EUROPRIDE (Alicata, PD): la comunità omosessuale e transessuale romana respinga al mittente il saluto del sindaco Alemanno

EUROPRIDE (Alicata, PD): la comunità omosessuale e transessuale romana – dichiara Alicata delegata ai diritti del PD del XV municipio -dovrebbe respingere al mittente il saluto del sindaco Alemanno che accogliendo i partecipanti ad Europride descrive una città che non esiste ed elenca il finanziamento di progetti o l’esistenza delle attività commerciali a Roma dimenticando che ad un sindaco non si chiedono solo buoni rapporti con le associazioni LGBT e con gli esercenti commerciali, ma soprattutto con i cittadini e le cittadine omosessuali e transessuali in particolare i più giovani che abitano nelle periferie o le coppie che camminano per strada, o gli anziani soli. Alemanno – continua Alicata – non può definire “opinioni diverse” essere contrari alle Unioni Civili perché il riconoscimento delle coppie omosessuali è il fondamento stesso della battaglia contro l’omofobia. Il sindaco dia piuttosto applicazione alla mozione contro l’omofobia approvata all’unanimità in comune e presentata dal PD che prevede campagne di informazione nelle scuole, attivi progetti culturali a basso profitto ma ad alto impatto per la rinascita civile della città. Va benissimo finanziare progetti e stare vicino agli esercenti commerciali omosessuali, ma non basta. Non basta più. La comunità omosessuale romana ha bisogno di un sindaco dalla sua parte. Ma d’altronde questo è un sindaco che a parte i tassisti, non è alleato con nessuno a partire dai bambini degli Asili Nido romani e questo per dimostrare che una città davvero accogliente o lo è per tutti o non lo è per nessuno e non possiamo permettere di essere accondiscendenti con un sindaco così.

p.s. senza contare che non ha sprecato una sola parola per la legge in discussione oggi.

Le cose che cambiano.

Emilio Di Marzio, giovane candidato Pd, al primo turno ha messo insieme 2.300 preferenze, tornerà nell’aula di via Verdi solo se vincerà Gianni Lettieri. Ma Di Marzio ha deciso: domenica voterà contro se stesso.

E a Bologna, anche se abbiamo vinto.

Il segretario del Pd Raffaele Donini mette mano al partito, apre agli esterni e “rottama” il vecchio nodo di arruolare i quadri. «Vincere il Comune non basta, ora bisogna riformare la politica e il Pd» dice, «per superare la stagione dei gruppi e dei clan».