Se il Pd rischia la bancarotta.

15 aprile 2012 § 13 commenti


Il nostro tesoriere Misiani durante un’intervista dice che se il PD non prende l’ultima tranche del rimborso elettorale (quella a cui Di Pietro ha gia’ detto di voler rinunciare per intenderci) il PD rischia la bancarotta e chiude.

La domanda che mi faccio e’: perche’ i patrimoni di DS e Margherita non sono stati ancora uniti come se fossero proprieta’ privata di qualcuno (continuano a riscuotere affitti degli immobili in uso al PD).

A chi vanno e chi li usa i soldi di DS e Margherita?

E come fanno a stare in piedi tutte le Fondazioni che proliferano? Da dove prendono i soldi?

E perche’ ancora non tutti gli eletti pagano il loro contributo al Partito con regolarita’? Perche’ non si definisce meglio il regolamento in questo senso come chiediamo da anni ormai?

Pare che non puoi essere figo e potente nel PD se non hai la tua Fondazione personale.

P.s. Non sono tra i talebani dell’annullamento totale dei rimborsi pubblici per l’idea che ho di una politica accessibile a tutti. Pensate solo al fatto che se volete fondare un partito vicino ai giovani precari il vostro target di riferimento non potra’ aiutarvi economicamente. Se ne aprite uno in difesa dei gestori delle sale da gioco invece si’. E’ un paradosso quello dei partiti categoria (che come e’ noto detesto) ma forse racconta bene cio’ che voglio dire. In tutta onesta’ vorrei che fosse un mero rimborso e che ci fossero dei tetti da non superare. Non e’ possibile che se si chiama rimborso avanzino soldi da far sparire. No?

Annunci

Tag:

§ 13 risposte a Se il Pd rischia la bancarotta.

  • Pippo ha detto:

    l’alicata fa finta di non sapere che le spese di un partito, e di un partito VERO, GRANDE E STRUTTURATO quale il Pd non si fermano a quelle elettorali. Forse non sa che quel rimborso è VITALE anche per quello. No, fa finta di non saperlo, e rincorre il POPULISMO di Di Pietro. Brava, complimenti.

    Mi piace

    • calicata ha detto:

      a dire il vero dico proprio una cosa diversa…non sono contraria affatto al rimborso. Sei tu che stai dicendo che lo chiamiamo rimborso ma in realtà è un finanziamento. Un partito grande e strutturato come ilnostro tra tesserati ed eletti e un uso corretto dei soldi starebbe in piedi benissimo.

      Mi piace

  • Meursault ha detto:

    Dove per partito grande e strutturato s’intende un gruppone di ben noti affaristi, largamente incompetenti, quasi esclusivamente omofobi, contenti di sfrescciare sul degrado con i loro privilegi carrozzati, parolai senza speranza, sinistrati di confindustria, cattolici da sbarco pure ignoranti, prelati e prelatisti.
    Alicata, e altri 3, eletti per indignarsi nelle barricate, assicurano la riverginazione settimanale. Un tweet indignato, un malox e a bomba nel tombino. Ma perchè l’organismo di controllo non lo facciamo presiedere da Veltroni? Magari fa il colpaccio e mette un altro Calearo alla sua sinistra. Scandalo! E giù la Alicata su twitter. Poi gira la ruota, altri notissimi interessi scoperti dalla magistratura. Scandalo! E giù la Alicata su twitter! E gira la ruota…

    Mi piace

  • Meursault ha detto:

    E anche:

    Ancora a batter cassa? Ma che ci fa il Pd con tutti quei soldi? Come fare a spiegare alle aziende che tirano la cinghia per non chiudere, che 50 milioni di euro l’anno di finanziamento statale (200 in quattro anni) non bastano al Pd, ma ne servono ancora?
    Certo, ci sono le spese per le campagne elettorali, le sedi e i dipendenti, le campagne di comunicazione (alcune fallimentari, come quella con la scritta funeraria «Oltre» e Bersani in black and white e maniche di camicia… pagata quanto?), le «attività culturali, di informazione e comunicazione». Tipo il «Dopofestival a Sanremo», che risulta nelle attività «più significative» della campagna elettorale 2010, nel bilancio di quell’anno del Pd.

    Una domanda se è concessa: ma che ci è andato a fare il Pd al Dopofestival? Una competizione canora tra Rosy Bindi e Veltroni? Una spesa proprio necessaria? Diciamo che nel Pd non badano troppo alle spese. Per esempio, erano proprio indispensabili quei 2.165.000 spesi in un solo anno per «viaggi, trasferte, alberghi, ristoranti e spese di rappresentanza»? Poi ci sono 20 milioni di euro per «propaganda elettorale e comunicazione politica», 1,4milioni per «consulenze e collaboratori».
    L’igiene è importante, e la sicurezza dei dipendenti del Pd altrettanto, e infatti per pulire le sue sedi e per fare vigilare il partito di Bersani ingaggia fior di società, che si fanno pagare (in un anno) 1,8 milioni di euro.

    Oltre a questi ci sono poi le telefonate che i membri del Pd si fanno e che il partito paga: siamo sui 700mila euro ogni dodici mesi. Più che un partito il Pd sembra un’azienda, visto che per gli stipendi del personale spende in un anno un botto di milioni. Negli ultimi due anni il partito ha completato il lungo processo di trasferimento dei dipendenti dei Ds e della Margherita nella sua pianta organica. «Conseguentemente il costo relativo al personale è aumentato da euro 9.796.000 a 12.118.000».

    Tutti costi a cui poi vanno aggiunti i cosiddette «spese per godimento beni terzi», che poi significa gli affitti o le spese di leasing. Qui il Pd brucia 3.471.000 euro l’anno. Sommate queste spese ai servizi di cui dicevamo, si arriva, sempre in un anno, a 30 milioni di euro di spese per il Pd.
    Il Pd controlla poi due società, una (la Eventi Italia Srl) è quella che fa la tv satellitare di partito Youdem (che è un costo di 2 milioni l’anno per le casse Pd) e poi la Eventi Italia Feste Srl che organizza le ex feste dell’Unità. Ma se il vecchio Pci faceva tutto con i volontari militanti, il Pd ha privatizzato anche le salamelle, nel senso che affida a consulenti esterni (che quindi costano) «gli aspetti organizzativi e logistici delle Feste».

    Sugli affitti poi c’è un piccolo dettaglio. Il Pd nasce dalla fusione di Ds e Margherita, un matrimonio in totale separazione dei beni. Rutelli (e soprattutto Lusi) si sono tenuti i soldi del loro partito e la sede a Roma, i Ds i debiti ma pure gli appartamenti. Che sono una montagna, circa 2.500 immobili sparsi in tutta Italia, messi da D’Alema e Veltroni in 57 fondazioni (giuridicamente diverse dal partito Ds, che è vivo e vegeto, come gli altri partiti-zombie che continuano a prendere il rimborso elettorale anche dopo lo scioglimento politico) che li gestiscono attraverso società immobiliari.”

    Avanti compagni tutti al DopoFestival! Una bolletta da 700’000 euro per dirsi che? Il partito del progresso non conosce Skype? Ladri o dinosauri?

    Mi piace

  • scialuppe ha detto:

    Si sa bene che le fondazioni sono un metodo per incanalare finanziamenti pubblici nella direzione voluta aggiungendo altro denaro pubblico oltre a quello dei “rimborsi”. Se n’è parlato ad abundantiam nei giorni scorsi su tutti i mezzi di comunicazione e sulle radio, non credo serva aggiungere altro.
    Per cui mentre in tutto il mondo il termine “fondazione pinco” indica un ente benefico finanziato da pinco che fa attività sociale, culturale o affine, solo in Italia “fondazione pallo” indica un ente finanziato dallo stato che svolge attività sociale a favore di pallo.

    Mersault cita un articolo del Giornale, l’è vero: però i fatti riportati sono gravi anche se la fonte è la Voce della Fogna. Quindi invito chiunque volesse contestarli a non appigliarsi all’origine della fonte, ma eventualmente a contestarne la veridicità, che in questa situazione è l’unica cosa che conta.

    Mi piace

    • Meursault ha detto:

      Esatto. Per quanto io vomiti alla vista de Il Giornale (foglio puramente di regime), l’articolo citato è forte di fonti e bilanci non secretati, quindi affidabile finoa prova contraria. L’Alicata glissa. Ultimamente lancia il sasso e nasconde la mano.
      Da ultimo si dà alle rubriche di impolitica che è l'”antipolitica” grillina appena appena riveduta.

      Mi piace

  • scialuppe ha detto:

    Mi permetto anche segnalare
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/movimento-stelle-anti-politica/204691/
    Che è a metà OT ma è utile a capire non solo perchè il M5S sta andando così forte, ma anche quanto è importante la distinzione tra M5S e Grillo stesso. E ribadisco che non sono un grillino…

    Mi piace

  • Marino ha detto:

    Veramente, i dati sul bilancio del PD li commenta Gabriele Guidi sul sito Prossima Italia, non occorre contaminarsi la retina leggendo il Giornale.

    Però le cifre sono sconcertanti. Cominciamo dal piccolissimo: 114.000 € di spese di cancelleria? Ammettendo che due terzi se vadano in carta, sono duecentodiecimila risme da 500 fogli… e dal momento che negli uffici la cancelleria la compri ogni due-tre mesi, che ci voleva ad allegare una decina di fatture in .pdf per far capire cosa hanno comprato davvero?

    Poi, il milioneottocentomila € di manutenzione, pulizia e vigilanza per la sede centrale mi lascia esterrefatto. Chiamano elettricisti, idraulici, pittori e falegnami tutti i giorni? hanno cinquanta donne delle pulizie a tempo pieno e la guardia la fa un distaccamento della Blackwater con esperienza in Iraq/Afghanistan a 8000 $ a persona, con “un cannone ne cortile” (cfr. Fabrizio nella Domenica delle salme)?

    Oltretutto, una volta mi capitò una brochure col bilancio di Emergency: spendono solo il 7% e spicci del bilancio complessivo in spese amministrative generali. Non occorre essere biechi capitalisti per spendere i soldi in modo razionale, efficiente ed efficace.

    Mi piace

    • Meursault ha detto:

      Se aspetti un commento dell’Alicata in merito stai fresco. E’ troppo impegnata ad ascoltare il battito di Roma. Per il resto ricordo che i candidati del M5 arrivano al 10% dei consensi spendendo meno di 10mila euro cadauno per campagna elettorale. Delle due l’una: o sono maghi loro o sono ladri gli altri.

      Mi piace

  • calicata ha detto:

    cosa devo commentare? LO faccio continuamente. Mersault cala le penne, sei arrogante e non lo merito e lo sai. Vi leggo tutti, come sempre.

    Mi piace

  • calicata ha detto:

    non mi sembra di tirarmi indietro su questi argomenti…anzi…state commentando un post scritto da me…sei andato in cortocircuito. Quanto a Ratti sei spocchioso…come sempre. E superficiale.

    Mi piace

    • Meursault ha detto:

      Primo: qui si aspettano proposte concrete di abbattimento dei costi di gestione e non solo sfuriate via twitter, vedi di crescere.
      Secondo: sarò pure spocchioso, ma la speranza è di leggere risposte concrete e non appendici. Facciamo meno sensazionalismo da ospite di lusso (?) e più analisi reale dei problemi con tanto di prese di responsabilità.

      Fermo restando che queste sono guerre tra poveri: io, te, il Ratti e altri 5 laureati a parlare di nulla mentre in provincia e regione pdellini e piddini (e consociati fratelli, amanti, mogli e padrini) si sbafano la torta.

      E’ la versione telematica del pour parler.

      Mi piace

Commenta se hai qualcosa da dire.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Se il Pd rischia la bancarotta. su NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: