Lettera a Civati e Serracchiani (e sull’uscita di Adinolfi dal PD)


Caro Pippo, cara Debora,

scrivendo a voi scrivo anche a me e a tutti coloro i quali, con noi, condividono un’idea di Paese, un’idea di servizio della politica e contemporaneamente vivono da anni la medesima frustrazione di non vedere quasi nulla cambiare.  Questa non è solo una questione del PD, ma è anche e soprattutto una questione del PD. Ho scritto questa lettera prima dell’uscita di Adinolfi dal PD (che io volevo fuori per omofobia, non certo per eroismo generazionale), ed oggi sembra più attuale ancora.

Inutile girarci intorno, dobbiamo essere intransigenti con noi stessi come lo siamo con gli altri.

Quanto contiamo in questo partito? Al di là del nostro consenso personale, della speranza che intorno a noi si è creata, quanto riusciamo ad incidere sulle decisioni veramente importanti?

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