L’Isola del Vento


Qui nacque l’Europa. Si racconta (ed è verità) che 3 intellettuali al confino nel 1941 scrissero questo bel manifesto (http://it.wikipedia.org/wiki/Manifesto_di_Ventotene).

L’Isola è in manutenzione dalle intemperie e dall’inverno. Arrampicatori specializzati, probabilmente dalle montagne del nord, stanno imbustando le rocce con rotoli di rete nera metallica e poi una colata color roccia nasconderà la sicurezza sotto una parvenza naturale.

Si cicatrizzano le screpolature con l’intonaco, si aprono i ristoranti, si mettono in mare i barchini ed i gommoni. Ovunque, in ogni isola del mediterraneo, state pur certi che si sta svolgendo lo stesso rito. La primavera nelle isole, il risveglio, si manifesta così.

Dice l’enorme uomo di origini esteuropa, a guardia del moletto per ricchi (dove non ci ha fatto entrare, ovviamente), che è normale che su un’isola cadano le rocce. Sono normali i terremoti, i nubifragi, insomma le tragedie. Non si può contingentare la Natura. Sembra dire, scuotendo la testa, che farlo è come mettere la polvere sotto il tappeto. Da qualche altra parte la Natura farà il suo corso, anche uccidendo.

Il mare era mosso, ma dolce. Niente che non avessi già visto altrove. La piccola barca a 50 € per un giorno pieno incluso, ha fatto il giro dell’isola mollemente, barcamenandosi tra le onde. Vento gelido.

Sulla piccola piazza del paese, alle 3 del pomeriggio pochi bambini giocano con le biciclette come in qualsiasi piazza pomeridiana di paese del mondo a me noto.

Mario (il nome è di fantasia) si avvicina per fare amicizia con il cane, si siede gambe incrociate a terra. Ha il volto di un bambino saggio. Chiede tutti i nomi compreso quello del cane. Poi chiede l’età a tutti anche al cane. Poi si mette a raccontare di sé.

E Mario non è un bambino cresciuto lì. C’è qualcosa che non mi torna nelle isole che conosco, dove i bambini del posto, ad aprile, si scaraventano giù per gli sgarrupi, si lanciano dagli scogli chiudendosi le narici con pollice ed indice, a bomba, nel mare, dove sanno per sangue che non si schianteranno sugli scogli e che tutto andrà bene e saranno eroi senza rischio.

Mario è figlio dell’isola e della Russia. Ha vissuto in Germania e si ricorda un nome improbabile. Il babbo è imbarcato e la mamma, oggi, “non lavora più”.

Mario tifa Inter e gira in bici con la maglietta di Milito. Pure suo fratello va in giro la maglietta dell’Inter e di Milito, ma ora tifa Napoli ed è convinto che Maradona ci giochi ancora, nel Napoli, e Mario da un mese – dice – che gli dice che no, Maradona non gioca più nel Napoli.

Merlino si è buttato in mare aperto, dalla canoa per tornare verso riva. Ho dovuto riprenderlo a nuoto, rovesciando la canoa e perdendo il remo.L’acqua gelida.

Un cane scemo così non l’avevo mai visto.

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