Su Roma, sui manifesti e i cartelloni. Lettera a tutti quelli che devono fare qualcosa, per primo Alemanno.


Al sindaco di Roma Gianni Alemanno,

Per conoscenza

ai capigruppo di tutti i partiti politici a tutti i livelli territoriali dai municipi al nazionale

ai segretari di tutti i partiti politici a tutti i livelli territoriali e nazionali

a tutti i parlamentari italiani

ai cittadini romani con la preghiera di diffondere la presente e di fare pressione ai propri rappresentanti

Gentile sindaco Alemanno,

malgrado io sia militante di un partito politico le scrivo da semplice cittadina per sottoporre alla sua attenzione lo stato di degrado in cui versa la città.

Due aspetti:

1) Manifesti abusivi: Ogni giorno negli spazi appositi senza pagare la tassa o in spazi abusivi, tutti i partiti nel bene o nel male, sensatamente o meno, per dire cose importanti o festeggiare il primo dentino, incartano la città.

Eh, appunto, la città. Stiamo parlando di Roma, la città che più di ogni altra dovrebbe avere il culto maniacale della bellezza, la compulsività nella cura dei suoi muri, del suo sorriso sornione, del suo volto millenario.

Inutile dire che oggi, nessun partito politico è in grado da solo di emanciparsi da questa cattiva abitudine. E’ brutto da ammettere ma da destra a sinistra passando per il centro e le ali estreme nessuno sembra voler abdicare a questa maniacale e quotidiana abitudine.

Personalmente ritengo che la comunicazione nel 2012 non passi più per la carta e che in futuro probabilmente gli storici luoghi di affissione con la scritta metallica SPQR diverranno luoghi di arte metropolitana.

Qualsiasi partito oggi si emancipasse dalla suddetta pratica, riceverebbe gli elogi di un giorno poi gli “altri” continuerebbero a imbrattare la città.

Credo sia necessario che lei, in qualità di primo cittadino di questa città, riunisca tutti i principali partiti, le associazioni, e definisca con loro una regolamentazione. Un accordo quadro che tutti si impegnano a rispettare. Mi permetto di dare alcuni suggerimenti: distribuire gli spazi in funzione dei pesi elettorali e destinare una percentuale ad altre forze o associazioni. In ogni caso ogni forza politica si impegni a pagare una tassa annuale (meglio del nulla che ad oggi si registra nelle casse del comune, sia come tassa che come multe).

Con quei soldini si può pagare un serio ufficio decoro che si occupi di verificare con la Polizia Municipale che l’accordo sia rispettato.

Chiedere ai segretari dei partiti nazionali di NON votare più nella finanziaria il condono per i manifesti abusivi. E’ una pratica che riguarda molto Roma, molto il sud e poco il nord.

Regolamentare l’attacchinaggio che viene commissionato dalle tipografie spesso assoldando lavoratori in nero. Si crei una squadra comunale che si occupa di questo in modo che sia un vero e proprio mestiere, regolato, trasparente, ben pagato e che si svolga in sicurezza (no macchine in doppia fila, attacchinaggi notturni)

2) Cartelloni: non posso credere che tutti i cartelloni che ogni mattina spuntano come funghi siano legali. Se ne è parlato molto in queste settimane, anche in termini di sicurezza e viabilità. So benissimo che dietro i cartelloni si nasconde un business incredibile, spesso abusivo. E’ possibile mappare tutti i cartelloni legali, distribuirli con un minimo di senno e senza che siano troppo intrusivi e pericolosi e quindi rimuovere tutti gli altri?

Caro sindaco,

lei è anche il mio sindaco, almeno fino alle prossime elezioni. Lei oggi è l’istituzione a cui tutti dobbiamo rivolgerci per tentare disperatamente di fermare questo degrado. Non mi interessa farne una battaglia politica. Il tutto si ridurrebbe ad una guerra tra chi non li fa e chi li fa, e di queste categorie ne abbiamo in tutti i partiti, così alla fine questa pratica o non pratica riconduce a dire che, in fondo, siamo tutti uguali. Su questo, dobbiamo proprio essere uguali. Appunto.

Mi aspetto da un sindaco, a prescindere dal suo orientamento, che eserciti autorevolezza e leadership nel guidare i processi ed i cambiamenti. Anche quando è difficile ed impopolare. Lei non risponde ai partiti. Risponde alla città anche a quella parte che, come me, non l’ha votata.

Le chiedo pertanto di dare a tutti noi cittadini un segnale in questo senso con l’appoggio unitario di tutte le forze politiche romane e nazionali. Con lei voglio parlare, nel 2013, di come gestire la mobilità, i rifiuti e le scuole. Non certo di degrado urbano. Almeno su quello dovremmo essere tutti d’accordo.

L’occasione mi è grata per porgerle i miei saluti.

 

 

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