Il delta che ci separa dall’Europa, anche dalla destra dell’Europa

Lo potete misurare riflettendo che se in Italia avessimo dei politici così la rottamazione a destra e sinistra sarebbe avvenuta in queste ore…ieri una coetanea di D’Alema, mi diceva che siamo noi a doverli scalzare e che se non governiamo la colpa è solo nostra che siamo dei bamboccioni…mi chiedo cosa deve accadere oltre a questo, cosa ci sia oltre la decenza, la dignità, la vergogna.

Torino ha vinto.

Non me ne vogliamo gli juventini se uso una frase di Totti per celebrare il successo delle primarie. Una delle poche città che ha visto superare l’affluenza dei votanti dalle ultime primarie a dimostrazione che la città ha sentito le primarie e ha voluto partecipare. 53 mila votanti è come se a Roma, alle prossime primarie, andassero a votare circa 163 mila persone.

Non so se mi spiego.

Torino ha vinto per tanti motivi che i commentatori della carta stampata con molta difficoltà hanno colto, legati anche loro alla narrazione (ehm) tradizionale della politica.

Ha vinto perché la politica è uscita dalle sedi di partito, si è connessa alla città. Ieri notte tutti i candidati hanno girato per i locali della città a farsi conoscere, locali che hanno aderito e partecipato al momento di democrazia. A Roma, forse, mi verrebbero in mente non più di 3 o 4 luoghi disposti a fare una cosa del genere.

Ha vinto perché il PD ha preso il 75% dei consensi tra i due candidati, ma nessuno di noi si sogna di rivendicare una vittoria di partito come viene fatto quando il PD le perde.

Ha vinto perché ha isolato gli estremismi e il risultato parla chiaro anche su altri temi.

Avrebbe vinto meglio se a prendere il testimone della continuità (perché Torino è un luogo dove il modello funziona ed è giusto dargli seguito) fosse stato un giovane assessore, meglio una donna che c’era e che ora speriamo sia cardine, anche in futuro, della politica della città.

Si rileva, anche se non sarebbe il momento delle polemiche, la grande assenza di Vendola che ha lasciato solo il candidato Passoni (assessore uscente al Bilancio), fortemente sostenuto da tutti i ragazzi di SeL a Torino e che avrebbe meritato un risultato migliore, ma a volte il lavoro duro è meno premiato di una lunga storia o della pretesa di essere “gggiovane”.

Si rileva l’assenza dalle primarie (come in ogni città) dell’IDV.

L’unica cosa a cui dovete dare atto tutti, al PD, è che (esclusa la Puglia dove andrebbe fatta una bella tabula rasa di chi sappiamo tutti) le primarie si fanno perché il PD le organizza e le promuove, il PD non sta a guardare e quel coraggio deve diventare il metodo su tutto, anche il metodo di prendere decisioni (e ne abbiamo di strada da fare).

Adesso Fassino faccia la squadra, valorizzi chi ha fatto un passo indietro e anche chi non lo ha fatto e si è battuto con coraggio, lo dico a costo di essere tacciata di cerchiobottismo, Gariglio compreso.

La democrazia è questa.

Quel laboratorio che va dal giovane democristiano (43 anni, giovane vabbé), all’ ex segretario DS (sicuramente vecchio) passando per la Fiom (al 3,86%) sia il luogo dove il centro sinistra senza UDC possa rielaborarsi e costruire un’alternativa: valida, delineata, convincente, funzionante.

Brava Torino.