Pianeti alieni, resistenza, libertà e…

9 ottobre 2009 § 10 commenti


Quarantanni fa, nel 1969,  secondo quando tramandatoci dalle immagini della tv, un uomo metteva un piede sulla Luna. Un contatto fisico che ha ridimensionato persino il senso dell’uomo e di cui, secondo me, non siamo ancora del tutto consapevoli. Lo spostamento di un baricentro, il valico delle colonne d’Ercole riproiettato nel XX secolo, il cosiddetto secolo breve, ricordato per avere appiattito le distanze, persino nelle guerre, coinvolgendo quasi tutto il mondo in ben due guerre mondiali. Il secolo delle ideologie e del loro crollo miserevole.

Eppure in Italia chi “comanda” ha i piedi piantati lì. Profondi. Persino noi, siamo figli di quel tempo, abbiamo effigi e mitologie al collo o nelle cassapanche (ebbene, confesso: la mia bandiera dell’URSS). Così segnati da quegli eventi, anche solo incisi oralmente nelle nostre orecchie, che ci hanno re-ideologizzato nel linguaggio, nei comportamenti, nelle rivendicazioni in un gioco di cristallizzazione che ha inondato persino i nostri atteggiamenti privati. Noi “riconosciamo” comportamenti, riconosciamo modi di vestire, di parlare, di rispondere agl stimoli, di reagire e di controreagire come familiari o estranei.  Riconosciamo modalità di comportamento nell’esercizio di una micro-morale personale, laddove una Morale non esiste più (per fortuna). Eppure la ricostruzione di un individualismo ambientale, microfamiliare, microgruppale ci porta ad essere conservativi. Cerchiamo protezione nella similitudine. Lo facciamo tutti. A destra e a sinistra, nel rapporto di coppie e con gli amici. Resistenti ad ogni cambiamento. Noi ci siamo ricostruiti tante piccole personali ideologie: sociali, vestiarie, relazionali, politiche.

Una distonia dal nostro “conosciuto”, l’unico tracciato attraverso il quale siamo capaci di giudicare, viene immediatamente individuata come nemica. E questo non accade solo in politica o nell’esercizio delle funzioni sociali e macroscopiche. Accade nelle relazioni umane. In quelle amicali. Nelle dinamiche di coppia. Fuggiamo dalla diversità – dal non conosciuto, dal non abituale – terrorizzati di non essere in grado di comprenderla, di penetrarla. Nella paura del rifiuto, della delusione e del fallimento continuiamo a percorrere le strade conosciute andando incontro a delusioni formalmente già note e prevedibili perché conosciamo la forma del dolore (che sia personale o sociale) e sappiamo di averla già sopportata nelle sue dimensioni e nel suo peso.

L’immaginario muore. L’imprevedibilità viene respinta.

Così ieri siamo cascati dalla sedia quando il movimento LGBTQI ha dovuto applaudire Mara Carfagna (che comunque giudicheremo nei fatti).

Così oggi leggiamo questo comunicato stampa:

“In occasione della manifestazione di domani Il Popolo di Roma (centro sociale di destra molto vicino ad Alemanno, ndr) vuole dare il proprio e sentito benvenuto a tutto il movimento LGBTQI nella Capitale. In linea ed in continuazione con l’incontro avuto a Gens Romana vogliamo ribadire il nostro sostegno a chi lotta contro ogni forma di violenza e discriminazione. Idee di ispirazione totalitarista non devono trovare spazio nella Roma della partecipazione e del libero confronto”. Queste le parole di Giuliano Castellino, portavoce de Il Popolo di Roma che ha aggiunto:“Una nostra delegazione, all’indomani della manifestazione, vorrebbe incontrare gli organizzatori dell’evento e consegnare un dono simbolico da parte del nostro movimento”.

E ci chiediamo basiti cosa stia accadendo, ci domandiamo se non stia avvenendo lo scioglimento dei ghiacci, se dai seminterrati di una nuova generazione non sia possibile una tregua, un dialogo, un incontro. E che forse davvero, un minimo di questo cambiamento deve passare per forza anche dal ricambio generazionale in tutti i luoghi (beh, noi de IMille lo diciamo da tempo). Che non significa omologazione reciproca. Significa acchiappare l’Italia con il buon senso e non in un eterno dissidio tra la “parte giusta” contro la “parte sbagliata” esercitato da entrambe le parti convinte di essere il “giusto”, portarla fuori dall’isolamento a cui da 15 anni sembriamo condannati.

Il tutto mentre il vecchio premier decadente e sessualmente impazzito, dà ancora del “comunista” alla Corte Costituzionale.

Sapremo cogliere quando sta accadendo? Sapremo guardare oltre ai nostri micro-recinti? E sapremo accompagnare il cambiamento estendendolo anche a tutte le altre realtà valoriali che compongono una discriminazione? Le donne. I migranti. Le diversità sociali. Le disabilità?

Sapremo trasformare un’energia di cambiamento e di superamento in democrazia dell’alternanza in cui ci siano valori inalienabili e idee discutibili?

La nostra generazione, saprà farlo, o ci rinchiuderemo nel ghetto combattendo un nemico e non le cause della crisi, l’emarginazione, la discriminazione? Quale grandissima sfida ci attende, finalmente? E ci sta attendendo o è ancora troppo presto e scontiamo ancora un senso di inadeguatezza nei confronti di quelli prima di noi, quelli che “governano” di cui ricopiamo linguaggi e atteggiamenti? Sapremo dare un colore, un’impronta al nostro tempo o lo vivremo come se fosse ancora il tempo di qualcun altro?

NOTA PERSONALE.

Voglio dedicare questa distonia del secolo che si manifesta oggi e che mi ha coinvolto nel percorso di una strada nuova, a tratti inagibile, irta di ostacoli, a te. Sì, proprio a te, che hai insegnato a me la diversità vera, quella fuori dal mio schema ricostruito. Che hai insegnato a me a camminare senza paracadute. A rischiare. A provare l’altra strada. A cambiare marcia all’improvviso, in una sorta di lunaticità di comportamento che sembra non avere nulla di razionale, invece è ricerca, è coraggio di cambiare idea, di cambiare ritmo, di ascoltare il respiro del mondo. Di accettare la debolezza quando anche fosse quella del pensiero.  Che la strada segnata non è detto che vada percorsa per forza. Ho camminato in un campo incolto in modo infastidito e presuntuoso. Poi ne ho scoperto la varietà, lo stimolo., la ricchezza.

Il pensiero goffo ed ironico, una roba che contraddice e sgretola i pensieri forti, i pensieri unici. Insomma. Il pensiero libero che si fa domande, cerca risposte. A volte non le trova nemmeno e non se le trova tanto per trovarle come se fosse una religione in cui fare andare a posto tutte le tessere. Che forse a volte a non voler ascoltare, a non voler sentire, a non cambiare marcia si va a sbattere contro un muro…e i muri, si sa, sono quelle cose tipiche del secolo scorso. Forse mi hai accompagnato senza volerlo nel nuovo millennio.

Che potere per un solo bottone, eh?

[…]Qualche tipo di struttura drammatica.  Punti di svolta. A noi tutti piace sentirne parlare. Punti su un grafico. Conversioni improvvise. Sbandate storiche. Qualche tipo di struttura drammatica. Ma una vita non si svela in quel modo si muove a ciclo continuo con tornanti messi assieme alla meglio
attorno al rigonfiarsi di un pezzo di collina verso un altro un’isola verso un’altra. […]
(Adrienne Rich, dalla sez. Inscriptions di ‘The Dark Fields of the Repubblic’)

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§ 10 risposte a Pianeti alieni, resistenza, libertà e…

  • marco ha detto:

    la dichiarazione è, in effetti, abbastanza stupefacente : siccome la politica è fatta, oltre che di gesti, anche di prese di posizione, mi sembra che ci sia qualcosa di molto nuovo…anche prendendola dal lato della sfiducia , se fosse comunque un bluff andrebbe visto fin in fondo…certo, i toni di quel breve comunicato sono inquietanti per la loro “democraticità”…mah,chissà cosa si muove.

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  • Sandman ha detto:

    non so, sarà per ignoranza in quanto ignoro come funzioni un’associazione o un centro sociale di destra… purtroppo non ne sono mai venuto in contatto e non ho un’idea sul pensiero comune e il modo d’agire..
    Posso comunque immaginare che “destra” non significhi necessariamente odio verso il mondo LGTB e quindi queste dichiarazioni possono risultare sincere.

    Non riesco però a credere alla frase “vogliamo ribadire il nostro sostegno a chi lotta contro OGNI forma di violenza e DISCRIMINAZIONE”
    semplicemente non trovo sia veritiera la frase…
    la discriminazione c’è, non quella che punta il dito per strada e che fa notizia sui giornali ma quella subdola della famiglia tradizionale da tutelare impedendo altre unioni, del prima lavoro e casa agli italiani (come si legge nel sito di Casapound ad esempio)
    Seguendo questo concetto direi si tratti di dichiarazioni ipocrite come i comunisti che furono che, tutti uguali, buttavano gli omosessuali fuori dal partito… qui non si butta fuori nessuno ma viene comunque considerato meno in altri campi.

    Dal mio punto di vista non è un’apertura ma solo una dichiarazione, in buona fede, che le persone LGTB non danno fastidio e sono accettate come parte della società, bandendo la violenza.
    Ne più, ne meno, quello che direbbe il PDL e quello che ha già detto Storace, la Mussolini… o Franceschini.
    Il discorso discriminazione come sai è ben diverso da chi ha già fatto questi discorsi, non vedo nulla di differente… forse sei tu che, con preconcetti, pensavi che le associazioni di Destra fossero tutte omofobiche e picchiatrici.

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  • Sandman ha detto:

    ps: aggiungo solo: con preconcetti comunque fondati e documentati dalla cronaca.. adesso non sto dicendo che sei intollerante, dico solo che forse sei così sorpresa e positiva perché non ti aspettavi queste dichiarazioni che, secondo me, tu vedi come aperture

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  • cristiana alicata ha detto:

    Mah….veramente sia CP che Gens Romana si sono espresse per il riconoscimento delle coppie di fatto…e quello che siamo andati a dirgli è stato proprio questo: non pensate che l’omofobia sia la violenza. Non è così. Anzi….

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  • marco ha detto:

    un momento.
    non si può imputare alla alicata i pestaggi dei fascisti.
    nè i può fare di tutta l’erba…un fascio.
    la galassia della estrema destra romana e ampia e variegata, e cercare di inserirsi in questo muro, se non altro per “scompattarlo” è opera giusta.

    certo, se le dichiarazioni sono sincere mi aspetto da parte di Casa Pound Romana una condanna netta dell’ultimo episodio…magari domani, visto che oggi sono stati pestati a Pistoia da una ventina di estremisti (nostri ? eh sì, almeno quanto i fascistelli che hanno pestato la coppia sono loro) che hanno distrutto una loro sede a Pistoia.
    gli estremisti ci sono.
    isolarli, e riportare il discorso alla civiltà democratica, è quello che ognuno dovrebbe sforzarsi di fare.
    se la tensione criminal-politica si esacerberà, al punto che destra e sinistra saranno solo due grandi eserciti contrapposti, allora si ragionerà diversamente.
    ma finchè esiste ed è operante una costituzione democratica, il tanto peggio tanto meglio è una scelta stupida.

    invito la alicata ad andare avanti, invitandola però anche, per quanto possibile, a cercare di far nascere dentro di “loro” un dibattito sulla violenza romana e nazionale di questi mesi.
    se la dichiarazione non è strumentale, è possibile.
    e non mi stupirei che in qualche maniera abbiano pestato nuora perchè suocera -cioè le aree meno intolleranti ed eversive della destra-intenda.
    ciao
    ciao

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  • simone ha detto:

    chi l’ha detto che non si può fare di tutta l’erba “un fascio”?

    —-

    Con un articolo apparso il 15 luglio 2009, Il Mattino di Salerno avvisava che quattro giovani salernitani, Guido D’Amore, Vito Mercurio, Raffaele Marino e Luca Lezzi saranno processati il 16 marzo 2010 per apologia di fascismo, discriminazione razziale, vilipendio delle forze di liberazione. I quattro si sono resi complici di diverse “bravate”: aver effettuato in diverse manifestazioni pubbliche il saluto romano, aver “festeggiato” il 25 aprile 2007 impiccando dei fantocci al balcone del Palazzo dell’ex Pretura di Cava, con appesi al collo cartelli con scritte contro i partigiani – proprio come facevano i nazisti!; aver incendiato e devastato, nella notte fra il 12 e 13 giugno, il centro sociale “Asilo Politico” di Salerno, dando fuoco a mobili e suppellettili, manomettendo anche l’impianto idrico e provocando così l’allagamento dei locali, inneggiando ai NAR ed abbandonandosi a scritte oltraggiose; aver detenuto striscioni con svastiche e croci celtiche, materiale di propaganda antisemita, e armi bianche, manganelli e fionde.

    La cosa divertente di questa storia è che i rapporti di alcuni di questi imputati con il gruppetto che sta occupando Materdei sono acclarati, che proprio Luca Lezzi è – guarda un po’ i casi della vita! – il portavoce salernitano di CASA POUND, che Guido D’Amore è stato prima coordinatore di Forza Nuova e ora è segretario di SALERNO FUTURISTA (un gruppo che sta circolando per Materdei per sostenere anche fisicamente quell’occupazione), che Vito Mercurio è coordinatore provinciale di FORZA NUOVA, da sempre impegnato in una battaglia truculenta contro gli omosessuali, che Raffaele Marino è stato responsabile di Lotta Studentesca ed ora è vicino a BLOCCO STUDENTESCO, l’organizzazione di Casa Pound nelle scuole.
    D’altronde, come i nostrani militanti di Casa Pound, gli imputati vengono da famiglie borghesi di consolidata tradizione fascista, e saranno difesi dai costosi avvocati Giovine, Ciliberti, De Felice, non nuovi a questo tipo di cause.

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  • simone ha detto:

    -> Cristiana.

    Ti prego di leggere quest’articolo. Fino all’ultima frase e poi magari di scrivere un commento al riguardo.

    http://www.ilgiornale.it/interni/tutela_gay_ma_e_bella_quindi_si_puo_fischiare_ecco_carfagnofobia/12-10-2009/articolo-id=390061-page=0-comments=1

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  • cristiana alicata ha detto:

    pare che non sia stato scritto da lei…è nato un caso su questo articolo…io anche rilasciato un intervista in cui gliene dicevo di tutti i colori!

    🙂

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  • simone ha detto:

    sul cartaceo risulta di quella bestia di Farina.
    cmq è strano che sia comparso a firma della carfagna nella versione online: mi aspetto una dichiarazione della ministra.

    Per passare il tempo, se clicchi sul nome della carfagna autrice dell’articolo, ti escono tutti i precedenti articoli scritti da lei.

    Ce ne è uno che davvero era il preludio al suo ingresso al ministero. Si chiama qualcosa come “è la natura a fare sterili i gay, non la chiesa”….cerca, cerca….

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