Su Casa Pound e su cosa sta accadendo a destra.

2 ottobre 2009 § 80 commenti


In questi giorni sento, come non mai, la frustrazione per i limiti della parola scritta ed è il motivo per cui cerco di coinvolgere quante più persone possibili negli incontri che si stanno susseguendo, in particolare a Roma, con ambienti di destra.

Cercherò di essere il più precisa possibile nella narrazione e chiedo scusa fin d’ora se non sarò esaustiva. Per prima cosa ficchiamoci in testa che la destra non è tutta uguale. Esiste una destra sociale e laica ed una destra che si richiama a valori cattolici in modo integralista. Per capirci: Gens Romana e Casa Pound sono laici, mentre Militia Christi e Forza Nuova no. I primi due sono per il riconoscimento delle coppie omosessuali (in un istituto simile al matrimonio civile in alcuno casi identico) per i secondi l’omosessualità è una piaga da combattere.

In queste settimane a Roma si è alzato un livello di tensione che ha ovviamente trovato la sua più comoda collocazione nei vecchi schemi di una volta: la cosiddetta strategia della tensione fasci contro compagni. Avere un nemico, brutto e cattivo è l’aspirazione migliore per chi voglia mantenere lo stato delle cose e tutti noi nell’ignoranza. Il caso di Casa Pound alla manifestazione del 24 settembre è stato emblematico. In qualche modo si individuava un unico nemico all’omofobia e tutti gli altri potevano dirsi non omofobi, ma noi sappiamo bene quanta omofobia ci sia nel Vicariato e nello stesso Alemanno che solo pochi giorni prima affermava che le coppie omosessuali non è detto vadano riconosciute. Purtroppo chi doveva essere preposto a specificare cosa è per noi omofobia non si è sollevato contro i poteri forti ed istituzionali omofobi molto più di Casa Pound, ma si è scagliato contro Casa Pound, contribuendo a far passare che l’omofobia è solo violenza. Cosa da aborrire secondo me.

Ma veniamo al dunque. Abbiamo incontrato CP ben prima di questo accadimento e ne abbiamo già lungamente parlato qui.

Qui sotto a questo post allego integralmente  il documento che Casa Pound ha presentato a Paola Concia due giorni fa,  su cui vi dico le mie riflessioni:

1)     sulla questione adozioni gay (sono indietro loro quanto molta sinistra), ho chiesto loro di avere l’approccio laico che dicono di avere e di permetterci di fare loro conoscere la realtà. Non ho percepito una chiusura al dialogo. Vi prego di notare che è una posizione simile a tanta sinistra se non a tanti LGBT.

2)     sulla legge Mancino. Non so quanto i reati di opinione siano effettivamente  adatti a sconfiggere l’ignoranza e non credo che non si possa discutere o ridiscutere sulla Legge Mancino. Tante persone del movimento o di sinistra non ne condividono per esempio l’impianto. Voglio credere che in un mondo ove vi sia cultura diffusa nessuno li farebbe più i reati d’opinione.  Voglio credere che la libertà di pensiero in uno Stato forte non abbia bisogno di essere censurata. Mi spiego: se IO non posso dire una cosa, MA la penso non credete che finisca come con il proibizionismo di droghe ed alcool? Spero siamo d’accordo, almeno a sinistra, che non è il giustizialismo, ma la cultura a cambiare anche l’omofobia esistente in questo paese. Ha anche un maggior costo, certo.

3)     Ho detto loro che la parola fascisti mi trapassa il cuore come una lama e che ho dovuto tenermi le viscere per parlare con loro. Gli ho detto che tutto ciò che fanno e dicono viene inficiato da quella parola. Molti di loro, anche i più giovani, ne sono consapevoli. Da parte nostra, di sinistra, dovremmo cominciare a pensare ai totalitarismi in generale come organizzazioni da ripudiare. Io ritengo che loro quella parola dovrebbero superarla. Ho anche voluto capire la questione su Ascanio Celestini e ho chiesto di approfondire quel tema.

Dopodiché voglio dire a tutti noi una cosa. Una riflessione. Ho passato del tempo con loro e ieri sera anche con i ragazzi di Gens Romana (loro non si definiscono fascisti e sono quindi legalissimi, ma comunque sempre definiti da noi solo e semplicemente “fasci”) in un incontro organizzato a Roma. La sala era piena di ragazzi e uomini e donne di destra, di sinistra ed anche gay. Eravamo lì per guardarci con curiosità, per capire, per andare oltre un pregiudizio. Parlarsi non significa mischiarsi. Non significa legittimare nessuno (e nessuno ne ha bisogno). Significa cercare di comprendere. Io non posso non restare stupefatta se quando vado in questi luoghi sono sommersa di domande, ma non domande pruriginose, domande umili di chi dice: mi spieghi questa cosa? Poste con toni quasi sommessi. Vogliono sapere il senso del Pride, parlare della condizione delle trans, chiedono quelle cose che magari in privato chissà quante volte ci siamo sentiti chiedere. Mi sono sentita dire:” forse noi di destra siamo stati costretti a studiare perché sembrava che la cultura fosse solo vostra e forse oggi riconosciamo nella discriminazione del mondo omosessuale quella che molti di noi vivono perché si definiscono di destra.” Qualcuno di loro, infatti, in certi posti non può nemmeno mettere piede.

Non sto parlando di un luogo dove mi sono sentita tollerata. Sto parlando di un luogo dove io ed altri (più stupiti di me) si sono sentiti accolti. Oggi qualcuno mi ha raccontato che uno di Lotta Continua sostiene che la sinistra candida i froci perché fa figo. Ecco, stamane mi chiedo dove si annidi l’omofobia. Ovunque, rispondo.

Chiedo a tutti voi di leggere le mie parole con attenzione e chissà quante cose non sono riuscita ad esprimervi. Chiedo a tutti voi di leggere il documento di Casa Pound facendo l’esercizio di non sapere chi lo abbia scritto (le ultime 4 righe restando per me incondivisibili). Vi chiedo di farmi domande, di chiedermi, di rompermi le balle. Vi chiedo solo di non mettere davanti uno steccato, una barriera. Per quella sarebbe una cosa fascista. Di non insultare. Pure fascista. Proviamo a capire cosa sta accadendo a destra. E se fossimo furbi tenderemmo una mano a quelle componenti che fanno questi passi per isolare chi invece non li sta facendo. Dalle loro parti e persino vicini a noi. Perlomeno, vi imploro, apriamo una discussione.

Qui il loro testo.

UNIONI CIVILI, DIRITTI E DOVERI – OMOFOBIA E ORGANIZZAZIONI OMOSESSUALI

Alcuni recenti episodi di intolleranza hanno chiamato tutte le forze politiche e culturali della società italiana ad interrogarsi sullo stato della convivenza civile nella nostra nazione. Alcuni hanno preferito porsi poche domande e optare sconsideratamente per una logica esclusiva e repressiva che privilegi la ricerca di facili capri espiatori e la criminalizzazione arbitraria di intere comunità umane. Altri hanno preferito procedere verso una riflessione più articolata che individui come interlocutori designati tutti coloro che hanno una mente sgombra da pregiudizi e onestà intellettuale.

CasaPound Italia, che l’intolleranza la conosce bene per esserne regolarmente bersaglio, ha scelto del tutto naturalmente di collocarsi in questo secondo gruppo, decidendo di dialogare sull’argomento con chiunque accetti il confronto trasparente. Un confronto che per essere tale non potrà mai diventare confusione delle reciproche identità e desiderio di una legittimazione di cui nessuno della nostra associazione avverte il bisogno.

Piuttosto, siamo ben consci che noi non parliamo, ne intendiamo farlo, a nome di categorie ma abbiamo a cuore l’insieme del popolo italiano.

Il nostro tavolo di confronto con quegli elementi della variegata comunità omosessuale che lo hanno chiesto, nasce dalla nostra assenza di pregiudizi che lasciamo volentieri ai reazionari e ai progressisti, spesso preda di ogni ottusità.

In quest’ottica, non possiamo che ribadire quanto già pubblicamente affermato tempo fa da CasaPound Italia:

Che esistano coppie di fatto è appunto un dato di fatto. Certo, non tutti vivono tale condizione con equilibrio e buon gusto, ma questo vale anche per troppe coppie etero e comunque il buon gusto fa parte dello stile, non può certo essere imposto per legge. Non vediamo il problema nel fatto che tali unioni abbiano un riconoscimento di tipo civile e amministrativo, con l’attribuzione di determinati diritti e doveri alla coppia. Siamo invece del tutto contrari ad ogni ipotesi di adozione di bambini a coppie gay.

La possibilità di riconoscere un’unione civile (riguardante persone dello stesso sesso o meno) che contempli al suo interno determinati diritti e altrettanti doveri da riconoscere ai contraenti è quindi completamente ricompresa nei nostri intendimenti di sempre.

Nello specifico la nostra visione di unione civile riferita ad un rapporto di carattere affettivo necessita di due fattori importanti, assenti sia dai PACS che da i DICO: la convivenza assieme alla manifesta volontà reciproca di impegno alla relazione a tempo indeterminato.

Un’ unione civile che non sia un semplice “contratto fra le parti” possibile anche fra due estranei, ma che riconosca e tuteli il vincolo affettivo che intercorre tra i contraenti, con tutto ciò che ne deriva in termini di obbligo di assistenza, ereditarietà, reversibilità di trattamenti pensionistici, ovvero di dirit ti, ma anche e sopratutto ciò che ne deriva in termini di doveri nei confronti dell’altro, in primis la serietà del sentimento che dà vita alla relazione. Quindi fedeltà, solidarietà e assistenza reciproca a tempo indeterminato.

Non si tratta, beninteso, di “creare” o “snaturare” alcunché o di avventurarsi in ardite ipotesi di ingegneria sociale. Anche perché non abbiamo la pretesa di essere decisivi e, comunque, qualora lo fossimo daremmo preminenza alle questioni sociali e a quelle che riguardano tutti piuttosto che alle categorie. Si tratta semplicemente di riconoscere ciò che già esiste, dato che le coppie di fatto sono una realtà, non un progetto. Del resto la nostra concezione dello Stato è organica, quindi inclusiva, e non può tollerare che importanti settori della cittadinanza siano costretti a comportamenti “carbonari”. Un’idea di Stato che contempla una sovranità forte, che quindi non accetta diktat morali, religiosi o settari, da parte dei proibizionisti come da quella degli esibizionisti.

Lo stesso istinto libertario che ci porta a rifiutare facili pregiudizi e visioni stereotipate ci induce del resto a ritenere inconcepibile e indesiderabile qualsivoglia estensione di leggi liberticide come la Mancino, che anzi ai nostri occhi non ha di per sé già senso di esistere. L’intolleranza si combatte rifondando la comunità nazionale su basi condivise, non attuando improbabili cacce alle streghe pericolose per tutti gli uomini liberi.

Nè mettendo in piedi indottrinamenti culturali obbligatori per la cittadinanza. Queste iniziative sono solo facile fonte di guadagno (su pubblici finanziamenti) per associazioni che non hanno nessuna intenzione a che il problema “omofobia” finisca perché il problema stesso diventa fonte di reddito per tali associazioni.

Insomma il mondo omosessuale non dovrebbe avere la sindrome del “panda”, della specie particolare in via di estinzione. Al contrario aspirare alla uniformità con il resto del popolo italiano. Uniformità di fronte allo Stato e di fronte alla legge. Quindi diritti civili e riconoscimento restano l’unico passo necessario anche culturale per porre fine non tanto alla discriminazione, ma al retaggio culturale secolare che la genera.

Crediamo al contrario che tanti, troppi omosessuali organizzati, preferiscano vivacchiare nel limbo dell’incertezza giuridica per cavalcare il clamore politico della questione omosessuale.

A nostro avviso oggi ci sono troppe battaglie per LE libertà delle singole categorie e non c’è quella essenziale per LA libertà contro il pensiero unico, globale e omologante che è il padre della servitù così come la norma “transitoria” sull’antifascismo in calce alla Costituzione è la madre dell’intolleranza e del pregiudizio.

CASAPOUND ITALIA

Quello che dico è: vogliamo fare una riflessione su quanto sta accadendo in alcuni ambienti della destra o facciamo finta di niente e restiamo nel nostro recinto rendendoci anche noi colpevoli di ergere muri?

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§ 80 risposte a Su Casa Pound e su cosa sta accadendo a destra.

  • the grull ha detto:

    …e intanto che tu pensi a casa pound, al PD e compagnia cantante… per assenze dell’opposizione (30 assenti!) passa il DDL sullo scudo fiscale per 20 voti.

    Che cazzo stiamo facendo?
    Questa è l’opposizione?
    Tutti a fare campagna elettorale per il PD?

    mah…sono un po’ frastornato…

    un abbraccio

    PS: speriamo in Napolitano….visto che di opposizione non resta niente

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  • simone ha detto:

    scusa cri,
    ho letto tutto.

    ti dico quale è il problema? il problema sono proprio quelle 4 ultime righe (che tu hai già detto di non condividere) che da sole forniscono il quadro all’interno del quale si muove Casa Pound.

    Io non capisco, davvero.
    Apri il post tracciando una linea tra la destra “laica” e la destra “integralista”, ponendo Casa Pound da una parte e Forza Nuova dall’altra.
    Come a dire: attenzione, i primi dietro ai PACS e ai diritti ce vengono dietro, gli altri sono cattivi come la Binetti.
    Peccato che quella linea sia solo TU a considerarla di demarcazione, ma che per altri non sia tale.

    Ma non capisci che l’ottica è completamente miope?
    Facile per Casa Pound parlare di emarginazione “vissuta” facendo passare il concetto di antifascismo come norma intollerante e pregiudiziale.
    Io sono ancora tra quelli Cristiana, che ritiene puri i valori dietro le azioni dei partigiani e malvagi i valori dietro le azioni dei repubblichini.
    E penso che il mio spazio di dialogo costruttivo su qualunque argomento, ivi compreso il discorso dei diritti, contempli solo ed unicamente coloro che hanno su questo punto la mia medesima visione.

    Sono intollerante? Sono io il fascista?

    Dite quello che vi pare, ma ogni volta che si alza un calice per brindare con qualcuno che dei repubblichini ha una visione da eroi e martiri, si sta sputando sulla tomba di chi per la liberazione dal nazifascismo ha dato la vita.

    Ogni altro discorso è chiuso.

    p.s.
    magari quelli studenti che deliberatamente prendono a cinghiate altri studenti per poi scaricare dal carro bastoni avvolti nel tricolore e, a posteriori, farsi passare per le “vittime”, sono d’accordo sui PACS.
    Che famo, gli vogliamo offrì na cena da baffetto?

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  • ned nekkah ha detto:

    Purtroppo il documento intero è stato redatto
    per poter inserire quelle ultime maledette 4 righe.

    Accettare il loro invito significa permettergli di cavalcare, con disinvoltura, anche la questione Lgbtqi. Questo si traduce in una ulteriore legittimità di Cassa Pound.

    leggiti i testi degli ZetaZeroAlfa per capire con chi hai a che fare.

    Iannone e la sua accolita viaggiano a gonfie vele verso l’affiliazione…
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/gelli-tangenti-amici-e-trame/2111273/8

    Gelli, Berlusconi e Dell’Utri sono gli interlocutori dei fascisti del terzo millennio, estrema estensione del “Venerabile” potere.

    Cristiana, questa gente che ora fa la “tollerante” condivide pensieri e metodi di chi mette le bombe nelle stazioni, di chi accoltella e uccide fuori dalle “dance hall”, di chi ammazza a pugni un ragazzo perché porta il codino, di che tenta di sgozzare i giovani dentro i centri sociali, gente che esalta la “cinghiamattanza”.

    sei cosi’ sicura della loro sincerita’?
    più di quella di tanta gente che, da fuori i partiti, e animata dallo stesso spirito libertario rifiuta ogni autoritarismo?

    Cristiana, ti ha ferito cosi’ tanto il mondo?

    con affetto,
    ned

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  • lorenza ha detto:

    carissima,
    purtroppo per voi, tutta questa vicenda, è utile soltanto a capire meglio la posizione che hanno le lesbiche “istituzionalizzate” e “normalizzate” come te e la concia e la pericolosa confusione politica che esprime il partito nel quale militate. con un documento come quello di casa pound, per chi sia minimamente di sinistra, c’è ben poco da dialogare. fa davvero sorridere l’etichetta di “laici” appiccicata a casa pound&co, che serve solo a svuotare ulteriormente la categoria della “laicità”. ma su questo è già chiaro da tempo quale sia l’impegno del pd… complimenti. l’idea di uno stato a ” sovranità forte”, “organico” (per usare i loro eufemismi che nascondono molto male la loro aspirazione al totalitarismo) che addirittura certifichi la “fedeltà” o la “sincerità” dei sentimenti fa semplicemente rabbrividire. sono peggio della chiesa: una “morale” unica per tutti imposta dallo stato in cambio di diritti. per non parlare del riferimento al “buon gusto”. ma la cosa che preoccupa davvero è che qualcuna intenda negoziare o barattare un sostegno alle unioni civili con questo orrore novecentesco o meglio premoderno travestito da terzo millennio. da brivido. e fa ancora di più rabbrividire che lo facciano due lesbiche che pretendono di “rappresentare” le altre e che, in teoria, sono pagate da noi proprio per questo. ma che la democrazia rappresentativa sia ormai una farsa è ormai chiaro a tutti. perché invece di decidere di dialogare con casa pound non avete cercato di dialogare con il movimento lgbtq? avreste scoperto che moltissime lesbiche, gay e trans in questo paese fanno politica a tutto tondo e che, con o senza unioni civili, non si sentiranno mai libere in un paese nel quale i migranti vengono mandati a morire nel lager della libia. su un’unica cosa infatti quelli di CP hanno paradossalmente ragione. “ci sono troppe battaglie per LE libertà delle singole categorie e non c’è quella essenziale per LA libertà”. peccato che le loro premesse e le loro conclusioni politiche, il loro progetto di società, sia totalmente inaccettabile. carissime, anziché perdere tempo, pensate a fare davvero opposizione a questo governo razzista e sessista.

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  • cristiana alicata ha detto:

    Forse qua non si è capito che incontrare non significa condividere e mischiare.
    Ma che cosa è una lesbica normalizzata? O istituzionalizzata?
    Vi attaccate a delle cose fuori tema come per dire che incontrarli è diventare di destra. Non è così. E certo loro non hanno bisogno dei gay per legittimarsi, ma insomma…il potere forte più forte che si può su quel tema NON legittima…potevano scegliere il tema dei migranti per esempio…allora sì se ne sarebbero viste delle belle.

    Poi nessuno (io tanto meno che sono ancora più nessuno) è andato in rappresentanza di qualcuno. Ah…sarebbe bello, sai Lorenza, se tu parlassi con CP di cosa pensa dei respingimenti in Libia…ti stupiresti.

    Quanto alle categorie per noi inaccettabili e alcuni linguaggi a parte che questo ci distingue, se non dove sarebbero le differenze….ma non ritenete che quando si manifestano atteggiamenti di apertura dovremmo prendere quella mano invece di prenderli a calci? Ma ci fa comodo a tutti usare CP come il nemico supremo mentre i veri poteri ci fanno un c… così.

    Ned: ma se proprio ti va possiamo fare l’elenco dei complotti da Goldman Sacks ad altri degli ultimi 100 anni e vuoi vedere che viene fuori qualcosa di oscuro anche dalle nostri parti?

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  • cristiana alicata ha detto:

    @Simone: su piazza Navona ci sono molte versioni. Credimi.

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    • lorenza ha detto:

      @ cristiana @ simone
      ah beh, annamo bene…ti hanno anche contagiata con il virus revisionista…addirittura in tempo reale…i video e il successivo blitz alla rai contro “chi l’ha visto” parlano chiarissimo…
      vabbé, carissima, tanti tanti auguri di pronta guarigione 😛

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  • lorenza ha detto:

    cara,
    non mi stupirei affatto. forse ti stupisci tu perché non hai capito bene con chi hai a che fare e sei arrivata là impreparata. ma il problema è tutto tuo. ho poche curiosità su CP, perché l’idea di società che ha infatti è chiarissima. altro che “complottismo”. sono dei nazionalisti (stato etico, unità morale, autarchia e bla bla bla), blaterano di “favoritismi” nei confronti degli immigrati (definiti lavoratori competitivi per i bassi salari che ricevono sotto il ricatto della clandestinità, del genere vulgata-leghista-del dumping) contro gli “itagliani” poveri, chiedono il reimpatrio dei clandestini, strumentalizzano la violenza contro le donne in chiave razzista (ne ho visti fin troppi di manifesti loro su questo), hanno un’idea della donna come unica responsabile del lavoro di cura (sai, “tempo di essere madri”, ma su questo, del resto, anche il pd non è che si discosti di molto…) e sono contro l’omogenitorialità (per cui mettiti via il tuo desiderio di maternità…). nessuno qui ti ha detto che “sei diventata di destra”, le poltiche del pd che sostieni bastano e avanzano per costruirsi un giudizio politico. il problema sollevato qui non è che tu o altre avete legittimato CP, ma che avete perso credibilità con questa retorica del “dialogo” che si regge su dei piedi d’argilla. che mi frega di discutere di unioni civili con un gruppo con il quale non posso condividere nulla e che sostiene le unioni civili solo come dispositivo di controllo dello Stato Etico sulle libertà delle lesbiche, dei gay, delle trans (come spiega benissimo quel documento)?

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  • simone ha detto:

    cristiana, non mi fare incazzare ti prego.
    io ero là e la prima azione che ho visto è stato un putiferio scatenato di fronte alle transenne del senato da parte di ventenni del blocco studentesco che di punto in bianco hanno cominciato a prendere a cinghiate dei ragazzi nelle prime file.

    DOPO c’è stato il fuggi fuggi.

    DOPO è tornata la calma apparente.

    DOPO c’è stato l’arrivo del corteo universitario.

    DOPO c’è stato il casino in piazza navona.

    Ma non ricominciamo co’sta storia.
    E’ triste osservare che ormai anche nel PD c’è chi (senza essere presente) abbraccia la prima versione di comodo che passa pur di avvalorare la sua tesi.

    Ma tu che cazzo ne sai di casa pound cristià?
    Ma che cazzo ne sai di chi frequenta il cutty sark o i concerti degli zero zero alfa?
    Ma che cazzo ne sai tu della cinghiamattanza?

    davvero incredibile…

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  • guido allegrezza ha detto:

    un dibattito che mieterà frutti. io, insieme a cristiana, a paola concia e a tutti coloro che sanno rimettere in discussione anche le singole molecole del loro dna, vado avanti. ci vuole coraggio.
    ricordate “the village” quel film in cui una comunità viveva confinata in un bosco, in confini difesi da un “mostro” che era un membro della stessa comunità? al suono della campana, le porte si chiudevano e tutti dovevano stare nelle case, per non essere uccisi dal mostro.
    fuori dal bosco la vita vera.

    sono e resto di sinistra, ancorato a saldi principi di legalità costituzionale e di libertà di manifestazione del pensiero di tutti.

    questo non mi impedisce di affrontare a cuore aperto e guardandolo in faccia il mostro nella paura del quale la mia cultura mi ha fatto crescere. e sconfiggo la mia paura giorno per giorno. il mostro non esiste, il bosco non esiste.
    esiste solo la vita vera.

    apriamo gli occhi e non ci sarà più il buio.

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  • cristiana alicata ha detto:

    @Simone…un pò ne so….sia di piazza navona che delle altre cose che elenchi.

    Se vuoi ne parliamo, ok?

    @Lorenza: sì, siamo andati impreparati ed ingenui. Una banda di coglioni. Ecco…questa è una forma di fascismo: denigrare chi non la pensa come te per distruggere le tue tesi.

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    • lorenza ha detto:

      ottimo. prima rivendichi la scelta di “dialogare” con i fascisti che rivendicano di essere fascisti in nome dell’abbattimento degli steccati ideologici, poi dai della “fascista” a chi cerca di “dialogare” con te, evitando di rispondere sul piano dei contenuti politici che stanno dietro alla tua scelta, erigendo altri steccati ideologici. un modo di agire e reagire davvero molto curioso.

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  • Alessandro Paesano ha detto:

    Io ancora non sono arrivato a leggere il comunicato di CP. Mi sono fermato a un passaggio del tuo ragionamento prima. Non so nemmeno se qualcun altro se ne è già accorto e ne ha parlato. Non sono riuscito ad andare oltre. Mi perdonerete perciò se ripeto cose già dette.

    Ecco la frase che mi ha fatto cadere dalla sedia:
    Mi sono sentita dire: forse noi di destra siamo stati costretti a studiare perché sembrava che la cultura fosse solo vostra e forse oggi riconosciamo nella discriminazione del mondo omosessuale quella che molti di noi vivono perché si definiscono di destra.” Qualcuno di loro, infatti, in certi posti non può nemmeno mettere piede.

    Cristiana essere di destra è una scelta politica essere omosessuali no.
    Omosessuali si nasce fasci (come comunisti) no.
    Le idee politiche le coltivi. L’orientamento sessuale che hai o lo accetti e vivei felice o lo rifiuti e vivi come visse Pasolini…

    Un conto è essere discriminati per una scelta che si fa un conto per qualcosa che si è.

    E che chiunque, di destra, di centro, di sinistra, mi viene a dire che per quella sua scelta si sente discriminato e capisce me, omosessuale, perché in fondo siamo entrambi discriminati offende la mia persona, offende la mia intelligenza, offende la mia cultura. Soprattutto offende tutti quelli discriminati, uccisi, vilipesi come me.

    Come puoi assimilare una scelta politica a all’orientamento sessuale?!

    Sapevo che l’apertura ai gay e co. serviva solo per sdoganare la questione antifascismo. Pensavo però che il tentativo venisse fatto in maniera più sottile, più sofisticata, non così platealmente ridicola e surrettizia.

    Se non capisci da sola questa differenza dubito che io possa in qualche modo riuscire a fartela capire.

    Ti dico solo che per me essere discriminati perché, per esempio, voglio andare in giro a baciarmi il mio ragazzo non è proprio la stessa cosa di chi vuole, per esempio, poter affiggere l’immagine di Mussolini senza che qualcuno, qualcuno che sappia cos’è l’antifascismo, storia italiana, e che non confonda l’antifascismo con l’antitotalitarismo, che è lo stesso annacquamento fatto da chi al posto di omofobia ha detto no al razzismo e all’intolleranza, senza che qualcuno dicevo lo discrimini per quello che Mussolini è stato e per quello che significa affiggerne la foto sul muro.

    Delle due l’una o sei tremendamente ingenua, politicamente parlando, o per te, il fascismo, in fondo, non è poi così male.

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  • simone ha detto:

    […] io, insieme a cristiana, a paola concia e a tutti coloro che sanno rimettere in discussione anche le singole molecole del loro dna, vado avanti. […]

    Perfetto. visto che state sullo stesso treno – quello di chi mette in discussione anche il proprio dna – salutate veltroni e d’alema da parte di chi, come noi, il dna antifascista lo tiene invece ben stretto a futura memoria.

    ——-

    Sin memoria, sin pasado compartido, el dialogo no esta posible. […] Por eso seguimos luchando, la lucha para hablar contra el olvido, la lucha para defender la memoria.

    ——–

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  • simone ha detto:

    -> cristiana.

    bene!
    se quindi sai del cutty sark, sai di casal bertone, sai della banda bassotti a villa ada e nonostante ciò ti sta bene sederti su una sedia a dialogare co’sta gente sui diritti dei gay, c’è poco da parlarne.

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  • cristiana alicata ha detto:

    simone stai mischiando tutti con tutti. E’ come dire che PD e Snistra Critica e le BR sono la stessa cosa.

    @Alessandro: la discriminazione è discriminazione…lo dice la costituzione…loro non stanno dicendo che l’omosessualità è una scelta. Ma solo che CONOSCONO la discriminazione. Punto.

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  • simone ha detto:

    ???????????????????????????????????????????????
    Fammi capire un pò.
    Secondo te Cutty Sark e l’OCN di Casal Bertone non rientrano nell’area di CasaPound?

    E riguardo Villa Ada che dici, che sarebbero stati quelli di Forza Nuova?
    Ti ricordo che FN ha smentito ufficialmente di aver preso parte a quel raid, mentre il tuo amico Iannone, intervistato a tal proposito, si è rifugiato dietro uno sproloquio sul mutuo sociale ed altre puttanate senza voler rispondere alla domanda.

    Ma ti rileggi quando scrivi cristiana?

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  • burzum ha detto:

    leggendo questo articolo ho provato solo vergona
    vergogna, prima di tutto, nei confronti della memoria di donne, bambini e uomini uccisi dai nazi fascisti e continuamente calpestata da casa pound e dalle loro velleità revisioniste.
    vergogna perchè in 60 anni di storia repubblicana non siamo riusciti a de-fascistizzare l’italia, come invece è avvenuto in germania (li non credo che nessuno, di destra o sinistra, si sognerebbe di andare ad un incontro organizzato da neo-fascisti)
    vergogna perchè si è ridicolizzata la costituzione, definendo antilibertaria la norma transitoria che proibisce la ricostituzione del partito fascista.
    vergogna perchè, andando al di là degli orientamenti politici, alcune persone sono pronte a svendere di tutto pur di ottenere degli improbabili “pacs”.
    la lettera di casa pund è molto chiara: loro sono povere vittime della discrimnazione democratica, di qualla democrazia che discrimina gli estremisti di destra, vietando loro di ricostituire il partito fascista. sovvertendo la democrazia saremo tutti liberi.
    i pacs e gli omosessuali sono solo una scusa.
    poi, leggendo bene la lettera, si capisce bene quali sono gli omosessuali che piacciono a loro: quelli nascosti, mica gli “esibizionisti” o gli “omosessuali organizzati”.
    poi definirli laici… ma sai quali sono le posizioni di casa pound sull’aborto o sulla 194??? sai cosa pensano loro del ruolo della donna??? per non parlare degli immigrati…
    proprio non riesco a capirti???
    perchè invece di discutere di pacs e diritti glbtq con casa pound non ne parli con quelli del PD???

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  • cristiana alicata ha detto:

    L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. Pier Paolo Pasolini.

    Lorenza: tu non stai dialogando. Stai dicendo che è sbagliato e che tu hai ragione.

    A tutti: alcune cose che dite sono state smentite da CP (e la questione sull’omosessuale nascosto cosa c’entra con le coppie riconosciute è esattamente il contrario) e ripeto: nessuno sdogana nessuno.

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  • Leonardo ha detto:

    Io non credo ci sia nulla di male a parlarsi, c’è sempre stato un neofascismo non clericale, figuriamoci quindi se nel 2009 non possono esserci gruppi di destra che, interessandosi alla politica, apprendono delle cose sulla questione omosessuale e si mostrano disponibili a muovere dei piccoli passi verso di noi.

    Non sono d’accordo ovviamente sul fatto che la libertà d’opinione possa tradursi nel diritto all’insulto omofobico, perchè non è vero che una norma antiomofobica impedirebbe ad ognuno di dire la sua. Verrebbe sanzionato solo l’odio o la istigazione all’odio e alla superiorità.

    E qui c’è il punto dolente….

    Sarei molto a disagio se sapessi che la dottrina dello stato organico rivisitata include me, in quanto omosessuale, ma continua ad escludere altre categorie…o minoranze. Questo lo devo dire sinceramente. Siccome però non si tratta di fare accordi politici, ma di parlarsi credo non sia qlcs di sbagliato in ogni caso.

    Credo che queste realtà vadano viste anche con le lenti del sociologo, sono forme di aggregazione e partecipazione sociale, che in sè possono avere un loro valore. Certo non bisogna neanche farsi prendere da eccessi d’entusiasmo.

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  • cristiana alicata ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con te Leonardo. Infatti è una cosa che a loro ho tenuto a chiarire.

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  • Pike ha detto:

    Sono stupefatto.Mi piace molto questa voglia di dialogare in parità, senza “concederci” il dialogo , facendolo cadere dall’alto.
    Ti dico il mio pensiero nel merito:
    Sono un laico .
    Le coppie gay a mio avviso hanno diritto a delle tutele legali.
    Talvolta mi irrita il tentativo di mettere la casacchina rossa a tutti i gay e le lesbiche.E a volte mi irritano i toni della sinistra sul tema.
    L’omofobia di destra è stupida, come il razzismo di destra.
    Chi a destra abbia un minimo di preparazione cultruale, dovrebbe sapere che taluni gay dichiarati come Piovene, il principe Eugenio di Savoia, Pim Fortuyn, Yukio Mishima, Guido Keller , giusto per citarne alcuni, sono ICONE della destra.
    Riguardo il razzismo, chiunque abbia un minimo di apertura mentale e preparazione culturale, dovrebbe sapere che l’innesto “razziale” del fascismo italiano è successivo all’allenza con la Germania hitleriana.E fu osteggiato tra gli altri da Italo Balbo, Dino Grandi e Galeazzo Ciano .
    E dovrebbe sapere che per i nazisti gli italiani erano semiariani.Ai lavoratori italiani della Todt e ai soldati italiani della RSI in addestramento in Germania era fatto divieto di avere rapporti sessuali con donne tedesche, onde evitare di inquinare la “razza” tedesca.
    Per cui ben venga un apertura di dialogo.

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  • onofrio ha detto:

    a cristia’, eddai su…. te serve ‘na vacanza, vienime a trova’ a ny, va’….

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  • v. ha detto:

    Non sono solo le ultime 4 righe Cristiana che sono incondivisibili … rileggi con attenzione, e con molta attenzione ascolta i testi del gruppo di Iannone o leggi le proposte della costola del gruppo femminile di CasaPound …

    poi ne riparliamo
    (sono appena tornata da Stranabologna – manifestazione bellissima – e sono stanca )

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  • antifa ha detto:

    pubblicato il 10.07.09
    Casa Pound: dietro la maschera ·
    Casa Pound: dietro la maschera

    Dai colloqui riservati dei dirigenti: un’organizzazione ipercentralizzata con doppi livelli, la paura degli infiltrati, il servizio d’ordine e i rapporti con la Digos
    Saverio Ferrari – Osservatorio democratico – 09/07/2009

    “Duemila tesserati e migliaia di simpatizzanti, sedi su tutto il territorio nazionale, 15 librerie, otto associazioni sportive, una web radio con 25 redazioni in Italia e dieci all’estero”. Con queste parole Gianluca Iannone, presidente di Casa Pound Italia, il 22 giugno scorso ha introdotto i risultati raggiunti dall’associazione, festeggiando il primo anno di attività, a Roma ad Area 19, una delle quattro occupazioni poste sotto l’egida del gruppo. È stata anche l’occasione per sottolineare come ben 150 siano state le conferenze organizzate e che a Casa Pound Italia fanno ormai riferimento “dieci gruppi musicali, una compagnia teatrale, una galleria d’arte e un circolo di cultura cinematografica”, ma soprattutto il Blocco studentesco che “ha conquistato 120 rappresentanti alle Superiori e 37 mila voti solo a Roma con una media del 18% dei consensi”. “È stato un anno intenso” – ha concluso Iannone – “che ha portato a risultati che vanno oltre quanto sperassimo, a cominciare dalla capacità del Blocco studentesco di guidare la protesta contro la riforma Gelmini”. Un giudizio decisamente ben oltre il vero anche se è indubbio che questa realtà di Casa Pound nel suo complesso rappresenti un fenomeno in crescita. Quasi un piccolo evento mediatico. I riconoscimenti a destra si sprecano: solo negli ultimi mesi la sede romana di via Napoleone III ha ospitato, a febbraio, la presentazione di un libro dell’ex brigatista rosso Valerio Morucci con Giampiero Mughini e il vicecapogruppo del Pdl in Campidoglio Luca Gramazio, occasione per lanciare un appello a “mettere fine al meccanismo diabolico dell’antifascismo”, e successivamente il 2 aprile, la proiezione del film-documentario apologetico su Bettino Craxi “La mia vita è stata una corsa”, con tanto di intervento della figlia, nonché attuale sottosegretario agli esteri, Stefania Craxi. Recentemente è stato anche pubblicato dalle edizioni Contrasto un interessante libro foto-giornalistico su Casa Pound: “OltreNero. Nuovi. Fascisti. Italiani” di Alessandro Costelli e Marco Mathieu. Una ricerca più antropologica che politica. Ultima in ordine di tempo, a fine maggio, l’intervista su l’Altro a Gianluca Iannone da parte di Ugo Maria Tassinari, da sempre loro entusiastico sponsor, che ha suscitato non poche critiche e rimostranze a sinistra.Ma dietro le quinte la realtà sembra ben diversa da quanto appaia. Non proprio nuova, si potrebbe dire, anzi, decisamente datata. Sulla base di alcuni colloqui riservati sfuggiti via internet all’uso esclusivo dei dirigenti, emergerebbe, infatti, la dimensione di un universo non proprio così originale, scevro da dogmi e aperto al dialogo con tutti.Il dibattito interno a cui ci riferiamo è dell’aprile scorso. Ebbene, il capo, ovvero Gianluca Iannone, dietro lo pseudonimo di Geronimo, nel relazionarsi con i dirigenti locali sparsi sul territorio, così illustra e detta le linee organizzative: “Le comunità vanno strutturate in cerchi concentrici, il primo deve essere il direttivo, il secondo cerchio deve essere quello della comunità e poi i vari cerchi con tutti gli altri. Per comunità intendo un insieme di persone che mantengono un segreto, uno zoccolo duro serrato, fido, agguerrito…”. Il terrore è quello delle infiltrazioni: “Siate sempre diffidenti” – dice – “occhio soprattutto a vecchi camerati di vecchie organizzazioni che si riaffacciano dal nulla. Noi vi fidate di nessuno. Siamo una foresta che cresce. Occhio ai parassiti”. In questo quadro, tra citazioni di Alessandro Pavolini e altri, si invitano tutti a “dare informazioni il meno possibile”. “Chi vuole conoscerci realmente” – queste le conclusioni – “chiama e si fissa un appuntamento. In questo periodo dobbiamo essere molto selettivi”. Anche il mondo delle curve è vissuto con un certo sospetto: “Se inteso come contenitore per aggregare e poi formare al di fuori, lo stadio è fondamentale e ho grande rispetto per i gruppi perché anche noi ne abbiamo uno forte e radicato”, ma “gli stadi pullulano di infiltrati. La politica trasportata nello stadio porta dietro un sacco di controlli e situazioni con le forze dell’ordine”.L’impianto sembrerebbe quello già sperimentato delle formazioni neofasciste degli anni Settanta, ipercentralizzate e compartimentate, con doppi livelli, impermeabili e pronte allo scontro non solo politico. “Ogni regione” – è sempre Iannone a parlare – “deve avere un minimo di 10 elementi facenti parte del servizio d’ordine nazionale che faranno capo direttamente al coordinatore regionale e al sottoscritto. Compito dei coordinatori regionali è individuare gli attivisti più portati a discipline marziali e unirli sotto il servizio d’ordine locale. Il servizio d’ordine deve essere basato su un reale allenamento settimanale e una serie di letture mirate che saranno comunicate in seguito. Bell’aspetto (interiore ed esteriore) e sangue freddo sono solo i primi due requisiti per accedere a questa struttura che avrà riunioni nazionali e compiti delicati. Appartenere al servizio d’ordine è un onore che non tutti possono rivestire. Scegliete bene”.

    C’è dunque un piccolo Duce al vertice di Casa Pound che tutto decide e comanda, ma soprattutto sarebbe interessante sapere a cosa dovrebbe servire un servizio d’ordine e quali siano “i compiti delicati” di cui si parla. Anche alla luce di alcune inquietanti ammissioni in relazione ai rapporti non sempre conflittuali che sembrerebbero intercorrere tra alcune sedi di Casa Pound e le Digos locali. “Solita amicizia con la Digos” – comunica il responsabile di Siena a cui fa da sponda Perugia – “Qua la situazione è la solita, fanno gli amiconi e i cammarati”. Storie già sentite. Anche queste.

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  • cristiana alicata ha detto:

    @caro antifa…peccato che lo stesso linguaggio di Iannone, gli stessi metodi li ho ritrovati in tantissimi siti web di estrema sinistra…peccato che dal video di piazza navona si vedono piovere bottiglie da sinistra verso destra e anche che a sinistra avevano i caschi e marciavano verso il nemico per cacciarlo dalla piazza. Ti chiedo cos’è il fascismo? Una definizione o dei comportamenti? NON POSSIAMO GIUSTIFICARE METODI FASCISTI SOLO PERCHE’ NASCOSTI DIETRO UN’ETICHETTA ROSSA. E’ DISONESTO INTELLETTUALMENTE.

    Sai cosa mi piacerebbe provare: proviamo a non cacciarli quando manifestano contro la riforma Gelmini insiema ai nostri studenti. Scommettiamo che la prox volta non ci saranno scontri? Poi qualcuno dovrà spiegarmi perché quel giorno ad arrignare gli studenti c’era un cobas di 50 anni uscito fuori da un remake degli anni 70…vogliamo uccidere il padre anche noi o restiamo piantati ai comandi di altri che il loro tempo lo hanno già fatto…basta, via.

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  • antifa ha detto:

    pessima abitudine quella di difendersi/difendere qualcuno paragonandolo alla controparte
    classico nel dibattito tra la ggente comune : si vabbe’ berlusconi, ma anche prodi e la sinistra…
    pare che sia l’unica via per sostenere l’insostenibile sviando dal merito

    ma per non restare al dito ma gurdare alla forma di sta luna nera
    il merito dell’articolo di ferrari e’ in queste citazioni e in quest’analisi:

    “mettere fine al meccanismo diabolico dell’antifascismo” cit. iannone

    “Ma dietro le quinte la realtà sembra ben diversa da quanto appaia. Non proprio nuova, si potrebbe dire, anzi, decisamente datata.
    (…)
    L’impianto sembrerebbe quello già sperimentato delle formazioni neofasciste degli anni Settanta, ipercentralizzate e compartimentate, con doppi livelli, impermeabili e pronte allo scontro non solo politico.”

    poi

    la scommessa che chiedi l’hai gia persa
    basta seguire la cronologia dei fatti di piazza navona
    i cp e blocco studentesco si sono presentati in piazza menando (e disattendendo il loro slogan, senza ombre di dubbi)
    ci sono decine di video e testimonianze di questo

    poi, dopo, con l’arrivo degli universitari c’e’ stata la reazione dei compagni

    far finta di non sapere o non capire o non voler vedere pare essere un presa di posizione giustificatoria al limite della faziosita’

    se ti e’ sufficente il loro atteggiamento “dialoghista”, la loro “faccia bella”
    e’ evidente che vuoi ignorare le decine di episodi di aggressivita’ violenta che cp esprime e ha espresso in molte occasioni in tante citta’

    sei convinta che man mano che acquisiranno legittimita’ e liberta’ d’azione metteranno da parte la loro matrice, la loro vera sostanza? sono fascisti e questo non si cambia con le buone intenzioni da anime belle del dialogo improbabile

    cara o ci sei o ci fai

    i soci, amici e camerati di strada di iannone sono personaggi come boccacci (informati)

    “Per dire: chi ricorda il Gay Pride dello scorso anno? Il corteo che sfila e s’ allunga verso piazza Venezia. Musica, balli, la solita gazzarra: finché, dalla discesa del Campidoglio, non marcia e viene giù un plotoncino di ragazzotti con le teste rasate e i bastoni e «qualcuno pure con un coltello alla cintola» (Fabrizio Marrazzo c’ era e ricorda bene). Sventolavano anche una bandiera nera con una croce celtica. E ci furono «momenti di paura, di pura paura, e io li riconobbi, e dissi, e denunciai che il plotoncino era un’ avanguardia di Casa Pound». Sembra che i capetti del plotoncino, identificato dalla polizia, abbiano spiegato l’ assembramento con una scusa assai gustosa: «Veramente stavamo andando a un matrimonio». Spiritosi (l’ inverno scorso diffusero la notizia di voler aiutare un gay a diventare suora, notizia per altro battuta da alcune agenzie). Quindi intelligenti. E soprattutto furbi, mediatici questi giovanotti di Casa Pound. Un centro sociale di estrema destra, una destra sociale che si batte contro le ingiustizie del capitalismo, che vorrebbe riscrivere la Costituzione, che in via Napoleone III, all’ Esquilino, due curve dietro l’ Oppio, occupa uno stabile di proprietà del ministero della Pubblica istruzione e ne fa un modello di vita, ci lascia abitare 25 famiglie di senzacasa e poi organizza dibattiti, invita l’ ex gran capo brigatista Valerio Morucci a presentare il suo libro «Patrie galere» e così arrivano le troupe televisive, arrivano le interviste e tutti insieme vivono felici e inquadrati agli ordini del leader riconosciuto Gianluca Iannone, un tipo con la testa liscia e una barba alla Italo Balbo, lo sguardo arrabbiato e i modi però sorprendentemente – al telefono – gentili. «Ci diamo del tu?». Diamoci del tu. «Perché telefonate sempre a noi, dopo che ci sono questi casini brutali?». Secondo te, Iannone? «Dovresti chiamarmi quando affrontate il problema degli sfratti, non quando aggrediscono quei…». Quei? «Senti: mi spiace per quel che è accaduto, ma sono aggressioni che ormai accadono ovunque nelle grandi città…». A Casa Pound, come sanno bene gli investigatori della Digos, sono collegate una birreria, «Cutty Sark» (ed eccoci a Colle Oppio: all’ esterno, manifesti che ricordano con «onore» Giuseppe Dimitri, tra i fondatori di Terza Posizione, condannato per «banda armata», caro amico del sindaco di Roma Gianni Alemanno e morto tre anni fa in un incidente stradale) e una libreria, «La testa di ferro» (dove, non casualmente, c’ è una notevole selezione di testi firmati da Evola a Junger). A Gianluca Iannone, ma anche questo non sfugge alla Digos, è collegato a sua volta Maurizio Boccacci (52 anni, a lungo ideologo dell’ area skin-head italiana, poi fondatore di Movimento politico occidentale, quindi noto per aver espresso la sua ammirazione per Adolf Hitler e per aver organizzato sit-in di sostegno a Erich Priebke, boia delle Fosse Ardeatine).”

    http://archiviostorico.corriere.it/2009/settembre/03/Svastichella_alle_scritte_sui_muri_co_8_090903035.shtml

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  • simone ha detto:

    e daje cristiana.
    i cobas ci stavano perché siamo un paese del cazzo dove gli over50 non sono in pace con se stessi e cercano di riproporre nel presente il loro triste passato di lotta, con gli stessi metodi e gli stessi errori.

    questo però non c’entra nulla con le cinghiate che sono state date (circa mezz’ora prima che arrivasse il corteo degli universitari) agli studenti delle superiori da parte di studenti (anche universitari) di blocco studentesco.

    Il tutto solo e unicamente per avere visibilità cristiana e per appropriarsi di uno spazio in un contesto creato da altri.

    Non diciamo puttanate. Non puoi pretendere che studenti dell’Onda manifestino mano nella mano con quelli del BS.
    Sarebbe come chiedere un gemellaggio tra il Corto Circuito e Casa Pound, su…
    Tu che sei ingegnere dovresti essere esperta di vincoli e gradi di libertà.
    Finché non capisci che le famose 4 righe di cui sopra (e il mare nero che c’è dietro) costituiscono un vincolo rispetto ad un percorso di dialogo è difficile che qualcuno dalle noste parti ti venga dietro.

    p.s.
    altre 2 cosucce non marginali.
    1) chiedi a iannone quali sono i meccanismi decisionali di casa pound e confrontali con qualunque assemblea di un CSOA romano. vediamo chi è degno e chi no di pronunciare la parola democrazia.

    2) chiedi a iannone di mettere nero su bianco il modo in cui casa pound è stata finanziata e si finanzia, dalla sua creazione ad oggi.
    Non credo che La Torre, il Forte, la Snia, il Corto avrebbero problemi al riguardo a patto di partecipare ad una delle loro assemblee.

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  • cristiana alicata ha detto:

    @su Casa Pound al Pride ci sarebbe da raccontarla e se la pensi così, scusa, ma infici tutto il resto…quanto a piazza navona, scusami, ma all’inizio erano tutti insieme…non sono arrivati dopo loro…o no?

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  • cristiana alicata ha detto:

    Non puoi pretendere che studenti dell’Onda manifestino mano nella mano con quelli del BS.

    SONO INGENUA. PERCHE’ NO?????

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  • simone ha detto:

    ao, sei tu che hai cominciato dicendo che sapevi di piazza navona.
    ora riprendere ad un anno di distanza tutte le informazioni e controinformazioni rimbalzate verso e da casa pound è un pò difficile.
    te lo sto dicendo comunque dall’inizio.
    i FATTI sono:

    arriva il corteo degli studenti a piazza navona, con loro (dietro) il camion del BS;
    all’arrivo del camion cominciano una serie di insulti (solo parole) da parte del tizio dei cobas ripreso nel filmato che hai visto anche tu e di gente che non erano studenti delle superiori (e qui sono d’accordo con te);
    il tutto si placa mentre l’assembramento comincia davanti alle transenne di fronte al senato;
    di punto in bianco alcune teste di cazzo del BS, ventenni e oltre seguiti da pischelli, cominciano a prendere a cinghiate degli studenti per farsi spazio ed arrivare davanti al senato;
    fuggi fuggi generale (la polizia ovviamente non interviene né si sa dove sia);
    dopo circa mezz’ora arriva il corteo degli universitari avvertiti via cellulare e succede quello che succede (con tanto di bastoni avvolti nel tricolore tirati fuori dal BS…chissà perché se li erano portati).

    Potrei anche aggiugnere divertenti episodi visti con questi occhi (tipo il quarantenne che in una traversa prende due ragazzi di BS e appellandoli “camerati” gli dice di tornare in piazza).

    Vedi cristiana,
    te lo dici da sola. Sei ingenua. E io aggiungo “ignorante” nel senso del termine.
    Conseguentemente, su queste cose, sei facile da essere presa per il culo.
    Non ci vuole poi molto a Iannone per cucirsi il ruolo di leader democratico quando poi sotto di lui addestra decine di pischelli neofascisti da infiltrare nelle scuole e nelle università (il BS si è reso anche responsabile di divertenti risse con tanto di tirapugni a Roma3, cara mia).
    Per quanto simpatica tu possa essere, brava a scrivere, sensibile, stimabile per molte battaglie che conduci, coraggiosa…ecco, nonostante ciò, io mi auguro seriamente che non sia mai demandata a gente ingenua come te la difesa della costituzione italiana.

    Con questo chiudo che ho la bile al cervello.

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  • simone ha detto:

    ecco, meno male che hanno postato il video.

    buona visione cristiana, così la prossima volta prima di prendere posizione imparerai a studiare per bene le cose.

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  • cristiana alicata ha detto:

    simone ci sono altrettanti video con altre versioni e racconti di altri luoghi, manifestazioni comprese, dove alcuni non possono entrare perché sono dell’altra parte. Non te li posto, sai da solo dove trovarli…pensavi che non l’avessi visto quel video?

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  • cristiana alicata ha detto:

    COMUNQUE….Non mettetemi all’angolo a prendere le difese di Casa Pound. Non è l’argomento del post. Chi si porta le spranghe ha comunque torto come hanno torto quelli che dall’altra parte hanno gettato le bottiglie. La questione infatti è proprio questa: che ci sono due gruppi che quando accadono queste cose si armano sapendo che ci sarà uno scontro. E’ sbagliato in entrambi i casi.

    Io manifesto ogni volta in tutte le mie battaglie accanto a gruppi anche di estrema sinistra che inneggiano all’uccisione dei fascisti. Però nessuno di noi li ha mai cacciati dalla piazza perchè l’omicidio, il pestaggio sono dei reati…

    ciò che voglio dire che qualsiasi passo, da tutte le parti, possa servire per facilitare il dialogo e dire no alla violenza è un buon passo. Non possiamo pensare (o sperare????) che le cose non cambino mai se non facciamo dei passi.

    Possiamo avere almeno il beneficio del dubbio?

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    • lalla ha detto:

      @alicata: secondo te gli studenti dei collettivi si sono ‘armati’ per andare al sitin a piazza navona portandosi le sedie in vimini, che hanno tirato contro quelli del BS, da casa?
      Ma non lo sai..tutte noi andiamo in giro con la sedia di vimini per protezione personale o nel caso ci salti il ticchio di aggredire qualcuno… mafacceilpiacere.

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  • Giovanni R. ha detto:

    Ho letto di fretta post e commenti, ma ancora non ho capito una cosa: ma per quale stracazzo di motivo esponenti del PD sentono questa grande esigenza, quasi una vocazione, di voler aprire un dialogo con forze di estrema destra, peraltro residuali oltre che violente?

    Per quale stracazzo di motivo dovrei rivotare per un partito che ha al suo interno esponenti del genere, esponenti che portano acqua al mulino di gentaglia?

    Passi per Veltroni e D’Alema che raccontano di non esser mai stati comunisti negando perfino l’evidenza, ma comincia a fare alquanto schifo questa voglia di voler dimostrare ad ogni costo di esser “nuovisti”, magari solo per avere un po’ di visibilità a livello mediatico…

    Un tempo c’era chi in TV diceva che ai fascisti aveva detto quel che doveva dire già a Piazzale Loreto, oggi evidentemente i tempi sono maturi per rivedere anche il giudizio sui fascisti.

    Ci spiace, ma d’ora in poi vi considereremo avversari a tutti gli effetti, come qualsiasi altr* che si mobilita per difendere i fasci.

    Saluti, Giovanni

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  • dreamer ha detto:

    vedo che i troll “antifascisti” (ma fascisti nel dna in quanto ricolmi di odio ideologico e violenza verbale) imperversano anche in questo blog.. tutta la mia solidarietà a Cristiana, Guido e Paola Concia per gli ingiusti attacchi ricevuti e tutta la mia stima visto che la mossa di dialogare e aprire un confronto fecondo con casapound nn è ingenua ma molto intelligente per una svariata serie di motivi, primo da tutti il fatto che si crea un “presidio” contro la violenza proprio nell’area più ambigua e pericolosa che ci sia, perché nessuno di noi nega che quella della destra più estrema è una galassia eterogenea. la sensibilizzazione di quell’area è tale da portare frutti educativi contro il pregiudizio e la violenza stessa.

    C’è chi parla di “legittimazione”..ma anche se fosse??? loro dicono di nn cercarla, ma pure fosse passato un messaggio simile di fatto sono loro a democratizzarsi mano a mano e “costituzionalizzarsi”.
    quelle 4 RIGHE FINALI non sono certo condivisibili, ciò nn toglie che nn sono condivisibili nemmeno certe frange dell’estrema sinistra che chiedono di abolire la proprietà privata e che credono ANCORA nella dittatura del proletariato, frange che nei Gay Pride sono spesso presenti(Partito comunista dei lavoratori e Sinistra critica in primis). eppure casapound nn si richiama a nessuna dittatura totalitaria..il suo linguaggio aspira forse ad un sistema simile??? tale e quale al PCL e a SC, nn c’è alcuna differenza cambia solo l’ideologia.
    non è una scusa quella di opporre opposti estremismi, è un dato di fatto. nei fatti la sostanza è quella.

    allora oggi x questo dovremmo chiederci COS’E’ L’ANTIFASCISMO? è forse IL RIFIUTO DELLA VIOLENZA, rossa o nera che sia. IL RIFIUTO di chi rifiuta le libertà fondamentali della persona e la reprime.

    quanto alla lesbo separatista antifa Lorenza di sopra che dice fa rabbrividire uno stato che tutela le coppie gay imponendo loro quasi una morale di stato e una funzione etica dato l’impegno alla stabilità e al sentimento reciproco..scusa ma il matrimonio stesso nn fa proprio questo??? riconoscimento di pari diritti e pari DOVERI nn vedo dov’è la differenza. invece porre l’accento sull’affetto e i SENTIMENTI omo affettivi lo trovo invece una cosa bellissima..magari lo dicessero Bersani e Franceschini, Ferrero e Diliberto!!!

    il no alle adozioni è uguale al no di molti di questa sinistra italiana..ma nn c’è nemmeno scritto no alla genitorialità biologica, nn lo si esclude quindi.

    e nn è vero che sono razzisti sugli immigrati..altrimenti come si spiega che il nipote dell’onorevole Touadi(collega di colore della Concia) era un loro militante???

    si possono non condividere molte cose del programma di casapound, e infatti nn le condividiamo, ma queste altre appartengono alla dialettica politica..fin quando nn si esprimono in maniera violenta e istigatrice all’odio nei confronti di chi la pensa diversamente..sono tali e quali da trattare come le posizioni di Ferrando o di Flavia D’Angelo.

    saluti a tutti

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  • anellidifum0 ha detto:

    Io sono un socialista. Dunque sono acomunista e antifascista. Sono un riformista: quindi sono in teoria più moderato di Cristiana e di Guido. Per me il dialogo con Casa Pound e chiunque si definisca di “Destra laica” è naturale, è nelle cose della politica. Il punto è, altrettanto naturalmente, la professione di fede fascista.

    Se nel XXI secolo qualcuno è di Destra laica, non solo non c’è niente di male, ma è anzi necessario al fine di avere una Sinistra.

    Se nel XXI secolo chi è di Destra laica non ha ancora superato e compreso cosa significhi definirsi “fascisti” oppure “neofascisti”, è un problema suo, che lo pone al di fuori di un consesso democratico e costituzionale. Il fascismo fu una religione politica, così come lo ha definito Emilio Gentile, qualcosa che non prevedeva un approccio o un’adesione “laica”.

    E’ un po’ come un comunista che si definisca staliniano: altra religione politica, con una sua stretta liturgia.

    Io con i comunisti staliniani mi ci siedo a parlare una volta sola: la prima. Poi quando mi dicono di essere in favore dei Pogrom o della polizia segreta, mi alzo e me ne vado.

    Stesso discorso con chi è di Destra e si definisce fascista o neofascista: mi ci siedo una volta, la prima, poi mi alzo e me ne vado. Perché ritengo che bastonare fino alla morte gli oppositori politici sia non perdonabile. Perché ritengo che l’antisemitismo sia non tollerabile. Perché ritengo che Mussolini abbia avuto delle responsabilità storico-politiche che vanno molto oltre “le cose buone” che pure fece, a cominciare dalla famosissima bonifica dell’agro pontino. Tutto sommato, 250.000 morti in guerra e la distruzione dell’Italia mi pare che abbiano avuto un peso maggiore della fondazione di Sabaudia e Littoria. Ma sono punti di vista.

    Trovo estremamente sbagliato che chi dovrebbe – in pura teoria – essere “più di Sinistra” di me, come gli amici Cristiana e Guido, possano oggi bypassare la discriminante antifascista e collaborare con dei neofascisti su qualunque tema.

    Non mi pare – ma forse in questo la mia lontananza dall’Italia non aiuta – che l’egemonia culturale della Destra sia arrivata al punto che se non ci sediamo a parlare e a collaborare con i neofascisti, non possiamo fare politica.

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  • pensareinprofondo ha detto:

    A questo punto ho la sensazione che Cristiana Alicata giochi facendo marketing con questa questione; ha bisogno di visibilità e l’unica casella vuota rimasta è quella di dare spazio a dei neofascisti. Magari ci esce un articoletto sui giornali.

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  • cristiana alicata ha detto:

    Certo pensareinprofondo…è esattamente così. Troppo difficile riflettere un secondo. Più facile denigrare chi la pensa in modo diverso. Offenderlo.

    Mi viene in mente una parola per definire questo atteggiamento….fascismo?

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    • ned nekkah ha detto:

      ehm…
      o_O

      Vorrei inserirmi su un paio di cose, anche perché proprio ieri c’e’ stata una grande manifestazione dove insegnanti precari e studenti marciavano insieme contro gli effetti nefasti del decreto Gelmini.

      Il presidio del 29 ottobre 2008 a piazza Navona aveva come obiettivo contestare l’approvazione del decreto Gelmini al Senato. In quella occasione furono proprio i cobas a lanciare l’iniziativa e a chiedere i permessi alla questura per l’occupazione del suolo pubblico. Questo non (solo) perche’ fra loro ci sono dei tromboni che ancora si aggrappano al timone, ma perche’ è normale che anche gli insegnanti (che non sono minorenni) contestino una legge iniqua. Ecco perche’ in piazza c’era il camion dei cobas e dai microfoni sono intervenute persone che evidentemente non erano studenti. Non vedo il problema e mi dispiace che Cristiana non abbia visionato con attenzione il video “Burattini del Potere” dove questo passaggio è ben spiegato (questo dei “vecchi al microfono” è uno dei cavalli di battaglia dei fascisti su piazza Navona).

      Altra cosa davvero avvilente è anteporre un contrappunto ogni volta che si individua un elemento indifendibile dei fascisti (che basterebbe la parola, ma vabbe’…). Per piacere Cristiana, il fatto che anche a sinistra qualche elemento residuale utilizzi linguaggi non condivisibili, non giustifica la tolleranza verso chi non solo “strilla” in piazza, ma pratica, teorizza e mette in versi la violenza. E’ un atteggiamento infantile e miope che non rende merito alla tua intelligenza.

      Aggiungo – visto che mi hai tacciato di “complottismo” una decina di messaggi fa – che le relazioni fra CP e Dell’Utri sono un dato di fatto, visto che hanno addirittura presentato “I diari ritrovati” di Mussolini poche settimane fa. Le “relazioni pericolose” fra mafia e massoneria di Marcello Dell’utri sono materiale da tribunale. A meno che non la pensi come Berlusconi rispetto alla magistratura, dove vedi il “complotto”?
      I “Burattini del Potere”, quelli incaricati del lavoro sporco e di “avanguardia” sono proprio loro, come fai a non rendertene conto? L’equidistanza in questi casi è solo uno strumento spuntato per sdoganare rifiuti della storia che vogliono convincere te e il resto di Italia di essere il “buono” e il “nuovo”.

      Aime’ no. Questi del “terzo millennio” sono come i vecchi fascisti, persone che amano il Duce e che pur di ottenere visibilità imbonirebbero chiunque: l’importante è il fine. Nulla di buono, nulla di nuovo.

      Ora aspettiamoci il prossimo passaggio. Sicuramente CP lancerà una iniziativa sulla questione “omosessualità” che metterà in ulteriore difficoltà la comunità LGBTQI.

      Pensate davvero che sarebbe il caso di parteciparci? O non sarebbe meglio lasciarli soli ad abbaiare alla luna?

      con affetto,
      ned

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  • topometallo ha detto:

    No, io non penso che tu faccia quel che fai per marketing. Ma, per quel che conto io, mi sembra che tu, in buona fede, soffra della sindrome del grande-politico-che-passa-alla-storia-per-un-gesto-controcorrente-di-dialogo che, si parva licet, aveva già colpito D’Alema con la bicamerale. E cosa succede a mangiare polpette avvelenate, si è già visto.

    Vero, insultare è un modo facile per evitare discussioni. Ma anche usare lo slogan, tanto caro a Pannella di pochi anni fa, del “fascismo degli antifascisti” non mi sembra molto differente.

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  • Rigitans' ha detto:

    io invece non critico questo tentativo. a patto che non ci sia uno scambio pacs-accettazione del fascismo come normalità. se casa pound sa uscire dall’identità fascista intesa come la conosciamo bene, altrimenti ciccia. perchè essere nazionalisti, patriottici non è un reato, volere riforme sociali nemmeno, richiamarsi a politiche simili o identiche al fascismo nemmeno, essere fascisti e promuovere il fascismo, inteso come eliminare la democrazia per un regime etico e organizo lo è, e casa poundo se cerca questo può anche andare a quel paese.
    per ilr esto se sono sinceri ben venga.

    su piazza navona, la lotta è stata da gli studenti di estrema destra e gli skin head di sinistra, entrambi si sono massacrati con le cinghie, e a rompere hanno iniziato gli skin head rossi, ovvia la reazione dei camerati.
    questa è la ricostruzione che sono riuscito a fare della nascita degli scontri dopo decine di visioni di filmanti e dibattiti.

    poi credete a quel che vi pare, trovare capri espiatori è fin troppo facile.

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  • simone ha detto:

    si rigitans, hai ragione tu.

    a cominciare a prendere a cinghiate la gente sono stati gli skin di sinistra e i “camerati” del BS difendevano gli studenti a braccia alzate.

    w il dialogo.

    buona domenica.

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  • Giovanni R. ha detto:

    Mi sembra ci sia un’evidente distanza tra chi ha avuto direttamente a che fare con la violenza dei fasci, e chi invece li ha conosciuti nei salottini a discutere di chi (giustamente) impediva loro di fare i loro giochi eversivi.

    Siccome credo questa distanza sia incolmabile, lascio questa discussione ai futuri leader del PD (…).

    E ora tutti a scrivere (il primo sarò io) un bel post sul PD che vuole intavolare un dialogo con l’estrema destra.

    Sai che pubblicità per Alicata&C. ?
    Prima o poi li vedremo pure al TG5, chi vuole scommettere? 🙂

    Saluti, Giovanni

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  • cristiana alicata ha detto:

    Giovanni….è solo un caso che io sia del PD. Questa cosa toglie voti a sinistra (perché per molti è anche giustamente incomprensibile) e non porta voti da destra perché loro hanno già chi li rappresenta. Questa cosa l’ho fatta come lesbica…so che è difficile da capire e da accettare per chi è abituato ad un mondo in mala fede…ma è così.

    🙂

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  • simone ha detto:

    hmmm…credo che la parola giusta sia “scelta”, non “caso”.
    A meno di non affidare il nostro quotidiano all’interpretazione delle viscere o al volo di uccelli…

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  • cristiana alicata ha detto:

    E’ solo un caso in questo caso: quello di Casa Pound.

    Scusate ma tra peli nell’uovo e aghi nel pagliaio mi sono persa…

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  • alessia ha detto:

    Cara Cristina,

    sono veramente colpita da quanto scrivi, perchè si sente che c’è un’emozione, che c’è qualcosa di autentico sotto… e proprio questo mi spaventa

    ma più mi spaventa più sento che dobbiamo prenderti sul serio – che è quello che chiedi anche nel tuo articolo – invece di bollarti frettolosamente come normalizzata e istituzionale.

    Al di là della sincerità o meno, della stumentalità o meno di queste aperture di casa pound sulle questioni glbt: ammettiamo pure che siano autentiche – quello che mi sconcerta è che è come se tu usassi come metro quasi-unico di valutazione politica la posizione di questi su questioni come i pacs o le adozioni, e/o il loro essere più o meno tranquilli e aperti nei confronti di gay lesbiche e trans.

    Ammesso e non concesso che realmente lo siano (ma come fai a non cogliere i terribili riferimenti al buon gusto, all’esibizionismo, e il moralismo tremendo del passaggio sulla sincerità e sull’eternità del sentimento ecc???): automaticamente questo fa di loro una parte politicamente decente?

    Lo stato “forte”, “organico”, che si riferisce alla “totalità” del popolo italiano… sono cose che fanno rabbrividire e che sono l’ESSENZA del fascismo, che come è noto ha sempre avuto su molte altre questioni (compreso tanto per fare un esempio il capitalismo) posizioni altalenanti, ambigue e persino contraddittorie.

    (detto per inciso, questo è fascismo, questo è essere fascisti: altro che solo “la parola” fascismo, come gli hai detto tu)

    Ora, anche se per ipotesi una società autoritaria di questo tipo dovesse decidere un giorno di concedere alle lesbiche anche tutti i diritti di questo mondo, io non credo che vivrei molto felice al suo interno…Tu?

    Voglio dire, davvero dobbiamo essere così contente del fatto che inaspettatamente persone che credono – e ci credono veramente – in un’ideologia così raccapricciante abbiano espresso una posizione favorevole alle unioni civili?!!

    Si riduce a questo tutta la nostra politica?

    Insomma perché, e me lo chiedo sul serio, PERCHE’ siamo (siete) così colpite e commosse dal fatto che queste persone abbiano delle aperture nei nostri confronti, fossero pure, a livello umano, aperture più autentiche (ci vuol poco) di quanto accade in certi ambienti di sinistra ?

    Guarda che io ci credo veramente che ti abbiano accolto, perché non sono fra quelli che hanno creduto che i fasci non fossero essere umani, né ho mai riconosciuto come ‘compagni’ persone che lo pensassero.

    Ma questo non mi emoziona a tal punto da impedirmi di vedere gli EVIDENTISSIMI riferimenti a una concezione autoritaria e totalitaria della politica e della società contenuti nel loro documento.

    E come ho già detto QUESTO è ESSERE fascisti, non è questione di ‘dirsi’ fascisti, non è ‘solo la parola fascismo’

    Pensi che in questa politica concepita come totalità, in un popolo immaginato come totalità e come “organismo” ci sia davvero, autenticamente spazio per le differenze, al di là delle caselle che vengono di volta in volta immaginate per normalizzarle, per metterle al loro posto all’intero questo inquietante e mostruoso “organismo”? al di là del fatto che eventualmente casa pound abbia escogitato un posto anche per noi nella loro società ‘organica’?

    Sono queste le cose che mi bastano per dire, come donna, come lesbica e come cittadina, con profonda cognizione di causa e non per ideologia o non per una specie di antipatia congenita per una ‘parola’, che io con questi non mi ci posso né voglio confrontare.

    Cristina, se cerco di rispondere seriamente a quel PERCHE’, mi viene da chiederti quanto male ti hanno fatto la discriminazione e l’omofobia da sempre latenti e implicite in quasi tutti gli ambienti cd. “di sinistra”… quanto tempo hai passato in ambienti in cui le cose sessiste, antifemministe e antiomosessuali non si possono assolutamente dire, ma si possono tranquillamente e diffusamente pensare e fare (che se ci pensi è proprio l’esatto contrario di casa pound stando a come la descrivi)… quanto tempo hai passato nello sforzo di continuare a sentirtene parte, di continuare a identificarti con questo partito, di continuare a crederci, di continuare ad aspettare il giorno in cui ti saresti sentita davvero e non solo parzialmente accolta…

    Io non condanno l’impegno nel pd o in altre formazioni politiche più o meno moderate e istituzionali, più o meno ancora intrise, come più o meno tutti, di omofobia e sessismo

    Non sono a priori contro gli obiettivi parziali, i compromessi…

    Quello che mi turba è che ci si debba a tal punto identificare – qui sì per pura ideologia – in questa sinistra, al punto da restare lì a coltivare il desiderio di essere accettata, di essere riconosciuta un giorno, di essere finalmente accolta dalla società o dal partito… a coltivare l’attesa del giorno in cui la sinistra, il partito, i compagni arriveranno finalmente ad accettarmi davvero… forse è per questo che poi quando – colpo di scena! – è casa pound che ti accoglie, ti si scombussola tutto e sei pronta a mettere in discussione appunto tutto, anche il dna, ma più che il dna direi l’ABC… ?

    Ho collaborato e ho sostenuto anch’io in certi momenti partiti e iniziative e movimenti che non erano il paradiso della sessualità liberata… ma non mi sono mai negata il diritto di collocarmi in parte fuori, di criticarli… perciò, tra l’altro, non credo di dovermi fare carico degli errori di chi ha fatto del pestare i fasci la sua ragione di vita anche se per sventura questo tipo di persone si dicono parte della mia stessa ‘sinistra’

    Perdonami, non so se questo riflette la tua esperienza, ma è una delle prime cose che mi riesco a immaginare per rispondere seriamente al mio PERCHE’, anche in rapporto ad altri casi di persone di sinistra che ultimamente stanno mostrando strane simpatie a casa pound

    Spero che se non altro tu possa un po’ rifletterci, come io sto cercando di riflettere su quello che hai scritto

    Vedi, io non ho problemi a dire che quelli che hanno fatto del pestare i fasci la loro ragione di vita sono da condannare tanto quanto i fascisti stessi, e che quelli che fanno di casa pound l’unico Nemico sono quanto meno miopi se non ciechi.

    Sono anche convinta che se le formazioni di estrema destra iniziano ad avere un certo appeal questo è un problema che dobbiamo porci e che non possiamo liquidare con un semplice ‘fascisti carogne…’

    Ma proprio per questo non sento alcun bisogno di andare oltre, e di regalargli legittimità politica o ancora peggio questa specie di vaga simpatia stupita che circola ultimamente su certe pagine…

    Non so, forse siete un po’ condizionati dalla situazione di Roma, o da non so quale trauma, perché davvero, per quanto siano bravi quelli di casa pound a dissimulare, e originali nella loro versione di fascismo ‘libertario’, se fosse solo questione di raziocinio basterebbe avere un minimo di strumenti culturali per capire il loro gioco, e per capire che la loro non è una ‘parte’ politica come le altre

    e infatti non a caso aspirano a questo famigerato Tutto che mi sembra abbia già creato abbastanza mostri nel ‘900.

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  • alessia ha detto:

    (…a parte il fatto che ho letto il tuo nome come cristina perchè ormai ho gli occhi che mi si incrociano davanti a ‘sto pc)

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  • Giovanni R. ha detto:

    Clap, clap clap.

    Alessia, ti prego di accettare questa mia stretta di mano.

    Non essendo né donna, né lesbica, né appartenente alla comunità lgbt* (se non idealmente, col cuore), avrei scritto più o meno le tue stesse parole in qualità di etero, e probabilmente per questo motivo non avrebbero sortito lo stesso effetto delle tue.

    Anche perché io avrei dovuto dire che svariat*, forse tropp*, appartenenti alla comunità lgbt* che conosco personalmente, basano anch’ess* il loro metro di giudizio quasi interamente sulle tematiche lbgt* stesse.

    Insomma, Cristiana purtroppo non è l’unica lesbica che ragiona in questo modo, e mi fa piacere che a criticare ciò sia stata un’altra lesbica, più consapevole.

    Peccato tu non abbia specificato alcun indirizzo web, mi avrebbe fatto piacere leggere come la pensi anche su altri argomenti.

    Ad ogni modo, stammi bene.

    Saluti, Giovanni

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  • Graziella ha detto:

    Se essere lesbica è un dato di fatto – punto – dove collocarsi al mondo come tale è una scelta.
    Io mi colloco nel luogo di cui ai link sottoriportati.
    Lo scrivo qui affinché chi poco conosce del movimento lgbtqi possa comprendere come non è l’orientamento sessuale o l’identità di genere che rendono migliori o peggiori, fascist* o antifascist*…
    Spero che finalmente si chiarisca quell’ambiguità che tanto danno ha creato nell’ultimo periodo.
    E’ vero, ci sono anche gli “itali” di casa pound che sono “omosessuali” e le lesbiche interessate a dialogare con l”ordine nuovo” che avanza (vi siete chiest* perché a casa pound preferiscano dare spazio mediatico alle lesbiche anziché ai gay?…), ma non sono certo loro a rifarsi alle lotte di liberazione del dopoguerra in cui si è inserito il movimento di liberazione glbtqi da Stonwell (1969) in poi.
    Quel movimento, che da sempre sa da che parte stare – quella della vittima e non quella dell’aggressore – c’è, c’è sempre stato. Semplicemente l’informazione lo censura e lo ha censurato, quella stessa “informazione” che oggi ci chiede di scendere in piazza per la “libertà” di continuare ad oscurarci. Per dare voce all'”ingenuità” politica di alcun*…
    “Resistenza” non è una parola vuota: per me significa “REiterare” la mia esistenza, dirla, difenderla. E la mia esistenza non è determinata solo dal mio essere lesbica (che pure è stato un ottimo punto di partenza per comprendere sulla mia pelle la violenza di un mondo dominato dal patriarcato, dall’eterosessismo, dal “pensiero unico”), ma da tanti altri aspetti relazionali, da tante altre scelte.
    Non è per mancanza di coraggio che non mi interessa “dialogare” con il “pensiero unico”; è solo perché quella filosofia di vita la conosco fin troppo bene.
    Non è la discriminazione nella sinistra, di cui dice di aver sofferto Alicata a portarla ora in quei paraggi. Non lo può essere nè per età nè per percorso nel movimento lgbtqi. Io credo che a portarla lì sia invece la strada aperta da chi – prima – ha conquistato, anche per suo conto, la possibilità di essere lesbiche visibili in questo paese.
    La conquista della visibilità, compiuta nei luoghi della sinistra, ha reso “liber*” gay, lesbiche e trans di scegliere da che parte stare.
    Visto che sono stata una di quelle, oggi provo rammarico. Ma sono anche orgogliosa non solo – o non più tanto – di essere lesbica, quanto di continuare ad essere antifascista e di sinistra. Nonostante oggi mi sia offerta la possibilità di essere lesbica e fascista.

    http://www.zic.it/zic/articles/art_5401.html

    http://assembleantifascistabologna.noblogs.org/post/2009/10/04/stranabologna

    http://www.bolognanotizie.com/2009/10/03/stranabologna-il-corteo-rosa-sfila-nel-centro-storico-di-bologna-la-fotogallery-completa/

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  • Isabella Toppetta ha detto:

    Condivido in pieno le parole di Alessia, pertanto non sto qui a ribardire concetti già espressi.

    Riporto solo un paio di frasi dal documento di CP:

    ” la convivenza assieme alla manifesta volontà reciproca di impegno alla relazione a tempo indeterminato”.

    Mi pare un’assurdità….una frase ridicola..e si commenta da sola.

    “Siamo invece del tutto contrari ad ogni ipotesi di adozione di bambini a coppie gay” .

    Questo passaggio mi pare la dica lunga e chiara su quello che pensano di noi. Non mi interessa essere “tollerata” – e nel frattempo continuare ad essere “discriminata” – per poi dover anche dire “grazie quanto siete buoni”.

    Mi interessa ancor meno partecipare al gioco “anche a sinistra ci sono gli omofobi”.

    L’ultima mini riflessione è sul tuo ultimo paragrafo:

    “Quello che dico è: vogliamo fare una riflessione su quanto sta accadendo in alcuni ambienti della destra o facciamo finta di niente e restiamo nel nostro recinto rendendoci anche noi colpevoli di ergere muri?”

    Vorrei che tu mi spiegassi per dobbiamo fare una riflessione su quello che sta accandendo a destra quando ancora non abbiamo riflettutto su quello che accade a sinistra nè abbiamo riflettuto sul quello che accade nell’associazionismo omosessuale.

    Abbiamo svariate associazioni in lotta tra di loro…siamo divisi e non riusciamo a cavare un ragno dal buco proprio in ragione di queste divisioni e di certi personalismi.

    Posto che sia tu che l’On. Concia siete liberte di dialogare quanto volete e con chi vi pare, avrei preferito un impegno da parte vostra verso un dialogo tra le associazioni, magari un tavolo di confronto dove finalmente sperare di farle sciogliere tutte e creare un’unica associazione che rappresenti l’intero mondo Lgbt.

    Finchè non agiremo come se fossimo una persona sola, dimostrando il nostro “potere contrattuale” non avremo che briciole.

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  • cristiana alicata ha detto:

    @Graziella….come al solito tanta falsa informazione. All’incontro con Casa Pound c’erano anche i gay maschi che, anzi, sono stati i pionieri dell’incontro.

    Come al solito anche tu cado nel giochino: parlo con loro quindi ciò che loro dicono è tutto giusto anzi sono fascista come loro. Falso. Dialogare non significa aderire. E’ un principio democratico…quel principio che tanta parte della sinistra sta perdendo.

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  • simone ha detto:

    sai cristiana, ti fossi limitata a “dialogare” come dici tu, pure pure…

    ma tu hai speso più di un commento per “difendere” la posizione di Cp (e del BS di conseguenza) rispetto ai fatti di Piazza Navona su cui, tutto sommato, non dimostri di sapere niente di più di quanto messo in giro dalla controinformazione della stessa CP.

    Rileggiti i tuoi commenti. E’ bastata l’apertura di comodo di CP nei confronti delle coppie gay per farti assumere una posizione partigiana (ops, camerata, scusa…).
    E’ che quel criminale di Iannone è bravo.
    Sono bastate qualche decina di migliaia di euro dei suoi amici neofascisti per mettere su una rete che fa del revisionismo e della propaganda il suo punto di forza.

    ti mando un link.
    ti consiglio di leggerlo e di chiederne conto a Iannone la prossima volta che vai a bere una birra insieme.

    http://www.geocities.com/lollocas/neofa/i_fascisti_noglobal.pdf

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  • cristiana alicata ha detto:

    Simone….siete voi che avete tirato in mezzo Piazza Navona andando fuori tema.

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  • topometallo ha detto:

    “siete voi che avete tirato in mezzo Piazza Navona andando fuori tema.”

    Complimenti, Cristiana, un perfetto esempio di come osservare il dito rispetto alla luna; scusami, sto richiamando un vecchio slogan, ma si sa, io sono un vecchio stupido fossile che cade nei giochini, e penso ancora a certe brutture come il 68 e similari…

    Lo so, lo so, ti anticipo: tu non hai mai citato il 68, sono io che vado fuori tema

    Tristezza 😦

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  • cristiana alicata ha detto:

    Ok, non ci siamo proprio…troveremo sempre qualche malefatta che qualcuno ha fatto (in ogni luogo in ogni relazione) per avere un motivo per considerarli degni di dialogo…secondo questo argomento israeliani e palestinesi non dovrebbero parlarsi dovrebbero uccidersi fino all’ultimo.

    MA VOGLIO DIRE UNA COSA: IO NON HO UN’OPINIONE SU PIAZZA NAVONA. NON C’ERO. NON MI BASTA VEDERE DEI VIDEO PER AVERE UN’OPINIONE. HO VISTO CASA POUND CON LE SPRANGHE IN MANO CIO’ MI BASTA PER CONDANNARE L’ATTO ANCHE SOLO DI PORTARLE. IO NON MI PORTEREI MAI UN CASCO O UN PASSAMONTAGNA O UNA SPRANGA IN UNA MANIFESTAZIONE. MAI. NON ALZEREI MAI LE MANI SU NESSUNO. MA QUESTO DEVE VALERE IN TUTTI I CASI E PER TUTTI.

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  • simone ha detto:

    ah scusa, sono andato fuori tema.
    di CP dobbiamo considerare solo ed esclusivamente la posizione rispetto alle unioni civili.

    Il resto è fuori tema.
    Chi siano, quale sia il loro passato, come si finanzino, come siano arrivati alla visibilità che hanno in pochi anni…è tutto fuori tema.

    anche la posizione rispetto all’adozione è fuori tema.
    si parli solo ed esclusivamente delle unioni civili.

    p.s.
    Forza Nuova ha posizioni non dissimili da quelle di Vendola sull’origine della crisi finanziaria.
    Vogliamo proporre a Nichi di aprire un “confronto” con loro?

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  • simone ha detto:

    un’altra cosa.
    Se per formarsi un’opinione fosse necessario essere presenti agli eventi, mi chiedo la politica come potrebbe pretendere di conseguire anche un singolo risultato (mandiamo in afghanistan a combattere solo ed esclusivamente i presenti a NY l’11 settembre 2001, va…).

    Diciamo che la tua affermazione sembra piuttosto uno bellissimo scarico di responsabilità rispetto al non avere affatto idea (né volerla avere) su chi sia e come agisca CasaPound.
    A cominciare, appunto, da Piazza Navona.

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  • ned nekkah ha detto:

    Grazie del simpatico siparietto Alien/Bork, avevamo proprio bisogno di un saggio di umorismo “nero”.

    Ora torna a colonizzare Marte, “bolscevico e traditor”…

    Cristiana!
    Credo nella tua buonafede, e quindi: meglio un facetoface davanti ad una birra, che ormai stiamo tra/scendendo/cimando.

    sempre con affetto,
    ned

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  • cristiana alicata ha detto:

    Ned…quando vuoi. Questa discussione virtuale su casa Pound ammetto, con tutti voi, mi ha stravolto. La frustrazione di non riuscire a spiegare, l’accusa di connivenza sapendo di essere in buona fede. Insomma…se qualcuno pensa ancora che chi lo ha fatto lo abbia fatto per avere un tornaconto personale…ecco…forse smetto di essere un essere pacifico.

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  • simone ha detto:

    su quello puoi stare tranquilla, penso che tu sia in perfetta buonafede.
    è, al solito, l’ingenuità che mi fa incazzare.
    tanto più in casi come questi che rischiano di originare eventi conseguenti di ampiezza impossibile da determinare a priori.
    tipo il discorso del matematico di jurassic park…

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  • agent Q ha detto:

    Cristiana,

    credo che la tua buona fede sia chiara a tutti, o comunque ai piu’. Anzi, ci tengo a dirti come ti hanno detto altre persone che nonostante io sia in totale disaccordo con te apprezzo in un certo senso il tuo impegno e il tuo entusiamo.

    La rabbia che comunque sento forte e condivido con molti (l’altro giorno a Stranabologna ho parlato della Concia a CP con moltissime persone, tutte esterefatte) viene dal fatto che la maggior parte delle persone che hanno nel corso degli anni fatto politica LGBTQ (piu’ o meno attivamente, nelle frange piu’ antagoniste come in quelle piu’ moderate dell’associazionismo) non sono d’accordo con le valutazioni tue, quelle di Guido Allegrezza, di Paola Concia e di Imma Battaglia. Valutazioni che hanno portato a tutte le scelte di queste settimane: gli incontri con CP, la manifestazione generica “anti-violenza” con alemanno, l’aggravante omofobia senza transfobia e la rinuncia alla lotta per l’estesione della Legge mancino.

    Tutte scelte che avete fatto voi, da singoli o al massimo da lobby, senza un movimento dietro, anzi ingnorando un dissenso profondo di cui non potevate non essere a consocenza, ma -questo il problema, il passaggio che ci ferisce e ci fa sentire impotenti e strumentalizzati- queste cose parranno ai media generalisti come “le mosse del movimento gay”, “quello che pensano e sentono i gay”, passeranno alla storia come fasi del movimento LGBTQI italiano.

    Le alleanze con le estreme destre sulla base del rifiuto di tutte le “intolleranze” (siano esse omofobia o antifascismo), l’introduzione della condanna all’omofobia nel discorso securitario e la consegna del soggetto LGBTQI alla destra istituzionale nei panni dell’ennesima vittima da difendere e strumentalizzare per le loro retoriche d’ordine, sono svolte che sono state prese e -lo dico con disperazione sincera- non si puo’ piu’ tornare indietro.

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  • cristiana alicata ha detto:

    Cara Agent Q (piccola nota a margine: io vi sto rispondendo da giorni con nome e cognome e faccia, qui vi siete firmati tutti anonimi)

    grazie dell’approccio con cui affronti la questione.

    Alcune riflessioni:
    1) ma il movimento è così debole che basta che 2/3 persone facciano dei passi per debilitarlo così tanto?
    2) non ci sono alleanze con l’estrema destra. Mai. C’è stato solo un dialogo. Le posizioni restano distantissime, lo stesso documento, come qualcuno ha fatto notare arriva a delle conclusioni di uguaglianza secondo un concetto di destra.

    Ti rilancio una questione…la manifestazione del 24 (quella con Alemanno) è stata promossa dal movimento…cioé da tutte le associazioni LGBTQI presenti sul territorio romano….nessuno però li ha criticati come è stata criticata la Concia quando è andata da CP.

    Omofobia: l’incontro con CP è nato proprio a valle della palese e collettiva ipocrisia di considerare l’omofobia solo una violenza…quando essa si annida proprio nella nostra diseguaglianza.

    Che ne pensi?

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  • luana ha detto:

    e scusate l’off topic 😛

    Circolo Pink Verona

    Solidarietà al Compagno aggredito questa mattina a Verona.

    Il circolo Pink di Verona condanna questa ennesima aggressione fascista
    ai danni di un compagno veronese.
    Troppe volte sono stati sottovalutati i metodi violenti della destra veronese che
    anche questa a hanno colpito. I tanti sdoganamenti dei tanti gruppi neofasciti
    italiano possono solo portare a legittimare continui atti di violenza.

    Tutta la nostra solidarietà al Collettivo Metropolis e al compagno aggredito questa mattina.

    Froci sempre fascisti mai!

    Il Circolo Pink

    ————–

    la notizia

    Questa mattina alle 8 un gruppo di fascisti di Casa Pound e del Blocco studentesco ha aggredito davanti al Maffei un noto militante del collettivo metropolis e dei collettivi studenteschi.

    L’aggressione avviene il giorno dopo l’iniziativa degli studenti antifascisti in Provincia con la quale hanno denunciato le collusioni tra Istituzioni e fascisti di Casa Pound. L’assessore provinciale all’istruzione Luciani, infatti, insieme all’assessore regionale Donazzan, ha accettato di partecipare ad un dibattito pubblico con gli squadristi di Casa Pound.

    Non c’era bisogno di quest’ennesima aggressione per sapere che dietro i patetici tentativi di mostrarsi nuovi, da parte di quelli che si autodefiniscono “fascisti del terzo millennio”, ci sono solo e sempre fascisti.

    E siamo sicuri che personaggi come Luciani non faranno una piega dopo l’episodio di violenza che li vede coinvolti accaduta questa mattina.
    Se per le Istituzioni Casa Pound è un interlocutore come un altro (o, come a Verona, privilegiato), per gli antifascisti le parole stanno a zero: Casa Pound va chiusa.
    A breve verrà convocata una conferenza stampa per denunciare il fatto, la connivenza dei politici con i fascisti del blocco, e per ricordare le minacce e le intimdiazioni già recapitate qualche mese fa al metropolis café (“ragazzate” furono definite allora) e che non sono evidentemente bastate a scoraggiare chi, dall’interno del sistema politico, continua ad accreditare politicamente i fascisti.

    Collettivo Metropolis

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  • marco ha detto:

    luana, sei fuori tema.

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  • simone ha detto:

    Magari cristiana puoi stampare sto comunicato di Luana e portarlo a Iannone la prossima volta che vai da lui chiedendogliene conto.

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  • cristiana alicata ha detto:

    Chi ti dica che io non l’abbia già fatto?

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  • Salvatore Romeo ha detto:

    Gentile Cristiana Alicata,
    se mi permette le suggerirei più coraggio. L’iniziativa cui lei ha preso parte merita un approfondimento ulteriore: bisognerebbe finalmente che a sinistra ci si renda capaci di guardare in faccia questa “nuova destra” di cui si parla sempre con infinita presunzione. La si riconduce al Fascismo, ma a quale tipo di fascismo? Lei ha citato un passo di Pasolini quanto mai significativo, in cui si accenna ad un “nuovo fascismo”. Ora, il “nuovo fascismo” cui si riferiva il poeta era quello della civiltà dei consumi, ben più totalitario e pervasivo del fascismo classico, mussoliniano. Ebbene, alla luce di questo “nuovo fascismo” – che oggi imperversa più violento che mai – chi è il “fascista”, cioè l’esponente tipico di quel particolare Potere? Questa domanda ne richiama però un’altra: quali sono state le conseguenze sulla società italiana dell’affermarsii del “nuovo fascismo”? Riprendendo la linea del discorso pasoliniano potremmo sommariamente affermare: la sostituzione delle culture (in senso antropologico, quindi diremo più precisamente i “modi di vita”) preesistenti (operaia e contadina) con la “cultura unica”: quella borghese. Ciò equivale a dire che gli individui che appartengono ai gruppi economicamente e socialmente subalterni, nella realtà trasformata dal Potere consumistico, condividono le stesse abitudini, le stesse aspettative – soprattutto – gli stessi desideri dei loro simili delle classi economicamente e socialmente superiori. Ma di fatto essi subiscono una sorte che ai “borghesi reali” non tocca, se accidentalmente: essi non sono “padroni” di quella cultura che li ha assorbiti; per certi versi anzi restano ancora ibridi. Così, se quella borghese è una cultura individualista, essi non sanno essere pienamente individualisti; cioè: sanno “sognare” da individualisti, ma a loro manca quell'”infrastruttura culturale” di cui qualsiasi borghese reale ha potuto godere da quando è piccolo. Più nello specifico un giovane borghese sa, per esperienza personale, cos’è il Potere, come ci si deve comportare in sua presenza ed in che modo si deve manovrare per poter godere dei suoi privilegi. Un giovane proletario (o sottoproletario) ha un’idea vaga del potere: ne percepisce la forma esteriore ma non ne comprende il funzionamento intrinseco; per questo per lui l’accesso al potere ha ancora l’aspetto della vincita alla lotteria, della raccomandazione o della discrezionalità del “caporale” (incarnato attualmente dal “talent scout”). I suoi legami sociali non sono infatti gli stessi di cui gode il suo coetaneo “più fortunato”, la sua padronanza dei vari linguaggi del Potere è molto meno sviluppata; gli esempi di “scalate sociali” che ha di fronte sono per lo più tragicamente fallimentari o sfacciatamente fortunate. Egli si percepisce così come una “seconda scelta” e inizia a maturare una forma tutta personale (e per questo nichilistica) di risentimento. E’ su questo soggetto che la cosiddetta “destra radicale” – o, se si preferisce, i neofascisti – attecchisce indubbiamente con maggiore vigore. Ma in che modo? Proponendogli un'”integrazione”, ma non rispetto al mondo “marcio” della società borghese consumistica, bensì in una comunità autentica, in cui il suo deficit di mezzi per realizzare la cultura borghese che lo pervade smette di essere una “debolezza” e diventa una “forza”. Si prendano i legami sociali: Casa Pound e movimenti di area affine si richiamano alla gerarchia (talvolta apertamente “guerriera”), il più saldo e determinato dei codici di organizzazione delle relazioni; di contro la società borghese va sperimentando forme sempre più “liquide” di socialità. Gestire queste ultime implica però un’introiezione profonda degli strumenti messi a disposizione dalla cultura borghese: in generale la coscienza dovrebbe potersi muovere alla stregua di un “fondo d’investimento” (la forma più avanzata sperimentata al momento dal capitale) che aleggia sui mercati, sui paesi, sui popoli alla ricerca del massimo profitto. Allo stesso modo la coscienza dovrebbe potersi muovere sentendosi meno vincolata possibile fra rapporti, situazioni, contesti disparati alla ricerca della propria felicità. Ma questa qualità psicologica non è innata: è il frutto dall’ambiente nel quale si è cresciuti, che non può che essere un ambiente realmente borghese (e non un ambiente “ibrido”, come lo sono oggi quello proletario o sottoproletario).
    Quello che la “destra radicale” fa è dunque fascista in senso proprio – cioè: aderisce alla cultura egemone? Questo dipende da fattori estranei alla cultura in sé. La “sottocultura” (uso questo termine senza alcuna connotazione dispregiativa, ma solo perché esso denota il carattere comunque subalterno del modo di vita proposto dai movimenti in questione rispetto al modello dominante) della destra radicale affronta un limite oggettivo del modello dominante: la condizione borghese è estesa a tutti, ma la sua fruizione piena è riservata solo a chi ne ha i mezzi (culturali, prima ancora che economici). Il carattere fascista dei movimenti che sostengono questa opzione si rivela nella misura in cui essi contribuiscono a depotenziare questa contraddizione. Se cioè essi convogliano il “risentimento” di cui si nutrono a favore della conservazione del Potere svolgono una funzione “oggettivamente” fascista. Ma non sarebbero i soli: si troverebbero in ricca compagnia di partiti e movimenti apertamente “di sinistra”. Se poi essi cercano di forzare la contraddizione di cui sopra perseguendo un nuovo “modo di vita” basato su una comunità gerarchica e “guerriera”, il problema per una sinistra altrettanto “rivoluzionaria” dovrebbe essere quello di raccogliere la sfida lanciata da questi movimenti su almeno due piani: quello della Comunità e quello del Mito.
    Una sinistra rivoluzionaria dovrebbe pronunciare le stesse parole con cui si chiude la splendida “Appunto per una poesia in terrone” (ancora Pasolini): “Così non si può andare avanti. Torniamo indietro, col pugno chiuso, e ricominciamo daccapo.” Laddove “avanti” è la linea tracciata dal capitalismo e “indietro” sono i millenni della civiltà contadina (si ricordi che “rivoluzione” etimologicamente è “ritorno al punto di partenza”). Ma cosa significherebbe politicamente “tornare indietro”? Significherebbe impegnarsi in un’opera di ri-costruzione dell’umanità, cioè di un “modo di vita” altro. Tale processo consisterebbe essenzialmente in una ri-elaborazione della socialità, che valorizzi gli elementi fin’ora rimossi o repressi (l’ambiente vegetale e animale, l’omoerotìa, la povertà…). Ma la spinta a questa trasformazione non potrebbe che derivare da una potente istanza religiosa, in grado di modificare profondamente la visione del mondo degli individui – e, ancora più a fondo, al livello estetico (in senso etimologico), la loro percezione del piacevole e del ripugnante, l’intensità delle passioni, la “tolleranza fisica” dell’altro ecc. ecc. Un’opera marxiana purtroppo oggi poco frequentata (i cosiddetti “Manoscritti economico-filodofici del 1844″) usa toni quasi elegiaci nel descrivere – facendo riferimento proprio al piano dei sentimenti, delle percezioni – l'”umanità nuova”. Senza questo “spirito” d’altra parte tutto sfocerebbe in folclore e “ironia” (come certi esperimenti degli anni ’70). Si ricordi infine che anche il capitalismo ha avuto alle spalle la sua Riforma religiosa.
    Ecco quindi che la Comunità e il Mito – o il “sociale” (in senso lato) e il “religioso” sono i due terreni essenziali su cui costruire l’alternativa.
    Un’ultima cosa: quelli che molti qui definiscono sprezzantemente “fascisti” da un po’ di tempo hanno ripreso a investire moltissime loro energie in ricerca intellettuale. Francamente non mi permetto di giudicare, non conoscendo gli esiti di questi sforzi, ma neanche intendo accodarmi a quanti urlano alla “strumentalizzazione” a proposito di riletture “da destra” di personaggi usualmente associati a tutt’altra parte politica (recente è il caso di “Che” Guevara). Vorrei limitarmi a domandare una cosa: quanti di noi hanno mai aperto un testo di “storia delle religioni” con spirito “scientifico” e non per mero esotismo? Solo il nome di quella disciplina fa inorridire la coscienza “laica” di molti (i quali finiscono così per rivelarsi autentici fondamentalisti). Eppure certi processi fondamentali (“epocali” verrebbe da dire) sono individuabili e riassumibili solo in quell’ottica. E allora chi è retrogrado intellettualmente: il “fascista” che si appropria di “Che” Guevara (superando senz’altro diffidenze ataviche e spontanee) o il “liberale”, il “democratico” o addirittura il “comunista” che preferisce restare nell’ignoranza assoluta di certi aspetti della realtà pur di ribadire la propria “coerenza”?
    E allora, cara Cristiana Alicata: avanti così e con più coraggio (che significa semplicemente vera coerenza).

    Con stima e affetto,
    Salvatore Romeo

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  • Eva Platt ha detto:

    Su Casapound ho un’opinione del tutto personale. Le spallucce che molti della comunità glbtqi (ma che è Q,I? Avranno intenzione di aggiungere altre sigle?) fanno nei confronti di questo incontro non sono un refuso “antifascista” ma bensì dimostrano quanto la comunità glbt è totalmente impreparata a qualsiasi tipo di dialogo. Mi chiedo io, ma con chi si aspettano di parlare? Battibeccare bellamente solo da una parte politica è la soluzione? Invece di cercare compromessi si preferisce cristallizzare opinioni? Mah…anzi, dal mio punto di vista questa benemerita comunità ha fatto soltanto una grande figura di m… nei confronti di questa situazione. Ma come, invece di muoversi proprio la minoranza nel ricercare il dialogo con organismi diversi dal loro circolo, chi è che chiede il dialogo? CASAPOUND! Uno smacco all’immagine davvero fenomenale. Dovrebbero emergere altre riflessioni. Non sul cedere o non cedere ma “diamine, ma perchè non ci abbiamo pensato prima? Perchè hanno dovuto pensarci loro?”. Non mi pare che in questi anni le associazioni glbt(qi) abbiano organizzato grandi dibattiti con esponenti di altri schieramenti (a parte l’incontro con Fini che è parsa più una visita allo zio d’america), sempre a cantarsela e suonarsela da una parte e il meglio che s’è riuscito a racimolare e l’aggravante di omofobia. La quale diventa nulla grazie alle attenuanti generiche (le danno per l’omicidio, figurati per un pestaggio!). Complimentoni a tutta la comunità che sa scegliersi proprio bene i propri interlocutori.
    E poi c’è da dire che tutta questa manfrina su Casapound è stucchevole anche da un altro punto di vista: tutti i gay sono di sinistra? Cioè, spiegatemelo com’è: se uno si “scopre” gay automaticamente diventa “di sinistra”? E i discorsi sui diritti, la libertà? Se questa è libertà per cui se ho un determinato orientamento sessuale (lgbtsfgc) dovrò essere necessariamente di sinistra, anticlericale, magari anche ateo…mentre se L’ALTRO orientamento (e) posso essere il caxxo che voglio. Di sinistra, ma anche no, di destra ma anche no, cattolico, ma anche no, ateo, ma anche no.
    No, no, così non va, la comunità deve un po’ capire che intende per libertà perchè se sobbalza per un incontro (un incontro!!!!!!) con Casapound vuol dire che è talmente insicura su ciò che è, talmente debole che basta un semplice faccia a faccia per far crollare il castello di carta.
    Questa situazione mi ha fatto capire una cosa in più della comunità glbt(qi?): non solo esiste il razzista bianco, ma esiste anche il razzista nero: http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Nero_razzista e molti commenti sembrano calcare proprio questo nuovo e curioso personaggio.

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    • alessia ha detto:

      x eva

      Q significa queer
      I significa intersessuale

      se una lesbica decide di essere di destra a me va benissimo, può persino scegliere di essere fascista, purtoppo

      ti consiglio di leggerti meglio il post di graziella

      ma proprio perchè può scegliere, si confronta con gli altri e le altre nelle sue scelte, e forse se lo fa in modo privilegiato con il movimento glbtiq perchè nonostante tutto questa lesbica ha con gli altri e le altre gay, lesbiche, trans, intersessuali e queer un’esperienza in parte comune e problemi in parte comuni…

      e nel confrontarsi incontrerà ovviamente anche commenti di gente che le dice ‘hai fatto una cazzata’: io sono fra questi, e e ho le mie buone ragioni che ho spiegato e che non sono la chiusura preconcetta al dialogo nè alcuna forma di razzismo al contrario

      anzi tutto questo vittimismo del razzismo al contrario mi sembra veramente ridicolo, e infantile se non ipocrita

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  • daniela ha detto:

    leggetevi questo, poi ditemi se è il caso di andarli a trovare per non sembrare quelli che “rifiutano il dialogo”
    http://georgiamada.splinder.com/post/20624567

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  • alessia ha detto:

    a proposito…

    x cristiana

    scusa ma a chi ti critica ideologicamente stai rispondendo facendo la martire che è stata messa in croce quando voleva solo dialogare, quella che non è stata compresa eccetera e hai anche ragione, va bene… ma è facile

    a chi invece ti ha criticato con degli argomenti hai sempre evitato di rispondere, o hai risposto concentrandoti su un particolari marginali di quello che ti dicevano

    questo mi dispiace

    se fai così la tua ‘buona fede’ non ne esce molto bene…

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  • miss-take ha detto:

    su casa pound e che: http://www.rk22.com/?p=388
    una rivoluzione è in corso.
    le sinistre guardano, allibite.

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  • cri off line ha detto:

    Alessia, scusa, a cosa non avrei risposto? Non avrò rispopsto a domande fuori tema, magari…se me le riporti qui, le domande che ti sono rimaste sospese ti rispondo. Ci mancherebbe

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  • Gherio ha detto:

    Carissimi tutti,
    scrivo ispirato da questo blog, stupefacente specchio psicologico del nostro infausto tempo.

    Voglio immediatamente dichiarare, per correttezza, la mia ispirazione politica di destra (radicale?), e nel contempo spiegare come sono capitato (inciampato?) su questo vostro interessante dibattito.

    Nel mio seguire, con sorridente interesse, la politica di Casa Pound, in questa mia serata annoiata da una patologia invalidante che spesso mi inchioda davanti al catodico tubo azzurrognolo, mi sono chiesto quale fosse la posizione dei legionari di Iannone su una delle questioni fondamentali dell’etica di destra: la sessualità.

    La risposta l’ha fornita questo blog al quale mi sono linkato da google, per sbaglio. Infatti, con mio soddisfatto stupore, ancora una volta, ho da voi appreso della posizione effettivamente eterodossa del gruppo poundiano, che separa la politica di questa curiosa realtà italiana dalla tradizione effettivamente sciovinista e machista della cultura di destra, per come la conosciamo tutti ed io per certo.

    Vorrei essere chiaro, non c’è nulla da revisionare nella triste storia che il Fascismo ha tracciato nel suo rapporto con l’omosessualità. Una storia tragica e ridicola allo stesso tempo, un tempo che aveva bisogno di carne da cannone. Ma, sposo ogni parola del testo firmato da CP, volendo altresì qui sottolineare che, anche se sono un trentenne “straight” che ha idee revisioniste e nostalgiche nei confronti dell’Italia fascista, sono a favore dei Matrimoni fra coppie dello stesso sesso ed ovviamente anche delle adozioni, ferma restando l’obbligatorietà nel mantenere vicina alla famiglia omosessuale una figura di riferimento, del sesso opposto alla coppia, nel caso i/le bambini/e fossero del sesso opposto alla coppia in questione.

    Certo, bisognerebbe che mi dilungassi nell’esporre da quanto lontano questa non ortodossa posizione di destra proviene. Ovvero dovrei parlare della Carta del Carnaro e dell’amore llibero dei miliziani di Fiume, dell’omosessualità estetica di Mishima, della poetica sessuale di Brasillach e tanto altro ancora. Ma sarebbe assolutamente inutile. Inutile perché ciò che traspare dalle frasi riportate in questo blog e in risposta alla esperienza “diversa” di Cristiana Alicata, alla quale bacio la mano in segno di rispetto ed ammirazione, è la conferma dell’uscita della sinistra dai binari della storia, per perdersi sul binario morto e direi Pavloviano, dell’antifascismo militante.

    Nell’eliminazione degli spazi di dialogo e di espressione risiede la radice dell’odio e dell’intolleranza. Ridicolo sentirvi riempire la bocca di parole che nei fatti dimostrate non appartenervi.
    Perché siete così spaventati alla sola idea di discutere con un “fascista” come me? Potreste scoprire un mondo di diversità intellettuale stimolante. Anche solo nell’affermare con forza le vostre certezze, che proprio nel
    dialogo, aristotelicamente, si temprano e chiarificano.

    L’autoritarismo è un fenomeno che nasce proprio dal rifiuto, dal costante rigetto di ogni istanza di confronto. Voi stessi, consci o meno, con le vostre parole lo state evocando. Ed è irrilevante se questo avrà la casacca rossa o quella nera, non credete? Sappiate inoltre che si può essere di destra radicale e democraticamente tolleranti. Non è più il tempo dei gagliardetti e delle camicie nere ed io non salto nel cerchio di fuoco a cavallo
    di una Guzzi, anche se la sola idea di farlo mi diverte.

    Comunque, essendo io ospite, probabilmente sgradito, non mi è dato giudicare ma, spero mi sia concesso farvi almeno una semplice domanda, una fra tante.
    Come fate a non sentire che nella richiesta d’impegno solidale, d’amore e fedeltà reciproche, citate in quello scritto “fascista”, risiede il pensiero che darà un futuro al nostro millennio?

    Augurandomi un risveglio armonico dei vostri cuori mi congedo saltellando topescamente alla mia fogna.

    Un saluto Romanesque,

    Gherio I. Lacroix

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  • mercedes ha detto:

    Andare a Casa Pound è stato un errrore polico grande,perchè i ragazzi spiazzano.
    Se parli con loo,dopo 1 ora stai lì a berti la seconda tazza di caffè e chiederti perchè non ho parlato prima.
    Prima,quando gli ematomi di quelle botte ancora facevano male.
    Prima quando il ricordo di certe facce sotto casa,quando ti ritiravi tardi ti incutevano paura e scapppavi,cercando di ricordare quel volto e dove lo avevi incontrato.
    Ma noi lo avevamo quel prima dimenticato e soprattutto di tempo ne è passato.
    Alcuni andarono a Casa Pound e si lanciarono in dichiarazioni avventurrose,perchè capita,mica tutti i fascisti sono stupidi come Gasparri,mica tutti i fascisti hanno la faccia di Alemanno,mica tutti soono orripilanti come La Russa.
    Molti dei dirigenti di Casa Pound sono ragazzi di primo ordine per intelligenza e cultura.
    Dopo dopo 3 anni è accaduto che un frequentatore di questo gruppo si sia trasformato nel mostro che spara senza ragione e uccide in serie innocenti dal colore “cioccolata”.
    Ma dove eravamo quando lo stato italiano nulla ha fatto per far sì che in Svizzera,a Lugano tutto il lungolago era tappezzato di ratti con lo sfondo giallo,i RATTI eravamo noi Italiani,quelli del confine,quelli che con buona pace della nostra finanza non pagano tasse nè in Svizzera,nè in Italia.Erano questi manifesti RAZZISTI,inneggiavano alla superiorità del passaporto svizzero!!
    Il razzismo è oltre l’estremo gesto di uno che decide nella pulizia razziale.
    Il razzismo è il rifiuto a guardarci e dirci che questa Italia non ha solo in Casa Pound il covo dei razzisti..ci illudiamo così di non essere miopi.
    Abbiamo la Lega che ha diffuso il razzismo ed era partito di governo,gente che non
    ha avuto di nessuno pietà, che ha in Borghezio uno che viene pagato con i soldi di tutti..altro che il 5 per mmille a Casa Pound..questi almeno il dialogo lo stanno a cercare e ben vengano i distiunguo.Ben venga il ribadire che dialogo esiste ma la distanza che creano quelle ultime righe ergono una distanza che va oltre ogni dialettica democratica,ma accettare il porre la questione dei diritti civili in quei termini è oltre che appprezzabile,in parte assolutamente condivisibile.

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