Come potete definirvi cristiani?


Mentre imperversa lo scandalo sul web che vi invito a leggere:

Paola Concia.

ElfoBruno

Marco Simoni.

Ivan Scalfarotto.

Andrea Benedino.

Aurelio Mancuso

AnellidiFumo

Mi chiedo polemicamente: un feto portatore di handicap è da difendere. Un omosessuale che ama, condannato a morte o sottotortura no.

Ma come potete definirvi cristiani? Come? Vergogna.

24 pensieri riguardo “Come potete definirvi cristiani?

  1. Invece di sparare “vergogna” dovresti adoperarti per chiedere spiegazioni, in un confronto aperto senza farsi portatori di pregiudizi o ipocrisie da ambo i lati.

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  2. L’indignazione di Cristiana deriva proprio dalle spiegazioni date da rappresentanti della Chiesa Cattolica in merito all’argomento di cui sopra ( e sotto). I cristiani (o meglio cattolici) chiamati in causa possono qui rispondere all’indignazione di Cristiana, con delle spiegazioni, credo, nessuno sarebbe censurato…
    In attesa…

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  3. Per quanto mi riguarda:

    1) Sbattezzarsi tutti, subito.
    2) Nessun 8 per mille alla chiesa cattolica
    3) Sensibilizzazione, informazione e visibilità tra amici, familiari, colleghi e in società. Basta giocare alle “radici cristiane” sulla pelle degli altri.

    @Antonio
    “Chiedere spiegazioni” senza “pregiudizi e ipocrisie”?!? Onestamente, ne hai di coraggio…

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  4. Ma Cristiana, ma chi se ne fotte come fanno a definirsi cristiani? È un problema nostro? Saranno cazzi loro, se riescono a ingurgitare l’ostia senza vomitare o meno, non nostri. Uno studia la dottrina della Chiesa, se gli sembra santa e giusta aderisce, se no, no.
    Il vero problema di questo Paese non è il continuo neurodelirio del pastore tedesco; il vero problema è l’importanza che viene data da tutti, in questo Paese delle banane, alle farneticazioni di fattucchieri vestiti come drag queen che vanno in giro tutto il giorno spargendo fumo e recitando formule magiche, fattucchieri il cui unico scopo nella vita è quello di tentare di mantenere l’unico residuo potere che hanno, ovvero quello di influenzare gli statuti del corpo, della riproduzione, della sessualità e dell’emotività anche delle persone che non la pensano come loro, visto che alla resurrezione della carne non crede più nessuno, loro per primi.
    Il discorso del Vaticano, su questi argomenti, è perfettamente coerente a questo disegno: non vogliono che lo status di “omosessuale” abbia alcuna rilevanza giuridica autonoma, soprattutto dal punto di vista dei diritti e della tutela, punto. E chi se ne frega se questo diritto è anche quello elementarissimo alla vita e alla libertà personale. Questo perché (giustamente, dal loro punto di vista) qualsiasi riconoscimento, anche per il diritto più sacrosanto, sarebbe solo il primo forellino nella diga eretta dai preti contro il riconoscimento di ogni diritto riconosciuto dall’Onu alle persone, tra i quali anche quello di sposare chi ci pare.
    No, io trovo assolutamente normale e coerente la presa di posizione del Vaticano. Se l’alta gerachia cattolica fosse buona e giusta, invece di essere quella schifezza che è, probabilmente io non sarei così ateo e anticlericale.
    Quello che trovo preoccupante e disgustoso, in questo paese, appunto, è l’importanza che si dà a queste farneticazioni. Invece di relegarle in una nota a margine nella pagina delle curiosità dei giornali e dei telegiornali, come si farebbe di una dichiarazione della Chiesa degli Adoratori del Dio Serpente che affermasse di ritenere impura la somministrazione di vaccini antiofidici perché estratti da vipere morte (una posizione che, tra l’altro, anche la Chiesa cattolica aveva sostenuto per quanto riguarda l’antitubercolina, quando si cominciò a praticare la vaccinazione di massa), questi neurodeliri diventano l’oggetto principale del dibattito politico, e qualsiasi politico italiano che abbia un minimo di responsabilità ha una paura folle di definirle per quello che sono, ovvero “gigantesche stronzate medievaleggianti indegne di cittadinanza in un mondo fondato sui valori etici dell’Illuminismo e della centralità dell’Essere umano”. Il vero dramma, cara Cristiana, non è la follia farneticante della Chiesa: è il terrificante vuoto politico e civile, affatto incapace di sommergerla, di depotenziarla, e di considerarla quell’ammasso di superstizioni asfittiche che è.

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  5. @Antonio:

    Ma sai che avete rotto le palle con questo giochino retorico? “Pregiudizi e ipocrisie da ambo i lati”???
    È la tattica classica del modo di argomentare delle gerarchie ecclesiastiche.
    L’abolizione del crocifisso è il “medioevo della democrazia”, la sua ostensione un “valore eterno”.
    Diventa estremista un tentativo di abolire l’estremismo religioso, in una società che sta divenendo, anche se molto poco docilmente, inevitabilmente laica e plurale.
    Si definisce “arrogante arbitrio” ogni gesto legislativo volto a far sì che ognuno decida da sé lo statuto del proprio corpo, della propria sessualità, della propria spiritualità e della propria emotività, e “limitazione della libertà” ogni tentativo dello Stato laico di porre un freno proprio ai tentativi curieschi di limitare tale libertà.
    Ma, ciccio, è tutto il contrario. Il tuo è un giochino di inversioni linguistiche degno della neolingua orwelliana; il problema è che a me magari sembra puerile; però, ne sono certo, ha effetti potenti, e condiziona un gran numero di coscienze, se no il referendum sulla legge 40 non sarebbe andato deserto.

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  6. “…fattucchieri vestiti come drag queen che vanno in giro tutto il giorno spargendo fumo e recitando formule magiche…”

    E’ la cosa più vera e divertente che abbia sentito negli ultimi sei mesi…per caso eri a casa mia, nascosto sotto il mantello invisibile, a guardare Harry Potter IV ieri sera?

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  7. Cristiana,
    di cosa mi dovrei vergognare, come cristiano? Di quanto “io” dica, non dica, faccia e non faccia, in nome della mia fede oppure di quanto altri dicano, non dicano, facciano e non facciano in nome della fede che con me condividono?
    Cosa e’ la vergogna, un sentimento personale di confusione, di turbamento maturato come conseguenza di una colpa che si senta propria, di una azione della quale ci si sente in qualche responsabili oppure una condanna morale espressa contro qualcuno?
    Chi, Cristiana, puo’ permettersi di invocare su di te la vergogna per qualcosa che altri, ai quali qualcosa ti accomuna, hanno detto o fatto senza il tuo assenso e la tua partecipazione?
    Se tu ami tua madre e condividi questo sentimento con tua sorella, qualcuno forse potra’ chiederti conto delle azioni che tua sorella, nel nome di tua madre, compie?
    Qualcuno avra’ forse il diritto di dire “Cristiana, spiegami l’amore che con tua sorella condividi per tua madre, spiegami perche’ non fai sentire al mondo che tu e tua sorella siete diverse e non la pensate nello stesso modo? Meglio, qualcuno avra’ forse il diritto di “chiederti spiegazioni”? Qualcuno avra’ forse il diritto di ridicolizzare e maltrattare il tuo sentimento personale verso tua madre? Giudicare “formule magiche” le parole e i modi con i quali tu dialoghi in segreto con lei? Potra’ usare qualcuno verso di te questa violenza solo per quanto tua sorella ha detto o fatto in nome della stessa madre e dello stesso amore?

    Che strano mondo!
    Utiliziamo le peggiori pratiche moralistiche per condannare pratiche moralistiche altrettanto odiose.

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  8. @Leo Perutz: hai ragione continuiamo a confondere cattolici e cristiani. La domanda vera doveva essere: come fate a definirvi cattolici, ma quello che avevo in mente era: COME FATE VOI CATTOLICI A DEFINIRVI CRISTIANI?

    Se tu ami Cristo, non sei tra quelli che devi vergognarti. SE tu reciti il Credo e credi nella Chiesa Cattolica, allora, scusami, ma qualche domanda me la farei sulle tue corresponsabilità di essere annoverato nel loro numero, di pagare l’otto per mille magari, ecc, ecc, ecc.

    Più chiaro adesso?

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  9. Allora, sono cattolico straconvinto. Partecipo alla messa tutte le domeniche. Sicuramente non sono un fedele modello ma vorrei esserlo. Non conosco la Bibbia a memoria ma mi faccio aiutare da chi la studia da millenni.

    Il riferimento assoluto della mia fede e’ Cristo e non riesco, e’ viscerale*, a non condividere e fare miei i valori provenienti dal Vangelo, rivoluzionario oggi piu’ che mai. I valori di Cristo sono cosi’ semplici e lineari che ogni tentativo di manipolazione e’ assolutamente palese, quindi non ho dubbi che io mi stia riferendo al Cristo del Vangelo e non al Cristo della Chiesa Cattolica, che non e’ detto che coincidano sempre. E sono assolutamente convinto che il mondo sarebbe di gran lunga migliore se tutti ci riferissimo a questo “pacchetto standard”.

    Da quando una sera, quasi in lacrime, Cristiana mi ha fatto notare che era gay (io neanche me n’ero accorto e in diverse occasioni non ero stato particolarmente morbido, cieco come al solito) la mia vita e’ cambiata e ho cominciato a imparare molte cose, almeno a mettermi sempre nei panni dell’altro prima di decidere la mia posizione.

    Sapete una cosa? Alcune volte non riesco a prendere una posizione e mi tocca di esaminare di nuovo tutto. Se si parla di omosessualita’, di fatto ricomincio sempre daccapo. Un esercizio che col tempo ho apprezzato e consiglio a tutti, Chiesa Cattolica e Papa inclusi. Tra l’altro, ora che sono papa’, lo considero una benedizione (Cristiana, e’ questo il debito che avro’ sempre nei tuoi riguardi).

    E’ un po’ come la TV, non puoi accenderla senza prestare attenzione a quello che ti ficca in testa.

    Ecco come faccio ad essere ancora Cattolico.

    Cri, ci dobbiamo sentire. Un bacio.

    * ovvio, nessuno conosce l’uomo meglio di Dio. se Dio avesse un dio, questo sarebbe l’uomo… parole non mie, naturalmente

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  10. @ Leo

    “Qualcuno avra’ forse il diritto di dire “Cristiana, spiegami l’amore che con tua sorella condividi per tua madre, spiegami perche’ non fai sentire al mondo che tu e tua sorella siete diverse e non la pensate nello stesso modo? Meglio, qualcuno avra’ forse il diritto di “chiederti spiegazioni”? Qualcuno avra’ forse il diritto di ridicolizzare e maltrattare il tuo sentimento personale verso tua madre? Giudicare “formule magiche” le parole e i modi con i quali tu dialoghi in segreto con lei? Potra’ usare qualcuno verso di te questa violenza solo per quanto tua sorella ha detto o fatto in nome della stessa madre e dello stesso amore?”

    Perfetto. Leo, qualcuno avrà forse il diritto di chiedere: ma perché cacchio io che non sono tuo fratello e non sono figlio di tua madre devo portarle le paste la domenica e devo presentarle il mio fidanzato sperando che approvi? Voi in famiglia fate quello che vi pare. Non mi importa nulla. Sono fatti vostri. Ma, per favore, lasciate la vostra religione fuori dalla mia vita. Capito? LASCIATE LA VOSTRA RELIGIONE FUORI DALLA MIA VITAAAAAAAAAAAAAA!

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  11. @Dome: sì, ci dobbiamo sentire…prima che i tuoi figli diventino maggiorenni. 😀
    E ti dirò queste cose: che so benissimo come sei e cosa pensi, ma dovresti dirlo anche al prete che ti dà la comunione ogni domenica. Ti chiamo stasera.

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  12. Cristiana,
    Vittorio, nella sua volgarita’, ha detto qualcosa di estremamente giusto: non prenderti cura morale di come io possa definirmi cristiano, cattolico, farmacista o astrologo, poiche’ non sono i miei processi personali che entrano in contatto con te e che minacciano la tua sfera personale bensi quanto dicono, affermano, pubblicamente (o meno) alcuni che hanno la mia stessa fede e quanto questi mettano politicamente in atto affinche’ quanto dicono si realizzi.
    Non fare di un problema di civilta’ un problema di pratica morale (o peggio religiosa) poiche’ allora, tra te e Monsignor Migliore, passera’ molta meno differenza di quanto tu stessa immagini.

    Saluti

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  13. “…non sono i miei processi personali che entrano in contatto con te e che minacciano la tua sfera personale…” Invece sì nel momento in cui tu ti possa rendere complice di un crimine: pagando l’otto per mille ad un’istituzione omofoba, finanziando una struttura che organizza corsi per guarire dall’omosessualità, anche laddove ti fa la pubblicità facendo vedere che i tuoi soldi vanno ai bimbi poveri dell’Africa.

    Tu ti rendi complice, come tutto il popolo tedesco era complice del nazismo. Ma questo è qualcosa di tutto italiano. Dopo l’otto settembre non c’era in giro più nessun fascista. In Italia non abbiamo mai elaborato in modo adulto la “colpa”. Mi piace del popolo tedesco la capacità di piangere ancora per quello che ha fatto, la voglia e la determinazione di avere ancora un enorme debito da pagare per l’olocausto. No, noi andiamo ancora dicendo in giro che la II Guerra Mondiale l’abbiamo vinta.

    Io ti dico: come cattolico, prenditi le tue responsabilità: tu sei complice, anche solo inerte, di un crimine perpetrato ai nostri danni, sulla nostra pelle.

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  14. In cosa è stato volgare Vittorio? Non mi è sembrato volgare.
    Leo, il tuo essere cattolico è un problema tuo, come se ti definissi nazista.
    Però poi non volerti spacciare per una persona tollerante, perché io so cosa i nazisti e i cattolici vogliono fare a quelli come me.
    Definisciti piuttosto il servo di un’ideologia politica che vuole imporre il suo dominio sul mondo, e morta lì. Peraltro, un’ideologia anticristiana, visto che la base del Cristianesimo (quello vero, quello protestante) è proprio la libertà del singolo di abbracciare o rifiutare Dio, assumendosene per intero le responsabilità.
    I totalitarismi (nazismo e cattolicesimo alla pari) sono anticristiani per definizione.

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  15. Non guardare alle definizioni Cristiana, il rischio è di cadere nell’annoso dibattito lessicale-giuridico (il famoso fumus bonis juris) che tanto si confa alle drag che spargono incensi.

    Sono stato ieri al Sit-In di protesta davanti l’Arcidiocesi di Torino: organizzato per protestare contro il veto del Vaticano alla richiesta all’ONU di depenalizzazione dell’omosessualità.

    Personalmente aggiungo anche una seconda motivazione alla mia presenza, legata alle novità del giorno made in Vaticano: la nuova esternazione stavolta nella giornata mondiale dei diritti dei disabili, evento da cui oltretevere ha preso le distanze adducendo a motivazione l’inclusione del diritto all’aborto terapeutico tra i diritti dei disabili.

    Si procede insomma di squallore in squallore: per paradosso dovrebbero continuare così, tutti i giorni, i signori in Vaticano. E’ un ottimo modo per aprire le coscienze di chi pur essendo cattolico ama ragionare con la propria testa e non con dogmi imposti.

    La civile e pacata presenza di quanti erano lì con me è un primo passo di intelligente risposta.

    Avanti così, insomma. E non dimentichiamo che a questo punto è una guerra che va combattuta con l’intelligenza.

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  16. (Comunque sia, Cristiana ha ragione anche su un’altra cosa: Harry Potter è una saga profondamente laica e anti-clericale. Non per nulla, il capo fattucchiere Amorth, uno degli individui più inquietanti tra i già sufficientemente spaventosi alti gerarchi cattolici, la ha definita una saga dietro la quale “si nasconde la firma del Signore delle Tenebre”. Visto che ormai ho la fama di persona volgare, lo dico: Mo va a caghèr!)

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  17. @ Leo

    “Vittorio, nella sua volgarita’, ha detto qualcosa di estremamente giusto”

    Lo so, sono molto intelligente e molto volgare. Purtroppo la mia cacolalia endemica dà sempre un ottimo contro-argomento a chi discute con me. Dovrei cercare di smettere di essere intelligente, a volte, e essere solo volgare; tanto il risultato è lo stesso.

    (Scherzo, Leo. Anzi, mi scuso per i termini sopra le righe che, immagino benissimo, possano essere offensivi per persone dotate della tua sensibilità. Davvero. Però mi incazzo tr… voglio dire, mi arrabbio troppo quando vedo che lo scritto sapienziale di qualche canaanita critpo-gay incattivito che tremilacinquecento anni fa ebbe la brillante idea di dire che i froci devono andare all’inferno ha più peso, nella mia esistenza, della dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo. Abbi pazienza).

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  18. Cristiana,
    la mia fede non e’ fondata su un gesto che qualcuno giudica di complicita’, l’ 8 per mille, come la tua identita’ omosessuale non si fonda sulla coscienza di un peccato che qualcuno vorrebbe attibuirti secondo la sua morale.Eppure come credente in qualcosa, mi giudichi moralmente colpevole non sulla base della fede in cui credo ma sulla base di gesti che sono lasciati alla liberta’ di ognuno e che descrivi invece come segni della immoralita’ della mia natura, esattamente come qualcuno giudica il peccato insito nella tua identita’ omosessuale. Qualcuno e’ disposto a tollerare la tua omosessualita’ purche’ tu non “pecchi” secondo le sue categorie di giudizio e tu sei disposta a “tollerare” la mia fede purche’ io prenda le distanze pubblicamente da “peccati” civili che non ho commesso.
    Tu, senza accorgertene, sei la prima a parlare di peccato originale, di una colpa che avrei ereditato e dalla quale mi debbo affrancare con quella espiazione che tu scegli per me, esattamente come qualcuno si arroga il dirito di scegliere la tua.
    Tu, senza accorgertene, sei la prima ad invocare argomenti di carattere morale per difenderti da chi, per questioni morali, minaccia la tua individualita’.
    Sempre meno persone parlano di colpe collettive e a me sembrava che si andasse diffondendo il principio sacrosanto per il quale ognuno e’ responsabile solo di cio’ che ha commesso o, se potendo farlo, di cio’ che non ha fatto per evitare che qualcosa di brutto fosse commesso. Forse non e’ ancora cosi.
    Mi dispiace deluderti Cristiana ma il popolo tedesco e’ ben lungi dall’aver elaborato le proprie colpe ed anzi, in questi ultimi anni, soprattutto in letteratura, si diffonde il sentimento che quel senso di colpa e di vergogna sia stato in qualche modo “trasposto” e condizionato.
    I tedeschi cominciano a pensare seriamente, cara Cristiana, che accettare collettivamente una colpa dei quali non si sentivano realmente portatori e dei quali non avevano nessuna coscienza, e’ stato il prezzo da pagare per tornare ad essere trattati alla stregua di persone normali. Riflettono oggi su questo e si chiedono quanto sia costato. Un processo che in qualche modo li accomuna alla storia della omosessualita’, per secoli colpevolizzata nella sua interezza e costretta ad ammettere peccati mai commessi pur di recuperare la “normalita’”
    ( Se posso permettermi qualche consiglio di lettura sull’argomento: Sebald . ” Storia naturale della distruzione” Adelphi, oppure il dolcissimo ” Come mio fratello” di Timm Uwe – Mondadori).

    Per concludere, Cristiana: Io non ti chiedo di riconoscere i tuoi peccati (non mi interessano e non oso proprio immaginare quale siano) e tu non chiedermi di riconoscere i miei. Perche’ altrimenti … non se ne viene proprio fuori.
    Un saluto

    Per tutti gli altri:
    Mi sono rotto le palle di fare la particina del chierichetto, di quello che per dire cose serie deve tenere il pappone e farvi sbrodolare nelle menate che raccontate. Visto che nessuno qui e’ volgare … andate a cagare anche voi. Passo e chiudo.

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  19. @ Leo

    “Qualcuno e’ disposto a tollerare la tua omosessualita’ purche’ tu non “pecchi” secondo le sue categorie di giudizio e tu sei disposta a “tollerare” la mia fede purche’ io prenda le distanze pubblicamente da “peccati” civili che non ho commesso.”

    Leo, il problema è proprio questo. Chi la pensa come te vuole imporre il suo pensiero a chi non la pensa come te, cercando di agire come lobby sul sistema di produzione delle norme per rendere giuridicamente inammissibili comportamenti che, al di fuori della cerchia dei credenti, sono perfettamente leciti e innocui. Chi la pensa come te vuole impedire a chi la pensa come noi di fare la vita che ci piace, di sposare chi ci piace, di contraccepire come ci piace, di procreare come ci piace.
    Chi la pensa come noi, invece, non si sognerebbe mai di agire come lobby sul sistema di produzione delle norme per far smettere te di praticare la fede in cui credi.
    La differenza fondamentale tra il tuo medioevo e il nostro illuminismo è questa, e è questa la marca fondativa della superiorità etica della tolleranza illuminista su quella cattolica.

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  20. Vorrei aggiungere al volgare Vittorio la seguente considerazione: nessun può essere costretto ad andare in paradiso per Legge.
    Quindi, laddove si parla di scelte di vita, le leggi che voi volete portare avanti non hanno effetto spirituali, ma solo pratici, rendendoci la vita più difficile.
    Mi spieghi, in base ai principi del liberalismo con cui oggi tutti si sciaquano la bocca, perché pensi di avere il diritto di imporre a me l’obbligo di comportarmi secondo i tuoi valori?
    Se poi trasformate in politica la vostra religione, non vi lamentate se noi ci veniamo ad impicciarvi dei vostri dogmi.
    Se voi cattolici teneste la vostra religione per voi, nessuno verrebbe a sindacare il vostro credo.
    Ma se la vostra religione diventa una dottrina politica autoritaria (non più “cattolicesimo”, ma “cattolicismo”) allora DEVE essere discussa e criticata, proprio come il comunismo, il fascismo, il liberalismo e le altre dottrine politiche. Se non permettere di discuterla, siete totalitaristi, cioè nemici della democrazia, e come tali dovete essere combattuti.

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