2/06/2011. Ovvero il pessimismo della Ragione.

Questa notte a Casa Fornario (un posto che esiste, ma anche no, comunque un bel posto e voi chiedete se siete curiosi io vi rispondo), abbiamo fatto un gioco.

Erano le due di notte, il tasso alcolico sotto i livelli di guardia, ma non di un eventuale controllo stradale e così abbiamo preso una busta e ci abbiamo messo dentro il nome di colui il quale sarà premier, secondo noi, il 2 giugno 2011. Una data simbolica, la prossima festa della repubblica, perché ad un certo punto ci siamo persino chiesti se non festeggeremo piuttosto la festa dell’impero.

La discussione era nata da un dibattito tra chi sostiene di sapere cosa pensa la gente sull’autobus e chi invece sostiene che la gente sull’autobus sa esattamente cosa fare (spero sia chiaro il concetto).

Chi pensa che lo strappo Fini-Berlusconi si sia alimentato di laicità e immigrazione (ovviamente la sottoscritta idealista), ma si consumerà sui temi della legalità e dell’unità nazionale (Alessandro Gilioli, mica uno qualunque) sfidando Berlusconi sui suoi punti di forza: la Lega al nord, la Mafia al sud.

Chi pensa che il PD si spaccherà e parte andrà con un’alleanza Fini, Rutelli, Casini e parte andrà con SeL e IDV.

Sì, Bersani, ha delle responsabilità enormi, epocali in questo momento…rischia, spaccando il PD di determinare altri 15 anni di governucoli inutili. Dobbiamo avere coraggio, essere più istintivi. Sorrida, fissi la telecamera e dica chi siamo. I compagni di viaggio verranno poi. Magari perdiamo qualche piccolo pezzo ancora, ma conserviamo l’esistenza del partito di massa. Altrimenti la vedo male, qualcuno ieri sera vedeva pure la montagna e ho detto tutto.

Allora Francesca (nel senso di Fornario) ha preso una busta e dentro ognuno di noi ha scritto il nome di chi sarà premier il 2 giugno 2011.

E poi c’era pure Andrea Satta che ci guardava con ironia diabolica.

Ha vinto Berlusconi.

Sì, cari. Proprio nel luogo di elaborazione politica, il luogo più incauto della penisola dove ci si incontra di notte da Rifondazione al PD, dal Popolo Viola alle Fabbriche, ha vinto B. Secondo, Vendola. Nessun nome del PD (tranne 1 voto per Ignazio Marino, non mio) è stato nominato. Vi ricordo che il gioco (macabro, lo so) non era chi vorresti fosse il premier. Era chi pensi che sarà, il premier.

Io sono sta sgridata per avere espresso 3 preferenze: una pessimista (Berlusconi), una di compromesso (Tremonti) e una di speranza (Vendola, sì lo ammetto, così partecipo anche io al totopremier del CSX).

E’ dura, sì. E penso che proprio il PD, adesso, debba prendere per mano il Paese, dire qual’è la direzione, aggregare intorno a se compagni di viaggio (i cittadini prima dei Casini) e poi, anche, se necessario dire: ok, facciamolo questo governo di transizione e di responsabilità, dando l’agenda: legge elettorale ed altre emergenze. E poi si vada a votare in primavera, scardinando la pericolosa alleanza Fini-Casini-Rutelli. E’ così facile sputtanarla. Ma come la destra di Fini non era quella laica? Come, non voleva svincolarsi dall’illegalità al sud (ricordategli Cuffaro!!!!).

Ce la possiamo fare, ma dobbiamo cominciare adesso. Bersani vada in vacanza con Vendola ed inviti Di Pietro a cucinare due salsicce. Questo sì è un caminetto che vedrei volentieri e mi farebbe dormire sonni tranquilli. Sognerei, almeno.

L’uso estivo dell’onnipotenza amministrativa.

A Padova parte un piano abitativo per le giovani coppie. Bellissimo. E si vuole evitare che due sconosciuti formino una coppie per usufruire dei vantaggi (fiscali o di affitto). Giustissimo. A quanto pare nella graduatoria (stiamo parlando di dieci case, eh) possono entrare coppie sposate o conviventi. E qui sta il problema. Come viene calcolata la convivenza? Cioé se riesco a calcolare la convivenza di una coppia etero riesco a calcolare anche quella della coppia omo, no? Il sindaco afferma di voler aiutare solo le coppie che hanno un progetto di vita…bene…allora mettiamo in graduatoria le coppie in difficoltà che hanno un bambino, perché se non ce l’hanno come sappiamo che lo faranno? Abbiamo verificato che queste coppie non siano sterili? Abbiamo verificato che desiderino avere un figlio o lo diamo per scontato? Perché dobbiamo sempre scadere nella discriminazione quando sarebbe normale e comprensibile dire che è una graduatoria fondata sul reddito, sulla prole e magari sull’età anagrafica. Visto che esistono le famiglie arcobaleno, magari qualcuno di loro avrebbe potuto partecipare alla graduatoria.

A Bergamo, fossi nel primo cittadino, inventerei un piano di alloggi alternativo, magari in mezzo alla Pianura Padana, per quelli che si lamentano del calcio balilla, tra l’altro a Bergamo autentica tradizione e, in generale, modo sano con cui passare la serata invece che schiantandosi sull’A4 tra Bergamo e Brescia magari bevuti. Fossi il sindaco, anzi, organizzerei tornei mondiali, ne metterei uno in ogni scuola. Un gioco sano, che fa socializzare, diverte, sfoga e alimenta anche l’economia locale. Mi sa che la Lega, si è imborghesita o lo è sempre stata e cominciamo ad accorgercene.