Buon anniversario all’ElastiFamiglia

Che a leggere qui c’è anche da farsi una risata piena, notturna e invidiosamente tenera e ricordarsi che non si vive di solo Pd. Ecco.

Contraddicendo il mio spin-doctor preferito…

Mario Adinolfi, fa qui, la formazione del prossimo Pd.

A parte fargli presente che 11 non bastano (e che manca il mio preferitissimo Ivan Scalfarotto – pioniere di tutte le battaglie – e una marea di altre persone, davvero una marea, che stimo assai e che inutilmente vi elencherei, ma che in questi mesi vedrete spuntare dalle mie parole e dai miei post e che oggi sono sparsi ovunque… in tutte le mozioni), gli dico che l’attaccante di supporto mi sta un pò stretto.

Di solito gioco di ala destra, avanzata e molto di regia causa il poco fiato. E quando il fisico non me lo ha concesso (tutte e due le spalle operate per lussazione congenita) stavo in panchina a fare l’allenatore. E qualcuno se lo ricorda ancora. Putroppo.

Intanto dico a Mario che questa squadra di calcio potremmo sperimentarla per beneficenza per gli anziani del Pd da mandare in prepensionamento. E non parlo di vecchi in termini di età. Anzi.

p.s. per te: scusa….non ho resistito.

Il Circolo Prezioso. La mia idea di Pari Opportunità

Dunque.

Ragionamento ad alta voce con voi.

Se doveste scrivere qualcosa a riguardo, magari pensando a cosa può fare un “territorio” (Pari Opportunità, diritti, bla bla bla) da cosa partireste?

Dunque…..questo è un canovaccio. Nelle prossime 36 ore vi chiedo di leggere, pensare, criticare, proporre. Chissà le cose che ho dimenticato o che non ho approfondito adeguatamente. Più leggo e più mi vengono in mente cose, ma voglio vedere cosa vi viene in mente da aggiungere.

L’ho chiamato Circolo Prezioso perchè le Pari Opportunità non sono una roba per donne o gay. E’ una cosa per tutti. Le Pari Opportunità sono le opportunità uguali per i meno abbienti, per i migranti, per gli omosessuali, per i bambini, per le donne, per i transessuali.

Si parte dal bambino, perchè ognuno di noi: omosessuale, etero, donna, migrante, è stato: bambino.

Si finisce con l’anziano, passando per la coppia, di qualsiasi orientamento, che mette al mondo un figlio.

1) Bambino/donna: diritto all’affettività familiare ed al pieno sviluppo.

Potenziamento degli strumenti sanitari di cura e accoglienza (pediatra gratuito e preparato, sempre lo stesso che segue il bambino fino allo sviluppo.).

Accesso agli asili pubblici per un numero sempre maggiore di bambini. Questo è anche un diritto della donna al lavoro.

Contrarietà totale all’assegno sulla nascita, ma potenziamento dei servizi offerti dalla Cosa Pubblica.

Facilitazione per la coppia: numero verde che indirizzi a tutti i servizi: sanitario, richiesta accesso asili pubblici, altri servizi (sportivi, ludici, culturali, di assistenza familiare in caso di disagio sia economico che sociale e psicologico).

Facilitazione fiscale in caso di prolungamento della maternità da parte della donna (poiché si parla di territorio e non di Nazione, non posso infilare la parte a me cara della obbligatorietà della paternità.

2) bambino/ adolescente: diritto allo studio (o meglio alla cultura)

Adeguamento di tutte le strutture pubbliche: asili nido (applicazione Metodo Montessori o metodi equivalenti), scuole elementari, istituti superiori, in particolare quelli tecnici (che sono quelli più abbandonati, quindi: laboratori, ecc), ma senza dimenticare di consentire a tutti, al più possibile, l’accesso ai licei. Consentire (per gli istituti tecnici, ma non solo) lo scambio e la possibilità di stage presso le aziende locali per potenziare l’integrazione al lavoro. Orientamento agli studi universitari.

Supporto pieno ai minori portatori di handicap e alle loro famiglie per consentire il pieno sviluppo del bambino secondo le proprie capacità.

Supporto pieno ai minori di altre razze, religioni ed orientamento sessuale e alle loro famiglie per favorirne la piena integrazione.

Interventi culturali atti ad arginare il bullismo e a favorire l’integrazione, in tutte le sue declinazioni: omofobia, razzismo, atteggiamento nei confronti dei minori portatori di handicap.

Nel diritto allo studio inserirei anche il diritto alla casa per gli studenti fuori sede: database informatico che metta in contatto i proprietari di casa con i richiedenti. Sportello di accoglienza della Regione che consenta allo studente fuori sede, soprattutto nelle grandi città, di non sentirsi sradicato: luoghi di aggregazione, consulenza per accesso alla Casa dello Studente, ecc.

Servizio di ripetizioni, aiuto allo studio, gratuito, usufruendo del servizio civile o del volontariato. Acquisizione di punteggio per l’accesso alle liste di collocamento per chi fa volontariato in questo settore ed anche in altri.

3) giovane (e non solo): diritto al lavoro

integrazione tra scuola e aziende del territorio. Le aziende possono diventare una ricchezza per la scuola, non intervenendo sui programmi, di competenza dello Stato, ma offrendo know-how e consentendo l’accesso conoscitivo al funzionamento del proprio tessuto di business (spero sia un concetto chiaro, nel caso lo spiego meglio, ndr).

Database centralizzato di collocamento che contenga i CV dei giovani disoccupati per parole chiave e che si integri con le aziende nello stesso modo in cui operano le agenzie interinali.

Incentivi fiscali ai giovani che aprono un’impresa.

Consulenza gratuita per i giovani con partita Iva.

Consulenza: avvocatura del lavoro in caso di difficoltà in collaborazione con le realtà sindacali locali a prescindere dal loro indirizzo politico.

Incentivi fiscali alle aziende del territorio che perseguano la parità di genere.

Diritto al lavoro ed orientamente, per le persone transessuali attualmente discriminate.

4) tutti: diritto allo sviluppo felice

Incentivazione luoghi di aggregazione: biblioteche, circoli culturali. Soprattutto in periferia o nelle zone più disagiate. Promozione di una sessualità consapevole: prevenzione . Assistenza (su questo sono totalmente d’accordo con me stessa!) alla giovani madri nella scelta dell’eventuale interruzione di gravidanza. Non nel convincerle a non farlo. Ma nello starle accanto nella scelta con il supporto previsto.

5) tutti: diritto all’accessibilità dei servizi.

Abbattimento barriere architettoniche. Accessibilità al mondo del lavoro. Incentivi ad aziende che abbattono discriminazione.

6) tutti: diritto alla famiglia.

Sgravi fiscali alle giovani coppie che si sposano o contraggono una Civil Partnership (quindi sgravi per tutti a prescindere dal loro orientamento sessuale). Con questo passaggio aiutiamo tutti coloro che vogliano “mettere su casa” senza alcuna discriminazione.

La maternità e la paternità possono essere considerate un diritto, lecito e naturale. Aiuti alle coppie che non riescono ad avere figli e sono costrette ad andare all’estero (in questo momento è un privilegio per ricchi andare all’estero a fare un figlio). Secondo me dobbiamo supportare queste famiglie a prescindere dal loro orientamento sessuale. I loro figli. Quelli che oggi non possono nascere, ce ne saranno grati.

Poi: a tutte le coppie che fanno bambini….ricominciamo dal punto 1.

7) tutti: diritto all’anzianità.

Assistenza piena, ma che incoraggi l’anziano “sano fisicamente” a mettersi in gioco (vedi modello Torino/Piemonte).

7) assistenza in caso di malattia terminale o familiare malato soprattutto psicologicamente attraverso il supporto di tutti componenti familiari coinvolti.


Estremismi.

Ieri su questo blog si è molto dibattuto su questo post pubblicato da Andrea Sarubbi, parlamentare del PD, che citava un articolo di tal Chiara Geloni, pubblicato da Europa.

Ora io mi interrogo di nuovo, anche oggi ed a freddo su frasi come:” stressare il tema dei diritti dei civili e la laicità”.

A molti di noi sembra ogni giorno di andare a sbattere contro un muro di gomma (io ne ho fatto il mio sport preferito). Però ritengo che ognuno di noi abbia una missione: conservare la calma. E non perdere mai la pazienza di smontare e dimostrare che chiedere il matrimonio gay non è estremismo.

Voglio aggiungere che in un qualsiasi dibattitto nessuno riesce a negare il diritto alla totale parità (tranne personaggi tipo Binetti o affini, ma che comunque sono due o tre). IL problema è che non esistono le sedi per fare qusti dibattitti. E tutti ne fuggono a gambe elevate. Credo quindi che la nostra azione politica debba andare in quella direzione: creare luoghi di discussione. Smontare l’accusa di estremismo. Estremismo è qualcosa che va oltre un limite. Noi non vogliamo andare oltre nessun limite, ma abbiamo un traguardo che è già proprio della popolazione etero. Estremismo è opporsi a questo con tutta questa forza e cocciutaggine.

La cosa sempre più triste, poi, per chi come me e voi che ieri avete partecipato focosamente al dibattito, è che veniamo immediatamente accusati di parlare solo di questo. Il che è normale vista la situazione, ma ci colloca nella riserva indiana dalla quale dobbiamo uscire, ahimé, dimostrando che oltre al fatto che ci piacciono persone dello stesso sesso siamo anche economisti, ingegneri, studenti, operai…insomma tutti quelli che hanno gli stessi identici problemi degli altri. Forza e coraggio e grazie. Ieri quando ho visto la vostra onda di sdegno, ammetto, ho sorriso. Poi ho pensato che allo sdegno dobbiamo anche dare una direzione di ottenibilità.

Voglio citare, alcune cose che voi stessi avete scritto e che sono delle ottime armi logiche per partecipare a delle discussioni:

c.d scrive:

1830: mentre moderati abolizionisti e schiavisti cercano una sintesi i neri non hanno diritti civili.

1840: mentre moderati abolizionisti e schiavisti cercano una sintesi i neri non hanno diritti civili.
1850: mentre moderati abolizionisti e schiavisti cercano una sintesi i neri non hanno diritti civili.
1860: i radicali abolizionisti impongono l’abolizionismo al sud con la forza. per alcuni anni i neri sono liberi.
1870: procede la ricostruzione: mentre moderati dei diritti civili e segregazionisti cercano una sintesi i neri non hanno diritti civili
1880: mentre moderati dei diritti civili e segregazionisti cercano una sintesi i neri non hanno diritti civili
1890: mentre moderati dei diritti civili e segregazionisti cercano una sintesi i neri non hanno diritti civili
1900: mentre moderati dei diritti civili e segregazionisti cercano una sintesi i neri non hanno diritti civili
1910: mentre moderati dei diritti civili e segregazionisti cercano una sintesi i neri non hanno diritti civili
1920: mentre moderati dei diritti civili e segregazionisti cercano una sintesi i neri non hanno diritti civili
1930: mentre moderati dei diritti civili e segregazionisti cercano una sintesi i neri non hanno diritti civili
1940: mentre moderati dei diritti civili e segregazionisti cercano una sintesi i neri non hanno diritti civili
1950: mentre moderati dei diritti civili e segregazionisti cercano una sintesi i neri non hanno diritti civili
1960: i radicali dei diritti civili impongono con la forza ai segregazionisti i diritti civili. i neri diventano liberi.

140 anni di ricerca della sintesi. 140 anni di schiavitu, terrore, miserie, discriminazioni, umiliazioni, segregazioni. tenetevi la vostra sintesi moderata, noi vogliamo tutta la liberta per tutti subito.

L’altro pezzo che mi è molto piaciuto è il seguente, di Antonella:

Allora: d’ora in poi personalmente ascolterò con attenzione solo chi saprà spiegarmi, con cognizione di causa, in che modo il matrimonio gay impedisce:


-l’abbattimento della disoccupazione


-l’allargamento degli ammortizzatori sociali


-la crescita economica nazionale


– il funzionamento della scuola pubblicaù


-la garanzia all’assistenza sanitaria pubblica
and so on…