Dinamica della leadership.

Lettura interessante, anche se il paragone politico con le dinamiche aziendali non lo condivido.

Se per egocentrici si intendono gli accentratori sono d’accordo. Sul carisma non concordo: serve  lo hanno anche e, spesso, coloro i quali possono sembrare più riflessivi e posati (ho avuto un capo così e conosco una persona così).

La frase più bella è quella finale.

L’incertezza e le idee costruttive. In un contesto economico caratterizzato dall’incertezza, da cambiamenti repentini e dall’imprevedibile, dicono gli autori, è divenuto sempre più complesso per i leader conseguire un successo facendo “calare dall’alto” la loro visione agli impiegati. Così, proprio ora, i leader aziendali non si possono più permettere di sentire come “minacciose” le proposte di quei collaboratori più intraprendenti e partecipativi. Perché, anche loro, dipenderanno, è auspicabile, sempre più da quegli impiegati che vorranno partecipare ai processi decisionali con l’apporto di idee costruttive.

Il punto (morto) su Latina e perché alle primarie, per come stanno le cose, voteremmo De Marchis.

Oggi a Latina il Pd ha chiuso il congresso spaccato in due pezzi. Gli stessi due pezzi, inamovibili, che a gennaio si sfideranno alle primarie per chi dovrà fare il sindaco di Latina.

Ho taciuto fino ad ora perché ero molto curiosa di vedere cosa usciva fuori da questo congresso.

Facciamo il punto.

Il PD a Latina nell’ultima tornata elettorale ha preso il 18,4%: circa 10 mila voti. Hanno votato circa 66mila persone su 100mila aventi diritto. In realtà il PD prende il 10% degli aventi diritto. Uno dei risultati peggiori d’Italia di cui però tutti quanti dobbiamo farci carico perché è nelle province che perdiamo le regioni ed è al sud che perdiamo il Paese.

Dicono (i cittadini e non solo) che il PD non riesce a nascere perché i due pezzi non si amalgamano: si sono scontrati al congresso e ora si scontreranno per fare il sindaco.

Vediamo i candidati:

Claudio Moscardelli (ex DC). Già candidato sindaco nel 2002, quindi consigliere comunale, poi in provincia, poi nel listino delle regionali (quella lista dove passi se si vince anche senza preferenze) ed infine eletto alle regionali nel 2010 con 16.000 preferenze. La domanda che gli vorrei fare (ma è mal costume di molti non solo suo, vedere Finocchiaro in Sicilia) è perché non è rimasto a costruire un’alternativa per la sua città. Cioé se tutte le candidature sono trampolini per altre…chi costruisce il futuro del cuore del Paese, cioé nei comuni, soprattutto quelli del sud?

Giorgio De Marchis (ex DS) consigliere comunale. Sulla carta il percorso più coerente per candidarsi a sindaco, ma la cui candidatura appare come una contrapposizione tutta interna al Partito Democratico.

La gente dice: eh…sono anni che si fanno la guerra quelle due parti.

Per questo ci sarebbe piaciuto un passo indietro da parte di entrambi e una candidatura ampia, non incancrenita e macchiata da una lotta interna. Noi avremmo voluto il presidente di Libera Lazio, Antonio Turri, candidato sindaco di tutto il centro sinistra. IDV e Sel (a livello regionale) sarebbero stati d’accordo. Sognavamo che tutto il centro sinistra e tanto Paese potesse ripartire in modo simbolico da Latina. Sognavamo di non abbandonare Latina ad un destino localistico di scontro di preferenze personali. Sognavamo di poter liberare il sud a partire da Latina. Prendiamo atto che Bersani non ci ha dato una mano anche dopo una lettera accorata pubblicata sull’Unità e firmata da decine di dirigenti del PD Lazio. E’ strano…a cosa servono gli strumenti democratici che ci diamo? Cosa me ne faccio di essere dirigente di questo partito se non posso chiedere con altre decine di persone un aiuto al mio segretario? Mi sento pertanto sollevata dalle responsabilità di parlare secondo convenienza e continuo pertanto a dire le cose esattamente come stanno…almeno gli elettori sanno.

IDV e Sel (che pure hanno aderito alle primarie di coalizione) dicono che è una lotta tutta interna al PD e quindi non sembrano avere intenzione di schierarsi nemmeno per la candidatura che sulla carta sembra essere più coerente. Ancora non è chiaro se proporranno un candidato che, ve lo dico subito, non potrà che indebolire la candidatura di De Marchis a favore di quella di Moscardelli. Questo lo dobbiamo sapere tutti.

Io penso, umilmente, che Moscardelli dovrebbe finire il mandato che gli hanno dato 16mila elettori per fare il consigliere regionale, ma soprattutto non ha senso ricandidarsi per la seconda volta a sindaco. Se fossi un segretario di Partito qualche paletto sulla coerenza del mandati lo metterei e non solo sul numero di mandati.

Dico che Giorgio De Marchis deve smarcarsi dall’essere il candidato di una parte del PD. Ho visto intorno a lui, in alcuni giovani, una possibilità di rivalsa (preparazione, entusiasmo e competenza) che può cominciare a nascere a Latina. Ma quella parte deve liberarsi del fardello dei capobastone storici (tipo il limite dei 3 mandati in parlamento vale per tutti, anche per i compagni di mozione).

Ammetto che in questi giorni di silenzio su Latina (da parte nostra mentre avveniva il congresso) ho molto sofferto. Ho sofferto perché per come stanno le cose non sono ottimista affatto. Vedo un Moscardelli più forte per preferenze personali (se vota solo l’elettorato PD), ma perdente contro la destra. Vedo un De Marchis che non riesce a smarcarsi del tutto, a liberarsi, ad andare via da solo. Io dico che Giorgio deve fare tabula rasa, infilarsi nella città, dimenticarsi di essere del PD e ritrovare il senso di essere consigliere comunale di tutti. Dico che i cittadini di Latina che leggono questa nota devono andare loro da De Marchis (perché la città non è della politica, ma è anche vostra) e costringerlo a costruire il futuro a Latina. Dico che dovete far girare questa nota almeno come spunto di riflessione. Dico che è ora che l’astensione o l’incazzatura si trasformi in energia costruttiva. Dico che IDV e SeL devono chiedere a Giorgio un programma di squadra e lo devono appoggiare.

Oggi, se fossi residente a Latina, voterei De Marchis turandomi il naso. LO confesso. Perché non ci sono alternative e non considero etica nei confronti degli elettori la candidatura di Moscardelli. Mi piacerebbe che da questa nota partisse una discussione…di solito ho le idee molto più chiare, ma non si può fingerle di averle quando non lo sono. O meglio: la nostra idea chiara non è stata ascoltata. E in ogni caso in politica si deve prendere posizione ed è giusto spiegare con quale spirito lo si fa.

Qui trovate gli interventi precedenti che abbiamo fatto.

https://wordwrite.wordpress.com/2010/10/08/aaa-cercasi-sindaco-a-latina-per-vincere/

https://wordwrite.wordpress.com/2010/10/25/cosa-sta-accadendo-a-latina-e-qualche-domanda-alle-donne-ai-giovani-e-ai-laici-del-pd/

https://wordwrite.wordpress.com/2010/11/29/le-primarie-il-pd-ovvero-ancora-su-latina-e-torino-e-se-volete-anche-milano/

Un paio di piccole risposte ad alcune domande che in questi mesi mi/ci sono state poste.

1) ci siamo occupati di Latina perché alcuni di noi fanno parte dell’assemblea del PD Lazio e per me Lazio vuol dire Lazio…anzi…chiediamo scusa a Viterbo, Rieti e Frosinone per non avere il tempo di sapere e conoscere in modo più approfondito cosa accade e vorremmo che tutti noi ricominciassimo a prendere sul serio le cariche che ricopriamo. Voglio ringraziare la generosità dei dirigenti regionali e non del PD ed anche di altri partiti e vorrei citare Marianna Bertolazzi, Ernesto Ruffini, Raffaele Viglianti, Fabio Luciani – e molti altri del PD che, pur essendo di Roma, hanno partecipato ad un ragionamento che non aveva solo dimensione cittadina, neanche regionale, ma nazionale – Adele Conte (IDV) e Luca Sappino (SeL) questi ultimi candidati alle regionali del Lazio del 2010.

2) non sono di Latina. Sono di Roma e così molti di noi. Vado spesso a Latina e provincia per lavoro e sono cresciuta (in parte) ad Anzio.