Il Media Guru e il battito del traffico di Roma.

17 aprile 2012 § 5 commenti


Ieri su IMille è uscita la prima lezione sotto forma di intervista a Carlo Ratti, per me ingegnere e architetto e per i fanatici del tempo un mediaguru del Terzo Millennio.

Nei commenti in calce in molti hanno urlato alla fuffa e vorrei intervenire anche su questa “incapacità” che abbiamo di fronte alla speculazione scientifica quando essa è visione accessibile e non solo technicality incomprensibile e per questo apparentemente applicabile.

In questa chiacchierata con Carlo Ratti, forse ho dato per scontate troppe cose che, forse come ingegnere, mi sembravano più che scontate.

Quando salite su un treno o su un aereo nello stesso momento sulla stessa linea e sulla stessa rotta si mettono in moto altri treni ed altri aerei. Voi non lo sapete, ma dietro sopra di voi ed intorno a voi c’e’ una rete tecnologica che gestisce tempi di attesa, di decollo e di eventuali fermate. Il tempo e lo spazio sono variabili che vengono incrociate sono la scacchiera su cui si muovono i mezzi. In termini tecnici si chiama “rete logica”. Per “calarlo” sulla gestione del traffico nessuno lo sa forse ma la gestione dei tempi dei semafori incrociato con gli altri semafori in base ai flussi e’ un algoritmo complesso ma producibile. La gestione di semafori nella notte in base al passaggio di vetture evita le lunghe attese o il passare con il rosso e magari rischiare. L’invio di sms a chi si registra al portale di Roma sul traffico in base alla sua posizione consigliando un percorso alternativo magari differenzato e che viene calcolato in base al percorso casa lavoro caricato e’ una piccola rivoluzione. Mettere in rete persone che fanno percorsi simili in un social network dei trasporti diminuisce le macchine presenti contemporaneamente per la strada. E’ chiaro che dobbiamo tendere a 3 fattori congiunti: più gestione ed efficienza, più servizio pubblico anch’esso gestito secondo una rete “logica” e meno macchine. Meno macchine significa avere bisogno di meno parcheggi e quindi avere più spazio per le ciclabili. Per esempio. Ed ancora: gestire varchi e parcheggi a pagamento con criterio. Incentivare le aziende a favorire il car pooling. Usare il digitale per “aiutarci” a trovare cio’ che cerchiamo più vicino, promuovendo la vita del quartiere spesso sconosciuta.

E’ vero che questa “registrazione” collettiva puo’ mettere paura in termini di rinuncia alla privacy, ma puo’ aiutarci a vivere meglio, a farci perdere meno tempo chiusi in scatolette a favore di ambiente e salute.

Questa più che fuffa mi sembra il futuro…basterebbe avere una classe politica che si imbarchi in questa opera monumentale, una di quelle opere del terzo millennio: intangibile, ma di forte impatto. Insomma quella “rete” per me è il Colosseo del futuro in termini di “impatto” sulla città ed è lo stesso principio per cui fate un click e in cucina accendete il fuoco senza nemmeno farci più caso invece di perdere mezz’ora di tempo con la pietra focaia.

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§ 5 risposte a Il Media Guru e il battito del traffico di Roma.

  • antonella ha detto:

    A me spaventa molto qualcuno che basa la sua conoscenza di una città e dei cittadini su quanto condiviso/carpito/spiato tramite social network, che è poi quel che fa Ratti nel suo corso al MIT. Poiché le università americane, anche quelle fighissime come il MIT, perseguono da decenni il profitto più che il sapere fine a sé stesso. Il che non dico sia il Male, ma sicuramente non mi rende tranquilla sulla finalità ultima di certi studi e soprattutto su come viene considerato il fattore umano, declinato in termini squisitamente mercantili.
    Poi per te, invece, la tecnologia digitale e la connessione perpetua saranno le nuove magnifiche sorti progressive di leopardiana memoria, per carità: però stacci che qualcuno possa non vederle così, senza per questo stare a sfregare pietre focaie in cucina.

    PS io – di là – non ho ‘urlato alla fuffa’, bensì scritto, tra le altre cose, che come guru preferisco a Ratti il mitico Massimiliano (Crozza) Fuffas, e se permetti dimostro un gran gusto!

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    • Meursault ha detto:

      Aggiungo: in una città allergica ad internet, ai social network e tendenzialmente anziana e conservatrice. E’ la solita speculazione sulla gente fatta da gente che la gente non la conosce. Roma, lo dico da romano, è un insieme di paesani poco propensi alla socialità organizzata. Di cosa si parla poi? Portando quale esempio concreto e realizzato e con quali costi? E la metro C? E le piste ciclabili? Purtroppo l’accademia non aiuta il degrado anzi lo incrementa sottolineando il gap di classe. E, in ultima istanza, è l’incultura del sapere ipertecnologico e ingegneristico ad aver reso la città dei Barberini e dei Savoia una delosazione urbanistica e uno stupro paesaggistico (quando è peloso il senso di colpa dei lavoranti in Fiat?). Insomma se ne occupa chi non dovrebbe e lo fa pure male.

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  • simone ha detto:

    meno male che c’è chi ha espresso i miei stessi concetti in modo più “polite”.

    prima lezione, 4+.
    speriamo nella prossima , va…

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  • calicata ha detto:

    Simone (e Mersault)…posto qui la risposta data anche su IMille…

    toccate un tema fondamentale che non afferisce alla questione qui affrontata.
    Hai ragione. Uno digitalizza il controllo del traffico in tutti gli annidamenti consentiti dalla teoria delle Reti Logiche e poi basta un SUV in doppia fila che tutto va in pappa.

    Ma proprio perché qui spacchiamo il capello in 4mila pezzi e, almeno io, sono ossessionata da questa cosa ti dico che oggi la maggior parte dei vigli la mattina sono messi a spingere bottoni pr regolare i tempi dei semaforri parlandosi tra loro con la radiolina. I vigili non dovranno più presidiare i punti fissi, presidiati dalla tecnologia (a meno di emergenze o guasti) e potranno quindi presidiare le arterie in movimento.

    Hai toccato un punto, aggiungo, che afferisce alla questione morale: l’onestà dei cittadini e il senso del dovere dei vigili…è chiaro che chi vorrà risolvere il traffico a Roma dovrà intervenire anche su questi due parametri, ma non sono argomenti che competevano a Carlo Ratti, bensì ad un intervento più politico e culturale. Se invece di gridare allo scandalo perché la diversità di approccio di questa lezione di Ratti ci fermassimo tutti, ascoltassimo lui, ci ascoltassimo tra di noi potremmo (lo stiamo in parte facendo) aggiungere contributi che “composti” possono costruire la soluzione. Il problema traffico è molto complesso. Afferisce anche a dinamiche di decentramento per esempio, per deviare i flussi da fuori verso dentro in altre direzioni dove ci sono flussi meno densi.

    Insomma a me questa riflessione che stiamo facendo mi piace moltissimo quindi: grazie.

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    • simone ha detto:

      Cristiana,
      il fatto è che, come in mille altri settori, non serve assolutamente inventarsi nulla di nuovo per risolvere i problemi, è sufficiente la volontà politica in termini di incentivi e disincentivi.
      La (ex) STA installava spire semaforiche già 10 anni fa, ma tutto si è arenato, vuoi per una cosa o per un’altra.
      Parlare di tecnologia in questa fase è concesso solo a chi non ha idea di quali siano i problemi della nostra città.
      Siamo pieni (strapieni) di consulenti e professionisti che hanno idee strabilianti e vengono (più o meno) pagati profumatamente per produrre studi fantasmagorici basati su modelli sofisticatissimi e tecnologie all’avanguardia che poi rimangono nei cassetti, e questo vale per molti settori, come già detto.
      E’ ora invece di fermarsi un secondo e, anche da tecnici (sono ingengere anche io), assumerci le nostre responsabilità accettando ogni tanto di posare la penna (il mouse) e di inchiodare gli amministratori alle loro responsabilità: tu Municipio vuoi uno studio sulla domanda-offerta di trasporto pubblico all’Esquilino che ne evidenzi le criticità? Ti consegno dieci pagine di foto delle doppie file, dei banchetti abusivi e dei camion che scaricano merci alle 11:00 di mattina mentre i vigili chiacchierano davanti ai bar facendo multe ai motorini parcheggiati sui marciapiedi. E in conclusione ti ci scrivo che se non risolvi QUEL problema, non c’è espediente tecnico o teoria delle code che tenga. E te la timbro pure quella consulenza.

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