Verrai trovarmi a d’inverno – Su Radio Popolare Roma

Potete riascoltarlo qui.

Verrai a trovarmi d’inverno è il titolo dell’ultimo libro di Cristiana Alicata ( Hacca edizioni). E’ la storia di Elena, che a seguito di un incidente si trasferisce a Pantelleria, dove conosce Liz, fisioterapista transessuale in attesa di cambiare sesso, e Gina, meccanico. Un viaggio alla scoperta di un isola, ma anche un viaggio alla scoperta di sé, dalla voce di chi è omosessuale e non riesce a dirlo.

Grazie a Benedetta Lalli.

p.s. dalla registrazione sembro Muccino con la zeppola…non ridete.

…intanto, noi…

….andiamo in direzione ostinata e contraria rispetto alla classe dirigente di questo Paese. Senza sconti.

Paesi come Francia, Spagna, Olanda, Sudafrica e Uruguay -alcuni guidati da governi conservatori- permettono ai single e alle coppie dello stesso sesso di adottare un figlio.

Vorrei che l’Italia fosse tra questi.

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Finlandia, spot omofobo della Chiesa: la gente si sbattezza

In Italia, a sentirlo raccontare, sembra quasi una storia di un altro pianeta. Le cose stanno così. La Finlandia è dall’altro capo dell’Italia. La Finlandia è vicina alla Svezia, paese dove nell’ottobre 2009 la chiesa locale ha deciso di celebrare matrimoni religiosi anche tra coppie dello stesso sesso. Religiosi, sì. Avete capito bene. La Chiesa da quelle parti è protestante (evangelica luterana) e i cattolici rappresentano il 2% della popolazione locale e sono quasi tutti stranieri (italiani, polacchi e francesi). Il capo della Chiesa finlandese, Kari Makinen, è un arcivescovo, sposato che si è anche distinto per avere nominato la prima donna vescovo, donna che aveva, tra le altre caratteristiche, una posizione sulle coppie gay più aperta dell’altro contendente maschio. In questi giorni alcune chiese evangeliche federate e quindi supportate economicamente dalla Chiesa Finlandese (che è una chiesa) hanno diffuso uno spot in cui una ragazza confessa di essere stata bisessuale e di essere tornata, ora, sulla retta via, abbandonando il peccato. Il motto dello spot è: resisti.

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Il giovane Coppola (candidato a sindaco di Torino) già da rottamare.

Gentile Coppola (assessore alla cultura della regione Piemonte nonché candidato sindaco per parte del centro destra),

è di questa sera (ieri per chi legge) la notizia che in qualità di assessore alla cultura della regione Piemonte lei ha revocato il patrocinio della Regione Piemonte al Torino Gay & Lesbian Film Festival, una manifestazione che è alla sua 26° edizione.

Ventiseianni, Coppola. Quando è nato il Festival lei aveva 11 anni. Lei è quasi un mio coetaneo.

E’, dovrebbe essere, uno di quelli che noi chiamiamo contemporanei. Di destra, ma contemporaneo.

Non solo.

Se ha ereditato il dicastero regionale della cultura dovrebbe avere i dati di partecipazione del festival e sapere molte cose. Sapere che la cultura costa, ma ha un impatto forte sulle città e su chi ne fruisce.

Sapere che la cultura unisce, incolla pezzi della società. Fa discutere e quindi fa crescere. Occupa spazi, illumina le notti, impedisce le spaccature, gli abbandoni.

Lei si sta candidando a sindaco in una città che, oltre ad essere rinata sotto il profilo culturale ed industriale, ha una fortissima comunità omosessuale. Se ne è accorto?

Dirà, lei, che ci sono omosessuali dappertutto.

E’ vero.

Ma la comunità torinese ha una particolarità che forse solo Bologna le può contendere. E’ più organizzata. Si muove. Si sposta più in massa che altrove. Insomma pesa.

Con questa mossa incauta – della quale in fondo da militante del PD dovrei essere felice – lei ha perso un bel pezzo di voti. Anche di parte della comunità che ricorda certe posizioni di Fassino non proprio felici e che ora, finalmente tornato in città, si è accorto di cosa è diventata Torino negli ultimi otto anni, complice un sindaco che invece se ne è accorto, ha amato quella comunità come ha amato tutto il resto della città e non l’ha fatta sentire esclusa.

Eppure, c’è una cosa che mi fa disperare. Ed è la bassezza a cui sta riducendo, anche lei mio coetaneo, questa campagna elettorale.

Lei farà come tutti i suoi colleghi. Sposterà il problema. Parleremo di chi è più dalla parte della famiglia non su quanti asili nido aprirà, ma misurando la contrarietà agli omosessuali. Non parleremo di strade, di sicurezza, di riqualificazione, di fabbrica. Ma di valori e morale.

Che tristezza, mio caro Coppola. Che tristezza per la politica italiana che anche un 37enne si pieghi a questo gioco perverso che inganna gli elettori.

Faccia una cosa.

Ridia il patrocinio, chieda scusa e consenta agli elettori di giudicare lei e Fassino su altri temi. Mi creda. Patrocinare una delle più importanti manifestazioni della città di Torino non dovrebbe essere terreno di scontro politico.

Piuttosto di competizione e se non lo capisce lei che ha 37 anni, lei è già vecchio e da rottamare.

Ogni TV ha il suo prodotto ad hoc.

‎”Gli italiani sono stati un popolo di emigranti e questo ci impone il dovere di guardare a quanti vogliono venire in Italia con totale apertura di cuore, di dar loro la possibilita’ di un lavoro, di una casa, di una scuola per i figli e l’opportunita’ di un benessere che significa anche la salute e l’apertura dei nostri ospedali.” Silvio Berlusconi sulla sua tv tunisina appena comprata, agosto 2009.

Vi riporto il comunicato del deputato PD Jean Leonard Touadì

IMMIGRATI. TOUADI (PD): BERLUSCONI COME VANNA MARCHI (DIRE) Roma, 30 mar. – “‘Gli italiani sono stati un popolo di emigranti e questo ci impone il dovere di guardare a quanti vogliono venire in Italia con totale apertura di cuore, di dar loro la possibilita’ di un lavoro, di una casa, di una scuola per i figli e l’opportunita’ di un benessere che significa anche la salute e l’apertura dei nostri ospedali’. Queste parole eversive non sono quelle di un pericoloso estremista di sinistra, ma sono state pronunciate dal premier Silvio Berlusconi nell’agosto del 2009 intervenendo a Nessma TV, canale satellitare tunisino appena acquistato”. E’ quanto rende noto Jean-Leonard Touadi, deputato del Partito Democratico.

“Oggi, invece- prosegue- il nostro premier a Lampedusa, fra l’acquisto di una casa sul mare, la proposta di un campo di golf, di una ripitturata dell’isola e uno sconto sulle tasse, passa dalla teoria dell’accoglienza a quella del respingimento educativo: ‘sarebbe il segnale piu’ forte, ha affermato, per dire: e’ inutile che paghiamo se poi ci riportano indietro’. Se in Italia siamo ormai abituati al fatto che un primo ministro possa compiere queste giravolte e prodursi in piazzate stile Vanna Marchi, all’estero non e’ cosi’: da uno statista si e’ soliti pretendere serieta’ e coerenza. Altrimenti- conclude ironicamente Touadi- si finisce che al re della televisione non venga concessa neanche piu’ una videoconferenza”.

(Com/Vid/ Dire) 17:25 30-03-11

A questo link potete vedere il filmato di Nessma TV

http://www.youtube.com/watch?v=UkmsUUIuulc&feature=player_embedded#at=53

 

Questa non è la città che conosco.

Vorrei che Campo de’ Fiori non facesse la fine di San Lorenzo. Non c’entra l’omofobia qua. Pretendo una città culturalmente diversa e dove la polizia, se serve, arriva prima di questo schifo.

Come è ridotta la nostra città? Può accadere che venga divelta una fontana, che in un luogo residenziale un’orda di barbari occupi una piazza, che due persone si spoglino tra le grida collettive e che, infine, un ragazzo fuori di se che doveva essere solo accompagnato in ostello o dove diavolo risiedeva venga brutalmente pestato dal coglione di turno casuale?

Può accadere tutto questo?

Dario Franceschini contro la violenza parlamentare.

A dimostrazione che Fini ci fa. E che l’opposizione c’è. Ogni tanto.

Oggi il PD roma si riunira’ davanti a Montecitorio alle ore 18 per difendere la democrazia e la liberta’ degli Italiani dall’arroganza del potere. Oggi a Montecitorio viene scritta l’ennesima pagina nera di questa legislatura con l’inversione dell’ordine dei lavori alla Camera che porta all’attenzione dei deputati il voto sul processo breve.

Föra da i ball.

Ho parlato il bergamasco. Credo sia la lingua, dopo l’italiano che comprendo meglio al mondo. Persino dell’inglese.

Non volente.

Ma quando arrivi a 3 anni e mezzo nel cu0re di Treviglio, fai l’asilo e le elementari e le medie tra Bergamo, Stezzano e Seriate devi imparare a sopravvivere.

A 14 anni lo parlavo correntemente.

Oggi Bossi dice: “Föra da i ball” riferendosi ai migranti, ai profughi.

E’ cruento il bergamasco, duro e brusco come le sue valli che ti inghiottono e dove i milanesi si mettono in coda nei we per andare e tornare.

Io amo quelle valli. Ho amato quella lingua. Il cibo.

Mi rifiuto di pensare che i bergamaschi possano essere orgogliosi davvero di questo piccolo nazista che ha coltivato la paura di quelle valli. Vedete la Lombardia è un nord diverso dal Piemonte, dal Veneto, dalla Liguria, dalla Val d’Aosta, dal Friuli Venezia Giulia. La Lombardia è un nord incastrato tra i nord aperti almeno da un lato e la Svizzera. E’ il nord più chiuso che c’è. Un nord senza mare. Un nord senza scampo. Una forca caudina spirituale.  Soprattutto Bergamo, Brescia…quei posti lì.

Mi rifiuto di pensare che la profonda tradizione cattolica dei bergamaschi, per esempio, di centinaia di volontari laici e cattolici spediti in Africa nelle missioni, si riconoscano in questo  poveraccio che sogna la Padania. Mi rifiuto.

Pota.

Oggi dico facciamo diventare quel Föra da i ball l’inno della rivolta morale. Il nun te regge più della nostra generazione. Basta. Diciamolo in bergamasco. Così capiscono. I Bossi, i Tremonti, i Berlusconi, i Calderoli, i Maroni.

Föra da i ball.

Föra da i ball

Föra da i ball

Föra da i ball

Non sentite quanto è liberatorio?

L’Aquila faccia causa (a tutti, povera signora compresa)

Ho atteso che fosse confermata la versione della Pezzopane sui finti terremotati che raccontano il terremoto e poi ringraziano Berlusconi.

A pagamento una signora di Popoli ha interpretato l’aquilana per la trasmissione di Forum, condotta da Rita Dalla Chiesa.

Registriamo:

1) che è una trasmissione (come tante altre) in cui, in mancanza della realtà, si scrive un copione e quindi si descrive una situazione finta o edulcorata. E dovrebbe esserci un obbligo di scriverlo in sovraimpressione: QUESTA TRASMISSIONE NON CORRISPONDE ALLA REALTA’. QUELLO CHE VEDETE E’ SOLO PER NON FARVI ANNOIARE, MA E’ FALSO. (diciamo che Orwell si rivolta nella tomba per non averci pensato a questo copione)

2) che Rita Dalla Chiesa non si vergogna di giocare dentro un’aula di tribunale, che la vergogna – il cognome – non le faccia tremare le vene ai polsi e che non decida di andarsi a nascondere in un Paese straniero, per sempre. Dietro quella faccia gentile e buona si nasconde qualcuno che non ha pietà di niente: del Paese, della realtà, della povertà di gente che si intasca 300€ per mentire

3) che Berlusconi usa le sue TV per imbonire le masse, che nella menzogna NON dichiarata, davanti a tutte le casalinghe si possa descrivere “il presidente” come un benefattore. La Dalla Chiesa tenta di istituzionalizzare il ringraziamento spostandolo sul Governo, poi comunque lancia un applauso per Bertolaso. La signora nella sua forma di prostituzione è indottrinata persino nel passaggio sui quei 300/400 che sono ancora negli alberghi perché vogliono loro. Praticamente le parole di B.

Il comune di L’Aquila faccia causa a tutti: alla signora che ha mentito (che sia di lezione a tutti i cittadini che non sono immuni a rendersi complici di tali malefatte e chi se ne frega della povertà…è una forma di prostituzione, allora meglio darla via), a Mediaset che non ha avvertito che era tutto finto, a chi si è prestato a questa cosa. Tutti.

Non condivido come dice Luca Sappino che la colpa è del mancato conflitto d’interessi.

Se domani le TV di B. restano in mano ad un amico imprenditore (come era prima, quando governava Craxi e lui era solo quello delle TV) non cambia. Se in questo Paese c’è gente disposta a partecipare all’edulcorazione della realtà, se ci sono giornalisti che si inventano le notizie o non le approfondiscono (che uno si chiede allora un ordine a che diavolo serve), allora il conflitto di interessi a che servirà (posto che va fatto)?. La verità è che dovremmo finanziare la nascita di altre tv. Che tutti i “bravi” dovrebbero andare via da Rai e Mediaset e riempire le file di altri canali e spostare gli investimenti pubblicitari.

Ecco. Per esempio. Come mai questo non accade? Vorrei che Benigni, Dandini, Fazio, le Iene, Santoro e i Guzzanti, la Gabbaneli fondassero una TV.  Impoverite la TV di Stato finché è TV di regime. Abbandonate colui che ha portato la TV commerciale in Italia ma alla fine l’ha usata e la sta usando per devastare il Paese. Mi sembra una soluzione migliore.

Noi, possiamo sempre spegnere la tv, invece.

p.s. qualche bravo giornalista (di quelli visibili e autorevoli e non solo i tanti bravi giovani precari che sui siti alternativi ci raccontano ogni giorno la realtà), invece, dovrebbe raccontare senza ideologie cosa sta davvero accadendo, adesso, a L’Aquila. Riconoscendo che molti stanno nelle casette da Grande Fratello e non nelle baracche, ma che quei soldi sono stati spesi in modo facile e veloce e il centro storico sacrificato. Qualcuno dovrebbe raccontare che quelle famiglie resteranno lì per almeno 20 anni. Che nulla si sta facendo per restituire la città agli aquilani.  Che non c’è alcun progetto di ricostruzione di un tessuto urbanistico, di sviluppo. Nulla di nulla.