PD Lazio. M’hanno rotto i cabbasisi.

Vi posto il mio stato di FB di questa sera. E’ molto autoreferenziale ed incazzato ma tocca che su questo blog ricominciamo un po’ a sorridere.

Ora basta. Mi avete rotto i cabbasisi. A tutti quelli che in questo momento di difficoltà non sanno fare altro che spalare merda sulle primarie del PD Lazio dicendo che il 19 febbraio farà freddo. Dove eravate quando in commissione qualcuno voleva spostarle di 2 settimane? E dove eravate in questi due anni? E dove eravate a dicembre quando si fece un calendario fitto per non dare il tempo alle primarie di poter essere vissute con calma e democraticamente! Andate a lavorare. Andate a spalare la neve. Ecchediamine.

Avete capito bene. C’è un bel pezzo di partito romano che vuole annullare le primarie. Però non ha votato per lo slittamento a due settimane. Però a dicembre non ha pensato che il 12 febbraio a Frosinone, Viterbo e Rieti di sicuro c’era la neve anche senza il bis del 1956. Però da due anni tutti zitti a guardare Rutelli, la Bonino, il casino delle amministrative del 2011 dove in alcune zone il PD ha preso 2%.

Poi dicono che a Roma frigniamo. Per favore democratici di tutto il resto del Paese datece una mano ad essere meno romanocentrici.

p.s. c’è un motivo vero per cui vogliono annullarle. Lo dicessero che famo prima.

Tutto il PD è Paese.

Niente approvazione di bilancio a Milano, ci racconta Ivan Scalfarotto, facendo notare che tanti parlamentari (che dovrebbero indicare il rid bancario) non hanno versato la quota al partito.

Nel Lazio d’altronde lo abbiamo denunciato ampiamente, ci fu risposto che erano pochi casi isolati, oggi vengono dichiarate le casse vuote per fare informazione alla regione sul fatto che domenica 19 ci sono le primarie.

Però un candidato può permettersi di ricoprire di manifesti la città di Roma, di affittare hotel per iniziative e infine persino di mandare una busta (come sta accadendo in questi giorni) con contenuto a colori e tanto di francobollo che sta arrivando a mezza città. Ecologico sistema, ma costoso per le quantità che stanno emergendo e che supera di gran lunga il tetto di spesa sobria che i candidati hanno concordato con il partito.

(ad onor del vero Gasbarra dopo il casino che abbiamo alzato ha chiesto ai suoi di non farlo, ma in alcune zone della provincia non è stato ascoltato, come abbiamo ampiamente documentato).

La democrazia interna ai partiti è possibile se tutti hanno le stesse opportunità di contendibilità. Le risorse finanziarie sono fondamentali affinché non solo i ricchi (e documentando da dove prendono i soldi, magari) possano accedere alla politica.

Un euro l’ora.

A Piazza Pulita ieri sera ci hanno mostrato degli schiavi di una cooperativa che lavora per Esselunga.

Chi gestisce la cooperativa ha licenziato il lavoratore.

In trasmissione era presente l’imprenditore Ducati che alla domanda:” LO avrebbe fatto anche lei di licenziarlo?”

Ha risposto:”Sì, ma se mi avesse chiesto scusa lo avrei riassunto.” (concezione aziendale ancora molto familistica)

Ducati in realtà avrebbe dovuto rispondere: “Siccome nel mio caso sarebbe falso sarebbe stato calunnioso. In quel caso più che voler essere riassunto, il lavoratore doveva andare in procura se le condizioni sono quelle che descrive.”

Mi auguro che la magistratura apra un’inchiesta sulle condizioni di quei lavoratori ed in generale in tutti questi settori di service che non hanno alcuna tutela (analisi dei carichi, posturale, tempi di pausa, ecc).

Nel frattempo il Foglio ci racconta cosa accade in Germania, dove l’occupazione è molto bassa, ma i salari sono anche ridottissimi e ci sono salari pari ad 1 euro all’ora.

Ora per esempio qui non ci sono dubbi (almeno per me).

Deve esistere un minimo salariale dignitoso che deve essere sempre superiore al sussidio di disoccupazione (se leggete il pezzo del Fatto spesso non è così).

Ridurre le diseguaglianze significa pagare un po’ di più i salari. Pagare il giusto.

Ci sarebbe poi da aprire un bel capitolo sul lavoro nero in Italia, magari per scoprire che quelle tariffe orarie le abbiamo anche noi, ma senza alcuna tutela.