Bersani e il tagliando alle primarie.

Bersani dice che forse le primarie vanno riviste, che magari e’ meglio se il PD cerca un candidato unico. Lo dice in buona fede. Io dico che sarebbe una follia. Nel 2008 l’apparato avrebbe scelto comunque Rutelli, per esempio. Viviamo le primarie aperte a tutti. Chi fa le primarie vince sempre. Non si deve prevenire l’elettorato. Bisogna solo rispettarlo.

Certo sarebbe bello avere un PD che riesce a farlo e concordo che abbiamo un problema se non siamo in grado almeno di intuire cosa vogliono le nostre citta’ e i nostri territori. Non li conosciamo più. Questa e’ la verita’.

Condivido il no alle Olimpiadi.

Sono d’accordo con il no alle Olimpiadi.

Non è solo una questione di soldi, ma di capacità politica di resistere ad interessi troppo grandi, che sono il vero lievito delle spese. Quando avremo imparato che prima Roma poi i palazzinari, che prima la competenza ed il merito e poi gli amici, forse, potremmo ancora concorrere per eventi come questo. E vale per tutta la classe dirigente. Inutile negarcelo infantilmente.

La Metro C, quartieri (vedi alla voce Muratella) dove i servizi accessori non sono mai arrivati…ecco queste cose sono il monumento al NO alle Olimpiadi.

Intervista a Marco Doria.

Su repubblica. 

Che racconta perché un candidato che non parla di alleanze ma di temi concreti vince. (vi prego di cogliere l’ironia)

Sullo stesso tema spettacolare editoriale di Concita su repubblica che parla anche di PD Lazio e che pubblicherò appena possibile.

Dobbiamo cambiare. Non c’è storia.

Genova e dintorni: la parola chiave non è sinistra.

Ma credibilità.

Tutti quelli che stanno leggendo il dato delle primarie genovesi come “voglia di sinistra”, non stanno afferrando il vero tema. IL PD è diviso. E in ogni caso i suoi rappresentanti hanno un vero grande problema che non ha a che fare con la sinistra intesa come “il tema lavoro”. Il PD ha un solo grande enorme gigantesco problema: la credibilità. Punto.

Leggere il dato PD in funzione delle alleanze significa compiere lo stesso errore di chi sta atrofizzando il PD.

Il PD alleato con l’UDC non è credibile perché l’UDC non è credibile. Ma, credetemi, non lo è nemmeno il PD arroccato su certe posizioni novecentesche. Il Paese ha bisogno di parole pronunciate da facce credibili. Prima lo capiamo, prima torniamo ad essere una forza politica che abbia qualche possibilità vere di governare, considerando che i sondaggi di questi mesi hanno un tasso di astensione tale da inficiarne qualsiasi lettura.