Il senso di un bacio.

Dunque…sono lì che piego mutande e calzini del mio coinquilino gay_adolescente_disturbato ed in cambio lui stenderà la mia lavatrice quando io sarò fuori a cena. E’ sera, le gambe a pezzi da quattro giorni di sciata inferocita, gli agnolotti che mi aspettano per la cena, una montagna di cose da lavare e sistemare, i lettori del blog che si lamentano perchè questo blog non è solo politico (ma non lo è mai stato e perchè dovrebbe esserlo?). E lui, in pigiama, seduto sul divano, dietro a me ad un certo punto mi fa:

“Scusa mi ricordi chi è che in questa casa si porta a letto le donne?”

“Ehm..nessuno, attualmente. No?” Rispondo.

“Eh…”

Escludendo categoricamente me stessa, la statistica cade su di lui immediatamente. Mi volto, lo guardo.

“Che cazzo hai fatto?”

“Solo un bacio.”

“Come solo un bacio…” Faccio io basita.

“E’ che dopo 6 chupiti, un black russian – con il bayleis tiene a specificare – , un whisky, il vino a cena…”  Ed altro che non si può scrivere [ndr].

“Beh?”

“Quella mia amica.”

“Quella in crisi con il fidanzato?”

“Eh.”

“Ma!”

“Mi ha detto che è disperata e che sta così da sei mesi dal primo giorno che mi ha visto, che si sente in colpa con il suo tipo…”

“E?”

“E così, siamo venuti qui e ci siamo baciati. Ed ora lei mi sta torturando chiedendomi perchè ci siamo baciati.”

“E quindi?”

“E quindi niente.”

“Almeno ti è piaciuto? ”

“Non me lo ricordo, ero troppo ubriaco.”

“Quindi?” Faccio io mentre continuo a piegargli un orgia di boxer neri e grigi e neri e grigi e neri e grigi e penso ridendo che la tipa è anche alquanto bruttina e almeno se la poteva scegliere meglio.

“E quindi boh.”

“Boh.” Ripeto e ridacchio e scuoto la testa continuando a piegare calzini, pure neri e grigi, davanti al suo sconcerto.

“Almeno glielo hai detto?” Faccio.

“Cosa?”

“Che ieri proprio ubriaco e che non te ne frega niente.”

“Sì.”

“Bravo.”

E meno male che hai solo 22 anni e a questa età, così ubriaco e così gay e con questi boxer e con questi calzini ti è concesso tutto.