Ho appena chiesto l’espulsione di Adinolfi dal PD.


Alicata, PD: “Chiedo al segretario del PD Roma, Marco Miccoli, l’ espulsione dal Partito di Mario Adinolfi – dice Cristiana Alicata, lesbica e compagna di partito di Mario Adinolfi – frasi come quelle apparse sul suo profilo di FB “Ho anche dialogato amichevolmente con i servetti gay su maculati, leopardati e affini” sono lesive dello statuto del Partito, se fossero state dette su migranti o ebrei o donne Adinolfi sarebbe già fuori. Il mio partito dia un segnale forte e di impegno nella lotta contro l’omofobia, proprio alle soglie della giornata della memoria e provveda all’espulsione di Adinolfi. Non si tratta di come pensare al riconoscimento delle coppie di fatto e in che tempi, cose che sono da mesi in discussione democratica nel partito. Si tratta di vere e proprie offese omofobe fatte da una persona in vista, iscritta al partito e che può fomentare odio e discriminazione. Non bastano le scuse.”

57 pensieri riguardo “Ho appena chiesto l’espulsione di Adinolfi dal PD.

  1. ma figurati, perchè dovrebbero esplellerlo? cosa ha detto di male?

    @Isabella, più che continuare precisa, il tipo, che frocetto lui la considera proprio una invettiva. Il punto è che non è certo l’unico nel PD

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  2. no no, continua proprio. Si è scatenato l’inferno su internet e lui invece che scusarsi che fa? Posta la notizia sul suo blog usando lo stesso termine. Errare sarà pure umano ma qui si esagera.
    E chi se ne frega di come considera lui il termine….è adulto…e di certo non vive isolato dal mondo….si prendesse le responsabilità di quello che scrive.

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  3. ma chi se lo incula adinolfi su… così gli date solo visibilità.
    è un poveraccio costretto ad elemosinare presenze nella peggiore tv di barbara d’urso per pubblicizzare il suo ultimo giornale The Week che manco è uscito e già sta coi buffi e forse deve chiudere.
    Daje, sta un pò tesuccio il ragazzetto…

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    1. si ho capito, ma adinolfi nel PD non conta na mazza.
      un conto è se na cosa del genere l’avesse detta, che ne so, il segretario del circolo di non so cosa o il coordinatore del pd di un capoluogo di provincia, un conto è che la dice uno che ha la tessera PD ma non conta una mazza dentro al partito ed ogni volta che si è misurato con le urne ha raccolto si e no lo 0 virgola…

      io dico che così gli date solo altra visibilità alimentando il suo ego ipertrofico..lasciatelo alle scommesse di calcio, alle giocate di poker e alle sue vicende familiari di dominio pubblico, vedrete che nel giro de na settimana torna nell’oblio delle televisioni della d’urso…

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      1. Francesco tu avresti ragione se non fosse che è su repubblica.it e chi non è un acuto osservatore legge Adinolfi, PD e dice: allora voto SeL. La mediaticità è importante. Fa perdere e guadagnare voti. E sinceramente visto che, appunto, non conta nulla….meglio che stia nell’Api a non contare nulla. Binetti docet.

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    1. Mi auguro per Adinolfi che lasci il partito spontaneamente. Se un partito (o un esponente di scarsa popolarità) si attacca a queste cose, meglio lasciare subito. Ne guadagna solo chi abbandona!

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  4. Non deve importare nulla della sua posizione all’interno del PD: infatti essa è conosciuta da chi segue le vicende del partito, da chi si informa successivamente su quale sia il suo ruolo, mentre per chi si limita a guardare la televisione, a leggere i giornali, per chi capta solo di sfuggita tali notizie – e quindi parliamo della maggioranza del corpo elettorale – se egli è indicato come un rappresentante del PD, è su quest’ultimo che si ripercuote tutto quello che dice, poiché il suo nome viene associato ad esso. Sebbene non abbia alcuna carica, è un personaggio in vista ed inoltre è pur sempre un frammento del partito stesso e tanto basta per voler che sia allontanato: se la base è marcia, come si può pretendere che la struttura regga? Non è coerente richiedere alla direzione di abbracciare certi temi e poi permettere che gli stessi temi siano vilipesi da chi non è al vertice.
    In Italia abbiamo fin troppi politici che non si assumono la responsabilità di quello che dicono, non ne serve uno in più.

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  5. Ma de che state a parlà? Ma non avete perso già troppo tempo? Siamo il paese su cui passano tutti sopra, ci facciamo prendere per culo dalle piu alte istituzioni, sentiamo insulti di tutti i tipi! Poi una battuta detta tra le righe di un commento su facebook crea tutto sto casino? Voi non state bene!

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      1. Non voto PD e non voterò mai PD, ma difendo Mario. Il berlusconismo (come lo chiamano in tv e tutti ripetono) è anche essere ipocriti e perdere tempo a discutere di stronzate. Distraendo da altre questioni. Queste sono stronzate, e il PD si occupa di stronzate. Forse per questo auguro a Mario di lasciare il PD, se non vuole affondare con tutta la barca.

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  6. Concordo con Guglietti.
    Personalmente, sono molto più offeso che qualcuno abbia delegato una persona instabile e incoerente come Imma Battaglia e un paravento per saune come l’Arcigay a parlare a mio nome, di qualunque cosa possa dire quel ciccione sfigato di Adinolfi. La Battaglia o l’Arcigay danneggiano direttamente la mia condizione sociale con le loro prese di posizione sbagliate e i loro mercimonii, mentre Adinolfi non potrebbe danneggiarmi neanche se lo volesse.

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  7. vorrei conoscere la mia “recidiva” cristia’…quante cazzate…comunque, ar grande Processo Democratico der grande Partito Democratico per la mia espulsione ce vado co’ la cassetta di Zoro che a Raitre usa la parola “frocio” per Signorini

    ma per Zoro a Raitre la Alicata non fa dichiarazioni sdegnate, manda il comunicato all’Ansa con la richiesta di espulsione per un commento a un mio status di Facebook sui saldi, tutto giocato in chiave scherzosa e privata…cosa non si farebbe per una riga in cronaca di Roma, cristia’…ma magari me lo fanno er Processo Democratico, sai le risate

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  8. Mario:

    1) Zoro non ha una visibilità legata al PD come te.
    2) il contesto è diverso
    3) continui ad insistere sulla questione Signorini. La cosa più grave è dare dei “servetti gay” ai commessi…una frase da nazista. Non una battuta.

    Cos’é…hai paura? Meglio…così la prossima volta ci pensi prima di usare la tua fan page (e non la tua pagina privata) per fare battute degne del peggior Calderoli.

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    1. posso capire la materia del contendere? vuoi far espellere mario per una sua stigmatizzazione del mondo gay o forse più malcelatamente perché non è d’accordo con te su temi riguardanti il mondo gay (tipo riconoscimento delle coppie di fatto o matrimonio delle coppie omossessuali)?

      nel primo caso, credo che mario abbia commesso un errore (sia per i commessi che per signorini) ma non penso che una proposta di espulsione sia il modo giusto per ragionarci sopra.

      nel secondo caso, il tuo sarebbe un clamoroso autogol. il PD NON si è ancora espresso chiaramente in favore dei matrimoni gay e del riconoscimento delle coppie di fatto……la strada è ancora lunga……ci sono varie anime nel partito e ognuna ha il diritto di esistere e coesistere con le altre.

      essere un partito progressista non significa espellere senza appello chi non la pensa come noi e si pone come “ostacolo” tra noi e quello che vorremmo che il partito e la realtà in generale fossero.
      Mario non ha commesso reati……questo è un processo alle idee!

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  9. Cristiana, Adinolfi offende solo te e qualcun altro che ha la coda di paglia come te.
    Se il PD fosse un partito solido, democratico e non omofobo, una simile battuta non scandalizzerebbe nessuno, al massimo farebbe alzare un sopracciglio. Personalmente, non vedo NULLA di scandaloso nella frase di Adinolfi. Non mi tocca minimamente, anzi magari potrei ridere con lui.
    Ma ‘sta frase colpisce un nervo scoperto, mette a nudo l’inefficienza e l’irrilevanza delle persone LGBT nel partito. Per questo ti fa male.
    Comunque, ora Adinolfi si scuserà e tutto rientrerà, così tu ti illuderai di contare qualcosa nel partito, quello lì avrà avuto la pubblicità che cerca disperatamente – e magari l’Arcigay sfangherà qualche soldino in più da qualche amministrazione piddina come prezzo della colpa, in modo da poter gestire in modo più efficiente i loro scopatòi.
    Come siete autoreferenziali, una volta di più… E sì che il paese avrebbe bisogno di voi.

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  10. Non sono nessuno e devo ammettere che sebbene non mi piaccia, anzi posso essere completamente d’accordo con Cristiana Alicata sulla valutazione delle parole di Mario Adinolfi (che ad occhio e crocie si installano dentro abitudini linguistiche che tendono spesso verso i limiti del linguaggio auspicabile – per così dire) e anche sulla mentalità sottostante; devo dire che nemmeno l’idea di processi ed espulsioni mi piace per niente. Onestamente neanche le parole di Zoro sono da censurare anche se in quel caso l’intento è quello di dire quello che direbbe uno qualunque che vede Signorini.

    Ora, il problema è quell’uno qualunque e al contempo il rinfocolare delle idee omofobe attraverso questo linguaggio. Molto difficile. Quello che serve, a mio avviso è un pronunciamento forte del Partito sulla pari dignità di tutti e sulla necessità di evitare le pigrizie del linguaggio che veicolano modelli retrogradi.

    Come si dice, il problema più grande, forse, è che, nonostante il politically correct, l’ideologia sottostante le l’interpretazione peggiore delle parole di Adinolfi (e Zoro) è condivisa troppo intimamente anche da troppi di quelli che si sentono vicini al Partito Democratico.

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  11. Brava Cristiana,
    sono d’accordo con te. Come diceva Gaber: “Non ho paura del Berlusconi in se, ma del Berlusconi in me”. Dobbiamo combattere questi atteggiamenti anche al nostro interno, soprattutto al nostro interno, perchè è vero che il berlusconismo è uno stato collettivo, non di un singolo.

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  12. Non esagerare. Se dovessimo espellere dal PD tutti quelli che fanno cazzate….
    Il primo, secondo me, sarebbe D’Alema dopo la sua partecipazione reverente alla santificazione del fondatore dell’Opus Dei.

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  13. Ma come? Se espellono Adinolfi chi si occuperà dei giochi da tavolo durante le inutili plenarie pdine? Adinolfi, povero cristo, manco si informa. Lasciatelo giocare. Ricordo quando ci discussi perchè diceva con la solita sicumera sordiana: “tutto il Pd è contrario al matrimoni gay!”, senza considerare le posizioni di Ignazio Marino e dei suoi. Insomma cosa pretendi, Alicata? Chiedere di far fuori i portantini perché non piace la gestione del direttore generale mi sembra un atto molto ingeneroso e un tantino vile. Qualcuno ha chiesto le dimissioni di D’Alema quando ha detto placidamente ” Tutti denunciano l’ingerenza vaticana, io chiedo alla Chiesa di invaderci”. Manca la prospettiva. Anzi non c’è nemmeno il disegno.

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  14. Un chiarimento per tutti.

    1) non ho denunciato Adinolfi ai carabinieri. Non stiamo parlando di reato di opinione. State confondendo i piani.

    2) stiamo parlando di un atto lesivo (secondo me) nei confronti del PD. La mediaticità è un aspetto fondamentale nella politica del XXI secolo e chi fa politica è chiamato ad avere un comportamento irreprensibile.

    3) Un partito ha dei valori. Ci sono delle cose che DEVONO accomunarci. Altrimenti siamo INDISTINGUIBILI. Un ex candidato alla segreteria, regolarmente iscritto, nonché primo dei non eletti nel Lazio alla Camera secondo me non può usare certe parole in certi contesti. Ripeto: parole nel contesto.

    4) La parola frocio non sempre è un insulto. Dipende in qualche contesto la si usa. Nella parole di Adinolfi persino la parola gay associata a servetti assume carattere di insulto.

    5) riporto per tutti le frasi che ho segnalato alla commissione:

    “Me fa ‘na p… a due mani quel fr…etto”

    “Ho anche dialogato amichevolmente con i servetti gay su maculati, leopardati e affini”

    6) il tasso dei suicidi tra gli adolescenti ha una sua componente nell’omofobia. NON permetto a nessuno, nel mio partito, di usare questo tipo di frasi. Almeno provo a non permetterlo con gli organi che il PD possiede.

    7) NON sono stata io a fare pubblicità ad Adinolfi. Se avessi letto quelle frasi sul suo FB gli avrei scritto in privato. Ma era su repubblica la rabbia, giusta, di tutto il movimento omosessuale. E sul web la rabbia della comunità e dei militanti che si tramuta in rabbia nei confronti del nostro partito, in danno di immagine. Proprio mentre in XI municipio un corso voluto dal PD veniva attaccato da Militia Christi e proprio mentre il PD ROma si appresta a ricordare tutte le vittime dell’olocausto. Anche i gay. NON è giusto nei confronti degli iscritti al PD che il nome PD venga associato a tali parole. Secondo me. Per questo motivo ho chiesto l’intervento della commissione di garanzia.

    8) spero davvero che la decisione della commissione sia un fatto storico all’interno del partito e aiuti a sancire con nettezza la linea già definita dal nostro segretario: siamo contro l’omofobia.

    9) l’aspetto del riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali non c’entra nulla in questo dibattito. Siamo ancora alle basi, in questo dibattito.

    10) chi non riesce a farsi una ragione della rabbia di una minoranza discriminata, sostituisca alla parola gay o frocio la parola ebreo (che può essere usata anche come insulto) o la parola negro. Se avesse detto “quell’ebreo di Signorini” o quel “negro di Signorini” cosa sarebbe accaduto?

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  15. Ma se chi fa parte della minoranza disciminata non si riconosce in queste proteste, Alica’? Qui non stiamo parlando di Filippini, che segue “da esterno”. Io personalmente non trovo nulla di particolarmente offensivo nelle esternazioni di Adinolfi, lo trovo nella media mediocre dei politici PD.
    E trovo più offensivo che nel PD abbiano tollerato per anni chi è contro non già il matrimonio gay, ma persino la semplice istituzione di contratti di convivenza.

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    1. Non so che significhi “esterno”, io ho la tessera PD (già quella del 2011, per dire), faccio parte di comitati “esecutivi” sul mio territorio, sicuramente ho più voce in capitolo nel PD (suppur romano, mentre io sono di Brescia) di te.

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  16. “Esterno” nel senso di non direttamente implicato dall’insulto in questione. La solita vecchia storia in base alla quale una persona appartenente ad una minoranza può valutare l’impatto offensivo di un’affermazione meglio di una persona non direttamente coinvolta. Figurati, Filippi’, è chiaro che non sei esterno al Partito, come invece lo sono io, non volevo offenderti. Per me, al contrario, sarebbe un’offesa essere “interno” al PD, né men che mai vorrei avere voce in capitolo in una congrega di vecchi maschilisti autoreferenziali destinati ad affondare entro qualche anno.

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  17. No, semplicemente non puoi decidere TU cosa offende ME. Puoi supporre, puoi immaginare, ma non sapere. Il parere della Alicata è importante, ma non è che il parere di una lesbica qualunque, non eletta da nessuno a rappresentare qualcuno.
    Riguardo alla tua preoccupazione, ti ringrazio, ma se fossi in te mi preoccuperei piuttosto per me stesso invece di andare a preoccuparsi per gli altri. Ti ricordo che sei un piddino, già solo questa è una condizione mentale che indica un disagio reale.

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  18. A parte la strana contraddittorietà di qualcuno che ritiene l’appartenenza al Partito Democratico un segno di follia e poi spreca il suo tempo per difendere l’adesione di un terzo alla gabbia di folli; rimane da capire cosa vuol dire che solo chi vive una situazione può decidere cosa valga come offesa.

    In generale possiamo convenire che dal punto di vista sociale oltre a valere come offese quelle che chi le subisce determina siano tali (anche se non può essere giudice unico, tanto diciamo che qualcuno può essere permaloso o che può reagire in modo esagerato); vale anche quello che gli altri non sono disposti ad accettare verso uno dei loro associati – indipendentemente dalla sua sensibilità diretta, cioè dal fatto che effettivamente si sia offeso oppure no. L’uso di ‘frocetto’ e ‘gay’ in questo caso non hanno uno scopo descrittivo o referenziale ma l’intento peggiorativo. Questa è una pigrizia del linguaggio comune italiano, ma non toglie che quelle parole usate in questo modo abbiano un oggettiva connotazione negativa.

    Il discorso di Cristiana è di tipo politico – né personale né sociale. Si sostiene che il linguaggio di Adinolfi esprima una serie di pregiudizi omofobi che non sono tollerabili da qualcuno che non solo appartiene al Partito Democratico ma che, in un modo o nell’altro, ne è uno dei volti mediatici. Cioè non si dice che ovunque si vada tutti la devono pensare allo stesso modo ma che per fare parte del Partito Democratico occorre che non ci sia nemmeno l’ombra del sospetto di omofobia.

    Siccome c’è poco da discutere sul fatto che Adinolfi, volontariamente o involontariamente, ha espresso questo tipo di pregiudizi, occorre fare valutazioni di altro tipo se si vuole difendere la sua adesione al partito.

    Io pensavo e penso che l’espulsione per delle parole apparse sul profilo di FB (sebbene come dice Lei siano poi state riprese da altri mezzi di comunicazione) e in generale per delle opinioni non ufficiali, non corroborate da azioni e in qualche modo sporadiche, non sia una richiesta giusta. Ma, onestamente, capisco il test che propone e, senza dubbio, tutti riterremmo agghiacciante se qualcuno anche solo per scherzo avesse usato ‘ebreo’ come parola offensiva, anche solo per scherzare.

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  19. Sì, perché c’è un sentire condiviso sul razzismo che manca sull’omofobia. Ma è il dramma del centrosinistra italiano, di cui il responsabile non è certo il 2 di briscola Adinolfi. E comunque, se spreco tanto tempo, è per cercare di capire se nel PD ci sia gente recuperabile alla democrazia.
    Insisto: io, come gay, penso di avere un pochino più di voce in capitolo rispetto a Filippini nel dire cosa mi offende.
    Mi offende ad esempio la Bindi, quando dice che se un bambino dev’essere adottato da due omosessuali è meglio che se ne stia in Africa a morire di fame sotto un tucùl. Questo, mi offende. Un’omofobia non solo delle parole ma anche delle azioni, che influisce direttamente sulla mia vita privandomi di diritti.
    Se la Alicata vuole espellere qualcuno dal partito, “denunci” la Bindi, non il giuggiolone Adinolfi. Se ne ha le palle, cioè. Sennò fa più bella figura a tacere.

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    1. Sei un grande, Illuminì. Difendi chi ti chiama frocio e vai contro chi (con tutta la viscosità della sua esperienza politica di provenienza) ha perlomeno cercato di fare un primo passo nella direzione giusta.
      Di politica non capisci nulla, e si era capito.

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      1. Neanche io allora capisco niente di politica e ritengo persone con disagi mentali chi ancora milita nel PD. Detto questo, non sono gay, ma appoggio in pieno il concetto espresso da Lorenzo.

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      2. Filippini lasci stare. Lei non può capire. L’ha dimostrato più di una volta.
        Questo essere più gayisti dei gay, lo dico da gay, è ridicolo.
        La condizione sessuale sancisce un’appartenenza ed ha un peso specifico che non si può trascendere. Come spiegavo altrove: Adinolfi, che non mi piace e non appoggio, non ha fatto altro che ripetere ciò che gli avventori del pdl pensano degli omosessuali. La differenza è che Signorini stesso appoggia quella politica che condanna lui e quelli nella nostra condizione. Se ha deciso di fare la frocia fascista perchè gode della sottomissione del maschio vero e puttaniere, non saremmo certo noi ad evitargli quell’epiteto che sicuramente lo ecciterà sessualmente, ma che in bocca ad un altro omosessuale, o a chi non vive di pregiudizi, sancisce chiaramente la volontà di richiamare all’ordine chi usa in maniera discriminatoria e stereotipa un clichè avendo solo l’accortezza di imbellettarlo col dolce stil novo. Nelle vostre parole ci affogate perchè, a guardar bene, contenuti unitari non ne avete avuti mai.
        E’ offensivo D’alema e la sua invasione vaticana auspicata. E’ offensiva la Bindi e la sua idea di famiglia cattolica. E’ offensivo Bersani che glissa sui diritti durante le riunioni di partito. E’ offensiva l’umanità varia pdina che si agita nei comuni e nelle province e che vive di un sessismo realmente discriminatorio.
        Pensi ai problemi reali Filippini e alle ombre del PD. A partire da Napoli.

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        1. Con tutto il rispetto Meursault, questa è una cazzata grande come una casa.
          E’ lo schema logico mentale che porta una donna al ministero delle pari opportunità ed un uomo alla difesa. Non a caso Zapatero ha rotto questi schemi.

          Della serie: di calcio possono parlare solo i calciatori (corollario: non si può essere buoni allenatori se non si è stati buoni giocatori); di ippica solo i cavalli; per giudicare un assassinio bisogna prima aver ucciso.

          L’uomo avrebbe quella piccola cosa che lo differenzia dagli animali, e cioè un cervello razionale, capacità di empatia, logica, etica.
          Guardiamo avanti, per favore.

          E smettetela di prendervela con il PD come sport nazionale.

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    2. Eh caro Lorenzo,
      per le statuette del PD (presepe democratico) è più facile fare la guerra dei bottoni.
      Nel merito delle loro contraddizioni non ci arriveranno mai. Anche perchè l’auspicato giorno vedrebbe scorrere amaro sangue. Ma il coraggio e l’onestà intellettuale non è un pericolo che corrono. Saluti

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  20. La cosa più surreale è la linea difensiva:
    “Sono oltre ogni possibile sospetto di discriminazione, anche perché, ogni giorno, la subisco sulla mia pelle, in quanto persona obesa”.

    E la Repubblica cattiva che non fa l’omertosa con i suoi, “figuriamoci come ci sguazzeranno i giornali di destra”.

    Del resto “contro i potenti si può essere volgari: non si discrimina, si inveisce”. Il che renderà molto felici i suprematisti bianchi americani, credo.

    Poi lamentiamoci se il PD va a fondo, e i topi sono pure troppo grassi per scappare dalla nave.

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  21. Ok ok Filippini, ma c’è qualcuno del PD che ha il coraggio di denunciare al comitato dei garanti la Bindi, per le sue affermazioni SANGUINOSE contro gli omosessuali inadatti a crescere bambini e altre omofobie varie? Sennò prendersela con Adinolfi è solo un ciurlare nel manico.
    Il tuo discorso in teoria non sarebbe sbagliato (anche gli etero si devono occupare del politically correct) ma la conclusione è sbagliata, perché comunque lui la Bindi non la tocca – e allora perché Adinolfi sì? Viene il dubbio che tale disparità sia dovuta solo al fatto che il secondo nel Partito conta come il 2 di briscola, dunque per vigliaccheria e ipocrisia.
    Non sono solo io a dirlo, ma anche altri frequentatori di questo sito che ancora sperano di convincere i piddini a dire e fare cose di sinistra. senza prendersela con il povero ciccione.

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  22. Quindi, siccome nel Partito sono rappresentate delle idee sbagliate come quella che l’adozione da parte delle coppie di omosessuali è un danno per il bambino, allora non ha senso ripartire a costruire una coscienza collettiva chiedendo agli aderenti di non usare un linguaggio omofobo?

    Qui prevale la polemica contro l’idea del Partito Democratico alla ricerca da una parte del Sacro Graal della Vera Sinistra e dall’altra da un punto di vista conservatore. L’idea di mettersi con le mani nel fango e cercare d’indirizzare un paese intimamente omofobo – come sessista, elitista e retrogrado – verso una consapevolezza matura della sessualità e dell’affettività, mattoncino per mattoncino, attraverso smacchi e vittorie minime, è completamente aliena. Meglio ritirarsi a dire che il problema è ben altro.

    Vi faccio notare le resistenze parlamentari a legiferare contro le discriminazioni agli omosessuali, da una parte perché non vedono dove sta il problema, e dall’altra perché vedono benissimo che quella è la strada per richiamare tutta la legislazione all’articolo 3 della Costituzione.

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  23. No, dico che la Bindi mi ha veramente danneggiato e Adinolfi ha solo fatto una battuta di cattivo gusto. Prendersela con il secondo ma non con la prima non ha senso, a meno di far passare il messaggio che alle persone LGBT interessa poter governare l’umorismo delle persone, e non acquistare dei diritti.

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  24. Lorenzo:

    1) le cose da quei tempi sono cambiate ed anche perché la Bindi ha un vicepresidente con cui parla ogni giorno e tutti noi che abbiamo messo paletti….e insegnato. Bachelet…il deputato più bindiano dei bindiani e cattolico ha scritto insieme alla Vaccarello il libro sulla transessualità, viene a tutte le cose a cui lo invitiamo e si è più volte confrontato con le Famiglie Arcobaleno fino a partecipare quest’estate ad un dibattito con Vladimir alla festa dell’Unità.

    2) le parole della Bindi esprimono paura. Quelle di Adinolfi violenza che è e resta un emergenza. Leggi qua:http://www.giornalettismo.com/archives/111331/orrore-a-trento-violentano-un-gay-con-un-bastone/

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  25. Che quelle parole esprimano dei pregiudizi non ho dubbi, ma che esprimano violenza non ne sono convinto. Un altro discorso è poi che sul letto di cui pregiudizi il linguaggio violento e esplicitamente discriminatorio possa attecchire facilmente, anche se, ancora, ci andrei piano con le determinazioni causali.

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