Cosa c’è nella testa del PD?

Questa mattina ho partecipato al funerale di un ragazzo di 39 all’estrema periferia di Roma. Di un amico, padre di 3 figli. La Chiesa era gremita perché a 39 anni hai ancora tutta la vita intorno. Il passato, il presente e persino il futuro sono ancora tutti lì, intorno. Il prete, con linguaggio semplice, ha spiegato che un funerale di domenica è proprio un’eccezione alla liturgia e che comunque le letture sono quelle della domenica prima di Natale. Come si spiega a più di 300 persone il senso di una morte come questa? Il prete ha ripreso la scelta di Giuseppe di non ripudiare Maria alla scoperta della sua gravidanza. Tutti i progetti che lui si era fatto sembravano essere crollati davanti a questo “cambio” di verso…ma dietro ogni cosa c’è un disegno divino.

Io non ho fede, quindi caro Fabrizio io non lo so dove sei adesso. Però lo capisco perché la gente ha fede. Perché si ha bisogno di averla.

Si ha bisogno di averla in tutte le cose, di fidarsi, di appoggiarsi.

In questi giorni la base del PD (vi prego evitate le battute amare…per me la vita del Paese è importante e quindi le vicende politiche permeano i miei pensieri, anche tornando da un funerale) è in piena rivolta per le sparate di Bersani sul Terzo Polo.

Tornando a casa, lungo la Casilina ho provato a chiedermi cosa ci sia che ci sfugge a noi, della base. E ho provato a ragionare in modo cinico, come se fossi nella testa di chi sta dirigendo il Partito:

1)      se si dovesse andare a votare senza modificare la legge elettorale le possibili alleanze sono:

  1. PDL + Lega
  2. FLI + API + MPA + UDC
  3. SeL + IDV + PD + Radicali
  4. Rif. Comunista (che secondo me va da sola e resta fuori)

Oppure:

  1. FLI + API + MPA + UDC + PD
  2. SeL + IDV (sempre che Di Pietro e Vendola trovino, senza PD un accordo)
  3. Rif. Comunista
  4. PDL + Lega
  5. I Radicali non saprei dove metterli in questa situazione

2)      Nel primo caso, per la coalizione c,  ci sarebbero le primarie di coalizione. Due scenari per le primarie:

  1. Candidati: Bersani e Vendola. Vince Vendola. E’ sicuro. E il PD si spacca. Metà resta con Vendola e metà si “offende” e va nel terzo polo.
  2. Se il PD vuole sopravvivere e capisce che Bersani non può rappresentare quel tipo di centro sinistra, modifica il proprio statuto e concede ad altri del PD di candidarsi e che salverebbero il PD (raccoglierebbero i voti che dal PD andrebbero a Vendola…almeno in parte e sarebbe la prova che il PD è forte, non ha il leader maximo, è come diciamo sempre: plurale): Zingaretti, Chiamparino, Renzi (per esempio).

Candidato premier di PDL e Lega: Berlusconi o Formigoni

Candidato premier di Rifondazione: Ferrero.

Candidato premier di FLI + API + MPA + UDC: Casini.

In questo caso, con questo scenario, secondo me, vince il candidato di SeL + IDV + PD + Radicali che nel caso del punto b potrebbe NON essere Vendola. Programma di riforme (fiscale, federale), sistemiamo la Giustizia, le infrastrutture pubbliche, rilanciamo il welfare e l’innovazione fondata su green economy per la prima parte della legislatura. Per la seconda metà litighiamo sul Lavoro, l’unica cosa che vedo ostica.

3)      Nel secondo scenario. Il PD muore. Metà va con Vendola. Metà con il terzo Polo. Forse una parte con l’IDV. Due soggetti deboli in contrapposizione con Berlusconi, Berlusconi vince. Un’intera generazione di politici si auto rottama. Dimissioni collettive e regime berlusconiano fino alla sua morte. Secondo me gli elettori moderati di Berlusconi non si spostano sul Terzo Polo. I nostri dirigenti credono invece di poter vincere e di poter governare meglio in questa situazione. Rilancio delle liberalizzazioni, un governo confindustriale senza controllo del welfare, privatizzazione dell’acqua (tanto a cuore all’UDC anche in Puglia e che D’Alema non ha nascosto di appoggiare NON per vincere, ma proprio per fare quelle robe lì). Dubito che dietro ci sia la mossa di candidare Montezemolo. O meglio: se fossi Montezemolo mi guarderei bene di scendere in campo con questa armata brancaleone. Persino Berlusconi si è costruito una classe dirigente mista: dalle professioni e poco, pochissimo, dai partiti.

Il tema è proprio questo. Che il PD è destinato ad essere in pericolo in tutti e due i casi a meno che non si modifichi lo statuto e Bersani faccia un atto di generosità, aprendo alle nuove generazioni o ai saperi “amministrativi” che ancora oggi rappresentano un PD vincente (appunto Chiamparino, Zingaretti, Renzi) e questo va fatto modificando lo statuto del PD.

La candidatura di Fassino a Torino definita un atto di generosità mi preoccupa molto. Va esattamente nella direzione di una compagine terzo polista. Mi auguro seriamente che uno dei giovani cresciuti intorno all’amministrazione Chiamparino si batta contro Fassino e vinca. Ne va persino degli equilibri nazionali e della fretta che abbiamo di sistemare l’Italia. Badate bene:  Chiamparino è obbligato ad appoggiare Fassino, ma poi oggi si mette a parlare di biotestamente ed unioni civili per far capire a tutti che la pasta è diversa.

Dei partiti non ci importa molto. La nostra azione politica la potremo fare comunque, anche altrove. Eppure questo Partito aveva una bella vocazione che il suo segretario e la dirigenza ristretta stanno sacrificando, ignari delle conseguenze di questa loro cecità. Non vedono e non sentono. Dire che Vendola, dopo 16 anni di berlusconismo, pensa a se stesso è una tale sciatteria politica da far pensare che ci sono cose che loro sanno e noi non sappiamo.

Cambiamo lo statuto. Regaliamo la scelta agli elettori, fermiamo questa deriva a destra, salviamo quel modo di essere di sinistra che stiamo ricostruendo con fatica: una sinistra che non sia statalismo, che non sia burocrazia, che non sia odio per gli imprenditori, che sia innovazione, europeismo, parità di genere, rilancio dell’innovazione sulle gambe di giovani e donne. E’ un Paese morto se lasciato in mano ai tatticismi. Siete pazzi. Oppure siete in malafede.

Qui l’intervista a Chiamparino: ditemi se non lo vorreste premier:

http://www.rassegnastampa.comune.roma.it/View.aspx?ID=2010121917455752-1 (al netto di Fassino…ma nessuno è perfetto)

 

We Want Sex.

Andatelo a vedere se non sapete cosa sia un sindacato di una grande casa automobilistica.

Se non sapete cosa sia una grande casa automobilistica e soprattutto che cos’era prima dell’avvento della “social responsability”.

Se volete sapere la differenza tra diritti e privilegi.

Se volete ridere.

Se volete sapere cos’è la solidarietà tra discriminati al di là delle classi sociali.

Se volete sapere che cos’è un apparato (partito o sindacato) in generale e consolarvi quando vi dicono “sei una mina vagante” e sapere di avere ragione.

Di certo oggi, con la meccanizzazione quasi totale, sarebbe impossibile pensare di bloccare un’intero paese con lo sciopero di 187 persone (troverebbero la fila fuori a sostituirle). Erano altri tempi e spesso altre cause. Ma se continuiamo così, le cause giuste torneranno a dover essere combattute. Ma ancora non abbiamo capito di chi è la colpa. Soprattutto a sinistra.