Ema: Amsterdam, ovviamente.

22 novembre 2017 § 2 commenti

In tutta onestà e a prescindere dalla modalità di individuazione della sede dell’Ema, è necessario che scendiamo sulla terra e smettiamo di essere provinciali (le lamentele per la mancata nomina di Milano somigliano ai fischi all’inno svedese nella partita – persa – di qualificazione ai mondiali). Milano non è Amsterdam. Non è ad un’ora (economica e ne vola uno ogni mezz’ora) di viaggio da Londra per tutti quei dipendenti che lasceranno le famiglie in UK. Non parla inglese ovunque, anche nei bar di periferia. Non offre possibilità di lavoro quasi infinite (per disponibilità ma anche per attitudine ad accogliere) per i partner dei dipendenti dell’agenzia. Non so quanti sportelli multilingue abbia per aiutare ad aprire un’impresa o quante facilitaZioni fiscali abbia (ma questo riguarda l’Italia, non Milano). Non so quante scuole internazionali abbia. Insomma in qualsiasi modo sia stata nominata Amsterdam di sicuro i suoi dipendenti staranno meglio in Olanda che in Italia (al netto della sanità in cui in Olanda sono terribili). Questo non deve sembrare un atto di lesa maestà ma deve generare una riflessione ed un’opportunità. Come possiamo diventare terra attrattiva per il business (lasciamo stare le agenzie europee per ora) anche privato (a parte le facilitazioni fiscali olandesi)? Come possiamo diventare non solo terra di turismo ma anche terra dove vivere e vivere bene? (E questo ha a che fare con la cultura delle differenze, i servizi, l’accessibilità alla burocrazia). Questo riguarda anche noi che ci viviamo. Chiediamo ai nostri connazionali (al netto del meteo e del cibo) come si vive in Olanda.

L’Italia ritrovi la propria umanità.

15 novembre 2017 § Lascia un commento

Meno arrivi, più morti.  Questo il risultato dell’accordo con la Libia. Italia, torna sui tuoi passi, torna in te stessa, ritrova la tua umanità.

L’Unità.

12 novembre 2017 § 3 commenti

Per chi ha l’animo maggioritario ogni appello “unitario” è un appello sensato. Quello che mi fa incazzare è che questi appelli diventano appelli per la generazione di cartelli elettorali e non per la generazione di programmi di lungo termine, di una visione di Paese. Ha senso stare insieme per vincere “contro” qualcuno se non abbiamo un’idea “per” il Paese che sia comune? Purtroppo nemmeno l’Ulivo fece quell’esercizio e per questo morì, anche se era una bellissima idea. Come il PD era – ed è – una bellissima idea. E quindi che senso ha uscirne, starne fuori, prenderlo a sassate e poi volersi candidare con lui? E nello stesso tempo (e questo lo dico al PD) siamo sicuri di non avere fatto lo stesso errore di Bersani con le minoranze interne? Siamo sicuri che vincere congressi in modo schiacciante e poi essere sempre più irrisori elettoralmente sia una giusta strategia? Non manca qualcosa? Non manca qualcuno? E non parlo di cognomi ovviamente. Siamo sicuri che il PD non si stia perdendo per strada anche pezzi sani?

Ostia e Sicilia…di chi è la colpa? 

6 novembre 2017 § Lascia un commento

Nel mio mondo se hai un’astensione così alta non puoi dare la colpa a nessuno se perdi. E nemmeno essere felice di prendere il 14% perché ti davano al 7% (vedi alla voce Ostia). In Sicilia ho conosciuto guide turistiche giovani e preparate (e la visita costava 2€!!!) e un ragazzo che prende 1000€ al mese per lavorare tutti i giorni tranne mezza giornata a settimana e due domeniche e ha due settimane di ferie. Se la politica non parla con loro perde. Se la politica non si collega con loro perde. Nessun Grasso, nessun Fava, nessun D’Alema, nessuno nessuno può farti perdere se riesci ad arrivare a quella resa, a quella rabbia, a quella (anche) bellezza di tanti giovani che resistono. Punto.

Il caso del cestino e della prof.

3 novembre 2017 § Lascia un commento

Il caso della professoressa alla quale viene tirato un cestino e che resta inerme mi ha ricordato i due anni in cui ho avuto una supplenza di 6 ore a settimana in una scuola alla quasi periferia di Roma. Un istituto tecnico industriale.
Ebbi due classi di tutti maschi di circa 16 anni con tutta una serie di particolarità: dallo studente mussulmano (e nero) in pieno 2001, al ragazzo con disturbi molto gravi che non aveva il sostegno per tutto l’arco della giornata e quindi dovevamo arrangiarci io e i ragazzi a tenerlo calmo, al ragazzo primogenito, orfano di padre e pluribocciato sempre sull’orlo di mollare per andare a lavorare, al figlio di papà che faceva il prepotente.
La porta della classe aveva un buco in cui si affacciavano i bidelli senza aprirla. I primi tempi sono stati durissimi, i miei studenti (alcuni dei quali sento ancora) se lo ricorderanno bene. La prima volta che arrivai una delle bidelle mi prese per un’orecchio perchè ero accorsa nei bagni sentendo delle urla e lei mi aveva scambiato per un ragazzino che stava partecipando alla rissa. Mi scusi professoré non lo sapevo.

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Venerdì 20 ore 17 “Ho dormito con te tutta la notte” è al festival delle Narrazioni di Sulmona.

18 ottobre 2017 § Lascia un commento

Buon Compleanno PD.

14 ottobre 2017 § 1 Commento

Avremo sempre in questo secolo l’esigenza di un partito di popolo, di un partito che “tenga insieme” e non escluda, di un partito orizzontale. Avremo sempre l’esigenza di un partito che interpreti senza nostalgia, ma con coraggio. Avremo sempre l’esigenza di un Partito che cambia, che si evolva, come se fosse una start-up e non una fabbrica del 900 dove conservare dogmi in una teca. Ed avremo sempre bisogno di un Partito che abbia il coraggio di non fare passi indietro sui diritti e sull’etica. Che non faccia compromessi con religioni, con la panza del momento, con il territorio del capo bastone. E avremo sempre bisogno di un Partito che ammetta i propri sbagli e corregga senza paura di dire “ho sbagliato”.
Di un Partito che spieghi le scelte più impopolari siano esse lo Ius Soli o soluzioni per generare lavoro tenendo l’equilibrio tra chiudere un’azienda e i diritti dei lavoratori. Avremo sempre bisogno di un Partito che contenga al suo interno la visione per una città come Roma. Avremo sempre bisogno di un partito come volevamo che fosse il Partito Democratico. Buon compleanno PD.
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