Gli amici di Gheddafi.


Non solo Berlusconi.

Perché io questo NON lo dimentico.

8 pensieri riguardo “Gli amici di Gheddafi.

  1. Cristiana, questa non l’ho capita. Vuoi forse dirmi che l’embargo USA a Cuba è giusto? Che i bambini resi ciechi dall’embargo ONU all’Iraq sono “perdite collaterali” accettabili? Togliere le sanzioni è sempre un primo passo verso il dialogo. Ed un rais che dialoga, tra l’altro, è molto più detronizzabile sia perché otterrà contropartite (leggi ricchezze da nascondere ma di cui si sa) e perché cade l’effetto assedio.
    Certo, a tutto c’è un limite, e Berlusconi l’ha indubbiamente oltrepassato, ma Berlusconi non è un politico, è un pagliaccio.

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  2. Ok, ora parliamo “etsi Berlusconis non daretur”. Come proponiamo di affrontare, noi persone di sinistra, l’emergenza-clandestini?
    Molti anni fa, su ‘Linus’ c’era un articolo profetico sulla futura Völkerwanderung che avrebbe sommerso l’Europa. Un brano in particolare mi ha colpito, che diceva press’a poco così: “Le destre moriranno sull’attenti, perse dietro il loro sogno di supremazia razziale. E le sinistre?”
    Non si può sparare sulla gente perché non venga in Europa. Non si può neanche più tollerare che affrontino la morte per la nostra ignavia: ma come facciamo a contenerne l’esodo entro termini ragionevoli? Noi che ancora non siamo riusciti a sostituire lo jus sanguinis fascio-pastorale con lo jus soli liberale?
    Occorre ripensare radicalmente il nostro stile di vita, anche perché il mondo in equilibrio bilaterale con cui siamo cresciuti non esiste più.

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  3. Ehmmm… voleva essere un tema su cui riflettere VERAMENTE, però. Sto scrivendo un pamphlet in proposito… un giorno magari lo metterò sul mio sito.

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  4. si, giusto, riflettiamo.
    alla sinistra non serve altro che continuare a riflettere, pensare, a suon di think tank, fondazioni, libri (40% degli italiani non legge un libro da più di 12 mesi), post sui blog (digital divide al 50% in italia), per far partire dibattiti da portare nei salotti televisivi di gad lerner (2% di share)…..

    nel frattempo abbiamo barconi che vomitano tunisini a botte di mille al giorno nell’isoletta di lampedusa (quelli che ce la fanno e che non muoiono in mare) e che magari, insieme agli isolani, vorrebbero una risposta dall’italia e dall’europa in tempi celeri.

    Noi che je rispondemo? che Lorenzo sta a scrive un pamhplet sul suo blog?

    almeno il PDL una posizione (razzista, xenofoba, criminale) la ha; il PD ha qualcosa da dire in alternativa? o fa parlare al posto suo paolo e luca a sanremo?

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  5. Mi piace il tuo articolo, Cris. Anche io, quando studiavo in Norvegia, ho avuto modo di constatare l’approccio all’integrazione e studiarne i pregi.
    Però io ora non parlavo di integrazione, men che mai del rispetto delle donne e dei gay (se non riusciamo ad insegnare questo rispetto neanche al nostro premier, figuriamoci agli immigrati!). Io parlavo proprio della possibilità di gestire gli immensi flussi migratori che premono ai nostri confini.
    Noi italiani non abbiamo un paese enorme e semideserto, come i Norvegesi. Non abbiamo ai nostri confini solo paesi del primo mondo, come Tedeschi e Olandesi, Non abbiamo uno stato sociale solido, come i Francesi, un paese ordinato, come gli Austriaci
    Piuttosto, come i Polacchi, i Greci o gli Spagnoli, abbiamo un territorio relativamente piccolo e affollato, uno stato sociale traballante e mezzo paese in balia delle mafie, condividiamo vaste frontiere con paesi attraverso i quali corrono direttamente i grandi flussi migratori.
    La tratta di esseri umani è uno dei più grandi business delle organizzazioni malavitose, che premono affinché l’immigrazione sia il più difficile possibile. Alla mafia la Lega nord va benissimo, le da’ una mano al business, in modo simile a quello sulla droga: proibendo tutto, i trafficanti guadagnano di più.
    Se non siamo riusciti ad avere un’ottica antiproibizionista sulla droga, riusciremo mai ad averla sull’immigrazione?
    L’approccio della Lega nord fa comodo a tutti. Ma ciò che mi fa paura è che è quello che distruggerebbe il Paese (cosa di cui peraltro i Leghisti sarebbero solo contenti). Riusciamo a pensare in grande, per superare il Leghismo e la sua disarmante mediocrità intellettuale?

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