Vogliamo le dimissioni dal senato del senatore PD Tedesco.

Sono solitamente contraria a gruppi su FB…ma vorrei che facessimo sentire tutta la nostra indignazione stavolta, dimostrando che noi non siamo come gli elettori o i fan del PDL. Siamo elettori, iscritti e dirigenti consapevoli e che vogliono che il PD sia diverso. Aderite e fate aderire.

Siamo iscritti, dirigenti al PD, elettori del PD che si sentono profondamente offesi a sentirsi dire: siete tutti uguali. Vogliamo che il PD sia diverso, che la legge sia uguale per tutti, che le parole di Enrico Berlinguer facciano davvero parte del nostro DNA e non siano solo parole da ricordare negli anniversari.

Apprezziamo le parole del vicepresidente del PD, Ivan Scalfarotto:

“…io credo che il Senatore Tedesco, che nel frattempo si è autosospeso dal partito, dovrebbe ora anche dimettersi anche dal suo seggio senatoriale – ottenuto peraltro perché subentrato all’unico parlamentare in carica che il PD abbia eletto alle scorse elezioni europee (si era stabilito che i parlamentari non potessero nemmeno candidarsi) – e dimostrare la sua estraneità ai fatti come un qualsiasi altro cittadino. Penso anche che sulla selezione di una classe dirigente trasparente, limpida e al di sopra di ogni sospetto si giochi la credibilità del PD, soprattutto nelle regioni del sud. Anche a costo di perdere del consenso elettorale, quello clientelare. E’ un lavoro duro, lo so, ma bisogna farlo e da subito.”

Il senatore Tedesco si è sospeso dal partito, ma dal partito è stato candidato quindi se rispetta il partito deve dimettersi da senatore. La legge farà il suo corso e il partito sarà pronto a sostenerlo qualora fosse dichiarato innocente, ma oggi noi dobbiamo distinguerci. Non possiamo pretendere che Berlusconi si faccia giudicare, manifestare in favore della giustizia quando grida al complotto e poi comportarci nello stesso modo. Il seggio parlamentare è un servizio, non un luogo dove nascondersi.

Il segretario Bersani, la dirigenza tutta, chiedano le sue dimissioni dal Senato e votino compatti affinché la legge faccia il suo corso.

La Questione Morale, trent’anni dopo.

Rileggere ogni mattina ed ogni sera prima di andare a dormire.

“I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c’è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.”

E’ inutile che lo ricordiamo se poi facciamo l’esatto contrario:

Sono certa che il senatore Tedesco ripone massima fiducia nella Magistratura e chiederà ai suoi colleghi di concedere l’autorizzazione a procedere.
Sono convinta che chi lo ha fatto senatore lo inviterà a chiederla, come lo faranno sia la senatrice Finocchiaro, Presidente dei senatori Pd e tutti i suoi colleghi senatori, sia il segretario Bersani. Bisogna essere diversi: ADESSO. Insisto.