Sull’outing dei politici.


Sono d’accordo con Ivan Scalfarotto che per questo motivo lascia Equality Italia.

Il passaggio più politicamente importante:

‎”Da noi,scoprire e denunciare l’omosessualità perfino di un Giovanardi o di un Gasparri[…]ci darebbe forse un’effimera soddisfazione ma non toglierebbe nessuna carica né all’abiezione né, purtroppo, alla popolarità delle loro tesi.Siamo governati da una persona i cui discutibili comportamenti e i cui vizi privati sono stati resi pubblici(“outed”)in ogni modo e questo non impedisce a questa persona di sedere a Palazzo Chigi.”

Per conto mio mi chiedo da giorni:

Perche’ solo politici di centro destra? Perche solo quelli che hanno votato contro la legge? Perche’ non quelli del PD che vogliono andare con l’udc (ai quali quindi le nostre questioni non importano un fico secco)?

Sembrano un po’ di parte questi anonimi. O e’ voluto? E perche’ proprio adesso che D’Alema era sotto il fuoco incrociato del movimento e un pezzo di PD ha messo nero su bianco matrimonio e altre cose? D’alema ringrazia insomma.

Ed anche chi non ci dara’ nulla al turno successivo. C’e’ bisogno di costruire l’alternativa. Scoprire che 10 deputati del centro destra sono gay non porta a nulla…e’ vendetta. Antipolitica. Carne per la stampa. E la carne e’ sempre nostra..lo schifo e’ sempre essere gay…più difficile fare gruppo senza personalismi intorno a delle idee contro la casta del mio partito. Che oggi, ripeto, ringrazia chi gli ha levato questa patata bollente.

Pessimo lavoro della stampa, stavolta, che invece di rilevare che un Giovanni Bachelet, cattolico e vicino alla Bindi, aderisce ad un manifesto che contiene al matrimonio preferisce dare voce ad un’operazione che, per come sta nascendo: anonima e di parte, potrebbe finire per danneggiare il mondo omosessuale.

 

14 pensieri riguardo “Sull’outing dei politici.

  1. Qui c’è la vocazione a perdere made in PD. Un marchio una garanzia.

    “E la carne e’ sempre nostra..lo schifo e’ sempre essere gay…più difficile fare gruppo senza personalismi intorno a delle idee contro la casta del mio partito. Che oggi, ripeto, ringrazia chi gli ha levato questa patata bollente.”

    Falso.

    Primo perché la contraddizione striderebbe più della condannata condizione. Confinerebbe cioè i politici omosessuali repressi nell’ambito degli ipocriti spesati, depotenziandone non solo l’attuale mandato ma gettando ombre minacciose sul loro attivismo passato, sulle considerazioni che li hanno sempre mossi e anche sulla battaglia portata avanti per pecunia e non per convinzione (la gente non è cretina e chiede trasparenza).

    Secondo, la gente non condanna ormai l’omosessualità come si continua a credere, il progresso sociale è realtà conclamata e l’omofobia è sempre architettata scientemente da gruppi potenti e opportunisti (vedi Chiesa Cattolica). La gente che si rende conto che un politico cattolico, benedetto legittimato e fervente, è in realtà un’ipocrita, non si compatta nel nugolo dei duri e puri della congrega tradita, anzi (vedi caso pedofilia nel clero) perde sostanzialmente fiducia nei collaboratori prima (politico gay represso) e nell’istituzione che chiede quella collaborazione poi (Chiesa Cattolica).

    Il resto è il solito machiavellismo politico stile PD, intrighi, trame, mille correnti (990 delle quali apertamente omofobe) tutte sotto il giogo del bordello democratico inteso come “raccogliamo l’istanza del primo che s’alza e dà fiato alle corde” che alla fine è semplicemente l’ammissione del fallimento programmato. Troppi galli che cantano e l’alba non viene mai.

    Piccola nota personale: sinceramente sarò meschino, ma anche se l’outing non porterà a rivoluzioni politiche (difficile considerando l’attuale assetto), ma soltanto problemi, rogne, divisioni, solitudine e grattacapi per i 10 repressi persecutori, sarà ugualmente una piccola gratificazione personale. Dopo tanto subire l’idea che un nemico che si è comportato per decenni in modo palesemente discriminatorio, in evidente crisi di personalità, soffra della ferita inferta dalla sua stessa spada mi fa tornare decisamente il buonumore. Non servirà, non farà letteratura, non aiuterà l’avanzamento sociale, la comprensione e la convivenza, ma sinceramente sarà una giusta punizione e un contrappasso più che meritato.

    Saluti

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  2. Logica ferrea, magari a volte manca di senso pratico, ma nemmeno poi così tanto, dimostra che nulla di più controproducente per il bene della società in generale, che il dualismo in cui stiamo annegando.
    Non voglio un governo che governi solo destra, non voglio un governo che governi solo la sinistra… non voglio un governo che governi solo i gay.
    Mentre ora, l’unica cosa che fanno i governi, siano del PD, del PDL, o prima della DC (sembra preistoria) l’unica cosa che governano veramente sono solo i loro PRIVILEGI… facendo di riflesso, a volte, inconsapevolmente alcune cose buone per il paese, o molto più spesso… solo danni.
    Questo è il vero problema… e esporre al pubblico ludibrio un pugno di gay nascosti… non risolve un bel nulla.
    G.

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  3. È il solito garantismo italico solo per i potenti, Meursault. Il PD è pur sempre un partito di privilegiati, sia pure meno corrotti e impudenti della controparte (d’altra parte, ci voleva un impegno non indifferente)!
    La Alicata già pregusta il suo pezzettino di potere… l’hanno già candidata in passato, prima o poi avrà anche lei uno strapuntino da cui fingere di voler cambiare il mondo. Ma alla fine è tutta fuffa, parole a vanvera.

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    1. Lorenzo a volte mi fai paura….guarda che fare politica non e’ quello che ti raccontano. Io sono cresciuta pensando che fare politica fosse impegnarsi per il bene comune. Se domani si decide che ogni incarico politico comporta uno stipendio di 1000 euro io non mi mwetto a fare altro. Se non ti incontrassi in fila nei musei a volte penserei che sei un troll. Baci.

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    1. Ma che significa questa frase? Marco che ne sai della mia vita? Fino a prova contraria lavoro più di dieci ore al giorno da un privato. Il resto sono parabole di idiozia. Criticate le idee ma non colpite le persone. Sempre che ne siate capaci, eh.

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      1. Cristiana, sappiamo che da anni e anni continui a stare nel PD criticando tutto e tutti ma senza mai cavare un ragno dal buco, senza mai riuscire a scalfire il sistema granitico simil-mafioso del mio ex partito. Cosa ne hai concluso, dunque? Non è ancora ora di andartene? Ma non sarà che ci stai bene, che è tutta “vis grata puellae” in attesa del posto d’oro in politica?
        Per anni ho creduto alla tua buona fede: diciamo che ti ho fatto credito, moralmente. Ora hai anni e anni di debiti morali, ed è ora che saldi il conto: ormai sei stata inserita nella lista dei cattivi pagatori in moralità. Hai ancora risorse di etica con cui saldare, o solo tante chiacchiere stantie? Ma se è così, puoi sempre dichiarare bancarotta e ricomincia da capo. Nel Movimento 5 Stelle, in SeL, in IdV… dove ti pare. Ma non star più a fare la bajadera di D’Alema – per poi pretendere pure la nostra stima!

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  4. comunque Cristiana, c’è chi dice à la guerre comme à la guerre e c’è chi dice porgi l’altra guancia. Da un punto di vista prettamente personale, anche io giudico eticamente non giusto far l’outing dei personaggi politici che predicano bene e razzolano male, però …

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  5. Gentile Dr.ssa Alicata,

    ammesso che l’outing di certi politici sia un gesto scorretto, sarebbe un segnale di insofferenza tangibile. Meglio degli ultimi anni, ingolfati di milioni di dichiarazioni omofobiche contrastate da qualche debole pigolio difensivo.
    Che è il meglio di quanto il PD ha saputo creare con il suo atteggiamento viscido e ondivago in materia di legiferazione sulle coppie di fatto.

    Adesso le spiego: il PD dovrebbe dire forte e chiaro che elaborerà e approverà una legge per l’equiparazione tra le unioni di fatto e il matrimonio (come inteso dalla Costituzione), e un’altra legge per le adozioni da parte di single e coppie gay. Perché solo così si sancisce l’uguaglianza della dignità umana, indipendentemente dal genere, dallo stato civile e dall’orientamento. Magari, nel frattempo neutralizzate i vostri eminenti esponenti omofobi tipo la Bindi, Bersani, D’Alema.

    Oltretutto, in quel caso ci guadagnerebbe qualche milioncino di voti (possibili, futuri), che probabilmente sovracompenserebbero quelli persi da un’eventuale mancata alleanza con l’UdC.
    Fatevi due conti, se proprio non riuscite a trovare un bandolo morale.

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  6. Quanta confusione regna oggi presso la “Gauche Caviar”,
    e non la trovo una situazione eccellente.

    Dunque, uno dei pilastri del pensiero moderno è la difesa della sfera privata degli individui.
    E’ uno di quei principi la cui assunzione sociale ci è costata una guerra mondiale ed una lunga guerra fredda.
    Se non fosse intervenuto nel conflitto, forse il nostro paese sarebbe giunto naturalmente ad una tale conquista, o almeno questo è quello che noi qui nella fogna pensiamo (questo lo dico perché penso che i processi storici nel campo dei rapporti sociali non dipendano direttamente dai contesti ideologici ma dalle dinamiche economiche e politiche).
    Va chiarito che la difesa del privato degli individui non è una conquista della sinistra europea, bensì delle democrazie anglosassoni (non ostante ciò che avete letto su Repubblica e su l’Unità).
    Al contrario, la sinistra italiana ha per decenni teorizzato che il privato ed il politico si fondono, non facendo altro che esprimere una delle tante aberrazioni del pensiero totalitario.
    Un pensiero che non ha mai veramente abbandonato l’intimo sentire del militante come dell’intellettuale.
    Nel tempo, questo sentire politico-culturale si è spesso incarnato in una corrente morale che, come un fenomeno carsico, riemerge di tanto in tanto per far sentire il suo latrato assolutista.

    Un perfetto esempio ne è questa iniziativa schiettamente “democratica” dell’outing dei parlamentari di destra segretamente omosessuali.
    La negazione del diritto alla protezione della sfera privata non è patrimonio unico delle dittature ma dell’impulso umano a rifiutare la complessità, generando il desiderio di controllo.
    Questo desiderio è passato dal controllo sociale degli individui, presente nelle dittature alla pervasione spionistica digitale dell’era moderna, e questa insidiosa e palesata transizione non fa che confermare
    la radice psicologica comune del desiderio di dominio della sfera privata da parte della sfera pubblica.
    L’impulso è lo stesso ma cambia pelle.
    Voglio dire che, nei fatti, non esiste alcuna differenza fra il magistrato che pubblica le intercettazioni per distruggere l’Individuo umanamente, colui che pubblica una lista di prescrizione che esponga al pubblico ludibrio
    l’Individuo e la pratica di coercizione dell’Individuo sognata dalle dittature degli anni venti e trenta del secolo scorso.
    Il desiderio comune è sempre quello di comprimere le libertà individuali a favore di un disegno politico attuato per il “bene” della collettività o di una “collettività”.
    L’outing dei parlamentari di destra, e coloro che difendono la funzione politico culturale di detta azione, attengono a questa sfera, quella dell’ansia verso la complessità.
    La verità è che, anche laddove le individualità esposte nella lista di outing “democratico” fossero moralmente ipocrite, il tentativo di correggerne il comportamento proviene dritto dritto dal desiderio di compressione autoritaria dell’individuo.

    Parecchio tempo fa scrissi su questo sito che, uscito dalla mia fogna, e saltellando per le strade di Capalbio, m’imbattei in un ratto hitleriano.
    Una persona in particolare, che seppure “Mischling” non disdegnava di odiare Israele, e che, mentendo a se stesso, pensava di incarnare l’idea di eguaglianza. Non, come a suo dispetto, l’ultimo residuato del pensiero razzista.
    Da allora è passato più di un anno e vedo che quel ratto si è moltiplicato. Che si parli del diritto di Israele ad esistere o del privato omosessuale dei parlamentari di destra, poco cambia, la radice ideologica ed emotiva è la stessa di quella che voi chiamate “fascismo”, non sapendo che altro termine impiegare. Per ignoranza ed incapacità di analisi (noi la chiamiamo così: ansia autoritaria verso la complessità, o totalitarismo).
    Con questo voglio dire che certe fenomenologie politiche e culturali si annidano dove voi di sinistra vi rifiutate di vedere.
    Invece, noi topi di fogna, istruiti dalla storia, questo abbiamo imparato a farlo benissimo. Ed è per questo che discutiamo sul come costruire una comunità che salvaguardi la complessità degli individui.

    Quella lista è un attacco a voi/noi tutti, rigettatela.

    A Romanesque Salutation,

    Gherio I. Lacroix

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  7. Mi sono letto il teso di Busi.

    Per la barba del feroce Saladino, un testo degno di Goebbels, o meglio di una “tricoteuse”! Capperi che bel pezzo di fasc… ma che dico(!?), mi devo essere bevuto il cervello! Ahahahaha!

    Adesso però vi chiedo, ma è mai possibile che non ci sia nessuno di voi che si renda conto di quanto “specchiatamente” infami, pericolose, autoritarie, forcaiole, sanguinarie, intolleranti, ipocrite, false, faziose, incivili, siano le parole di questo lestofante giacobino travestito da intellettuale?

    Vi scandalizzate per le frasi razziste dei leghisti, però quando qualcuno di voi si mette sotto i piedi le regole fondamentali della convivenza civile vi guardate bene dal criticarlo, anzi lo elogiate o al meglio fate dei distinguo (“il distinguo democratico”). Che stile!

    Un Saluto Romanesque,

    Gherio I. Lacroix

    P.S.
    Per una volta mi voglio rivolgere a Cristiana Alicata.
    Lei veramente pensa che se nella lista fossero stati contenuti anche i nomi dei politici che a sinistra non dichiarano la loro omosessualità pubblicamente, l’iniziativa avrebbe potuto essere politicamente accettabile?
    E se non lo pensa, perché non cerca di essere più chiara e coerente con il suo pensiero e scrive a chiare lettere che sia la lista di outing che la lettera di Busi puzzano di oscurantismo etico? La Concia bene o male lo ha fatto.
    Lei è un politico coraggioso, lo dimostri ancora una volta.

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