Il lavoro. Il lavoro. Il lavoro.

Come possiamo risolvere i problemi di questo Paese se io pago il canone per pagare lo  stipendio ad un giornalista che sulla TV di Stato non è in grado di riportare la discussione sui temi reali, sulla verità?

Sentire dire che un’azienda che ha il 30% del mercato “ha il monopolio” è una palese falsità, non può essere la base della discussione.

Questo impedisce di risolvere i veri problemi del lavoro.

Cominciamo a farci le domande giuste con coraggio: perché nessuna azienda del mondo, tranne una di cui gli stessi sindacati non si fidano, vuole rilevare Termini Imerese?

Questa è la domanda corretta. La risposta è parte della soluzione. Solo analizzando questo cominciamo a trovare il modo di non lasciare gente per strada. Il resto è solo gioco delle parti. Inutile a tutte le classi sociali in gioco.

Verrai a trovarmi d’inverno a Firenze

Alla presenza dell’autrice, Cristiana ALICATA e della giornalista Francesca FORNARIO (l’Unità)
Readings a cura dell’attrice Fiorella SCIARRETTA
Introduzione a cura di www.laicitaediritti.org
http://www.lacitelibreria.info/

VERRAI A TROVARMI D’INVERNO, secondo romanzo di Cristiana Alicata: è la storia di Elena, giovane chirurgo ortopedico, che in seguito ad un incidente motociclistico decide di trascorrere la convalescenza a Pantelleria, in pieno inverno. Qui conosce Liz, fisioterapista transessuale in attesa di cambiare sesso, e Gina, meccanico, che ha paura d’amare. Nel limbo spazio-temporale proprio delle Isole, le due donne l’aiuteranno a ricostruire le dinamiche dell’urto, sentimentale prima che fisico. Di pari passo al riaffiorare dei ricordi, remoti e recenti, anche la realtà muterà i suoi connotati, fino a svelare vite segrete e intrecci imprevedibili: Aldo, padre di Elena, non risparmierà sorprendenti rivelazioni su un passato, che brucia ancora, portando con sé le ciniche conseguenze di sogni infranti. “Verrai a trovarmi d’inverno” è un doppio viaggio: alla scoperta di un’isola e della capacità di parlare di se stessi, aprendosi agli altri…

Ora
sabato 1 ottobre · 18.00 – 20.30

Luogo
Libreriacafè “La Citè” – Borgo San Frediano 20/R – FIRENZE

Lettera a Civati e Serracchiani (e sull’uscita di Adinolfi dal PD)

Caro Pippo, cara Debora,

scrivendo a voi scrivo anche a me e a tutti coloro i quali, con noi, condividono un’idea di Paese, un’idea di servizio della politica e contemporaneamente vivono da anni la medesima frustrazione di non vedere quasi nulla cambiare.  Questa non è solo una questione del PD, ma è anche e soprattutto una questione del PD. Ho scritto questa lettera prima dell’uscita di Adinolfi dal PD (che io volevo fuori per omofobia, non certo per eroismo generazionale), ed oggi sembra più attuale ancora.

Inutile girarci intorno, dobbiamo essere intransigenti con noi stessi come lo siamo con gli altri.

Quanto contiamo in questo partito? Al di là del nostro consenso personale, della speranza che intorno a noi si è creata, quanto riusciamo ad incidere sulle decisioni veramente importanti?

Continua su IMille.org.

Adinolfi se ne va.

Caro PD….forse dovresti dare più retta agli omosessuali del partito….prima la Binetti, poi Rutelli, ora Adinolfi….tutti omofobi che prima difendi e poi ci pigli gli schiaffi.

A parte le facili e tristi ironie…in ogni caso Adinolfi se ne va dicendo alcune cose condivisibili sullo stato del partito.

Peccato che giunga alla conclusione che l’unica speranza siano i cattolici. Ma i cattolici quali? Certificati da chi? Ne conosco molti e sono tutti diversi. Non esiste il “cattolico” in politica, come non esiste il “gay” in politica. Siamo diversi, con idee diverse sul lavoro, sui diritti civili.

Persone insomma, prima delle etichette.

La speranza, caro Mario (che non rimpiangerò) era rimboccarsi le maniche. Non ti ho mai visto accanto a noi sulle barricate. Ti ho visto solo fare operazioni mediatiche. Come molti d’altronde e mai usare le sedi preposte del partito.

Andare via, ti dico inoltre, la dà vinta a chi (e qui dici il giusto) sta nel PD per fedeltà e cooptazione, a chi viene nominato negli enti pubblici, piazzato nei CDA senza merito. La nostra generazione merita di più soprattutto da noi stessi, dalla nostra capacità di fare squadra e di aiutarci l’un l’altro.

Perché ho presentato ricorso in Commissione di Garanzia contro i consiglieri regionali del PD del Lazio.

Carissimi consiglieri regionali,

due righe per spiegare il mio gesto di presentare un ricorso personalizzato nei vostri confronti.

Da mesi un gruppo di iscritti molto consistente ha chiesto trasparenza in merito ai pagamenti al Partito e per parte mia, in questi mesi, in particolare dalla periferia della città e dalle provincie ho ricevuto tantissime segnalazioni da parte di circoli che non ricevono sostentamento e che mi dichiaravano per certo che tizio o caio non versava al partito.

So che il gesto può sembrare estremo, ma è l’ultima ratio a cui siamo giunti dopo:

1) avere chiesto al Commissario Chiti di pubblicare l’anagrafica degli eletti sul sito del Partito del Lazio rendendo pubblica la situazione patrimoniale e dei loro pagamenti. La risposta è stata che per motivi di privacy non era possibile saperlo e che vi avrebbe inviato un telegramma di cui sappiamo per certo non ci è stato esito.

2) avere chiesto nell’ultima direzione regionale che i pagamenti venissero regolarizzati, riprendendo l’accorato appello del segretario romano che si diceva contrario alle primarie nel Lazio per motivi economici. Mi sono permessa di ricordare che i soldi per le primarie, se il PD Lazio ricevesse soldi dai suoi eletti, ci sarebbero. In ogni caso il partito deve essere messo in condizioni di fare politica sui territori, di promuovere il ricambio generazionale (cioé di quelli che non possono spendere 200 mila euro per una campagna elettorale), di affrontare la prossima campagna elettorale.

Se siete in regola con i pagamenti non avete nulla da temere (ieri ho anche avvertito qualcuno di voi che paga con certezza e ho trovato totale appoggio), anzi vi chiedo di dichiarare pubblicamente la vostra situazione per rendere più trasparente il rapporto tra gli iscritti e i propri eletti, cosa che mi aspetta d’ora in poi accada senza che nessuno di noi debba chiederlo in modo così brutale.

Purtroppo per evitare risposte generiche non ho potuto presentare un ricorso generico. In questo modo avremo una risposta su ognuno di voi e spero che la presidente Cipriani convochi la commissione al più presto per dirimere questo dubbio che riguarda ormai tutti gli iscritti del Lazio.

Mi auguro che chi non è in regola si metta a posto (magari, guarda caso, prima della riunione della commissione di garanzia!!!!) e che tutto si concluda felicemente.

Resta l’amarezza di stare dentro un partito in cui ci sono delle regole che tutti dovremmo rispettare e che nessuno le faccia rispettare se non in caso di denuncia.

Concludo ricordando che chi non è in regola con i pagamenti non può essere ricandidato né accedere a cariche di partito.

Sarà mia cura presentare un ricorso simile ogni 6 mesi e in ogni caso allargandolo a tutti i livelli degli eletti. In ogni caso questi sono gli strumenti che ci mette a disposizione il Partito per garantire il proprio funzionamento.

Colgo l’occasione per ricordare che i parlamentari usano il RID bancario.

PD Lazio: ricorso contro tutti e 14 i consiglieri regionali

p.s. consiglio nel dubbio di farlo a tappeto in tutti i casi dubbi.

Ho appena inviato – su mandato di un bel po’ di brava gente – alla Commissione di Garanzia del PD Lazio ricorso nominativo “contro” tutti i 14 consiglieri regionali del PD Lazio, affinché sia accertato che ognuno di loro paghi i contributi come previsto dallo Statuto. Anche nel PD dobbiamo fare ricorso al potere giudiziario per fare rispettare le norme. Alcuni pagano, ma questo è l’unico modo per farsi dare finalmente risposte per ognuno di loro senza sentirsi rispondere che per motivi di privacy non possiamo sapere nulla.

Qui trovate il testo che è stato inviato per tutti e 14.

Alla Commissione regionale di Garanzia

del Partito Democratico del Lazio

All’attenzione del Presidente Franca Cipriani

premesso che:

  • a norma dell’articolo 7, comma 2 del Regolamento finanziario del PD Nazionale (Contributo da eletti), «gli eletti nei Consigli Regionali e negli enti locali territoriali, aderenti ai gruppi del Partito Democratico, nel rispetto del codice etico, sono tenuti a versare ai corrispondenti livelli del partito un contributo mensile con le modalità definite nei rispettivi Regolamenti finanziari dell’Articolazione Territoriale»;
  • a norma dell’articolo 30 dello Statuto del PD Lazio (Doveri finanziari degli eletti), «gli eletti a tutti i livelli sono tenuti a contribuire al finanziamento del partito  secondo le disposizioni ed i regolamenti vigenti o che saranno assunti dai corrispondenti livelli di direzione politica. L’eventuale inadempimento a tale obbligo preclude la possibilità di ricandidare  l’eletto a qualsiasi carica istituzionale o di partito».

considerato che:

  • in diverse occasioni pubbliche, compresa l’ultima direzione regionale del PD Lazio, è stato prospettata la questione relativa all’inadempimento degli obblighi contributivi sopra richiamati da parte degli eletti all’Assemblea Regionale del PD Lazio;
  • a norma dell’art 3 del Regolamento delle Commissioni di garanzia, «le Commissioni di Garanzia istituite e articolate nei diversi livelli secondo quanto stabilito dagli Statuti delle Unioni regionali, vigilano e intervengono per assicurare la piena applicazione dello Statuto, l’esercizio dei diritti e dei doveri degli iscritti/e e degli elettori/ci, degli eletti/e nelle istituzioni iscritti/e al PD partito democratico. Esse altresì vigilano per la piena applicazione del diritto alla informazione e alla formazione, ristabilendone le condizioni entro trenta giorni dalla segnalazione della mancata applicazione del diritto».

chiede

che codesta Spett.le Commissione regionale di garanzia

voglia

verificare tempestivamente il rispetto delle vigenti disposizioni sopra richiamate da parte di XXXXX XXXXXX  e adottare le conseguenti eventuali decisioni.

Cristiana Alicata

La CEI sul Governo (in ritardo di 20 anni e con il ricatto alla mano)

Leggete qui, fino in fondo.

“I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie – dice Bagnasco – sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune”.

In sostanza riprendono il Governo più per motivi morali e infine

“Esprimiamo l’auspicio – dice Bagnasco – che la legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento possa giungere quanto prima in porto: dopo l’approvazione della Camera dei Deputati, essa attende il secondo passaggio al Senato”

lo richiamano all’ordine sul Testamento Biologico.

Io voglio un Paese meno ipocrita, non teocratico e laico.

Non applaudirò a critiche che dovrebbero arrivare per ben altro e che aspettiamo da quasi 20 anni. Lo sapevate anche voi tutto questo. Troppo facile dirlo adesso.