto questo libro
    (un pò meno per la dedica: pessima! ma tant’è, colpa mia che non ero
    alla presentazione) e complimenti. Vorrei usare un breve brano del tuo
    libro, con opportuna referenza e previa tua autorizzazione ovviamente,
    come didascalia di una foto, de LA foto, della mostra che tra un pò
    porto a Roma. Sarà l’unica didascalia, un pò un manifesto, per la
    mostra. Poi ti dirò meglio.
    Un abbraccio, come sempre non fai che stupire.
    ovviamente, lo regalerò a tutti (ti va male che sono minimalista anche
    nelle amicizie).
    gery

  • Matteo Silvestrini // Marzo 18, 2007 a 12:01 pm

    Francamente devo ammettere che mi ha sorpreso apprendere tutte queste cose che vedo (libri, blog, opinioni ecc…).
    Buona fortuna. Non condivido, ma comunque rispetto le tue scelte e le tue opinioni.

  • cristiana alicata // Marzo 20, 2007 a 10:23 am

    Grazie Matteo. Magari l’Italia fosse fatta di persone che non condividono e rispettano.
    Spero presto di offrirti un caffé, magari corretto con una storica nera e parlarne un pò.
    Grazie di essere stato qui…e buon fine mese.

  • the grull // Marzo 21, 2007 a 9:01 am

    Stesso effetto, stessa sensazione, stessa mano che ti prende e ti trascina (quasi ti strattona) dentro al romanzo, ti ci lega a doppio filo fino a che non arrivi alla ultima pagina…come ebbi la fortuna di provare nella degustazione prematura ai tempi…per vedere se le uve erano buone…
    Eh si’, è un po’ come il vino…che invecchiando migliora. C’è quello da pasteggio, quello da meditazione (ndr), ma se c’è della buona struttura invecchiando appunto migliora. Qualche capello bianco in piu’ rispetto alla vendemmia frenetica svizzera c’è…ma sicuramente ha preso un corpo piu’ rotondo, ripulenosi dai tannini e dalle imperfezioni giovanili.
    Potresti trovare, lo so, questo commento su una rivista di enologia, ma invece si adatta bene anche a questo libro.
    ….e ne metterei anche una bottiglia in serbo, in llibrera sempre bene in vista, per aprirla nei momenti piu’ adatti, in una pagina a caso, e subito riassaporeresti quei profumi…

    Un abbraccio

  • cristiana alicata // Marzo 21, 2007 a 6:02 pm

    Chi potrebbe dire che dietro ad un grullo fiorentino, ingegnere del disturbo si nascondesse un poeta. Ti ricordi quando eri triste e andavi a cercare una vigna sulle montagne svizzere? E noi non ci credevamo. E invece c’era. Insieme alla tua malinconia di casa. Insieme alla tua e nostra adolescenza che se ne andava.
    Quando ci beviamo una bottiglia noi tre. Di nuovo. Fratello?

  • the grull // Marzo 22, 2007 a 1:22 pm

    Infatti in quella ricerca folle di vigne per moderare quel sentimento nostalgico, decisi consciamente/incosciamente di rimanere vicino alle MIE vigne, perche’ quelle svizzere non mi davano cio’ che mi serviva (e non solo come vino, che obbiettivamente lasciava a desiderare… ;)
    …sai poi che da buon ingegnere del disturbo (mi vedo meglio in quel ruolo che come poeta sinceramente), sono sempre disponibile ad una bottiglia (anzi meglio due).
    C’è il prete in Italia questa settimana che viene a fare il pieno di cibo (le prime previsioni danno un paio di chiletti facili facili… ;) e odori italiani da mamma’….potrebbe essere una bella occasione.
    Altrimenti occorrerra’ una trasferta pazza verso le Alpi…
    un abbraccio

    PS: mugellano per favore……fiorentino solo per necessita’…

  • Chiara // Marzo 28, 2007 a 3:27 pm

    Ho letto il libro tutto d’un fiato, in un giorno di solitudine in orizzontale.
    E’stato la scintilla di molte riflessioni e quando ho cercato di di individuare un filo conduttore, son rimasta stupita della loro eterogenieta’.
    Avevo riflettuto sui rapporti interpersonali, in particolare sul concetto di comunita’ e di rapporto genitore-figlio. Sulla progressiva definizione della personalita’ dell’individuo all’interno di una famiglia.
    L’inclusione di un’altra tipologia di famiglia fra i legami che sono riconosciuti come tali all’interno della societa’ civile dovrebbe essere un’ occasione per ridiscutere quali ne siano i motivi fondanti e quali i limiti. Purtroppo questo non e’ il soggetto del dibattito attuale (mediatico e non), che si concentra invece sulla promozione di stereotipi, di valori e modelli che risultano obsoleti e vuoti. La cronaca fornisce ogni giorno
    esempi di nuove declinazioni del disagio giovanile, che nasce ed e’ alimentato da una crisi che e’ anzitutto familiare.
    Nel frattempo la societa’ si rigenera autonomamente e produce nuove risposte.
    Ecco, quella presentata in questo libro e’, a mio avviso, una risposta alternativa: non teorica, bensi’ una soluzione compiuta. Un esempio di una piccola comunita’ la cui forza e’ basata sul dialogo e sull’ascolto. Una comunita’ i cui
    componenti vengono progressivamente messi a conoscenza dei suoi motivi fondanti, della sua storia e delle sue decisioni. In cui i figli imparano dai genitori che si puo’ sbagliare. Ma che si puo’ anche correggersi. In cui i figli hanno diritto di opinione e di scelta, perche’ con l’abitudine alla dialettica imparano a sviluppare e difendere
    idee autonome, e magari a vederle confutare. La cui dinamica e’ fondata sulla flessibilita’ dei ruoli, perche’ ciascuno gioca come “se stesso”.
    Una comunita’ piccola innestata in una comunita’ allargata che la sostiene e in cui di nuovo i rapporti sono basati sulla comunicazione e la condivisione.

    Questa non e’ la storia di una famiglia diversa, ma di un’idea diversa di famiglia, di un nuovo nucleo per una societa’ moderna e consapevole.

  • cristiana alicata // Marzo 28, 2007 a 4:11 pm

    Ciao Chiara…la nostra Chiaretta? Non lo so.
    Chiunque tu sia, grazie per le belle parole. Credevo di avere lasciato andare la poesia delle milioni di parti di me, dei miei satelliti interiori e non.
    Credevo ci fosse molta favola e in questi giorni mi sembra che intorno al libro si voglia vedere più la dimensione del saggio. E’ bello. Quello che per me è favola (sebbene onirica, nel senso di desiderata) per tutti sta divenendo una piattaforma civile, una nuova famiglia da pensare, inventare, costruire.
    Bello. Grazie.

  • Chiara // Marzo 28, 2007 a 5:23 pm

    Ciao Cri! Sono the Grull’s Chiara, dove il genitivo sta solo come riferimento.. sia mai ;-)
    La favola ha sempre un aspetto duplice: e’ poesia ed ha una funzione pedagogico-sociale. Mi e’ piaciuto commentare il secondo. Il primo e’ quello che ti tiene incollato dall’inizio alla fine, e’ quello che suscita empatia e determina il successo piu’ immediato del romanzo. Complimenti per entrambi! Un bacione, ci vediamo presto?? :-)

  • Lucretia // Marzo 28, 2007 a 6:28 pm

    “… senza chiamarla, per via della discrezione che dà la poca confidenza, che non riesce a riempire lo spazio della comunicazione anche quando ti affezioni a qualcuno in poco tempo per una cosa che ti sfiora dentro.”

    Con le tue parole ho detto.

    Lu

  • cristiana alicata // Marzo 29, 2007 a 8:15 am

    Non mi fate confondere donne…mi state “toccando” nel mio punto debole e i cani non fanno le fusa, non sono discreti nel manifestare la loro felicità.
    Grazie…
    Per Chiara: non pensavo che le matematiche fossero così…ecco….intellettualmente sexy. Se po dì? Non lo dire al Grullo che ti mette la cintura di castità…ti facevo grulla pure a te…quando ho letto il post ho pensato ad una 35enne impegnata, magari psicologa o comunque letterata…mi sa che noi “scienziati” di numeri, cemento e bulloni gli stiamo dando le piste…

  • the grull // Marzo 29, 2007 a 10:11 am

    …guarda che il grullo, anche se molto rintronato….sa ancora leggere!

    ….e ora non te la mando piu’ a Roma da sola! ;-)

    Un abbraccione

  • Lucretia // Marzo 29, 2007 a 4:41 pm

    … E allora manifestala pure, come un buon cane sa fare.

    Lu

  • bucky // Marzo 30, 2007 a 10:10 am

    oh oh…. what’s up?
    non ce se pò allontanà n’attimo ;-)!!

    vedi a pensà al lavoro!!!!
    baci baci da un giorno troppo grigio

  • fra' // Aprile 2, 2007 a 9:30 pm

    ho prestato il libro al piu’ omofobico del master…mah staremo a vedere…

  • Valentina // Aprile 11, 2007 a 4:33 pm

    “…..Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira….”
    Ciao Cristiana…
    noi non ci conosciamo, io sono un’amica di the grull come si fa chiamare qui - e cmq l’appellativo gli va a pennello - e ho avuto l’onore di ricevere QUATTRO in regalo dal sottoscritto x il compleanno…a parte bellissima copertina….
    io non sono molto brava con le parole, e con i numeri me la gioco ogni giorno in quanto ingegnera, ma cercherò di spiegarti quanto questo libro, splendida novella, mi abbia aperto il cuore….perchè trasuda amore nelle varie forme in cui gli esseri umani al meglio e al peggio sono capaci di scambiarsi…nella famiglia, nella coppia, tra fratelli, tra amici, tra amanti…perchè parla del “tradimento” e della lacerazione che può portare anche nelle coppie più unite e capaci di comunicare….e della capacità di superarlo un tradimento…perchè parla della voglia di farli e crescerli i figli, come esseri a cui si dona la vita ma a cui si dona anche l’autonomia e la possibilità di emanciparsi….perchè non c’è legame a cui credere di più di quello tra persone indipendenti…
    io non mi sono mai posta sinceramente il problema delle coppie omosessuali, nel senso che credo nelle capacità emotive e intellettive del prossimo, perchè etero o omo, non fa differenza, purchè si voglia davvero essere genitori…genitori tutta la vita…
    regalerò il libro senza distinzioni anche per aiutare a pensare gli scettici, con una buona novella….o solo per leggere un bel libro!
    ciao cristiana, e fatti invitare da the grull su a firenze

  • cristiana alicata // Aprile 12, 2007 a 12:15 am

    Cara Valentina, grazie delle belle parole… Sì sono d’accordo con te sull’atto di amore che è fare un figlio, crescerlo e dargli anche autonomia. Grazie per il tuo abbaondono all’argomento che, è vero, scotta un pò…E ci vedremo certamente a Firenze. Tranquilla.

  • Clauu // Maggio 7, 2007 a 8:59 am

    quest’angolo del tuo blog non lo avevo ancora visitato…tesoro ma che bello, che bello anche il tuo logo. ti voglio bene, non dirò altro. sai che non serve più ormai… ;-)

  • the grull // Maggio 7, 2007 a 5:56 pm

    ….e ora sei anche come libro del mese in un posto di Firenze abbastanza frequentato (e non solo da ingegneri per tua fortuna!)

    http://www.cralnuovopignone.it/news.asp?ID=2241&sezione=LIBRO%5Fdel%5FMese

  • fanello // Maggio 10, 2007 a 4:44 pm

    ….ma cercavo un sito porno e google mi manda qua…..mah!!!!…non ci sono più i motori di ricerca di una volta….che schifo…..:-))))….mah ho letto sto libro comprato su internet…..perchè qui a trieste c’era qualche difficoltà……bello come la bozza letta un due anni fa e mai restituita….hi hi hi…..sta sotto la gamba del tavolo della cucina non la rivvorrai indietro…..c’è tutta cristiana dentro…madòòòòòòò……;-)….il libro mi ha fatto pensare ad una vekkia poesia….di H. Fried….la dedico a tutte le donne e gli uomini che si amano….tra di loro a incastro….come cavolo vi dice il cuore insomma….
    “…E’ assurdo dice la ragione
    E’ quel che è dice l’amore
    E’ infelicità dice il calcolo
    Non è altro che dolore dice la paura
    E’ vano dice il giudizio
    E’ quel che è dice l’amore
    E’ ridicolo dice l’orgoglio
    E’ avventato dice la prudenza
    E’ impossibile dice l’esperienza
    E’ quel che è dice l’amore…”

    vi saluto a tutti da Trieste…..mi preparo per la kontromanifestazione al G8 che si terra sabato…..magari mi lancio contro con la BMW…

    besos

  • Anonimo // Giugno 12, 2007 a 4:32 pm

    accidenti .. c’è proprio piaciuta ’sta poesia… hai visto che lato sensibile il fanellis…. e chi se lo sarebbe aspettato…. ;o))
    e*
    PS: come sei veramente contro con la BMW!!! degno dei migliori compagni!! ;o))

  • asia // Luglio 31, 2007 a 1:55 pm

    …ho trovato la cartolina di Quattro sul bancone di un chiosco sul mare in una giornata di sole a fine maggio. Al mare c’eravamo io, Peppa (il cane) e qualche altro squilibrato come noi sparso quà e là. Sulla strada del ritorno ho messo la cartolina ben in vista sulla nostra macchina, sul croscotto come a voler dire : “Questa è l’auto di una famiglia così “.
    Qualche giorno dopo ne ho trovata una copia in giro per casa, B. l’aveva comprata perchè la trama ci assomigliava.
    Ogni tanto facciamo elenchi a punti tipo:

    - detersivo lavatrice
    - mettere in fila i sogni
    - realizzarli
    - vetrerinario
    - fare un figlio entro il 2008
    - ritirare lavanderia etc..

    Quattro l’ho letto come un bicchiere d’acqua quando hai sete. Abbiamo tacitamente stabilito che io sono Francesca e che lei è Martina.
    Quattro mi ricorda che i sogni possono essere fatti di una fatica piccola e quotidiana. Goduti di gioie sottili nel ristoro di mura, tavola e alberi.
    Ho vissuto anni fa per 5 anni in una casa sperduta nella campagna toscana. Quattro mi ha ritrovata li, nell’orto. A curare gli ulivi, a decespugliare, alle cene del circolo di paese a cucinare tutto il santo giorno.
    In una dimensione umana, profumata e silenziosa.

    Grazie a Cristina che con il lavoro di cuore e mente ci ha dato ore liete.

    Asia B. e Peppa

  • cristiana alicata // Luglio 31, 2007 a 2:09 pm

    Guarda il caso…probabilmente era la stessa domenica in cui avevamo deciso di farci la prima giornata di mare e ho portato un pò di volantini al Settimo Cielo di Capocotta.

    Non trovi strano l’incrocio nello stesso luogo di vite così simili?

    Asia, grazie, mi fai partire per le vacanze con leggerezza…Quattro ha un percorso strano, lento, perchè non abbiamo una buona distribuzione, ma la gente se lo sta passando, lo sta amando…lo regala ad amici e genitori per dirgli: “guarda, questo è possibile”. Questo è la cosa più bella che pensavo potesse fare Quattro.
    Buone vacanze…

  • estella // Agosto 23, 2007 a 12:36 pm

    Perché non istituire l’angolo “scopro Quattro in un posto nuovo”! Inizio io:
    Come ti ho già detto via cell (ma lo voglio lasciare scritto nero su bianco sul blog.. perché scripta manent..) con grande sorpresa ho trovato Quattro a Palermo nella libreria di quel fantastico locale un po’ cantina, un po’ aperitivo, un po’ pub, un po’ risorante (sulla terrazza!), un po’ libreria (appunto), mooolto radical chic, e moolto bello anche… ricavato all’interno delle mura che fronteggiano la passeggiata a mare (acc… non mi ricordo mai come si chiama).
    Forse su palermo c’è lo zampino di tuo cugino, no??
    baci
    e*

  • daniela // Settembre 8, 2007 a 5:45 pm

    grazie.
    da una donna che ha una figlia con la sua compagna.
    per aver colto dubbi emozioni che neanche pensavo di avere.

  • cristiana alicata // Settembre 8, 2007 a 7:23 pm

    Cazzo. Quando lasciate sti commenti, lo sapete quanto colpite a fondo?
    Grazie a te, a voi, Daniela, perchè quando una famiglia “arcobaleno” si ritrova nel libro mi sembra di non avere inventato troppe cose, semplicemendo provando a viverle senza averlo fatto. Dentro. L’associazione “famiglie arcobaleno” credo abbia vissuto Quattro con qualche dubbio e perplessità: per esempio il fatto che Andrea e Chiara chiamano la madre non biologica per nome e non mamma. Mi dicono che non è così. Io questo non lo so, non avendolo, purtroppo, ancora vissuto. Però credo che non siano queste cose ad avere importanza, e l’attenzione a questo denoti un pò di paura di non vedere riconosciuta la genitorialità del genitore non biologico. Io mi sentirei genitore, mamma, del figlio della mia compagna non se mi chiamasse mamma, ma se mi chiamasse Cristiana e poi mi riconoscesse genitore nelle sue scelte, nelle sue sofferenze, nelle sue gioie.
    E poi credo abbiano delle perplessità sulle paure di Francesca e Martina…non so, anche qui…ognuno è diverso, e comunque io ritengo che oggi, due donne che fanno dei figli in Italia se non hanno un pò di paure sono un pò incoscienti. Per intenderci: devono farlo, ma sono anche condannate a dovere stare all’erta, per il bene dei pargoli, certo non del loro…
    Tu, voi, che ne pensate?

  • Stupidarich // Settembre 16, 2007 a 1:43 pm

    Ho letto il tuo libro: delizioso.
    Dovrebbero leggerlo tutti coloro che hanno dubbi e perplessità sul “matrimonio gay”. Quanta “poetica normalità”.

    (L’ho regalato anche a mia madre!)

  • cristiana alicata // Settembre 20, 2007 a 10:17 pm

    ;o)

  • Nicole Fregolent // Marzo 27, 2008 a 7:36 pm

    Ho letto il libro d’un fiato. Letteralmente.
    Credo proprio lo farò leggere alla mia compagna il prima possibile!
    Ho trovato certe parti così “vive”…e così vicine a me, da sembrare quasi più reali delle esperienze che ho vissuto.
    Mentre leggevo avevo una sensazione quasi continua di “deja-vu”. Forse ho trovato in questo tuo libro quello che cercavo da anni in tutti i libri senza mai trovarlo appieno: delle risposte positive a una situazione che in troppi vicino a me vedono come negativa.
    Come ho scritto anche in una community di yahoo, mi sono scoperta a ridere, piangere, incazzarmi…come se le cose descritte nel libro fossero accadute a me!! Di tutti i libri che parlano in qualche modo di omogenitorialità e coppie di fatto credo sia quello che mi ha colpito di più. Sarà che ci leggo dentro per buoni tratti la mia vita, la mia relazione e ,chissà, forse il nostro futuro, mio e della mia compagna.
    Un grazie di cuore.

  • cristiana alicata // Marzo 31, 2008 a 11:16 pm

    Grazie a te Nicole per dare senso al mio lavoro. E ovviamente auguri di “realizzare” il sogno. A te. A voi. Ed anche a noi.

  • visipoli // Giugno 4, 2008 a 12:04 am

    Ciao Cristiana
    ho comprato il tuo libro sabato in previsione di un viaggio in treno, e tra andata e ritorno l’ho letto. I primi due capitoli perché ero curiosa, perché ho conosciuto l’autrice, ma con fatica, difficoltà ad orientarmi nei cambi di punto di vista, tra i personaggi e i rapporti. Poi pian piano, di soppiatto, qualcosa mi ha agganciata, e da lì la lettura ha iniziato a scorrere fluida, le pause dovute a pensieri suscitati dal testo e non più dalla confusione.
    Mi hanno colpita due fattori, in un certo senso opposti:
    da un lato la profondità della riflessione e della problematizzazione, anche se magari qui gioca molto la mia personale ignoranza… ma insomma ti stavo facendo un complimento e ora sembra che me lo rimangi, non va bene…
    dall’altro, e forse più importante, la somiglianza della comunità descritta a certi sogni/progetti/possibilità ventilate con molte persone vicine, forse un fatto generazionale più che di orientamento.
    Penso spesso alla nostra generazione come a degli esploratori, degli inventori, degli esploratori, alle spalle abbiamo la memoria di chi ci ha preceduto (siano i nonni depositari di una tradizione, i genitori sessantottini che l’hanno scardinata, tutti coloro che prima e intorno a noi immaginano e praticano alternative) e siamo alla ricerca di nuove possibilità di relazioni, di vicinanza, di famiglia. Allora mi pare che la famiglia di Martina Francesca Andrea e Chiara possa essere uno spunto di riflessione su cos’è una famiglia oggi o cosa potrebbe esserlo, non solo per coppie omo. Che non vuol dire negare la specificità, ma insomma io non sento nemmeno questa distanza abissale…
    Ops ho sproloquiato un po’, ma il libro mi ha fatta pensare, e ricordare quando leggevo Due di due nel Viaggio con la V maiuscola della mia vita, e commuovermi e… lo presterò e regalerò a un po’ di gente.
    Come va il lavoro sul secondo?
    Un grazie di cuore
    Alice
    (Torino, festival, “reclutamento”… capito chi sono?)

  • cristiana alicata // Giugno 4, 2008 a 9:13 am

    Ma certo che ho capito…
    il secondo è un parto difficile ed è molto più dentro alla nostra generazione…non è epopea, ma stavolta è fotografia.
    E’ giusto che non ci vedi nulla di abissale…non esiste specificità, loro 4 sono solo una famiglia come tante.E sì, c’è dentro un pò di Due di Due anche lì…

    E grazie…

  • Arcilella // Giugno 11, 2008 a 1:11 pm

    Ciao Cristiana, ho letto il tuo libro l’anno scorso, e l’ho già inserito nella mia libreria, definendolo come un dei miei preferiti a tematica lgbt.
    Ho detto di essere omosessuale a mia madre circa 3 anni fa, e da quel giorno abbiamo toccato poco questo tasto. Lei non ci riesce. Mi lascia essere me stessa, soffrendo in silenzio. Le ho girato il tuo libro, sperando che, grazie al tuo libro raccontato in maniera così tenera e “semplice”, anche lei capisse la naturalezza dei rapporti tra persone dello stesso sesso.
    Ho visto che ha interrotto la lettura verso la metà. Non ce l’ha fatta. Aspetto altri tuo romanzi con ansia, e li girerò sempre e comunque a mia madre, finchè non cambierà idea! Per questo, ti ringrazio del tuo “supporto”!

  • cristiana alicata // Giugno 11, 2008 a 2:19 pm

    parlale…portala fuori a cena e parlale…e vedrai che quando ti vedrà felice con la tua compagna di vita capirà…dalle il tempo giusto, ma non sbatterla fuori dalla tua vita.

  • Arcilella // Giugno 11, 2008 a 6:28 pm

    L’ho fatto più volte, ma lei si chiude. Convivo da un anno e sto con la mia ragazza da 3. Sicuramente vede che io sono molto felice, ma lei non lo è, quindi.. :) Non la sbatto fuori, ma lo fa lei, in qualche modo. C’è ma non c’è.

  • Jules // Luglio 18, 2008 a 12:37 am

    Ciao Cristiana,
    sposto la risposta qui dal post su Eluana per evitare l’ “off-topic”.
    Purtroppo il tuo libro è poco conosciuto; ed è un peccato perchè davvero bello. Ricco di tenerezza ti sa coinvolgere al punto da farti sperare davvero che una famiglia simile abiti a pochi passi da casa. Appena finito mi ha lasciata con un senso di dolcezza mista a ottimismo tale che l’ho dovuto prendere è regalare alla mia ragazza!

    Ho scoperto per caso il Dito e la Luna (il merito va a una recensione su XL di Repubblica a proposito di Antologaia di Porpora Marcasciano) e da lì spulciando il sito ho scovato Quattro, anche se già avevo letto e contrassegnato il tuo racconto in Principesse Azzurre come uno tra i più carini.

    Essendo sarda non ti dico quanto ci ho messo per averlo…..non trovandolo da nessuna parte l’ho dovuto ordinare dal sito del Dito e la Luna, che non so a causa di quale influsso astrale si è dimenticata del mio ordine! Beh insomma…è stato un parto!
    Ma ne è valsa la pena… ;-)

    In mancanza d’altro verrò a curiosare sul tuo blog in attesa della prossima uscita, spero presto…

    Un abbraccio :)

  • cristiana alicata // Luglio 18, 2008 a 8:53 am

    ci stiamo lavorando…tu intanto occupati di diffonderlo in Sardegna…magari potremmo fare una presentazione a Cagliari…

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