Torino, Torino. Primarie a Torino.

Se proprio non volete votare Fassino (che vi capisco e non saprei come darvi torto se non fosse che pare farà il sostituto del Chiampa, anche se lo aspetto al varco sui diritti civili) lui (Gianguido Passoni) è l’uomo per voi.

Squadra Chiamparino e uomo di rinnovamento.

Passato comunista? E chi non ce l’ha…Fassino compreso. 😉

Qui la lettera di Gianguido ai cittadini ed alle cittadine di Torino.

p.s. il resto non è potabile, anche se si presenta bene. Attenzione ai piccoli berlusconi de noartri e quando dico de noartri intendo del PD ed intendo nomeecognome Gariglio.

p.s.2 la politica è schierarsi. non è appartenenza.

Sassolino fuori luogo sulla Torino-Detroit.

C’è un fiorire di interventi filo FIOM in cui ci richiama al fascismo oppure non si comprende bene la differenza tra sede, produzione e azionariato e ci si attacca al primo comunicato stampa per sparare.

Persino negli alti nomi delle politica italiana. Di Pietro compreso, passando per Vendola fino a qualche “giovane” del PD.

Io non sono né filo Fiom, né filo Marchionne.

Tenterei, politicamente, di non surfare nessun onda se non quella del buon senso. Tenterei di essere dalla parte del Paese che significa essere anche dalla parte degli operai di Mirafiori, come dei precari di Gela.

Nessuno, per esempio, sta ragionando che un sistema più flessibile potrebbe giovare ad investimenti (con un altro fottio di interventi, ovvio) oppure…magari….fare emergere il  nero o regolarizzare tanto precariato attualmente abusato per paura della non flessibilità. Nessuno la vede questa cosa civile. Che non significa togliere a pochi per dare a molti. Significa rendere “usabile” un sistema lavoro e non sfruttabile.

Tenterei di imparare dalla Germania e di mettere al banco di scuola sia Fiom che Marchionne. Ma forse non fa comodo a nessuno.

Ma certe battaglie mediatiche sono troppo succulente per alcuni e il buon senso non fa notizia.

 

 

Il PD e la questione dei diritti civili.

Brevissimamente.

Molti di voi si aspettavano la mia ira per il fatto che in assemblea nazionale PD non siamo arrivati al dunque sulle unioni civili. No. E sapete perché? Non si è andati al voto per non fare uscire quattro barbagianni postbinettiani che o si convincono o se ne andranno. La strada è segnata: parlate con i volontari che raccolgono le firme. Con i Giovani Democratici, con l’80% della dirigenza. Ci siamo quasi. Lo so, soprattutto lo vedo.

Anche la Bindi dovrà farsene una ragione visto che i bindiani sono più avanti di lei, ma forse non ricevono chiamate dai vescovi.

Aggiungo: l’assemblea è stata tante altre cose. Come al solito l’inettitudine di questa generazione al governo del partito comporta che si parli solo di questo. Semplicemente perché dovrebbe essere uno dei punti tra le decine di cose importanti: il lavoro, il lavoro, il lavoro e l’ambiente, e l’energia e la scuola e la sanità e la famiglia (e piantatela di mettere i puntini sulle i, siete antichi!!!!!).

Sono alla frutta. Sanno che non possono più spostarsi e che il treno a vagoni pieni di progresso è in arrivo. E se non arriva alla stazione del PD sono cavoli amari per tutti. Quindi auguriamoci che io abbia ragione e che non sia ingenua. Ma tocco. E se tocco io….vuol dire che siamo arrivati al tappo.

Qui, Scalfarotto sull’assemblea.