Aspettando la serie A.

Grillo si candida, Fini vale l’1,5%, domani si vota la sfiducia (o la fiducia), il mercato dell’auto crolla, nessuno del Governo va a Bologna e niente talk show (dice Scodinzolini), Vietti al CSM, tangenti per il terremoto, 24 mila famiglie non riescono a pagare il mutuo e andremo tutti in pensione più tardi. Insomma speriamo che la serie A ricominci presto che a leggere i giornali vien voglia di fare la Rivoluzione.

Vietti al CSM. All’attenzione degli eletti PD in parlamento.

Sarò breve.

Voglio sapere perché lo avete fatto. Abbiate almeno il coraggio di spiegarlo a noi e a tutti gli elettori, compresi quelli che per questa cosa hanno strappato la tessera.

Per onore di cronaca. L’assemblea dei parlamentari democratici ha votato una proposta passata con 4 no e 6 astenuti su oltre 300 votanti. I no sono stati di Ignazio Marino, Giovanni Bachelet, Paola Concia (non trovo il quarto). Tra gli astenuti, Roberto Della Seta, Luigi Lusi, Albertina Soliani, Felice Casson e Rosa Villecco Calipari.

PD. Riflessioni per l’elettore annoiato dal dibattito interno.

Ci sono due cose che mi rimproverano due cari amici in questi giorni. Una non ve la dico e l’altra è che per un po’ non ho fatto altro che parlare (su FB, si vede che sul blog ho un pò di ritegno) di organizzazione di Partito e di questa famosa crisi del PD Lazio che ha visto sfiduciare il segretario Mazzoli e poi tentare di eleggere un clone di Mazzoli (non perché Piero Latino sia un clone di Mazzoli, ma perché la sua candidatura nasceva dalla stessa dinamica). Ora Latino non ha raggiunto i numeri e qualcuno parla di commissariamento facendo i nomi di Fassino, Cuperlo per esempio.

(…che poi qualcuno deve spiegarmi:

1) che ne sanno di Lazio

2) chi se ne frega se si conoscono bene con i capo-bastone perché sono cresciuti insieme nella FGCI

3) abbiamo bisogno di uno con la valigetta che faccia il segretario con tanta umiltà, non di un conoscitore di equilibri di partito.

…..)

Molti elettori si innervosiscono quando si rendono conto che non siamo in grado di addivenire ad un accordo in modo rapido e poi metterci al lavoro. Eleggere un segretario e poi via, a risolvere Latina. E poi a fare la guerra al governo Polverini che sta attaccando le donne, malamente e pericolosamente. E poi, di nuovo, a pensare come ricostruire il PD nelle province. E, di nuovo ancora, pensare una città, Roma, che sta scivolando nell’angusto.

Voglio solo dire all’elettore che non basta avere un segretario per mettere in piedi una politica come tutti ci aspettiamo. Il chi e il come, sono fondamentali. La squadra è fondamentale. Finché questo partito sarà percepito di proprietà dei militanti anziani (che non significa vecchi), sarà spartito e devastato. Quando, invece, anche voi, elettori annoiati, comincerete ad appassionarvi anche all’organizzazione di questo strumento che deve essere al vostro servizio, noi saremo un partito migliore.

Le primarie servono a questo, a strappare uno strumento pubblico, da un uso privato e personale, tendenza normale, rivendicativa che chi fa, ha.

Spesso sento dire anche da me: è giusto che decida chi fa.

Ma:

1) non tutti hanno tempo da dedicare alla politica e la politica non è sempre accessibile a chi non fa il burocrate o non lavora nel pubblico impiego magari piazzato lì per pagarsi la mesata e continuare a fare politica a spese di tutti e non del partito.

2) non tutti abbiamo la stessa passione, lo stesso tempo, le stesse attitudini. Ma va bene così. Mettiamoci in testa che tutto è politica e quindi ognuno di noi partecipa alla società come può e nelle forme in cui può e per nessuna ragione al mondo può essere escluso o tagliato fuori dalle decisioni che riguardano il bene comune.

3) i partiti, il nostro per lo meno, sono strumenti che hanno a cuore il bene comune ed è giusto che si confrontino.

Insomma, caro elettore, dietro alla scelta di un segretario c’è la scelta di un sindaco a Latina. C’è la scelta se fare la guerra o no alla Polverini sui consultori. C’è la scelta se avere un segretario capace di parlare ai laziali, al tessuto sociale ed economico, e non ai capo bastone del partito che si spartiscono la torta. C’è persino, la scelta delle candidature nel 2013 o per lo meno il metodo con cui saranno fatte. C’è dietro un Lazio diverso: se più asili pubblici e se riconoscere le coppie di fatto e se ricostruire Roma daccapo o riproporre un modello fallito (non sia mai).

E siccome tu, elettore, hai a cuore tutte queste cose, secondo me, devi darci una mano anche a sciogliere questi nodi e non devi annoiarti.

Molti vorrebbero che tu te ne fregassi di queste cose.  Io vorrei e ti chiedo di non darci tregua su questo.