Ricominciare (anche) da Palermo.

Potevo esimermi?

[Ribadendo che Latina è un avamposto dove perdere al meglio e dare un futuro ad una generazione e che Torino è una città che non deve tornare indietro (e Fassino sarebbe un salto nel passato, nessuno me lo toglie dalla testa e rischia persino di perdere). A Bologna secondo me se la sanno cavare…la batosta l’hanno già presa, vedrete che andrà tutto bene, malgrado gli scombussolamenti.]

Palermo è il sangue, la forma brusca del mio carattere, l’isola che c’è così lontana e così vicina, così generosa, ma nello stesso tempo permalosa, orgogliosa e impenetrabile. A voi sembra che i siciliani parlino troppo perché fanno casino. In realtà non vi consentono di capirci nulla ed io gli somiglio anche quando non voglio. Montagna nel mare circondata da avamposti vulcanici, come un campo minato, barbe rosse di antica tradizione sovrapposti a nasi camusi. Portamenti nobili e stigghiole cotte sotto i ponti vicino all’università, mani che passano dai bisturi e dalle cartelle notarili alla terra, dita infilate così, sui cigli che sgarrupano nel mare e danno vita ad un olio che quello toscano scompare.

Rifletto sul fatto che da Palermo cominciò tutto e tutto si rattrappì. La primavera palermitana, quando la mafia ancora ammazzava e non uccideva il Paese con i mezzi di oggi. Leoluca Orlando. Prima di Napoli. Prima di Bassolino.

Io questa città l’ho vista cambiare. Ogni estate ed ogni Santo Natale ed ogni santissima Pasqua. Ho visto gli autobus cominciare ad arrivare e le strade aggiustarsi e i teatri riaprirsi e i percorsi della cultura rifarsi percorribili dalla Zisa alla Vucciria.

Mi dice qualcuno che fu parte di quella primavera – quando i lenzuoli bianchi sgocciolavano la pioggia sulla testa dei soldati in missione e la mafia sembrava stretta in un angolo, destinata a rimpicciolire come i vecchi di famiglia che ho trovato perché l’età schiaccia le vertebre e diminuisce le ossa – che Orlando non ha cresciuto nessuno attorno a sé, malattia tutta italiana del mancato ricambio (colpevoli su questo a Roma anche Rutelli e poi Veltroni). Chiamparino è bravo anche per questo. Il ricambio di gente cresciuta amministrando, a Torino, c’è, peccato che lui non possa dirlo perché Fassino sennò si offende (se tra 30 anni dovesse capitarmi con qualche amico coetaneo, sparatemi – politicamente  -addosso anche a me).

Si vota anche a Palermo in un clima avvelenato in cui ti dicono che del PD non resta nulla, solo il clientelismo di chi appoggia Lombardo – la poesia, dice mio cugino, è morta – resta solo quello e Mila Spicola.

La Finocchiaro…sono incazzati. Tutti si aspettavano che restasse a costruire il futuro. Se tutti vogliono andare in Parlamento, qui chi resta? Eh. Chi resta?

“Ah -dico – la conoscete?” IO adoro Mila Spicola, la prof che parlò a piazza del Popolo e mi fece quasi piangere.

“Sì.”

Mi nominano anche Antonella Monastra e la vorrebbero candidata a sindaco, aggiungono che loro il PD non lo votano più e Palermo è tappezzata di  manifesti dell’Italia dei Valori che dice: no ad un’alleanza con il PD che appoggia Lombardo. Ho idea che al sud, in Sicilia, i pochi voti che avevamo non li abbiamo più. Ci rimarranno i pacchetti di preferenze clientelari (denunciatemi, lo dico, vaffanculo!) fatti non si sa come (anzi Saviano ce lo ha raccontato benissimo) che da Palermo a Latina e anche oltre ci ammazzano. Poche persone con tanto consenso e un partito che muore, senza emozione, senza poesia, senza politica.

Fossi Bersani farei come si faceva un tempo…prenderei un pò di giovani e li manderei al sud a ricostruire il partito a dare una mano alla parte buona che qui c’è, anche nel PD…ma sono deboli, con poco consenso (perché vi sfido a farvelo i consenso necessario). Perché in realtà la società civile (bleah, ma tant’é) che vuole impegnarsi, ma non trova orecchie e braccia nei partiti, si riunisce lo stesso, si associa, si offre comunque volontaria nella guerra. Da Addio Pizzo ad Emergency ogni tra migranti ricoverati e mediatori culturali e giovani imprenditori tutto ho sentito tranne che voglia di arrendersi.

Si faranno le primarie a Palermo?