La grande voragine lasciata dal PD.


Riflessioni notturne, dopo la puntata dell’Infedele e la crisi d’identità che ho avuto. Mentre ascoltavo coglievo la voragine tra Fassina e la Gelmini. Quella voragine era il partito a cui avevo aderito nel 2008 e che ieri, in tv…puff….non c’era più.

12 pensieri riguardo “La grande voragine lasciata dal PD.

  1. la fiom è un sindacato che oggi è discriminato: a pomigliano, dove le viene impedito di trattare, pur essendo assolutamente provvista dei criteri di rappresentatività previsti per farlo; a melfi, dove la fiat ignora una sentenza di un giudice della repubblica italiana; difendere la fiom significa in questo momento difendere la libertà di pensiero, la libertà di manifestazione del medesimo, il diritto di sciopero, il diritto di non essere discriminati. punto. gli “operai” oggi esistono, eccome: basta veder tutti i luoghi, e tutte le realtà, dove le aziende in crisi stanno chiudendo; in sardegna, a piacenza la omsa, la fiat un po’ dappertutto, i wagon lit, i lavoratori che caricano i bagagli sugli aerei a fiumicino. dovresti spiegarmi dov’è l’antinomia nel difendere gli operai e le finte partite iva, i camerieri, i migranti sfruttati, i giovani avvocati che non hanno dietro lo studio del papi. dovresti spiegarmi il perchè di questa logica in base alla quale se qualcuno non ha diritti la colpa è di qualcun altro che se li è conquistati dopo anni di lotte; e perchè per darli a qualcuno bisogna per forza levarli a chi ne ha appena un po’ di più; dovresti spiegare perchè fare questa divisione fra la gente sfruttata, quasi che se un giovane oggi viene assunto con finta partita iva o con una associazione in partecipazione la colpa sia degli operai, magari quelli della fiom; dovresti spiegarmi perchè continuate a chiamarli garantiti; dovresti spiegarmi i soldi per il welfare dove li prendiamo; e dovresti, dovreste, informarvi, approfondire, cercare di conoscere realtà di cui, è evidente, non sapete nulla, se non per scolastico sentito dire; io ti dico solo che presto diventerò un giovane laureato in giurisprudenza, che farà fatica, perchè non ha lo studio di papà alle spalle; e non ce l’ha perchè papà ha iniziato a lavorare in cantiere a diciassette anni e se va bene smetterà a sessantuno; a quelli che vorrebbero darmi a bere che la colpa della mia futura precarietà è di mio padre, risponderò sempre di vergognarsi, che la colpa è soltanto loro; e mio padre devo soltanto ringraziarlo…

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      1. da come scrivi sì, si direbbe che ne sai molto poco. perchè dire, come fai, che difendere i diritti di chi lavora è stato nobile ma è ormai acqua passata significa saperne molto poco, secondo me; metterla come se difendere i diritti degli operai e difendere i diritti di altre categorie ugualmente sfruttate significa o saperne poco, oppure e peggio creare artificiosamente una contrapposizione fra categorie ugualmente sfruttate; peraltro non è certo colpa della fiom (che è un’organizzazione di categoria) e neppure della cgil se oggi esiste una moltitudine di tipologie contrattuali; la colpa, la colpa dell’avvio di queste pratiche, è del centro-sinistra fine anni ’90, del famoso “riformismo” di cui si riempie la bocca veltroni; loro hanno iniziato a far andare il sistema alla deriva, e adesso la presentano come se la colpa fosse dell'”immobilismo del sindacato”; ma cosa deve fare il sindacato, se non difendere i diritti di chi lavora? come si fa a non vedere la scanalosa dicriminazione di cui è oggetto oggi la fiom? non si può solo in due casi: o perchè non lo si sa, o perchè lo si sa e si pensa che dopo tutto va bene così, va bene che chi non firma tutto ciò che gli viene messo sotto il naso (i contratti di pomigliano li ho studiati e ti assicuro che sono qualcosa molto vicino allo sfruttamento) possa essere escluso da ogni realtà lavorativa; come sempre a pomigliano, dove i riassorbimenti dei lavoratori sono chirurgici; fra di loro non c’è nessuno iscritto alla fiom; e quando parli di formazione, fai un discorso che è ottimo sulla carta ma nella realtà non sta in piedi: un operaio, di qualsiasi settore, per imparare ha bisogno di lavorare, ha bisogno della famosa stabilità; non si può chiedere, mettiamo a un metalmeccanico, di lavorare tre anni, poi viene licenziato, per poi fare, che ne so, un corso di formazione per diventare carpentiere, poi pregare che trovi lavoro, poi licenziarlo ancora e fargli fare un po’ di formazione per farlo diventare un chimico e così via; questo è il senso della proposta ichino, che è totalmente avulsa dalla realtà; quindi è chiaro che chi l’ha fatta non sa di cosa parla. ripeto, puntare il dito contro la fiom significa fare un’operazione, falsa, per evitare di affrontare i veri problemi del mercato del lavoro in italia. e se lo si fa, di nuovo, i casi sono due: o per motivi di pura ideologia, o perchè dell’argomento non si conosce nulla e sarebbe il caso forse di approfondire. del resto nel mio post precedente ti ho chiesto qualche delucidazione, e tu mi hai risposto, mi tocca dire, in puro gelmini style. sei sempre in tempo per farmi cambiare idea…

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        1. Perdonami ma le cose che dici non hanno riscontro con cio’ che dico io….mica ho detto che gli operai (attento….non e’ detto che operai =fiom…questo e’ un approccio ideologico) non vanno difesi. E’ su come difendiamo il loro salario che ci stiamo distinguendo. Chiudendo le fabbriche o provando a tenerle aperte?????? Lo sai che a Torino la citta’ di centro sinistra (e non il referendum in fabbrica) ha votato per più del 90% per candidati non spalmati su Fiom alle primarie da sindaco? La citta’ che vive Fiat e’ tutta folle? Non parlarmi della fiom. Parlami degli operai.

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  2. Sottoscrivo quanto detto da Jacopo.

    Rilancio e sposto l’asticella. Quando si parla di questo?

    “La raccolta di firme per la “Delibera di iniziativa popolare” da presentare al Comune di Roma chiedendo il riconoscimento delle unioni civili è partita venerdì scorso. Appoggiata, tra gli altri, dai Radicali romani, Sinistra e Libertà regionale, Giovani Idv, Arcigay, Gay Center, Famiglie Arcobaleno, Di Gay project, l’iniziativa attende ora che anche il Pd romano si pronunci sulla questione. E su Facebook c’è già chi ipotizza che il partito di Bersani se ne sia tirato fuori.”Non è vero. Il partito è stato impegnato nelle primarie fino a domenica – fa sapere Simone Barbieri, responsabile dell’organizzazione della Consulta Pd Rainbow -. Per questa settimana sono convocati il direttivo del partito e della consulta che si esprimeranno sulla questione”. “Con buona probabilità – conclude Barbieri – entro venerdì avremo una risposta. Il Pd è un partito e quindi ci sono degli organismi che devono essere consultati prima di prendere una decisione”.
    Martedì 21 Febbraio 2012

    Siamo al lunedì dopo il venerdì tanto atteso. Notizie? Non è arrivato il lasciapassare dalla Cei? Fioroni s’è indisposto?

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  3. io ho parlato della fiom perchè tu l’hai tirata in ballo nel post criticandone le mosse che fa adesso, a tuo parere (discutibile) in controtendenza rispetto al suo glorioso passato. ho replicato dicendo che si tratta di un’organizzazione sindacale discriminata politicamente, e quasi antropologicamente, per le sue posizioni di dissenso rispetto a politiche aziendali (la fiat); in questo senso non condivido affatto quando dici “come difendiamo le fabbricvhe, chiudendole o provando a tenerle aperte?” perchè se per tenerle aperte bisogna accettare i ricatti di marchionne che propone condizioni di lavoro pietose, io credo che questo non sia un buon modo per difenderle (e comunque marchionne ha fatto capira che in ogni caso le chiuderà, come volevasi dimostrare). per questa ragione trovo condivisibile lo sciopero della fiom; non ho certo fatto un’equazione fiom=operai (=famiglia, proseguirebbe l’annunziata); mi sembra però che, attualmente, la fiom (la cgil in genere) sia l’unica organizzazione sindacale che prova davvero a difendere i diritti dei lavoratori con fermezza, anche dei (parecchi) lavoratori che non sono iscritti a nessun sindacato. non mi pare si possa dire lo stesso di bonanni e angeletti, i quali hanno avviato una prassi di incontri segreti e separati col governo berlusconi, rendendosi complici di alcune fra le pagine più brutte nella storia delle relazioni industriali, e finendo per indebolire tutto il sindacato con un compoìrtamento che mostrava molta più attenzione per interessi personali e di potere che per la difesa quantomeno dei loro iscritti. a torino so che le primarie si sonbo giocate fra fassino e uno più moderato di lui (che ce ne vuole), un tale gariglio; peraltro il pdl ha schierato un mezzo avversario alle comunali, dando già per persa la città, mentre il malcontento si sfoga, per esempio, su liste come quella di grillo. al referendum di mirafiori, uno scandaloso prendere o lasciare, poco più del 50% ha votato sì (fismic, uilm, ugl, fim, più quelli fra i non iscritti che giustamente temevano di perdere il posto), la posizione degli altri pochissimi di meno, era rappresentata dalla sola fiom; il tutto in un referendum ricattatorio, perchè non presentava due alternative, ma un o fate come dico io o chiudo lo stabilimento. gli operai oggi vengono licenziati, un po’ in tutta italia, perchè c’è la crisi e l’articolo 18 ammette che in casi come questi si possa licenziare; altro che garantiti! per questo credo che l’attacco all’articolo 18 sia un orrido escamotage ideologico del tutto slegato dalla realtà. come avrebbe reagito il pd se a proporne l’abolizione fosse stato berlusconi?

    p.s. se vorrai, ti invierò per mail (qui sarebbe troppo lungo) una ricostruzione della vicenda di pomigliano, e della pronuncia del giudice di primo grado, tratta da una tesina che ci hanno fatto fare in facoltà; sarà sfrondata dal linguaggio tecnico, ma vedrai che quel che c’è da capire si capisce fin troppo bene. e forse così potrai farti un’idea del vero ruolo che ciascuno ha giocato nella vicenda.

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    1. Vuoi dire melfi, non pomigliano.

      Condizioni di lavoro pietose? Hai visto coi tuoi occhi? Vissuto in fabbrica? Hai letto il nuovo contratto fiat?

      Entra in un bar. Ci sono camerieri che hanno turni e carichi di lavoro più pesanti di un metalmeccanico.

      Ma hai letto bene il mio post? Io critico il PD non la Fiom….mi sembri un po’ confuso…torna sul tema.

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      1. i contratti li ho letti perchè ce li hanno fatti leggere e quindi mi è toccato. certamente tu nel post critichi il pd, ma mi par di capire che lo critichi perchè a tuo parere troppo appiattito sulle posizioni della fiom (tant’è vero che citi la puntata dell’infedele che ho visto anch’io e le posizioni di fassina, che vi ha partecipato); criticare il pd perchè troppo “filo-fiom” (!?!?!?) significa ovviamente anche prendere le distanze dalla linea della fiom; quindi io non mi sembro per niente confuso; dopodichè continuo a non capire quando dici “ma invece di pensare agli operai pensa ai camerieri che hanno turni anche più duri”; allora ti chiarisco, anche se l’ho già detto, che: a) secondo me, difendere una categoria in difficoltà non vuol dire assolutamente lasciare perdere le altre, anzi, le mie parole a difesa degli operai non possono non valere anche per i camerieri e per tutti gli altri; perchè a me non piace creare divisioni artificiose fra i lavoratori, specie quando il minimo comun denominatore che hanno tutti è quello di lavorare a condizioni molto dure quando non di sfruttamento, con una paga quasi sempre non all’altezza; ne discende che b) per me è assurdo porre la questione dei diritti nel senso per cui se vogliamo darli a chi non ne ha dobbiamo toglierli a chi li ha. infine c) chi le difende queste altre categorie che tu hai nominato? veltroni che era un autorevole esponente dei ds quando, sul finire degli anni ’90, fu inaugurata la stagione nefasta delle leggi che introdussero fondamentalmente il precariato (e che ci vennero propinate come “riforme”)? o forse monti, il quale bel bello sulle televisioni del padrone se ne è uscito con un “ma via, è così monotono il posto fisso” (dimostrando così di saperne meno di zero, innegabilmente, delle condizioni del mondo del lavoro, cosa grave se uno insegna materie economiche, ma ancora di più se governa)? no, davvero non credo di essere confuso…

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  4. Mi intrometto e aggiungo solo che il referendum a Mirafiori, per quanto riguarda gli operai, era in equilibrio con leggero vantaggio per no.. vantaggio azzerato con lo scrutinio dei voti degli impiegati (di cui mi sembra di capire Cristiana faccia parte). Voti che hanno fatto vincere il sì. (fonte: tg regionale di quei giorni, ero allibito)

    Insomma, chi rischia di meno (sul lavoro intendo, anche secondo il testo unico sulla sicurezza del lavoro è così, non mi invento niente) decide anche sulle vite degli altri.
    Assomiglia un po’ a chi decide di annullare i diritti di una minoranza perché secondo loro così è meglio per tutti (Prop8)

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    1. Gli impiegati che votarono al referendum di Mirafiori erano SOLO quelli che lavorano in stabilimento. Aggiungo che dopo pochi mesi la citta’ di Torino ha affrontato le primarie da sindaco. Tutti i candidati tranne quello espresso da Fiom si sono dichiarati favorevoli al referendum. Uno di loro con alcuni distinguo e fu quello che io appoggiai da roma avendo un forte legame con la citta’. Era il candidato di sel che pero’ vendola scarico’ preferendo non sfidare Fassino sapendo che avrebbe perso. In ogni caso in quello che i pochi analisti hanno definito il vero referendum il candidato Fiom prese meno del 5%. Almeno a chi parla di argomenti come se fossimo al bar nel dopo partita chiederei più precisione. Buonanotte.

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