Perchè non me ne vado dal PD

20 dicembre 2007 § 42 commenti


1) perchè non vedo nessun progetto politico GLBT né nella politica, né nel movimento

2) perchè solo un partito “grande” (il PD non è ancora un grande partito) può approvare prima o poi una legge per gli omosessuali

3) perchè se la questione GLBTQ diviene mediaticamente una questione “radicale” o “comunista” è un fallimento. Rivendico il diritto di molti omosessuali di essere di destra, di essere liberali, di essere cattolici. L’omosessualità NON è di sinistra radicale. E la sinistra radicale non è omosessuale, visto che se ne sta ad urlare senza fare nulla, anzi suggerendo la norma errata sull’omofobia, dimostrando il suo pressapochismo

4) perchè ho un lavoro in un’azienda privata, non devo niente a nessuno e la mia presenza nel PD è una rottura di scatole per loro, non un vantaggio per me. Perchè non percepisco alcuno stipendio dalla politica e finchè sarà così la mia presenza sarà solo un fastidio per loro, un rischio personale per il mio lavoro e chi mi critica non ha capito niente della differenza tra fare Politica e cercare una poltrona

5) perchè in due mesi ho avuto la possibilità di dire a dei ministri, in faccia, quello che penso del loro impegno sulle questioni GLBTQ e altrimenti non avrei potuto farlo

6) perchè in due mesi molta gente ha spalancato gli occhi sentendomi parlare, segno che le mie parole a qualcosa servono

7) perchè la battaglia non deve essere contro la Chiesa, ma contro chi alla Chiesa fa soccombere lo Stato e non mi piace attaccare la Chiesa, come fanno molti, ma preferisco attaccare chi è vigliacco e non ha coraggio

8 ) perchè la base del PD è diversa dalle sue azioni, ma bisogna dirglielo, a volte lo dimentica e se ce ne andiamo tutti chi glielo ricorda.

9) perchè non voglio dire a mio figlio, a mia figlia che non ci ho nemmeno provato.

Certo, le vostre critiche, i vostri insulti mi fanno soffrire, ma sono critiche ed insulti di persone che non vedo “fare”: io vi vedo solo “sparare”. Qual’ è la vostra strategia politica? Quali le vostre proposte, se non insulti e critiche a me e ad altri come me?

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§ 42 risposte a Perchè non me ne vado dal PD

  • vincenzo ha detto:

    cristia’, lassa perde sti stronzi appresso a water veltroni e facciamolo davvero un soggetto frocio!
    altrimenti l’unica via sono le uova in faccia a quella paracula de veltrona.

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  • l'Elfo ha detto:

    Cristiana, questo post è offensivo perché per te fare politica significa solo occupare un posto dentro un partito e poi magari spuntare in un giornale dove risulta che hai fatto la figa con Fioroni. Peccato che il tuo partito poi è uguale ad AN o all’UDC riguardo questa e molte altre questioni.

    In secondo luogo: cazzo ne sai se io non opero nella società quotidianamente? Ma tu sai cosa significa andare in una scuola, in mezzo a mille studenti e cento insegnanti, a dire che si è gay e si ha comunque una dignità? Portare la propria esperienza di vita? Questo è meno importanti delle vostre riunioni con qualche altra lesbica repressa al ministero della famiglia che fa leggi discriminatorie?

    Vuoi stare dentro il pd? Benissimo, scelta di cui ti assumi tutte le responsabilità. Per me, non comunista, non fai più parte del movimento GLBT e ti considero alla stregua di un Fini o di un Veltroni, che si macchiano di atti omofobici contro tutti noi.

    Un gay ha diritto di essere di destra o cristiano, ma non ha la facoltà di operare contro i suoi compagni di movimento. E stando nel pd tu lo rendi forte e quindi di fatto operi contro di noi.

    Non ho né la forza né la volontà di emarginarti dal movimento, ma personalmente, se mi incontri per strada, evita di parlarmi. Perché così come non parlo con i froci che votano Fini e Berlusconi, non ho intenzione di perdere il mio tempo con chi si ostina tuttora a remare contro i miei sogni e il mio futuro.

    Con me hai chiuso.

    Adios.

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  • Laura TS ha detto:

    ciao cristiana.

    questo non è un bel momento
    ma in fondo lo sapevamo che non sarebbe stato facile

    io sono convinta che questo paese possa cambiare ed essere più dinamico e più aperto
    e sono convinta che molto dipenderà da cosa noi saremo in grado di costruire con il PD

    la verità è che uno dei motivi che ci hanno spinto (o che perlomeno mi hanno spinto) è la consapevolezza che altre strade non hanno funzionato
    che con la divisione e con la contrapposizione non siamo riusciti a raggiungere di più che la personale soddisfazione del sentirsi dalla parte giusta

    io vorrei veramente raggiungere qualche risultato e non solo auspicarlo

    p.s. in questi giorni così impegnativi da affrontare mi hanno sollevato le parole di zucconi su repubblica.it

    “Io appartengo alla scuola del presidente Lyndon Johnson. Meglio avere il cammello dentro la tenda che piscia fuori, piuttosto che il cammello fuori dalla tenda che piscia dentro. ”

    p.p.s. se elfo si impegna nella società reale solo la metà di quello che si impegna nell’attaccare i gay del pd
    … mi chiedo come mai ci siano ancora dei problemi in questo paese…

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  • cristiana alicata ha detto:

    Caro Elfo, io invece non ne posso più di certo fascismo che vorrebbe dire agli altri cosa fare e cosa non. Quello che tu fai nel tuo quotidiano lo facciamo tutti, cosa credi…che in ufficio me ne sto a fare la etero oca?
    Quello che serve è farsi sentire…e se esco sul giornale per il bene comune e non per la mia poltrona, visto che non ce l’ho e non la voglio, non vedo a cosa mi giovi nel partito…anzi…
    Con me hai chiuso?
    E quando mai avevi aperto?

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  • ga ha detto:

    Brava Cri..resisti e vai avanti. Secondo ma le tua scelta è la piu coraggiosa di tutte…almeno sei dentro..e provi a farti sentire..invece di criticare in modo non costruttivo. So che è difficile..ma sappi che noi ci siamo..sempre..GA

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  • lastrega ha detto:

    eheheheh sembra di sentire d’alema 😆
    1) perchè non vedo nessun progetto politico GLBT né nella politica, né nel movimento
    — quindi nemmeno il tuo lo è… un po’ ci avevo creduto ma forse era demagogia

    2) perchè solo un partito “grande” (il PD non è ancora un grande partito) può approvare prima o poi una legge per gli omosessuali
    — volevi dire: solo un partito grande con grandi clientele muove il potere per… senti non ci è riuscito pci-ds e cià cià con le arci… in realtà non ci sono riusciti i laici non capendo che molti diritti che chiedono i gay sono diritti per TUTTI

    4) perchè ho un lavoro in un’azienda privata, non devo niente a nessuno e la mia presenza nel PD è una rottura di scatole per loro, non un vantaggio per me.
    — io sta cosa non la capirò mai: quando hai rotto le scatole è cambiato qualcosa? ma 🙄

    5) perchè in due mesi ho avuto la possibilità di dire a dei ministri, in faccia, quello che penso del loro impegno sulle questioni GLBTQ e altrimenti non avrei potuto farlo
    —- e infatti si sono accorti di quello che hai detto… sì sì… ti hanno anche ascoltato… sì sì… avevano l’alicata nei loro pensieri… 🙄

    7) perchè la battaglia non deve essere contro la Chiesa, ma contro chi alla Chiesa fa soccombere lo Stato e non mi piace attaccare la Chiesa, come fanno molti, ma preferisco attaccare chi è vigliacco e non ha coraggio
    8 ) perchè la base del PD è diversa dalle sue azioni, ma bisogna dirglielo, a volte lo dimentica e se ce ne andiamo tutti chi glielo ricorda.
    —– dopo ste due voci torniamo alla domanda iniziale: che ci stai a fa in sto pd? a ho capito il grillo parlante… morì con una martellata in testa…

    @alicata:Certo, le vostre critiche, i vostri insulti mi fanno soffrire, ma sono critiche ed insulti di persone che non vedo “fare”: io vi vedo solo “sparare”. Qual’ è la vostra strategia politica? Quali le vostre proposte, se non insulti e critiche a me e ad altri come me?

    ahahahahahaha alicata non so se te ne sei accorta ma sei sul web con un blog e quello che ti viene da noi è pane quotidiano (altri blog di politici censurano i commenti questo non ti dice nulla?)
    è nella normalità che ti arrivino critiche e insulti e dovresti ringraziare invece di fare la permalosa: VUOL DIRE CHE QUALCUNO TI LEGGE E TI ASCOLTA E CHE MOSTRA LA SUA DELUSIONE DI FRONTE A UN RAPPRESENTANTE CHE NON VIENE ASCOLTATO
    come è però che tu non ti accorgi di chi ti chiude la bocca, di chi ti critica, di chi ti insulta nel tuo partito? com’è che incassi? per questi religiosi 10 comandamenti? per rompere le scatole? scusa ma se diventiamo permalosi noi a te chi ti ascolta? e soprattutto chi ti vota?
    vabbè dimenticavo… in italia l’elettore sceglie molto poco… magari un inciucio e sei dentro… (hai dimenticato di mettere che sei contro l’inciucio guarda caso e questo è un insulto contro tutti noi)

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  • lastrega ha detto:

    aggiungo una postilla
    i movimenti politici posso nascere
    ma se nessuno ha intenzione e resta nell’invettiva rompe le scatole e basta,
    rompe le scatole su una poltrona, un aventino che diventa frustrazione da vomitare su un blog contro tutti (tranne che contro i propri compagni) e alla fine?
    sai quando hai cominciato a perdere colpi?
    https://wordwrite.wordpress.com/2007/12/01/registro-delle-unioni-civili-a-roma-la-diretta/
    hai cominciato a ragionare come un politico navigato
    e mo piangi sul latte versato

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  • antonella ha detto:

    Cristiana, io – pur non conoscendoti personalmente – sono convinta della tua onestà intellettuale e non solo.
    Inoltre negli ultimi tempi le persone GLBT che sono entrate fattivamente a far parte del PD sono state attaccate così duramente che mi viene istintivo difenderle 🙂 !!
    Quindi, pur non sapendo al momento cosa voterò alle prossime elezioni ( aspetto un programma scritto e spiegato che delinei meglio e in dettaglio le intenzioni politiche e sociali del PD ) apprezzo l’ impegno tuo e di Scalfarotto nel cercare di fare sentire in qualche modo anche la mia voce.
    Auguri per il nuovo anno.

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  • Anellidifumo ha detto:

    Mi verrebbe d’iniziare questo commento come si fa a Roma tra amici che si vogliono bene ma che hanno una discussione in corso: “AMBECILLE!”

    Siccome non siamo amici, evito, perché non capiresti.

    Le cose che scrivi sono offensive, dice bene Elfo. Io ho fatto militanza e politica, nel Mario Mieli e poi nella politica romana per almeno un quindicennio. Sono stato presidente di un’associazione politica dei Giovani Progressisti nel 1993-94 e candidato per il PDS e per la RnP. Prima ancora facevo i banchetti dei Radicali. Poi mi sono messo a scrivere libri, e il mio “Gay: diritti e pregiudizi” pare sia diventato uno dei testi base per la militanza glbt, mentre il romanzo “Angeli da un’ala soltanto” viene portato nelle scuole dai suoi stessi lettori per spiegare agli altri che si può essere adolescenti e gay, amare e soffrire, il tutto senza essere contro natura né malati o da nascondere.

    Perché si può fare politica in molti modi, anche scrivendo libri. Ho fatto un coming out in famiglia a 19 anni e oggi, che vivo in Canada, lo faccio da bisessuale tranquillo e sereno. Parlo di quello che voglio anche sul posto di lavoro e i miei studenti sanno che non sono etero dalle mie parole, dall’adesivo “Positive Space” col triangolo rainbow e la scritta “Gay, Lesbian, Bisexual, Transgeder, Queer Positive Space” che campeggia sul fronte del mio portatile.

    Tu hai scelto di fare politica dentro a un partito di centro che giorno dopo giorno si qualifica come clericale nelle sue scelte politiche. Lo fai spinta dal desiderio di fare bene, ne sono sicuro, ma l’effetto del tuo impegno produce meno risultati di quello di chi si impegna in partiti che poi tengono in conto le parole e le riflessioni di quelli come te e come me.

    Sei libera di entrare anche nell’Udc e di fare politica lì dentro, da lesbica. Ma non pensare di ottenere dei risultati. E ovviamente, aspettati solo delle critiche da chi, come me e come Elfo, vede tutta l’incoerenza che caratterizza la tua scelta politica.

    Sei uno specchietto per le allodole, lo so che la definizione ti offende, ma a te nel PD ti tengono solo per poterti mostrare all’elettorato laico e GLBT al momento del voto. Potranno dire: “non è vero che siamo un partito clericale o omofobico, infatti abbiamo la Alicata tra i nostri iscritti”. Come scrivevo nel blog di Ivan poco fa, ricordate quegli ebrei olandesi che aiutarono i nazisti a organizzare i rastrellamenti delle loro città. Per rendersi conto di avere sbagliato, dovettero vedere i vagoni piombati.

    Speriamo che voi abbiate l’umiltà di ammettere il vostro errore politico un po’ prima.

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  • Gianluca ha detto:

    Cara Cristiana,
    a volte bisogna fermarsi e ragionare, le critiche e gli “insulti” come li chiami tu servono a crescere e capire, alcuni di quelli che ad oggi ti hanno criticato forse e bada bene dico forse, ne sanno qualcosa più di te……. tu dici sempre ed è una tua costante, non vedi cosa stanno facendo, magari poniti la domanda ” ma perchè sono così scettici?” è una domanda che non ti seri mai fatta. Alcuni, compreso me, ci hanno provato e sono scappati disgustati. Anche io lavoro in una Grande azienda multinazionale e nel mio piccolo tutti i giorni cerco di far capire ai miei 50 colleghi di settore, perchè farlo con 10.500 sparsi sul territorio italiano sarebbe troppo, il mondo GLBT e il perchè delle nostre richieste, tutto sommato il risultato è buono.
    Ora capisco che tu sia stanca, ma se non vuoi essere criticata, forse non dovevi scegliere di avere una vita Politica attiva.
    Ti saluto e auguro a te e la tua compagna auguri di Buon Natale e un felice anno nuovo.

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  • Anellidifumo ha detto:

    Dimenticavo: esiste una cosa chiamata Partito Socialista e un’altra chiama Partito Radicale. Sono due realtà politiche italiane che col comunismo hanno meno a che fare del Partito Democratico e si curano di difendere i diritti civili delle minoranze, compresa quella GLBT, da alcuni decenni prima del PD ma anche del PRC o dei Verdi.

    Il tuo blaterare contro il comunismo, in Italia nel 2008, perdonami ma è tanto ridicolo quanto quando lo fa Berlusconi. Svegliati, vivi nel XXI secolo, l’Urss non c’è più, il Patto di Varsavia è sciolto e il Comunismo non è più una minaccia da alcuni decenni.

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  • cristiana alicata ha detto:

    Io non blatero contro il comunismo…ma hai prsente il mio cognome? Blatero con dei partiti che con il comunismo, purtroppo non centrano nulla…

    Anche io ho scritto un libro, lavoro nel mio quotidiano e in più sono nel PD a rompere i c….

    Mi verrebbe da dire se fossimo al bar: ma che c…. volete?

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  • bucky ha detto:

    cri, lascia perdere a me hanno insegnato che uno deve vivere in pace con la propria coscienza.. ti stai impegnando per una causa con onestà intelletuale sacrificando tanto di tutte le tua altre priorità. ALLORA VAI AVANTI E BASTA!!!
    non devi giustificazioni.

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  • bucky ha detto:

    p.s. ( sto per dire no… èuna giornataccia… poi ci sentiamo) p.s.

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  • Nino ha detto:

    Cristiana, secondo me tu sei libera (e ci mancherebbe) di fare le tue scelte politiche. Però accetta che possa esserci chi ritiene che quello che fai non va a favore delle persone GLBT, e fino a prova contraria (che sareo ben felice che ci fosse presto) questa è la realtà. Tutto qui

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  • Giorgia ha detto:

    Così si fa … :
    Buon natale.

    Dopo il “no” al registro comunale delle unioni civili a Roma, il circolo
    Mario Mieli ha lasciato la Consulta delle associazioni lgbt del comune,
    denominata “Tavolo di coordinamento per orientamento sessuale e identità di
    genere del Comune di Roma”; uno strumento di partecipazione che, come
    afferma il circolo nella sua lettera di ritiro, “non ha più un futuro
    credibile”. Nel comunicato su questa decisione pubblicato sul suo sito, il
    circolo definisce il PD un partito “antico in modo desolante” e rifiuta di
    continuare ad essere “complici di una finzione”, “anche per togliere ai
    cittadini romani l’illusione che il sindaco abbia operato politicamente a
    favore di una minoranza, quella degli omosessuali e dei trans della
    capitale”.

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  • peterpan ha detto:

    Cristiana, quando l’Italia decise che era ora che si avesse anche noi il divorzio e l’aborto c’erano anche allora gruppi di segaioli alla ricerca esasperata e fine a sè stessa del distinguo, del “sì, ma però…”, che riuscivano solo a ritardare il processo.
    Quindi lascia perdere, tira avanti, schiena dritta e rispondi SOLO a te stessa. Chi viene qui a blaterare di essere con la coscienza a posto perchè ha fatto questo o quello nel suo circolo con gli amici, non capirà mai la fatica e la sofferenza di lavorare per le proprie idee in un ambiente contrario se non ostile. Vai avanti. Hai tutta la nostra stima.

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  • Anellidifumo ha detto:

    Peterpan, è raro che io insulti qualcuno, sia nella vita che sui blog. Ma visto ciò che hai scritto quissì a te lo dico di cuore: sei un poveraccio.

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  • Anellidifumo ha detto:

    Solo per dire: questo segaiolo che scrive è abituato a far politica in una delle zone più nere d’Italia e ha ottenuto, sul campo, dei risultati politici tali (ovviamente non da solo) che hanno consentito oggi al centrosinistra di esprimere perfino la maggioranza del municipio. Ricordo che il collegio di Roma II è stato il più a destra d’Italia negli anni ’80, con l’Msi all’11% e poi An al 35%. Altro che gli incitamenti del primo peterpan che passa.

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  • Anellidifumo ha detto:

    Cristiana, in quanto al tuo “Ma che volete”, dice bene Nino e sottoscrivo.

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  • bucky ha detto:

    mihihhihihi che croceee.. 😉

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  • Andreas Martini ha detto:

    No, Cristiana. Non ci sto. Ho difeso e difenderò se sarà ancora necessario, la tua scelta di stare nelo PD, ma non posso condividere le basi su cui tu fai la scelta. In particolare non accetto i primi tre punti, i più offensivi. Lo dissi anche a Riccardo, commentando il famigerato editoriale contro la sinistra estremista: non puoi offendere l’impegno – anche del sottoscritto, nel suo piccolissimo – di chi sostiene altri partiti o chi ha altre idee politiche.
    Forze politiche che hanno tutte le carte in regola per sostenere e portare avanti un progetto GLBT ci sono, basta sostenerli a nostra. Se non sono grandi possono diventarlo. Puoi non condividerlo ma vedi di non cadere nell’errore di pensare che solo il PD sia l’alternativa giusta.
    Perchè se la questione GLBTQ diviene mediaticamente una questione “radicale” o “comunista” è un fallimento?
    Rivendico la mia scelta di essere di sinistra “radicale”, se essere socialdemocratici si può definire così, e di non sostenere in alcun modo il PD. Difendo molto dell’operato dei partiti a sinistra del PD a partire dalle scelte fatte in occasione del registro delle unioni civili.
    Ti ricordo che l’unico che oltre a strepitare contro il PD si è anche messo di traverso è stato Quadrana, RnP-Socialisti.
    Condanno senza se e senza ma l’operato del PD!
    Se tu ci vuoi rimanere va benissimo, ma questo non ti permette di criticare chi non ci vuole essere!
    Sei così sicura che la norma anti-omofobia sia stata suggerita male o se qualcun’altro l’ha recepita male?
    Chi ha promesso che quella norma sarebbe stata eliminata? qualcuno di estrema sinistra?

    In amicizia, ti confesso che questo tuo post mi lascia molto amareggiato.

    Orgogliosamente di sinistra, orgogliosamente socialdemocratico

    Andrea

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  • bucky ha detto:

    il problema è che non puù essere una questione SOLAMENTE radicale e comunista…. l’affermazione io la leggo in modo inclusivo e non esclusivo. La questione GLBTQ deve essere questione di tutti, o almeno di buona percentuale del parlamento… se la lasciamo in mano a pochi è persa in partenza. Per me vuol dire che più se ne occupano e meglio è… non deve essere una guerra tra poveri.

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  • peterpan ha detto:

    Ancora. Ancora a sottilizzare se è meglio di qua o di là, se ho più ragione io a far così o tizio a far cosà.
    Laicitaà e diritti civili sono un fatto oggettivo, di tutti. Di destra e di sinistra. Quando si capirà che non importa pensarla allo stesso modo, ma che è importante marciare tutti nella stessa direzione ?
    Leggete Cuperlo, oggi su Liberazione: “non bisogna avere paura di una società con più diritti, perchè può solo produrre più responsabilità”. E Scalfarotto: “Io resto qui, perché come ho detto il PD è casa mia, è la casa della sinistra democratica, anche quella – certamente – di origine cattolica. Finché la battaglia non sarà perduta io credo noi tutti dovremmo essere lì a presidiare il territorio, a far sentire le nostre voci, a pesare quando è il caso di contarsi.”
    Invece di proseguire nella tradizione fratricida e parcellizzante della sinistra, perchè non si prova una volta (una volta !) a sostenersi l’un l’altro, pur nella legittima diversità del proprio (spesso modesto) punto di vista ?

    http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=GLEZV
    http://www.ivanscalfarotto.it/2007/12/il_pd_sara_cio_che_ne_faremo_n.html#more

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  • Lorenzo ha detto:

    La Alicata sta al Pd come Oliari sta ad AN. Stessa rilevanza a livello nazionale, stessa attenzione da parte dei vertici del partito, stessa funzione di foglia di fico/a (“Noi omofobi? Ma se c’abbiamo pure er frocio/la camionista…”).
    Dopo di che, io credo che oggi come oggi chi vuole VERAMENTE portare la questione LGBT su terreno vergine dovrebbe addirittura spostarsi a destra, quella vera, che oggi sa che riconquisterà il governo del Paese ma non sa ancora per farci cosa.
    Sono d’accordo sul panorama deprimente della sinistra italiana, quella vera. Ma è anche colpa di chi, come te, Benedino e la Concia, ha scelto di stare dalla parte sbagliata: alla destra della sinistra ma alla sinistra della destra, in una palude in cui ci si barcamena tra trasformismi e poltronismi.
    Secondo me, se avete deciso di ingoiare merda, dovreste almeno avere il coraggio di farlo in AN, dove VERAMENTE il militante medio pensa che noi non abbiamo neanche il diritto di esistere, perché NON SA che esistiamo.
    Quella è una battaglia che tutto sommato mi appassionerebbe, perché sarebbe all’attacco, e non in difesa.
    Ed è una lotta che non si può lasciare a quel povero fesso di Oliari (se l’avete mai sentito parlare, non potrete che concordare).

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  • bucky ha detto:

    Allora si accettano iscrizioni…. chi entra in AN insieme a Lorenzo?

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  • peterpan ha detto:

    Lorenzo, mai pensato che si può anche cercare un terreno comune, dialogare con Oliari, trovare gli stessi obbiettivi ? Dopodiche ognuno fa il suo lavoro nel proprio ambito, periodicamente ci si consulta, si fa una verifica, si stabiliscono i passi successivi ? Non c’è bisogno di iscriversi ad AN, per questo: è sufficiente avvicinare chi sente le stesse esigenze e concordare gli stessi passi.
    Insomma, ciascuno continua a pensarla a modo suo, ma si persegue il medesimo scopo. Ottenere quello che spetta, diritti.
    Perchè i diritti sono di tutti, oggettivamente. Se non si parte da questo punto di vista si potrà solo continua a lacerarsi su virgole e trattini, senza mai concludere nulla di buono.
    E se si riesce ad ampliare la platea dei diritti da conquistare si apre un oceano di cose da fare e di cittadini da coinvolgere, di coscienze da risvegliare, perchè c’è anche il diritto di confessione religiosa, quello ad un fisco equo, ad un lavoro che non ti faccia morire.
    Solo superando per un momento il proprio (per forza di cose limitato) punto di osservazione e guardando lo scenario con gli occhi di chi ti è apparso fino ad allora come un antagonista e – meraviglia! – scoprire che sta cercando le stesse cose che vuoi tu.

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  • Lorenzo ha detto:

    Car@ Bucky,
    Il sarcasmo è sempre un’arma utile per ribattere senza entrare nel merito.
    Caro Peterpan,
    Il punto è che chi oggi sta nei partiti, a destra come a sinistra, non è interessato al dialogo, perché non è espressione del movimento LGBT, ma dei partiti medesimi che li foraggiano con denaro e privilegi vari.
    Solo organismi il più possibile ampi e rappresentativi potrebbero aprire tavoli di dialogo con la destra. Per capirci, se una che può muovere davvero voti come Imma Battaglia promettesse i suoi a Fini in cambio di una piccola conquista (per esempio l’abolizione di una legislazione antidiscriminatoria che tutela tutti tranne noi), sarebbe un vantaggio per tutti noi, anche per gli involontari Quisling del PD, che potrebbero andare dai loro padroni a dire: “Visto quanti voti ci avete fatto perdere?” e chiedere qualche piccolo diritto anche per noi, visto che ormai nel nostro Paese è superata l’idea che i diritti delle persone LGBT siano diritti umani, e in quanto tali inalienabili.

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  • stratex ha detto:

    Non v’è alcun dubbio che i diritti in generale, in quanto espressione dell’ordinamento giuridico, non abbiamo paternità ideologica. E’ pur vero che il CONTENUTO dei diritti delinea la sfera in cui l’individuo si può esprimere nella società ed agire in essa. Quindi, i diritti vengono costituiti in modi diversi a seconda dei contesti in cui la loro affermazione avviene. Quanto maggiore è l’ampiezza dei diritti del singolo, tanto maggiore è la protezione che l’ordinamento gli riconosce e tanto più ampio è lo spazio ideale nel cui ambito il singolo ha possibilità di esprimere se stesso e la sua personalità, senza interferenza da parte dello Stato.

    Ragionando in generale, la destra e la sinistra, in occidente, tendono entrambe ad attribuire all’individui set diversi di diritti.
    Quelli patrocinati dalla destra, ormai, riguardano in generale la compressione delle prerogative dello stato rispetto alla “sacralità” della proprietà e tendono spesso a definire uno standard di riferimento “morale” di derivazione cristiana, cui tutta la società dovrebbe attenersi.
    Per contro, la sinistra tende a comprimere i diritti economici individuali a favore di un più ampio ruolo statale come punto di coordinamento e tutela delle fasce più deboli. Inoltre tende a valorizzare i diritti civili espandendo le aree protette dall’ordinamento, dando speciale risalto alla donna, ai soggetti discriminati, deboli, ecc.

    In questo senso, si può a buon diritto parlare di “diritti che appartengono al DNA della sinistra”, chiarendo che non si tratta di diritti di derivazione ideologica, ma di una specifica attitudine che la sinistra occidentale ha sempre mantenuto come punto cardine della sua azione.

    Il problema vero, effettivo è dunque, quanto si può considerare di sinistra un partito che non è sensibile alle richieste di iscrivere nuovi diritti per tutelare nuove categorie sociali e nuovi bisogni diffusi?
    La questione è particolarmente aggravata se il partito subisce un condizionamento interno ed esterno di natura profondamente ideologica come può essere quello basato su una religione. Quindi, in sostanza si appoggia una religione e la si usa per farne discendere un pregiudizio che condiziona anche chi a quella religione non appartiene.
    La religione è un fatto privato; il diritto al libero culto è un diritto civile. I diritti civili sono su un piano più alto e non devono essere condizionati dalla religione, a meno che non si sia deciso, esplicitamente o implicitamente, di rinunciare alla laicità delle istituzioni, ovvero alla capacità dello Stato di astenersi dal favorire una o l’altra confessione e di astenersi dall’imporre una morale di riferimento.

    Forse adesso è più chiaro perché ce l’abbiamo un po’ su con il PD?

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  • cristiana alicata ha detto:

    Non era ovviamente una questione di esclusione della sinistra radicale…anzi!!!! Dico solo che leis enza il PD non può fare nulla…quindi voi continuate a lavorare lì che io continuo a lavorare qui. Gratis e senza chiedere nulla per me. E’ così difficile da capire? Le mie idee non cambiano a qualsiasi partito io faccia riferimento….cosa cambierebbe? se avessi una giacchetta di colore diverso e dicessi le stesse cose? Almeno le faccio sentire anche a chi non le ascolterebbe….non parlo a voi, certo. Parlo a chi a volte non sente. Ho scelto di fare questo.
    Tutto qui.

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  • stratex ha detto:

    Cara Cristiana, che tu stia dentro o fuori il PD è una tua scelta che è più che rispettabile. Io ho scelto di starne fuori, perché valori, compagni, modi non corrispondono a nessuna delle mie visioni politiche. In Sinistra Democratica, non è che non ci siano problemi, anzi. Ma le “intenzioni” e le persone sono diverse, più vicine al mio modo di vedere e di pensare. Sicuramente è più facile stare lì che nel PD, almeno per noi.
    Però francamente ti dico che io lo spirito del missionario non ce l’ho e non lo voglio avere. Il mio impegno deve essere efficace e visibile. E soprattutto deve dare soddisfazione anche a me. E’ per questo che continuo a stare nel movimento e nel partito, a sfruttare ogni occasione che capita per creare nuove opportunità di dialogo e di presenza nella società e fra le associazioni, per quanto posso. E non ci sto a spendere tempo e risorse per qualcuno che alla prima occasione mi piglia a schiaffi e mi dice “mi dispiace, compagne e compagni, ma quelli lì della sinistra radicale hanno fatto di tutto per metterci in difficoltà sui temi che vi stanno a cuore. Non ci possiamo permettere di sfidare il Vaticano e rischiare di averli contro alle elezioni. Quindi, sappiate che apprezziamo il vostro impegno anzi vi ringraziamo, ma per il momento non possiamo procedere su questa strada. In futuro, quando ci saranno le condizioni, vedremo se si potrà fare qualcosa”. Nella sostanza, questo dovrebbe essere il messaggio che è passato all’interno.

    Ti soddisfa?

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  • bucky ha detto:

    ancora a chiacchierà… ma quando parti?

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  • giacomo ha detto:

    Secondo me invece Cristiana ha ragione, per quanto ne capisco io di politica (mi posso sbagliare cmq non sono un esperto) tutte le comunità o corporazioni che ottengono qualcosa in questo paese sono trasversali e l’ottengono proprio perché sono trasversali, inoltre in genere quando entrano in antagonismo con altre comunità per un qualche conflitto di interessi in genere tendono a ghettizzare gli avversari in piccoli partiti o movimenti marginali così da isolarli e poi screditarli grazie al maggior potere comunicativo messogli a disposizione dai media.

    Poniamo cmq che invece sia vera la teoria che Cristiana fa solo da specchietto per le allodole e quindi sia usata dai maggiorenti del PD e poniamo che l’alternativa a questo sia la fondazione di un partito GLBTQ, la domanda è: quanti voterebbero un partito del genere? Mettiamo anche che lo votassero tutti gli omosessuali, i bisessuali, i transgender e qualche etero particolarmente sensibile ai diritti dei cittadini “GLBT”, andrebbe oltre il 5-10%?
    E ancora, mettiamo che un tale partito arrivasse al 15%, potrebbe davvero far passare il matrimonio e l’adozione per i cittadini “GLBT” senza che negli altri partiti fosse maturata una qualche consapevolezza del problema e sensibilità alla “causa GLBT”?

    Infine siamo sicuri che un processo di autoghettizzazione politica in un soggetto politico ad hoc costituito solo da duri e puri sia davvero l’interesse di una comunità discriminata (qualcunque essa sia, GLBT, ebraica, rom, ecc.)?
    Non rischia di diventare un processo che alimenta la discriminazione anziché eradicarla?

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  • peterpan ha detto:

    Giacomo, complimenti per la lucidità del ragionamento. E anche per il tono sereno.

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  • stratex ha detto:

    A questo punto, comincio a vedere favorevolmente l’idea di costituire un partito GLBT. Il suo scopo, avere rappresentanza in parlamento, anche esigua. Sarebbe comunque più efficace della presenza in un partito, dato che in parlamento si possono portare direttamente all’attenzione dell’aula le istanze e le proposte.
    Quasi quasi mi candido!

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  • Gio ha detto:

    Credo che un tentativo di partito GLBTQ potrebbe essere fatto.
    Probabilmente fallirebbe, perche’ il sistema provvederebbe a farlo fallire, ma a mio parere accelererebbe quell’inevitabile processo di “modernizzazione” per cui prima o poi anche l’Italia dovra’ passare.
    In bocca al lupo!
    Avreste il mio non interessato appoggio dall’estero. 🙂
    E penso che potrebbe raccogliere un discreto numero di voti da persone ormai stanche dei soliti partiti, ma semplicemente interessate ad appoggiare un dovuto passo di civilta’.

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  • Lorenzo x Giacomo ha detto:

    Prima di tutto, una notazione: potremmo metterci d’accordo per usare la sigla LGBT (o LGBTQ, a seconda del contesto) e non GLBT? Se l’ordine delle parole è indifferente, tanto vale mettere prima le lesbiche. Se conta qualcosa, a maggior ragione vanno prima le lesbiche che, in quanto donne, subiscono oggi in Italia una doppia discriminazione.
    Giacomo, se esistesse un partito LGBT che ottenesse anche solo l’1% sarebbe un successo clamoroso. Partiti che hanno poco di più si sono rivelati l’ago della bilancia nell’attuale scena politica e hanno un potere spropositato.
    Non sto parlando di fare un monocolore LGBT (mica sono matto!), ma semplicemente di fare un vero partito liberale, in cui le persone LGBT non siano solo accolte e tollerate, ma pienamente integrate. Con le affermazioni della Bonino contro il matrimonio omosessuale, neanche i Radicali oggi si pongono su questa linea. Dunque si apre uno spazio politico totalmente libero, non necessariamente nella sinistra post-marxista, anzi sarebbe meglio se fosse nell’area liberale, che in Italia è sottorappresentata (FI è già un partito democristiano, e anche AN, che infatti aspira ad entrare nel PPE).

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  • Giacomo ha detto:

    @Lorenzo, per le sigle per me non c’è problema, io non conoscevo neanche la sigla GLBT (e se non mi fossi interessato ai blogs dei delegati democratici, tra cui Cristiana e Scalfarotto, non l’avrei mai conosciuta probabilmente) , GLBTQ poi l’ho letta per la prima volta in questo post di Cristiana e mi sono cercato il significato su wikipedia 🙂 Cmq posso usare qualsiasi sigla voi preferiate, purché ci capiamo!

    Per quanto riguarda poi il partito liberale… si ammetto che anch’io comincio a sentirne la mancanza. Speravo che il PD potesse essere una sorta di laboratorio democratico in una cornice liberale, ma come tutti constatiamo sta prendendo una direzione un pelo (o un cilicio) diversa…

    Non sono però convinto al 100% che un partito LGBTQ aperto ai liberali che prendesse l’1% dei voti potrebbe davvero fare da ago della bilancia… L’Udeur fa da ago perché ha un forte radicamento territoriale, il PDCI non mi sembra faccia granché da ago né Idv, ma magari mi sbaglio.
    C’è poi il fatto che se va in porto la riforma della legge elettorale la spinta aggregativa investirà tutti i partiti e quel punto andare contro corrente in un partito separato forse sarà pure più inefficace che andare contro corrente nel PD.

    Non so, per ora mi sembra meglio che Cristiana e chi come lei ha la pazienza di tener duro nel PD rimangano lì non per sempre per carità, ma almeno per i prossimi tre-cinque anni, tempo di vedere su che posizioni si stabilizzerà il PD.

    Dico tre-cinque anni, ma potrebbero essere molti meno se nello statuto passeranno “estremismi centristi” da subito.

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  • Anellidifumo ha detto:

    In topic:

    A difesa dei terapisti cattolici interviene Paola Binetti, senatrice teodem del Pd, numeraria dell’Opus Dei e neuropsichiatra. «Cantelmi svolge un lavoro eccellente – afferma -. Fino agli Anni Ottanta nei principali testi scientifici mondiali l’omosessualità era classificata come patologia, poi la lobby degli omosessuali è riuscita a farla cancellare. Ma le evidenze cliniche dimostrano il contrario».

    Il resto su http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200712articoli/28715girata.asp

    Buona festa della Luce.

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  • Gio ha detto:

    Un’ “illuminata” la Binetti, vedo.

    “Nessuno obbliga i gay a rivolgersi ai terapisti cattolici, ribatte Mauro Fabris (Udeur). «È tutta un’odiosa mistificazione per accusare la Chiesa di omofobia».”

    Ah, ah, ah!!!! 😦

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  • Lorenzo x Giacomo ha detto:

    Il punto è che chi accetta di fare il “terapista” per una non malatti non dovrebbe poter conservare il proprio posticino nell’ordine professionale.
    E’ come se un medico praticasse esorcismi pretendendo di farli passare per pratiche scientificamente fondate. Certo, è tremendo che una pazza del genere stia a sinistra , quando nel resto d’Europa nessuno la vorrebbe neanche a destra. Ma in fin dei conti il PD non è più di sinistra!

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