A Roma la sinistra (ehm) è confusa


Il manifesto di SeL per Steve Jobs che sta infestando Roma è una vera schifezza per tanti motivi:

1) Jobs non era di sinistra, era un capitalista. Si può essere imprenditori di sinistra, ma Jobs era un capitalista. La mia è una provocazione ai compagni di SeL chiaramente. Non dimentichiamo che Apple è stata spesso criticata perché produce componenti dove i lavoratori non hanno alcuna difesa.

2) Gioca sul sentimento popolare indotto dal marketing. Apple è figa e allora anche SeL è figa. Un po’ meschina come operazione di marketing politico, no?

3) molti dei manifesti sono abusivi. E questa è la cosa più grave….ovviamente lo fanno tutti. Infatti l’unica strada è: basta manifesti. Vedi poi come i tipografi si avvalgono di attacchini onesti, basta minacciarli di non farli lavorare più.

Compagni…e daje, non avete altro da dire ai romani…eppure di materia ce ne è tanta.

23 pensieri riguardo “A Roma la sinistra (ehm) è confusa

  1. Trovo il tuo pensiero davvero calzante…. Ti dico solo che nella mia realtà territoriale già da tempo chiamiamo le fabbriche di Nichi “fabbriche dei Fichi” a sottolineare l’atteggiamento che di solito caratterizza i partecipanti e gli iscritti a questo “movimento” di SEL, dove ogni iniziativa, ogni slogan, etc, è cool per definizione.

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  2. E non sei contenta?
    Il “ma anche” del PD ha fatto scuola!
    Comunisti ma anche capitalisti ma anche progressisti ma anche cattolici.
    Ognuno pensa alle proprie tasche e chi può vive felice sulle spalle di chi non ha conoscenze e appoggi. 😉
    Che diavolo quel Tomasi di Lampedusa…
    Buon passato. Prosit.

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  3. buonasera a tutti 🙂
    il mio pensiero al riguardo è ancora una volta, l’assoluta e incontrollabile capacità della sinistra vera (escudo idv e pd) di trove uniformità di vedute. il non-allinearsi su un pensiero unico, che la sinistra comunista storica ha conosciuto con predicati nominali quali stalinismo o libretto rosso, ha portato infine ad una frammentazione. come dice guzzanti, “compagni, c’è rimasta la difesa di alcune specie di felci!!”. inoltre, persino il tuo commento, cristiana, ribadisce come i migliori sbeffeggiatori della sinistra, siano i “compagni” stessi. dal mio punto di vista, sempre, il manifesto è incredibilmente sbagliato. per prima cosa, celebra un capitalista, come dici. e un’azienda ricca sfondata, e che ha operai in paesi senza libertà. il messaggio di jobs, è comunque valido ed universale (forse per questo è stato scambiato per un discorso di sinistra). essere affamati, non credo proprio significhi “avere fame pur di comprare l’iphone” ma essere affamati di successo, di vita, di creatività, di design, di precisione, di stile. credere nei propri sogni al di la di tutto. penso di condividere questo messaggio.

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  4. Non ho avuto ancora il piacere di vedere il cartello di cui parli, ma c’è scritto solo “ciao steve”?

    I manifesti a Roma sono troppi, però rappresentano spesso “l’altra informazione”

    Probabilmente, per quanto piccolo, Sel poteva evitarsi l’abusivismo.

    Nichi per me rappresenta una speranza e non un fighetto.

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  5. Steve Jobs era ne di sinistra, ne di destra, ne capitalista ne communista. Jobs era un genio che stava fuori la politica. Usare il suo nome nel tuo manifesto politico posso capire, perche Jobs e Apple significano qualita’ e creativita’. Ma chi chiama Jobs ‘di sinistra’ o ‘capitalista’ si trova imprigionato nel mondo delle idee dominato dal pensiero politico e purtroppo nn e’ in grado di andare oltre

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  6. No no ma il vero punto è: PERCHÈ? Cioè perché si dovrebbero fare dei manifesti di questo genere? Insomma è morto, amen, pace all’anima sua ma cosa c’entra Sel?! Cosa frega a me tesserata di sel di avere a roma dei manifesti che sembrano fatti dal peggior fanboy?! Tra l’altro come hai giustamente fatto notare Sel e la Apple in comune dovrebbero avere ben poco, considerato che l’azienda in questione è quanto di più capitalistico e close minded ci sia in giro. Sono basita.

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    1. mah….qui è proprio il punto. Più che capitalista, liberale e flessibile e quindi meritocratico….non so se è di destra….io sono di sinistra ma SeL si oppone a questa cosa….come ha anche dovuto sottolineare Vendola stamattina smentendo i suoi uomini romani.

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  7. cara cristina hai ragione sia sulla parte riguardante la dubbia moralità di un manifesto del genere sia sull’abusivismo.. tuttavia parlando di abusivismo, qualche giorno fa qui a genzano (provincia di roma)sono comparsi su plance(coprendo tutti i manifesti di altro genere che erano già presenti),secchioni dell’immondizia,cabine enel ecc ecc un numero indefinito di manifesti del pd che riguardavano la chiusura degli ospedali che dopo qualche ora sono stati ricoperti con l’infamante frase “affissione abusiva”…

    distinti saluti

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  8. “basta manifesti. Vedi poi come i tipografi si avvalgono di attacchini onesti, basta minacciarli di non farli lavorare più.”
    Questa frase mi ha fatto rizzare i capelli in testa.
    Forse la signorina non sa che i tipografi non c’entrano per niente con l’affissione. I tipografi consegnano i manifesti al cliente e poi il cliente deve consegnare il pacco in comune per essere affisso da personale del comune, nei luoghi preposti e nei tempi decisi dal comune.
    Se il cliente decide di saltare questa fase e di affiggere abusivamente da sè che cosa c’entrano i tipografi? Massì, non facciamo più manifesti e facciamo fallire i tipografi, tanto la signorina ingegnere il suo bel posto da responsabile commerciale ce l’ha. Il solito pressapochismo che sta sia a destra che a sinistra. Si informi signorina, si informi, e non sia così banale.

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    1. Forse lei non sa che i tipografi che fanno i manifesti per i partiti (di tutte le parti) si avvalgono di personale in nero a basso costo e fanno tutto loro (provato personalmente) i tempi dei romantici attacchinaggi notturni e delle sane scazzottate tra rossi e neri sono finiti….non parlo certo di tipografie editoriali….su.

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    2. Aggiungo…anche qui e’ male informata…che i tipografi non andranno falliti se smettono di fare manifesti ai partiti. E magari invece le aziende ricominciano a fare pubblicita’ su roma senza averli coperti abusivamente che quello e’ un danno economico.

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      1. “i tipografi che fanno i manifesti per i partiti (di tutte le parti) si avvalgono di personale in nero a basso costo ” Ma di chi sta parlando? A chi si è rivolta? Non a professionisti e non parlo di grandi tipografie editoriali. Quello che vorrei è che non facesse di ogni erba un fascio.
        “i tipografi non andranno falliti se smettono di fare manifesti ai partiti”, se vuole le racconto una storia istruttiva su questo, ma in privato.
        Mi scuso per il tono, ha ragione mi sono imbestialita e ho scritto di getto, è la prima volta che mi capita ma, mi creda, mi ha toccato un nervo scoperto.
        Saluti

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