Incidente di Viareggio ovvero della manutenzione.

Se questo fosse vero:

“La rottura di un asse di un carrello del vagone merci è un incidente tipico che non è stato mai tenuto nella giusta considerazione nonostante l’elevatissimo rischio connesso. Esso si è ripetuto innumerevoli volte, sempre fortunatamente con conseguenze meno gravi, da ultimo nei giorni scorsi sempre in Toscana, a Pisa S.Rossore ed a Prato”.

Sarebbe grave.

E’ grave perchè stiamo lasciandoci andare come un vecchio corpo in decomposizione. Come qualcuno che ha mollato e vive alla giornata. Senza un piano, una visione, un obiettivo a lungo termine: la vita, migliore, dei propri cittadini.

Io sono incazzata con chi non fa il proprio dovere. Con chi non manutiene. Con chi lascia che tutto cada a pezzi, dalle scuole, ai luoghi di lavoro, ai giardini pubblici, alle strade, ai marciapiedi, ai binari.

E non mi va più di essere solidale con i morti e con i sopravvissuti. Non mi va più.

Pd: dimmi con chi vai ti dirò dove vai.

Con Bersani: Rosi Bindi, Rutelli, Penati (il perdente di Milano), omofobi vari filo rutelliani di area romana che non cito per decenza, D’Alema, i giovani burocrati del Partito (quelli che aspettano la cooptazione e non si ribellano mai…smentitemi, vi prego, sono felice di fare un erreta corrige, ma non mi sembra ci siano speranze), il più votato del PD campano in Europa (consigliere regionale uscente di Bassolino), forse lo stesso Bassolino.

Di una cosa sono già certa. NON voterò la mozione Bersani: rappresenta il partito che non voglio, non lui (questo voglio che si sappia) ma tutti coloro che gli si stanno facendo intorno. Dopo le europee sulla base delle preferenze correntizie (vittoria di dalemiani e rutelliani) si sono chiesti regolamenti di conti interni…come se non fossimo lo stesso partito. Indecente.

Sabato Franceschini, sul palco è stato vago alle mie domande, ma ha detto per la prima volta in un luogo pubblico la parola Gay Pride. E a Genova, come ci ricorda Sergio Lo Giudice, era pieno di PD. Bersani non si è degnato di rispondermi. Chiamparino lo aveva già fatto al Pride di Torino. Mi spiace, ma uno che si dice di sinistra, non può essere così vago sulla laicità e i suoi contenuti. Davvero inclassificabile.

Ovviamente farò le pulci a tutti. Nessuno escluso.

Lingotto. Eloquenza non verbale

Ci sono immagini che parlano più di ogni parola. Ovviamente non possiamo e non dobbiamo fare a meno di loro in questa fase, ma la cosa che devono avere chiara è che loro sono degli ospiti nel nostro futuro, anche un pò abusivi.

Non dobbiamo sentirci inadatti perchè giovani. Dobbiamo rispettare l’esperienza, ma dire ciò che pensiamo senza paura.

Loro saranno utili a fare da ponte con la loro esperienza. Ma sia chiaro che il 2013 sarà il nostro anno. Non il loro.

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Il Lingotto e tresette con il morto.

Vi posto le cose che ho detto e, a freddo, nei prossimi giorni vi dirò cosa penso della giornata di oggi, vi racconterò cosa è successo e cosa non è successo e magari cosa succederà adesso. Una cosa è certa. Debora Serracchiani tenterà di incidere da dentro, convincendo Franceschini a costruire una squadra totalmente nuova che prepari il prossimo candidato premier nel 2013. E, malgrado questo sarà poco “spiegabile”, segue una strada che lei spera non essere solitaria. I Piombini…vedremo cosa accadrà. Vedremo se tra Bersani, Franceschini, Adinolfi uscirà un quarto candidato, affinché essi non giochino a tresette con il morto (il PD…). Vedremo. Credo che adesso, da parte della nostra generazione ci voglia molto cinismo, molto coraggio, molta strategia e poco tatticismo e, soprattutto, molto gioco di squadra.

Care democratiche, cari democratici,

Vengo da una città di nome Roma, capitale d’occidente, dove una settimana prima che si svolgesse il Pride non si sapeva ancora che percorso dovesse avere, il tutto nel totale silenzio ufficiale del PD della mia città che pure un anno fa, perse Roma candidando Rutelli.

Ea questo proposito, anche alla luce della vittoria di Debora Serracchiani, ci siamo accorti che il voto che perdiamo  è il voto laico, non quello cattolico, o no?

Vengo da una città dove qualche giorno fa due turisti americani sono stati pestati a sangue perché, a Campo dei Fiori, in pieno centro, giravano mano nella mano.

Vengo da Roma che è vicino Napoli. Dove qualche giorno fa una ragazza è stata pestata perché ha difeso un gruppo di gay che venivano insultati e spintonati. Qualche giorno prima, un rumeno moriva nell’indifferenza collettiva.

La recente campagna dell’Arci di Paola Concia e Touadì (nostri parlamentari) ci ricorda che razzismo ed omofobia, ovvero pregiudizio, sono la stessa cosa.

Un elettore di Forza Nuova un giorno prese come esempio la questione DICO per dimostrarmi la nostra timidezza politica. Mi disse: se quello era il vostro programma dovevate farlo e basta.

Come a dire: di voi, non ho apprezzato l’inconcludenza, non la legge in sé.

Non si lamentava del fatto che avessimo parlato di “froci” mentre la gente non arrivava alla fine del mese.

Ha semplicemente fatto questa equazione: se non sono capaci di votare una legge che riconosce i diritti di due persone adulte consenzienti tramite raccomandata figurati cosa possono fare per la disoccupazione.

Togliamoci dalla testa che non si possa parlare di queste questioni perché la gente pensa che stiamo perdendo tempo e non ci occupiamo del paese. Basta!

L’abbiamo detto tante volte che questo partito deve essere coraggioso. Ma io non ne posso più di sentire la parola coraggio da tutti, ma nessuno che la riempia di contenuti.

Segretario Franceschini (mi rivolgo a te perché ora ci sei tu, in quanto pieno responsabile del Partito, ma le stesse domande continuerò a farle a tutti i candidati alla segreteria e a chi sarà segretario dopo di te e a te come candidato in pectore):

1)          voterai e sosterrai, anche mediaticamente, dandogli la giusta importanza, il disegno di legge sull’omofobia firmato da alcuni deputati del tuo partito?

2)          Farai aderire alla piattaforma dell’ ILGA (associazione internazionale di gay e lesbiche) tutti gli eurodeputati eletti (esclusi Serracchiani e Pittella che già l’hanno firmata, PRIMA)? Lo sai che tutti i partiti con cui lavoriamo in Europa l’hanno già firmata?

3)          Segretario Franceschini ti batterai in prima persona, sui media, affinché queste tematiche non siano svilite e per accompagnare il Paese a crescere culturalmente? Paese, lo dico per correttezza, che su questi temi mostra ogni giorno più lungimiranza dei suoi politici, malgrado le nicchie di violenza omofoba? Spiegherai al Paese, cosa che avremmo dovuto fare già 2 anni fa, che parlare di omosessualità o di transessualità non significa certo trascurare il problema della crisi economica o non avere a cuore tutto il resto dei problemi? Perché, badate bene, che nessuno si permetta più di dire che questi temi sono secondari. O da sacrificare. Non esiste bene più alto, non può esistere, per un partito progressista, della libertà e dei diritti umani.

Ogni cosa DEMOCRATICA si fonda su questo principio come ben dice la nostra costituzione.

4)          Segretario Franceschini parteciperai mai ad un GayPride a nome del nostro partito, con le bandiere del PD, orgoglioso di stare vicino ad una minoranza discriminata e vilipesa?

5)          Segretario Franceschini, risponderai a queste domande in modo secco, netto ed inequivocabile?

Segretario Franceschini, carissimo segretario…esistono in questo Paese dei cittadini di serie B che NON chiedono privilegi. Non chiedono nemmeno diritti.

Quello che noi stiamo chiedendo sono dei doveri.

Il dovere e la responsabilità di amare nel bene e nel male, nel dolore e nella sofferenza. Il dovere e la responsabilità di crescere i figli anche quando non abbiamo con loro una goccia di sangue in comune.

Segretario Franceschini: io vorrei poter sposare la mia compagna e crescere i nostri figli. Il PD si batterà per questo?

In questo luogo che mi è caro per ragioni professionali ed affettive, Torino,  vorrei dire al PD Romano di avere l’umiltà di venire ad imparare il modello “Torino”. Il modello di una città che ha saputo rinascere, intessendo profondissimi legami con la città e con la fabbrica, una città che è ormai la più viva e creativa d’Italia, a fronte di una Milano perduta nel suo egoismo di cui siamo anche noi politicamente complici e di una Roma in piena decadenza e anche qui, ahimé, ne siamo politicamente complici…perché lo abbiamo lasciato accadere.

Torino è la città dove la bandiera rainbow sventolava dall’edificio del comune al pride di poche settimane fa, tra le lacrime e la gioia dei cittadini omosessuali e transessuali della città. Il Piemonte è la Regione dove Mercedes Bresso ha promesso la legge sulle coppie di fatto prima delle elezioni e la provincia di Torino ha vinto, unica provincia, al ballottaggio, a dimostrazione che non perdiamo voti su queste questioni, non un solo voto, cari democratici e care democratiche, mentre li guadagniamo, questo sì, quando abbiamo semplicemente… coraggio. Il coraggio politico di dire ciò che siamo.

Giovedì sera ho accolto nel mio municipio romano la candidatura di Adinolfi. Candidatura che non condivido. Ma lo ho accolto nel nostro circolo di Muratella. L’ho contestato. Ci ho parlato. Questa è la democrazia. Chi avrebbe mai pensato al cattolico Matteo Renzi e ad Ivan Scalfarotto, che chiede il matrimonio gay, seduti allo stesso tavolo?

Non mi fate dire che noi ( e quando dico noi NON parlo dei giovani…parlo di quelli che vogliono un PD diverso, avessero anche 90 anni!) siamo più bravi di voi.

E’ solo che NOI parliamo delle cose. E non delle poltrone. E alla fine finisce che ci capiamo pure.

Quanto al toto nomi. Al toto ticket, voglio pensare ad una squadra. La candidatura Franceschini o Bersani non mi dice nulla, ma molto mi racconterebbero le persone  che li circondano e li circonderanno e i programmi, quelli sì. E mi chiedo. Ma Zingaretti. Chiamparino. Serracchiani. Civati. Renzi. Bresso. Melandri. Pittella. Cuperlo. Scalfarotto. Concia. Noi, insomma, quelli che piacciono tanto agli elettori. Sto partito ce lo prendiamo o andremo anche questa volta a rimorchio?

Chiedo: a tutti i cittadini e le cittadine che ancora non hanno la tessera del PD di farsela e accompagnarci in questa battaglia di rinnovamento. A tutta la comunità omosessuale di invadere questo partito per trovarvi cittadinanza, per incidere. Siamo già in tanti. Non siamo solo in 3. C’è un tavolo LGBT che sta nascendo e combatte a fianco di tante e tanti che hanno a cuore le nostre battaglie. Non siamo soli. Lo vedete qui, ma veniteci a dare una mano. Invadeteci.

Diceva Darwin: “Le creature che sbagliano inveteratamente le proprie previsioni sul futuro hanno una patetica quanto lodevole tendenza a morire prima di riprodurre la propria specie.”

Non sbagliamole queste previsioni sul futuro. Portiamocelo, questo paese, nel futuro.

Dal Lingotto

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Il Punto del Pd.

Lo mette benissimo, oggi, Luca Sofri e oltre al punto, ne condivido anche le virgole.