Forza Nuova? No, gli scout.

4 maggio 2012 § 42 commenti


Leggo questo pezzo di Marco Pasqua e resto senza parole.

Sarebbe dannoso avere capi scout gay? Siamo dei depravati e possiamo essere educati all’eterosessualita’? O comunque si puo’ educare la gioventu’ scout all’eterosessualita’? Quindi i nostri genitori sono stati con noi dei cattivi genitori? Questo state dicendo. (Qui gli atti del convegno.)

Ho amici scout e ho appoggiato Bachelet come candidato segretario al PD Lazio che e’ scout da sempre e che si e’ dichiarato a favore di matrimoni gay ed adozioni.
Per questo mi rifiuto di pensare che gli scout siano riconducibili solo a questo intervento oscurantista e razzista. Purtroppo e’ una certa deriva clericale che coinvolge il Paese e l’Europa e rifiuta di accettare che esistono famiglie gay e che l’omosessualita’ come l’eterosessualita’ non si insegna. Anche se lo negano vogliono far passare l’equazione che l’omosessualita’ e’ vicina alla pedofilia.
E’ gravissimo e chiedo con rispetto e fermezza a tutti gli scout di dissociarsi.

Sono certa che lo faranno isolando questo pensiero di minoranza. Anzi, sarebbe molto bello organizzare un incontro ufficiale tra la comunita’ glbt e gli scout. Forse visto che tutti abbiamo a cuore la serenita’ e il sano sviluppo degli adolescenti possiamo lavorare insieme per evitare i tanti suicidi tra adolescenti che, ve lo dico chiaro, nascono proprio dalle parole come quelle di questo intervento che per me e’ istigazione pura al suicidio.

P.s. A quelli che dicono: perche’ in fondo si dovrebbe dire di essere etero o omo? La risposta che vi do’ e’ questa: voi non dite mai che siete andati a fare la spesa con vostra moglie? La nascondete? Fate finta di non viverci insieme? Il coming out non ha a che fare con il sesso, ma con l’affettivita’. Che voi volete che noi nascondiamo. Non si tratta di ostentare. Ma di vivere.

 

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§ 42 risposte a Forza Nuova? No, gli scout.

  • Nino ha detto:

    Cristiana, non per fare il bastian contrario, ma l’opinione di Bachelet su questi temi, solo pochi anni fa, era diversa. E se lui comunque er aun progressista, perchè ti meravigli? Stiamo parlando comunque di una asscoiazione cattolica, come potrebbe avere una posizione (nella sua generalità) diversa?

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  • alegiov ha detto:

    credo sia importante approfondire bene la questione, perchè da capo scout (in pensiona anticipata) è un tema che alcune volte si è manifestato, lasciando i capi totalmente soli e senza formazione per gestire la situazione. Come puoi immaginare in una situazione simile in cui il capo si trova tra bambino-altri_bambini-genitori-maestri-etc. si possono creare tensioni/incomprensioni/conflitti che è difficile gestire…e vedo molto positivo il fatto che un’Associazione Cattolica ci si soffermi sopra, proprio per dimostrare che le sole parole del Catechismo della Chiesa Cattolica non forniscono gli strumenti adatti per affrontare le questioni…. L’unica cosa che ho da obiettare sono gli invitati a quel convegno, poichè si poteva pensare di osare un po’ di più…. ma credo che quello che sia solo il primo passo di un cammino e mi auguro che nelle prossime tappe si osi di più per capire meglio!!

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  • Paolo "Gojo" Colasanti ha detto:

    Cristiana, come ho gia detto sulla tua pagina di Facebook, il problema è tutto da trovarsi nel credo religioso e non negli scout. Ci son stati casini con i capi omosessuali sia nell’AGESCI che nell’FSE (ricordo il caso di Stefano Bucaioni del Perugia1, qualche anno fa … che a detta dei miei amici del perugia1, alzò molto macello ma loro ci parlarono sempre in tranquillità per fargli capire la situazione).
    Il fatto è che quando una qualsiasi associazione, in questo caso scoutistica, si dice RELIGIOSA vuol dire che le sue regole saranno subordinate a quelle religiose … percui se AGESCI ed FSE sono associazioni cattoliche e la chiesa cattolica sancisce che L’OMOSESSUALITA’ E’ ABOMINIO in quanto l’antico testamento e le lettere dicono che lo è (Levitico 18:22 – 20:13 Romani 1:24,28 Romani1:32 e bla bla bla che palle.). Ponendo oltretutto il fatto che, tra le tante regole che determinano la vita di un cristiano ci sono anche quelle del CATECHISMO, allora toccherà tener da conto l’articolo 1269 che ci ricorda che “il battezzato non appartiene più a se stesso”e che “è chiamato a sottomettersi agli altri, a servirli nella comunione della Chiesa, ad essere « obbediente » e « sottomesso » ai capi della Chiesa, e a trattarli « con rispetto e carità »”, da questo ne conviene che un’associazione che si professi CATTOLICA non possa andare contro gli insegnamenti della chiesa ne tantomeno quelli dei suoi capi. Se della dottrina cattolica vuoi seguire solo le regole che ti pare, sei un “religioso-fai da te” come li definiva il simpatico Karol Wojityla, dichiarandocisi contrario.
    Percui le chiacchere stanno a zero, le regole sò questo, sò scritte così da 2000 anni … mi paiono un buon motivo per sputarci contro alle religioni e smettere di dare le colpe alle ultime ruote dei carri.

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  • Stefano Minguzzi ha detto:

    Ripeto quanto scritto su Facebook: la chiesa cattolica ha una posizione ben nota sull’omosessualità. Chi non è d’accordo può comodamente uscire dalla chiesa cattolica, diventare ateo, rimanese cristiano, ma protestante (in una delle sue varianti) o quello che vuole. Se rimane cattolico non può pretendere che di fare quello che vuole. So’ le regole. Inutile discutere con chi crede che la Madonna era vergine al momento del concepimento e pure dopo. La logica nulla può contro la fede.

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  • simone ha detto:

    Vorrei ricordare che nell’AGESCI anche ai capi non battezzati e ai divorziati risposati è “sconsigliato” rimanere in associazione.
    E’ un’associazione di scout CATTOLICI, non ho capito cos’altro pretendiate da loro: altro sarebbe se fosse un partito politico.

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  • simone ha detto:

    ovviamente sottoscrivo quello che dice Minguzzi

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  • Marco Savini ha detto:

    L’AGESCI è un’associazione CATTOLICA e in quanto tale i capi che ne fanno parte offrono un preciso “modello” di persona, uomo e donna, alle persone che vanno ad educare. Sarebbe dannoso un capo gay? questa è la tua domanda, io ti rispondo, dannoso non lo so ma sicuramente non coerente.
    E’ come se metti a fare l’istruttore di nuoto uno che ha paura dell’acqua. Sarebbe dannoso? Boh, però di certo non è la persona più adatta per farlo non credi?
    Che poi l’articolo così come la Chiesa non condanna l’omosessualità in sé, ma una sessualità controversa (gli atti), ti lascio il passaggio:
    “Il capo trasmette dei modelli e i capi che praticano l’omosessualità, o che la presentano come una possibilità positiva dell’orientamento sessuale, costituiscono un problema educativo”.
    Cosa ci vedi di strano? non mi sembra un concetto condivisibile solo dagli scout…

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    • calicata ha detto:

      Parliamo di educatori di giovani non ancora formati e mandati negli scout dalle famiglie. Questo approccio e’ molto pericoloso per la loro stabilita’.

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      • Marco Savini ha detto:

        Non sono mica obbligati a fare i capi scout nell’AGESCI se come dici tu non sono stabili. Ci sono anche associazioni aconfessionali.
        Poi trasformare quel virgolettato che ti ho messo sopra in titoli come “i gay sono un problema” oppure “forza nuova? no gli scout” è fazioso e sbagliato.
        Lì si condanna l’esasperazione dell’omosessualità, non si condanna la persona omosessuale. L’AGESCI pensa che l’esempio da seguire sia un altro, non sei d’accordo? cambia associazione, amici come prima

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        • calicata ha detto:

          I capi? Parlo dei ragazzi infatti. Dei bambini. Guardate che dubbi e turbamenti iniziano presto, se non trovi accoglienza e’ difficile poi vivere sereni.

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        • calicata ha detto:

          Non si condanna l’esasperazione. Si condanna l’omosessualita’ che non e’ legata alla persona ma allo sviluppo affettivo e quindi alla dimensione di coppia se non famiglia.

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        • Marco Savini ha detto:

          L’AGESCI fa riferimento ai Capi.
          Non rigirare la frittata

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        • calicata ha detto:

          Fa riferimento ai capi in qualita’ di educatori di bambini e minorenni. Io non sbandiero stili di vita migliori di altri. Questa invece e’ ostentazione di un modo di vivere rispetto ad un altro. Una forma di violenza se fatta su bambini in crescita che magari saranno omosessuali. Dobbiamo solo decidere se vogliamo che siano persone serene o no. Questo e’ il discrimine.

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        • marco sergio ha detto:

          guarda che non è che se uno dissente da una posizione espressa dall’AGESCi, peraltro ancora tutta da discutere, deve andare via dall’associazione. la tua posizione ricorda tanto il “centralismo democratico” (che di democratico aveva davvero poco) del fu PCI

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        • marco sergio ha detto:

          la risposta era per marco. cmq sono d’accordo con te sul discrimine che riguarda la crescita serena dei ragazzi. certe affermazioni di questo convegno non mi pare aiutino molto i giovani omosessuali a sentirsi accettati.

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        • calicata ha detto:

          E questo tento di dire….:-)

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        • Marco Savini ha detto:

          Credo tu ci conosca poco se parli così, perché non ostentiamo niente, proponiamo un modello di vita e di persona, non lo imponiamo altrimenti saremmo una caserma e non un’associazione educativa, trasmettiamo i nostri valori indipendentemente dai caratteri culturali, religiosi, sessuale, etici etc dei nostri ragazzi. Ci “uniformiamo” anche nei vestiti proprio per evitare discriminazioni.
          Insomma l’AGESCI accoglie tutti perché tutti abbiano la possibilità di fare una scelta di vita, noi proponiamo la nostra ma mica diciamo che le altre sono peggio.
          Tu citi il Berluska mica penserai che ragioniamo così???

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        • calicata ha detto:

          Proponete modello di vita a dei minori, non a degli adulti. Se il modello e’ cio’ che si legge sugli atti del convegno mi preoccupo per i giovani e i bambini gay. Appunto!!!! Che possono essere feriti da quel modello che dice che l’omosessualita’ e’ depravazione…avete il dovere di non farlo accadere. Appunto.

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        • Marco Savini ha detto:

          Non ho letto gli atti ma lo farò, però ti dico che né io né nessun altro capo che conosco pensa quello che tu stai dicendo tanto meno lo testimonia! Se accade me ne dispiace. Son d’accordo sulle tue preoccupazioni per quanto riguarda i minori

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        • calicata ha detto:

          Lo so. Per questo ho chiesto a tutti voi di dissociarvi. Se agesci avesse invitato Freda o qualche fascio a parlare….non vo sareste dissociati? Le parole in quegli atti di convegno per me sono terrificanti.

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        • marco sergio ha detto:

          mai citato Berlusconi. sono contento che voi siate accoglienti, tuttavia ripeto che alcune affermazioni di questo convegno (spesso derivanti da posizioni un po’ ideologiche, come peraltro spesso sono ideologiche le posizioni delle associazioni LGBT) sono cariche di pregiudizi e non facilitano la piena accoglienza. credo comunque, conoscendo gli scout, che dal dibattito che seguirà ci saranno cambiamenti in senso positivo (cambiamenti che sono cmq possibili, visto che quelle affermazioni non hanno valore dogmatico e definitivo.
          solo una piccola nota, ho frequentato scout che fanno parte dell’AGESCI (alcune dei quali omosessuali dichiarati, ma pienamente accettati), è emerso che moltissimi scout nell’associazione cattolica sono in realtà atei o agnostici. altri invece sono cattolici, ma dissentono su molte posizioni attuali della chiesa cattolica. il problema non sono i secondi, è lecito dissentire, se uno è sufficientemente motivato ed è a posto con la coscienza, su posizioni di natura NON dogmatica, masono i primi. come pensate di relazionarvi in merito? no sarebbe meglio per costoro se si iscrivessero agli scout “laici”?
          vi faccio cmq i miei complimenti per l’imporatnete ruolo educativo che svolgete, per le attività di volontariato e per l’impegno ecumenico.

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        • Marco Savini ha detto:

          Sergio il mio riferimento a Berlusconi era rivolto a Cristiana, quando ha commentato il tuo post qui sotto al mio.
          Sulla tua domanda sugli scout dell’Agesci atei vorrei fare una distinzione, una cosa sono i ragazzi e quindi gli “educandi”, che hanno il diritto/dovere di avere dei dubbi e crescendo sceglieranno come affrontarli, un’altra sono i capi che in quanto tali dovrebbero essere un modello ed esempio per i ragazzi, che hanno fatto una scelta e la testimoniano. Non so dirti se devono cambiare associazione o no, ma non penso che vivano serenamente il fatto di essere capi in un’associazione cattolica e non credere. Come fanno a trasmettere a dei ragazzi qualcosa in cui loro stessi non credono?

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        • Paolo "Gojo" Colasanti ha detto:

          regà, porcaputtana, non mi pare difficile da caèire il concetto che per stare in una cerchia di gente si devano seguì delle regole … troppo facile dire GLI SCOUT SONO OMOFOBI … gli scout seguono le regole della chiesa, è la chiesa ad essere omofoba! smettetela di dichiararvi cristiani se le vostre idee vanno contro quelle cristiane tra cui quelle omofobe, abbiate il coraggio di prendervela con chi c’è da prendersela e non con le ultime ruote del carro!!!!
          gli scout degl iagesci si so riuniti solo per capire come affrontà una situazione che può verificarsi e che è in contrasto con la dottrina della chiesa che loro seguono!
          E’ LA CHIESA IL PROBLEMA!!!! NON GLI SCOUT!!!!!
          CHE CAZZO!

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        • calicata ha detto:

          noi abbiamo il dovere di difendere i giovani indifesi mandati negli scout dalle famiglie…per fortuna non trovano capi come quelli che vorrebbe la formazione…per fortuna.

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        • marco sergio ha detto:

          @marco il problema è che lo scoutismo è ormai visto da molti come completamente slegato da una prospettiva spirituale. così anche gli oratori, tanti ottimi ragazzi che fanno gli animatori sono però non credenti (ribadisco la differenziazione rispetto ai cattolici che dissentono da alcune posizioni della chiesa). in ogni caso quei servizi giornalistici sono stati abbastanza faziosi, visto che solo un intervento ha portato avanti quelle idee, gli altri interventi sono stati di tutt’altro avviso.

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    • Anonimo ha detto:

      il problema è complesso e sull’omosessualità, sia come inclinazione innata o profondamente radicata, comunque non scelta, sia riguardo gli atti omosessuali il dibattito all’interno della teologia morale cattolica e dell’esegesi biblica è ancora aperto.lo dimostra l’ultima intervista al cardinale martini ma non solo (ad esempio vari vescovi e il noto biblista card.ravasi). su famiglia cristiana qualche tempo fa era stato pubblicato questo intervento, direi piuttosto interessante
      http://www.famigliacristiana.it/chiesa/il-teologo/articolo/piu-chiarezza-eterosessualita-e-omosessualita.aspx

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    • Paolo "Gojo" Colasanti ha detto:

      Si, cristià, ma non aggiriamo il problema … un’associazione che si professi CATTOLICa deve seguire i dettami cattolici, percui qualsiasi problema deriva dalla dottrina cattolica. E’ inutile accanirsi sugli scout.
      Se un gruppo scout si professasse cattolico ma fosse favorevole ad aborto, matrimoni omosessuali e così via, sarebbe bellissimo, ma non sarebbe cristiano.

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      • calicata ha detto:

        Cattolico vuoi dire. Il cristianesimo lasciamolo stare.

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        • Paolo "Gojo" Colasanti ha detto:

          Si pardon, ho scritto 4 volte “cattolico” e non so perchè la 5a volta ho scritto “cristiano” intendendo “cattolico”. Errata corrige.

          Comunque il tutto è una questione di regole e come si intende seguirle, però se non si seguono le regole che determinano un qualcosa, non ci si può dire facenti parte di quel qualcosa. Gli scout, quindi, per rimaner parte della chiesa cattolica, devono dar contro a ciò che la chiesa cattolica da contro … poi non è che dan proprio contro, visto che una volta entrato nei rover (ultima branca prima di divenire capo) hai come motto SERVIRE, la comunità dei capi ti invita a servire in attività che non rientrino all’interno delle attività di branca onde dare ai ragazzi, come capi, dei buoni esempi di cattolici.

          Poi che questa cosa non piaccia a molta gente anche all’interno dell’associazione è una cosa risaputo, ma i capi spesso e volentieri si limitano ad applicare delle regole. Ne conviene che è sbagliata la regola.

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  • marco sergio ha detto:

    il problema è complesso e sull’omosessualità, sia come inclinazione innata o profondamente radicata, comunque non scelta, sia riguardo gli atti omosessuali il dibattito all’interno della teologia morale cattolica e dell’esegesi biblica è ancora aperto.lo dimostra l’ultima intervista al cardinale martini ma non solo (ad esempio vari vescovi e il noto biblista card.ravasi). su famiglia cristiana qualche tempo fa era stato pubblicato questo intervento, direi piuttosto interessante
    http://www.famigliacristiana.it/chiesa/il-teologo/articolo/piu-chiarezza-eterosessualita-e-omosessualita.aspx

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  • Gnu Iorc ha detto:

    Dovresti correggere il titolo: “Forza Nuova? No, gli scout cattolici italiani”.
    Non credo che gli scout che non professano alcuna religione sarebbe contenti di essere accostati a Forza Nuova, e a ragione.

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    • Paolo "Gojo" Colasanti ha detto:

      Ma manco quelli che la professano sarebbero felici di essere accostati a forzanuova.
      Questo post è fazioso in maniera allarmante, e non si vuole analizzare il vero problema, volendo riversà la colpa sugli scout.

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  • Meursault ha detto:

    Qualunque azzardo morale genera mostri, manco a dirlo. Alcuni hanno i calzoncini.
    In quanto agli scout cattolici il problema, come rilevato da altri, è a monte e cioè risiede nell’adesione ad un modello culturale basato sul niente esegetico. L’omofobia degli scout cattolici è consuetudine collettiva proprio come quella della Chiesa. Quindi è vero che si dovrebbe aprire un dialogo perché ci sono genitori che mandano i figli in questi, per me sciaguratissimi e pruriginosi, ritrovi in cui il valore massimo è una certa regressione ipocrita e un buona dose di aggregazionismo peloso, ma è pur vero che probabilmente il genitore che sceglie l’ oratorio per la formazione del figlio dimostra la precisa volontà di educare i figli secondo ben noti valori d’intolleranza (il misogino Saulo e compagnia cantante). Si presenta quindi un problema: perché snaturare un’associazione che è cattolica e nasce come tale e come tale viene ritenuta, da chi di dovere, retta ed adeguata? E’ una mastodontica battaglia di civiltà quella che proponi, se consideri che solo l’introduzione di un testo sull’omogenitorialità in una biblioteca comunale ha fatto scendere di nuovo Mosè dal Sinai. In sintesi tu proponi un dialogo con qualcuno che ha già per tradizione una risposta a tutte le domande, ed è sempre la stessa.

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  • Tc ha detto:

    Fa bene Cristiana a spaventarsi e a preoccuparsi. Dopo questo inciampo comunicativo – condito da una naturale voglia di notizia di Repubblica, e una inevitabile mancata conoscenza delle dinamiche interne all’associazione – rassicurarla è un po’ difficile e spero che la mia testimonianza personale possa bastare.
    Conosco un ragazzo che ha fatto coming out con i suoi amici; erano tutti nello stesso gruppo scout, poi lui ne è uscito per motivazioni personali. Non è stato discriminato, ha continuato a fare servizio né questo gli è stato impedito. Per dire che nello scoutismo moltissimo dipende dalla sensibilità della singola comunità capi, ovvero il gruppo di adulti che guida la cellula territoriale “gruppo scout”. La questione dei “capi in situazioni eticamente problematici” è molto discussa in associazione: ci confrontiamo riguardo i capi divorziati, separati, risposati, sempre nella logica di capire se e come questi percorsi di vita possono diventare occasione educativa per i ragazzi invece che motivo di esclusione.

    Dire che lo scoutismo segue acriticamente gli insegnamenti della Chiesa, per cui “sono cattolici, che altro c’è da dire”, è ingiusto e ingeneroso. Il Patto Associativo ci pone, felicemente nella Chiesa, felicemente alla frontiera di essa, aperti all’incontro e al confronto. Certamente dal magistero non si può prescindere: ma io credo che il nostro compito sia quello di portarlo un passo più avanti. Altrimenti non saremmo esploratori.

    Il dibattito dell’associazione non si ferma agli atti di un convegno. Credo che la stragrande maggioranza dei capi non accetterebbe passivamente di dover discriminare un ragazzo omosessuale, di doverlo mandare dallo psicologo, insomma, di aderire a questa linea di pensiero senza dire la sua. Se conosco un po’ l’associazione e lo scoutismo, credo davvero che non ci fermeremo qui.

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  • luigi ha detto:

    In Italia (al contrario di quel che succede ad esempio negli Stati Uniti) gli scout dell’Agesci sono la parte più progressista delle associazioni ed organizzazioni cattoliche. Poi ovviamente alcuni gruppi fanno eccezione essendo comunque un’organizzazione piuttosto decentrata, ma il trend è quello.
    È chiaro che una chiesa sempre più reazionaria stia tentando di mettere il cappello su questa organizzazione: imponendo le proprie linee, e facendole passare per verità di fede (cosa che in effetti entro limiti abbastanza ampli sono). I capi scout devono essere approvati a livello di episcopato locale, ma il controllo è abbastanza blando: ma i coordinatori ai vari livelli (di zona fino su su al livello nazionale) saranno ovviamente sottoposti a controlli sempre più rigidi man mano che salgono di grado “gerarchico”.
    Tendenzialmente la base scout è piuttosto a posto (anche se hanno un insopportabile buonismo gioioso ma questo è comune a tutte le associazioni giovanili cristiane compresi i protestanti, salvo forse qualche minoranza penitente): come al solito il pesce però puzza dalla testa. Presumibilmente si assisterà nei prossimi anni a tentativi di cambiamento di questo stato di cose: ad esempio nella città dove vivo mi è stato detto che questo processo è già iniziato ma sta incontrando moltissime resistenze dal basso: bisogna vedere, anche a livello nazionale, come andrà a finire…è un pezzettino di società molto piccolo ma molto influente, produce un sacco di volontariato e tendenzialmente fa nascere cittadini attenti e partecipanti (purtroppo orridamente buoni): ma ben difficilmente, se non si è all’interno di quel mondo, si riesce a seguire queste evoluzioni se non per qualche segnale che trapela di tanto in tanto, come questo.

    P.s.: in effetti ero quasi sicuro che tu fossi una ex scout. E non è detto in senso offensivo.

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