Carlo Giuliani


Quel giorno non c’ero ma dovevo esserci.

C’erano alcuni di noi.

A Genova è successo qualcosa. Ce lo raccontarono persino le tv e i giornali dopo un primo giorno di allineamento mediatico. Quando Guardia di Finanza e Carabinieri pestarono la gente inerme, anche i media si scossero, persino il TG5 del premier.

A Bolzaneto è successo qualcosa.

Alla Diaz è successo qualcosa.

Noi tutti sappiamo che è così.

Genova fu messa a ferro e fuoco in modo deliberato da due minoranze. Forse due facce dello stesso potere. Chissà se questo lo sapremo mai.

A Piazza Alimonda è morto un ragazzo ammazzato da un altro ragazzo. Due paure che si sono guardate in faccia in un istante di stupida guerriglia urbana, di incoscienza civile e totale.  C’è una cosa che però non avrei mai fatto: mettermi un passamontagna e imbracciare un estintore.

Per questo da quel giorno non sono né dalla parte del carabiniere (per quello che rappresentava)  né dalla parte di Carlo Giuliani.

Una cosa è certa: su Genova qualcuno deve pagare il conto e questo non sta accadendo. E noi come al solito…beh…dovremmo dire qualcosa.

11 pensieri riguardo “Carlo Giuliani

  1. C’e’ un articolo interessante su Internazionale di questa settimana (in edicola non on line) di Erik Jozsef. Dice riassumendo brutalmente: Genova non si dimentica, ma la sentenza e’ un primo passo verso la giustizia. Da leggere.

    Ciao
    Cacioman

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  2. Cristiana, qualcosa la diremo anche qui:

    28 luglio 1981
    28 luglio 2008

    I cittadini democratici si interrogano su

    LA QUESTIONE MORALE

    a 27 anni dall’intervista di Scalfari a Berlinguer

    Valori e parole da ritrovare

    Libreria BIBLI – lunedì 27 luglio – ore 19,00
    Via dei Fienaroli, 28 – Trastevere – Roma

    E’ una serata aperta tutti.

    info: 335 5971138 – 328 9556996 – 328 1148370

    Abbiamo anche aperto un blog. Se non si può partecipare si può lasciare un commento.

    Cristiana, scusa l’invadenza.

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  3. e’ bello trovare queste righe sul tuo blog, mia cara.
    circa le due minoranze -due facce dello stesso potere le chiami- non sono daccordo: io ho visto una minoranza di idioti, sola, a far danni. e le forze dell’ordine che a loro non hanno prestato attenzione.
    invece ho visto una repressione molto, molto ben studiata di una pacifica ed imponente manifestazione, giorno dopo giorno. studiata a tavolino, su una mappa, caricando il corteo di persone a mani alzate quando percorreva lunghi viali con tante cariche dai vicoli laterali. smembrarlo in piccoli tronchi isolati per poi disperderli. Carlo era stato ucciso il giorno prima, io personalmente non ho visto nessun idiota nel corteo quel giorno, solo tanti visi spaventati e sicuri al tempo stesso, le mani al cielo dipinte di bianco.
    no, il tg5 non te lo ha raccontato cosa e’ succeso a genova sette anni fa.

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  4. @Lo
    “le forze dell’ordine che a loro non hanno prestato attenzione”: beh, considerando quello che dici subito dopo, non noti una volontarieta delle FdO nel non intervenire contro “una minoranza di idioti, sola, a far danni”?.
    Non la liquiderei con un semplice “che a loro non hanno prestato attenzione”!!!
    Inoltre, per quanto riguarda il “due facce dello stesso potere”, forse non hai mai visto le foto delle forze dell’ordine in tenuta nera non d’ordinanza che tanto rassomigliava a quella dei BB, nonche’ altre in cui poliziotti in borghese davanti a una stazione di polizia parlavano con dei BB.
    E’ un’ora che le cerco in rete, ma non riesco a trovarle: ma le ricordo benissimo e sono sul numero di Diario speciale sul G8 di Genova.

    Ciao, Gio

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  5. Cristiana, ora uso (volontariamente) parole un po’ vetero, ma che esprimono una verità, in ogni modo e che nel buonismo dilagante si sono perse e sono spesso scimmiottate.
    La polizia e le forze dell’ordine esprimono lo status quo del sistema economico-sociale, borghese-imperialista nel caso di genova (come stalinista nel caso della primavera di praga) e servono per reprimere (appunto) i moti popolari di ribellione. Anche la guardia repubblicana da strumento rivoluzionario divenne strumento di repressione.
    Non mi stupisco quindi di quello che hanno fatto le guardie a genova, esistono per quello, per evitare che movimenti popolari sorgano contro il pensiero dominante.
    Ho esagerato volutamente, ma un fondo di verità forse c’è.

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  6. ciao Gio, non e’ facile trovarle in rete quelle imagini a qualche anno di distanza, mi chiedo perche’ (…). io le ho in testa, di li’ non si cancellano facilmente. con il mio ‘non prestare attenzione’ cercavo solo quel minimo di correttezza verbale che credo necessaria nel momento in cui uso uno spazio non mio, in questo caso la paziente Cristiana che ci ospita.
    e’ semplicemnete vero cio’ che scrivi, come Riccardo dopo di te non esagera poi troppo.
    il problema e’ che solo un’esigua minoranza di italiani si e’ attivamente informata di cosa accadde, il nostro caro popolo ‘poltrona e telecomando’ crede invece in quello che tgx gli ha raccontato.
    in fondo genova01 e’ stata prima di tutto una guerra mediatica, era decisamente piu’ pericoloso andare in giro con il cartellino ‘press’ e una macchina fotografica che non con un passamontagna. e la stazione di genova brignole sulla via del ritorno ci accolse con un tappeto di pellicole srotolate al suolo.

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