Sempre su Grillo. L’ultimo. Ho sprecato anche abbastanza fiato.

Leggo qui, che un coordinatore, violando quanto deciso dalla Consulta, ha tesserato il maleducato comico.

Nello stesso articolo il comico conferma due cose:

1) di volersi candidare segretario dicendo che servono 2000 firme, ignorando quanto dice lo Statuto e ignorando che di firme ne servono 1500.

2) che andrà a parlare al congresso in qualità di tesserato (ignorando che i delegati al congresso sono i grandi elettori che saranno decisi alle primarie e che per farlo dovrà comunque scegliere una delle 4 mozioni oggi in campo).

Io dico che:

1) le legge non ammette ignoranza

2) non si può imporre la propria mediaticità

3) non si possono violare le regole se fai della questione morale la tua bandierina acchiappa consensi.

Detto questo per me il discorso è chiuso. Grillo sta: provocando e violando le regole. E trovo che il tutto sia INAUDITO e INTOLLERABILE.

I volontari di Ignazio Marino si organizzano sul web

www.scelgomarino.info è nato da una sola settimana e ha già raggiunto risultati sorprendenti: 5.000 visitatori e oltre 500 volontari iscritti.

Una partenza straordinaria, soprattutto se si considera che questa prima settimana è stata dedicata, quasi esclusivamente, a mettere a punto il sito ed a creare i primi contenuti. E che si tratta di un’iniziativa nata tutta dal basso. Questi risultati si possono solo attribuire alle grandi aspettative che la candidatura di Ignazio Marino ha suscitato tra i frequentatori del web.

Ora comincia la campagna di promozione sui siti amici, e l’aspettativa è che si possa continuare con una forte crescita spontanea, soprattutto se il sito saprà mantenere le sue promesse.

Il sito, infatti, è stato creato per cercare di applicare anche in Italia le lezioni che campagna di Barack Obama ha insegnato sulle possibilità dello strumento web in una campagna politica. Dietro a www.scelgomarino.info, non a caso, c’è lo stesso gruppo di volontari che aveva promosso le campagne “Primarie vere, primarie sempre” e “Scelgo democratico”, nate tra i frequentatori del circolo online Barack Obama.

Le finalità sono essenzialmente due: raccogliere e coordinare volontari per la campagna e fornire informazioni sempre aggiornate su di essa – partendo da materiale audiovisivo, rassegna stampa (di prossima attivazione) ed una aggiornatissima agenda con gli impegni di Marino e Civati, .

Attraverso una mappa interattiva pubblicata sul sito, è possibile visualizzare dove si trovano i volontari più vicini, e prendere direttamente contatto con loro. Come si può verificare dalla mappa, già oggi  sono rappresentate tutte le regioni italiane, e quasi tutte le provincie. Registrandosi al sito, oltre a comparire sulla mappa segnalando la propria disponibilità a collaborare alla campagna, è possibile rimanere aggiornati sulle iniziative che verranno di volta in volta organizzate.

Per chi vuole dimostrare che il web può incidere in politica, questa è una grande occasione. Una campagna come quella di Ignazio Marino può avere successo solo se si riusciranno a mobilitare i tanti elettori del PD che non sono già organizzati nelle strutture politiche esistenti: chiunque voglia contribuire, è invitato sul sito www.scelgomarino.info

Buon Compleanno. Orso.

Marino, domani (17) al GayVillage

Ignazio Marino sale sul palco alle ore 22.30 – Parco del Turismo – Via delle Tre Fontane angolo Piazza Barcellona (Eur).

Domani è un giorno storico. E non credo che Ignazio verrà a fare giri di parole.

Verrà a parlare ai corpi, agli amori, alle famiglie.

Gli altri non ci possono entrare al Gay Village. Non saprebbero cosa dire. Cosa declinare. Cosa “portare”.

Vi aspettiamo.

Il peso delle parole.

E’ come quando dici sono innamorato.

O come quando dici ti amo.

Come quando dici laicità (Vedi Bersani e Franceschini)

Come quando usi parole come sobrietà, serietà, serenità (un Bersani soporifero stasera alla Festa Democratica perso tra i grandi scenari della Grande Economia e la scuola Quadri di un partito piantato e rimasto al secolo scorso)

Come quando, insomma, parli, articoli le labbra per esprimere concetti o e[mozioni] e fai cadere, attraverso le orecchie di chi ti ascolta, un peso interiore. Una visione. Un senso.

Ecco. Il senso.

Quanto peso date, diamo, alle parole, quando le usiamo? Quando le facciamo suonare, ma non le decliniamo? E glielo diamo un peso? Ci facciamo orecchie, umanità, quando parliamo? O le sprechiamo come calzini spaiati, le vendiamo per buone, ma non sono vere, non sono declinabili, non hanno contenuto?

Che significa sono innamorato? Che significa ti amo? Che significa laicità? Che significa “regolarizzare le coppie di fatto“? Che significa “scuola pubblica“?

Ecco. Facciamo questo esercizio. Ricominciamo a dare senso alle parole come quando diciamo ti amo a qualcuno. A meno che non siate di quelli che lo dicono a chiunque. O  non sanno cos’è l’amore.

Ci sono corpi, storie, dolori e speranze che ci ascoltano. Non voti. Non numeri.

Ecco. Umanizzare il senso delle parole per ridare e[mozione]. Oppure non usarle proprio.

E imparare che per sapere ascoltare non basta stare in silenzio. Per sapere ascoltare davvero bisogna sapere….parlare.