Come i muli.

Le parole sono come pietre. Abbiamo il dovere di abbatterle con altre parole, ricordando che un tempo dalle parole trascurate e sottovalutate sono nati i regimi totalitari, sono scaturiti i mostri del secolo scorso. La discriminazione: tu sì, tu no. Le deportazioni. La morte. Abbiamo il dovere di imparare dalla storia e di opporci a costo di sembrare dei muli, immobili, su un punto. Il punto della democrazia.

Adinolfi al capolinea

Con questo stato di facebook  Mario Adinolfi commenta una triste intervista rilasciata da Marrazzo a Concita De Gregorio su repubblica:

E comunque, precisiamolo: i trans non sono donne all’ennesima potenza, sono moderni ircocervi, uomini con finte tette di silicone che fanno solo tristezza…preda di un mondo fatto di degrado e squallore, compravendita del corpo, spesso di alcool e droga…viva le mogli, le madri che si fanno il culo quadro, le donne con le palle perché non sono “riposanti” ma compagne dialettiche di un’esistenza, quelle che ci accudiscono per davvero e non a botte di mille euro a prestazione

…Direi che e’ evidente che il povero ragazzo e’ degno rappresentante di una violenza verbale intollerabile per un partito che si definisce democratico. Aggiungeremo materia, nuovamente, per la commissione di garanzia.

Mario Adinolfi e’ socialmente pericoloso e lo considerero’ diretto corresponsabile di qualsiasi prossima violenza fisica verra’ perpetrata a danni delle persone transessuali. Terrei a chiarire sia a lui che a Marrazzo che le persone transessuali MtF non vanno apostrofate al maschile e nemmeno sono donne all’ennesima potenza dove andare a sbattere la propria patologica disperazione.

Le persone transessuali non sono prostitute. Non sono drogati. Sono anche quello. Come molte donne. E come molti uomini. Questa stampa e certa ignoranza del nostro mondo tende a parlare solo del visibile, degli estremi. Fame di sangue. E di sesso. Tutto buono per questo mondo vampirizzato che certo non e’ quello che le madri citate da Adinolfi desiderano per il loro figli.

Sono persone. Punto.