Oliviero Toscani è uno stronzo.


Leggo il corriere di oggi.

E’ morta Isabelle Caro, 28 anni. Malata di anoressia.

Malata, caro Oliviero. L’anoressia è una malattia, non è una dieta.

Dire come dici tu che “…la sua anoressia era un’arma per essere famosa…” liquidando la ragazza come una delle tante selezionate dalla tua agenzia, significa, forse, voler diventare famoso dicendo stronzate. Non so se capisci il gioco di parole.

L’anoressia è una malattia gravissima che è fortemente legata all’ansia di prestazione e soddisfazione e perfezione. E certo…è legata all’aspetto fisico, ma in una maniera rovesciata. Insomma, se fotografi un’anoressica per fare una campagna contro l’anoressia, certe cose devi saperle. Devi sapere anche che forse anche la smania di essere famosi per forza è una conseguenza della malattia e non una causa.

Adesso è morta. Neanche adesso possiamo riconoscere che era malata? O morire a 28 anni di “non mangiare” ti consacra tra i giovani e belli, quelli che gli dei, si sa….si portano via prima? I malati di anoressia non guariscono quando riconoscono di essere malati. Credimi.

Sei davvero convinto che la colpa sia della stampa femminile? Accanto alla tua intervista c’è la sua storia. Una storia di qualcuno che scappava dalla famiglia e voleva un figlio. E’ una malattia del nostro tempo e dei nostri luoghi, non perché c’è la moda. Ma perché esistono delle dinamiche familiari nuove e diverse. Prima non c’erano aspettative sui figli. Se non di vita. Ora ce ne sono altre. Spesso massacranti.

Non ci sono foto su questo post. Per rispetto.

8 pensieri riguardo “Oliviero Toscani è uno stronzo.

  1. Facile dire che non è colpa della Moda, allora ci spiegassero perché le modelle da tonde e formose sono diventate anoressiche.
    Chissà chi è che le guida? Che dice :”o sei alta TOT, magra TOT, oppure non sfili”

    Sono loro.

    Poi si, ci sono le colpe della comunicazione mondiale che ha fiutato e sfruttato il guadagno con il dimagrimento, ecco un’altra colpa.

    A monte c’è la famiglia, spesso sorda ai bisogni dei figli e delle figlie, spesso mal istruita da una società sessista, dove la donna o è bella o non vale.

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  2. E’ facile prendersela con chi in questi casi utilizza il fenomeno perverso (nello specifico l’anoressia) per denunciarne senza troppi moralismi la mostruosità. Toscani (personaggio di cui non mi sono mai interessato) non può catalizzare le responsabilità di un mondo, quello della moda, che detta tendenze estreme per fuoriuscire dal concetto di “noia” di cui certi circoli di selezionatissimi personaggi si ergono a decodificatori sentendosi, nella propria smania di onnipotenza, rappresentanti delle istanze della gente. Se fuoriuscissimo dalla cultura dello stereotipo di plastica, imposto e mai proposto, scopriremmo che una creatura che pesi 30 Kg. va curata e non incoraggiata….o tutt’al più inquadrata come modello abominevole di una società in crisi (e qui il genio Toscani)…Prendiamocela con chi condiziona i costumi non chi li denuncia…anche se a modo proprio..

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    1. @Luca….non sono così d’accordo sai sulle teorie di Toscani sui gay stilisti che poiché gli piacciono i maschi devastano la figura della donna.

      E’ falso: le icone gay sono tutte donne belle in carne e fighe.

      Indagherei, piuttosto alla fonte. Cioé alla bramosia di successo dell’essere umano, a ciò che ci spinge..a quella relazione filiale….magari insoddisfatta che ci getta nella ricerca disperata di “riuscire”.

      Semplicemente la nostra epoca ha canoni diversi di come “si riesce”….ma se “riuscire” fosse essere grassi moriremmo tutti di colesterolo?

      Inoltre il cibo è ormai individuato come qualcosa di immensamente legato al benessere psicologico. Cucinarsi, mangiare…avere appetito…sono fattori legati allo “stare bene”….così come esagerare nell’altro senso individua sempre un malessere.

      Mi spiace…ma condanno Toscani. Non parlerebbe mai di una persona sulla sedia rotelle come una cretina che non vuole camminare. E’ lo stesso. E’ una maledetta malattia. Non si guarisce con la volontà. Non solo.

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  3. Ieri guardando le foto di questa modella anoressica mi sono venute le lacrime agli occhi.. Perchè è morta una persona prima di una modella..

    Che cosa si fa per raggiungere la felicità? A volte si fanno cose che ledono la nostra anima e quando ci guardiamo allo specchio non riusciamo a guardare in faccia la realtà…

    Viviamo in un modo dove se non sei perfetta, non vali nulla, dove se sei un pochino cicciotella ti senti un pò complessata….

    E allora si ingurgitano pillole, si cancella l’immagine che danno al mondo, per uno stupido ideale di magrezza e poi alla fine quando ci si rende conto che sono a un passo dal baratro, quasi quasi non c’è nulla da fare..

    E allora ragazzi e ragazze mangiate, vivete la vita nelle sue sfumature, non abbassatevi a rovinare la vostra salute….perchè quando vi chiedono di dimagrire per sfilare, siete voi a far sacrifici e non loro… La vostra vita vale prima di tutto!

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  4. Cara Cristiana, concordo in pieno con te e con quanto hai scritto. Parola per parola. Mi spiace solo che la stampa dia retta ancora a un buffone come OT e che venga chiamato come l’unico autorizzato a parlare di Isabelle Caro. Ho scritto anch’io sull’argomento, mossa dal tuo stesso sentimento.
    A presto, Alessandra*

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  5. TOSCANI…l’aggettivo da usare è peggiore,cara Cristiana.MA FORSE BASTA A DEFINIRLO IGNORANTE! e di questa ignoranza “opinionista” stanno massacrando questo Paese! I più di tali dentori del comune senso del sapere sono VAMPIRI DA FENOMENOLOGIA…FUORI DA OGNI CONTESTO ESPERENZIALE SE NON QUELLO DELL’OPPORTUNSMO.FECCIA CULTURALE!

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  6. Mi sono indignato anche io di fronte alle dichiarazionipiù e meno recenti del signor Toscani. Anche io mi sono posto il problema di non illustrare un post dedicato all’argomento e ho concluso che non avrei utilizzato un’immagine di Isabelle Caro presa dalla fin troppo nota campagna. Ho scelto di utilizzare un’immagine che ne restituisse quanto più possibile la normalità tra quelle cui potevo avere accesso. Un’immagine normale che getta comunque un velo di inquietudine che vorrebbe-dovrebbe spingerci a interrogarci con meno superficialità sull’accaduto. Per chi fosse interessato questo è il link alle mie riflessioni.

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