PD LAZIO: decisioni rimandate di nuovo.

Decisioni sul PD Lazio rimandate ancora.

Una cosa è certa: a volte rimandare riunioni importanti è una forma di interruzione della democrazia interna.

Nel frattempo si possono fare accordi, modificare le regole a proprio piacimento, come eliminare le primarie e accordarsi su Gasbarra…come se la fretta di mettere uno qualsiasi risolvesse i problemi. Io continuo a pensare che ci vuole un segretario amato dalla base, con la valigetta, lontano dalle dinamiche del secolo scorso e dalle lotte intestine.

Gasbarra non risponde a niente di tutto questo a mio parere.

Il senso di responsabilità nei confronti dei cittadini del Lazio sta proprio nel volere un PD sano: per gli asili, per gli ospedali, per tutto. Non sono “cose interne”, questo è quello che vogliono farci credere a tutti.

Appena ne abbiamo, di nuovo, altri aggiornamenti.

Cose che non devono più succedere.

‎”A volte il danno che fa dentro di te l’odio delle persone che ti stanno attorno è troppo grande. A volte il futuro sembra troppo lontano. È quello il momento in cui il tuo cuore si spezza.” La notizia di oggi è questa, il suicidio di Jamey Rodemeyer, 14 anni. Le cose da fare sono tutte qua dentro. Costruiamo un mondo diverso.

…la discrezionalità politica.

Come fa notare Francesco Gastaldi in questo articolo sul sistema “Sesto” legato al caso Penati: “…la mancata elasticità (entro certi limiti) dei piani, cui si cerca in ogni modo di derogare, conferisce un potere discrezionale al soggetto pubblico che può (o meno) prendere decisioni che hanno rilevanza economica. ”

 

Pd Lazio, i puntini sulle i e avviso ai naviganti: avremo un candidato.

In questi giorni circolano voci a dire poco folli solo a leggerle.

Un pò perchè è pazzesco ancora sentire parlare di correnti.

Secondo perché ad agosto il commissario Chiti ha deciso un percorso e nominato un direttivo politico di cui anche io faccio parte e quindi deduco che la serietà di un partito si evinca anche dal rispetto che esso stesso tiene per le decisoni che prende. Tale direttivo politico deve ancora riunirsi e vi aggiorneremo.

E’ falso che Bersani abbia nominato Gasbarra perché non può farlo, quindi gli Aredem stiano tranquilli e pensino alla crisi finanziaria o si rivolgano alle sedi preposte (commissario e direttivo politico).

http://www.romadomani.it/romadomani/index.cfm?area=news&idC=1698

E la si pianti di chiedere a Chiti di convocare l’assemblea regionale, organo inetto in quanto balcanizzato, già fallito l’anno scorso e che quindi NON può nominare nessuno. Lo dico soprattutto ad alcuni consiglieri regionali.

http://www.romadomani.it/romadomani/index.cfm?area=news&idC=1705

Ad oggi l’unica strada percorribile e legale è quella delle primarie. Si candidi pure Gasbarra, noi avremo un nostro candidato. Su questo potete starne non certi. Certissimi. Poi se i giornali vogliono continuare a dare le notizie da “uffici stampa” e vogliono ignorare che il PD del Lazio, quello vero, quello degli iscritti è diverso da quello raccontato dai comunicati stampa si accomodino pure.

De Magistris e San Gennaro.

Baciare un miracolo è lecito. Lo faccia l’uomo però, non il sindaco. Senza fascia. Bastava toglierla. O si poteva presenziare, con la fascia, senza questa genuflessione che di nuovo butta in caciara la richiesta di laicità. E proprio ieri che è il giorno prima di oggi e ricordiamo Porta Pia e la laicità dello stato.

Aiutiamo il Paese a distinguere il folklore, la tradizione, i bei ricordi d’infanzia, gli gnomi e le fate…dalla realtà. Dura, certo. Ma vero.

Sono d’accordo con Luca Sappino.

La mia lettera ad Ezio Mauro sull’outing dei politici.

Caro Direttore,

Di recente ti ho ringraziato per il risalto che hai dato alla campagna contro l’omofobia salutando, finalmente, il ritorno del Tuo giornale in prima fila nelle battaglie laiche e civili come avveniva un tempo.
Il nostro Paese è attraversato da una specie di malattia collettiva che spinge nell’ombra le battaglie di libertà ed uguaglianza relegandole alla libertà di coscienza o alla secondarietà rispetto a problemi più grandi. E’ sempre inopportuno. O troppo presto. O fuori tempo.
Ricordo, ovviamente non a te, ma a chi ci legge, che nei Paesi più avanzati e con il PIL se non più alto – per lo meno più equamente distribuito – il livello dei diritti civili è notevolmente più avanzato che qui. E, spesso, la crescita economica e l’ampliamento dei diritti non sono stati temporalmente separati ma sono arrivati insieme. Dentro quei diritti civili c’è anche un tema su cui l’Italia è in notevole ritardo e che è fortemente legato alla questione omosessuale, come la parità di genere.

Trovate il resto sul blog de IMille.

Sull’outing dei politici.

Sono d’accordo con Ivan Scalfarotto che per questo motivo lascia Equality Italia.

Il passaggio più politicamente importante:

‎”Da noi,scoprire e denunciare l’omosessualità perfino di un Giovanardi o di un Gasparri[…]ci darebbe forse un’effimera soddisfazione ma non toglierebbe nessuna carica né all’abiezione né, purtroppo, alla popolarità delle loro tesi.Siamo governati da una persona i cui discutibili comportamenti e i cui vizi privati sono stati resi pubblici(“outed”)in ogni modo e questo non impedisce a questa persona di sedere a Palazzo Chigi.”

Per conto mio mi chiedo da giorni:

Perche’ solo politici di centro destra? Perche solo quelli che hanno votato contro la legge? Perche’ non quelli del PD che vogliono andare con l’udc (ai quali quindi le nostre questioni non importano un fico secco)?

Sembrano un po’ di parte questi anonimi. O e’ voluto? E perche’ proprio adesso che D’Alema era sotto il fuoco incrociato del movimento e un pezzo di PD ha messo nero su bianco matrimonio e altre cose? D’alema ringrazia insomma.

Ed anche chi non ci dara’ nulla al turno successivo. C’e’ bisogno di costruire l’alternativa. Scoprire che 10 deputati del centro destra sono gay non porta a nulla…e’ vendetta. Antipolitica. Carne per la stampa. E la carne e’ sempre nostra..lo schifo e’ sempre essere gay…più difficile fare gruppo senza personalismi intorno a delle idee contro la casta del mio partito. Che oggi, ripeto, ringrazia chi gli ha levato questa patata bollente.

Pessimo lavoro della stampa, stavolta, che invece di rilevare che un Giovanni Bachelet, cattolico e vicino alla Bindi, aderisce ad un manifesto che contiene al matrimonio preferisce dare voce ad un’operazione che, per come sta nascendo: anonima e di parte, potrebbe finire per danneggiare il mondo omosessuale.

 

Quello che ci ha ammazzato.

Lo racconta con coraggio il New York Times, ripreso dal Corriere della Sera che uno si chiede dove stanno i giornalisti italiani oltre che sul pezzo delle escort.

‎”So bene che 60 lavoratori comunali in una città di 1000 abitanti sono molti – dichiara il primo cittadino – Ma se non gli avessimo offerto un lavoro, queste persone sarebbe emigrate, magari in America.”

E come sono state scelte? E quanti invece se ne sono andati?

Quelli che magari la differenza la fanno davvero invece di stare seduti al bar?

Non è meglio investire quei soldi per “creare” lavoro invece che per “pagare” stipendi?