Marino: le Civil Partnership e le adozioni gay.

Ieri sera ha detto bene Imma Battaglia: è la prima volta che il PD viene da noi e non andiamo noi a chiedere qualcosa al Pd. E ha invitato Bersani e Franceschini a fare altrettanto.

Ignazio Marino ha detto delle cose chiare, magari in modo non urlato, ma le ha dette.

Ha detto che per regolarizzare le coppie omosessuali pensa al modello inglese: le Civil Partnership. A chi ha storto il naso, davanti all’ennesima sigla che si va aggiungere alle altre diverse dal fantomatico matrimonio (Dico, Pacs, Didore) voglio fare presente che, come dal sito di Arcigay, le CP sono la stessa cosa del matrimonio: http://www.arcigay.it/civil-partnership-act-gran-bretagna

Per quanto riguarda le adozioni, Marino è stato coraggioso ad ammettere il proprio pregiudizio (in passato), ma ha dichiarato di avere conosciuto bambini cresciuti in famiglie omosessuali (ah, a proposito, ci ha chiamato famiglie, scusate se è poco) e che essi erano normalissimi. Si è dichiarato non contrario e al partito ha detto una cosa furba. Non ha detto io sono d’accordo e quindi si fa così. Ha detto avvaliamoci degli studi scientifici. Essendo un medico di fama mondiale Marino sa benissimo che questi studi esistono. E sa benissimo anche quali sono i risultati. Non ultimo, Ivan Scalfarotto, gli ha consegnato il libro di Chiara Lalli “Buoni Genitori”, libro di cui abbiamo ampiamente parlato in queste settimane come un ottimo testo di riferimento sulla realtà italiana, pieno di riferimenti bibliografici anche a studi effettuati in altri paesi.

Io direi, cari lettori, che Ignazio Marino incarna oggi il pensiero più chiaro ed avanzato sul tema suddetto. E scusate se è poco.

Ci tengo a dire che non è l’unico a pensarla così. Che anche in altre mozioni c’è chi la pensa così, ma nessuno tra i candidati alla segreteria ha mai detto delle cose così chiare, in alcuni tratti persino commoventi per la loro banalità….UMANA.