Macao

5 maggio 2012 § 3 commenti


Non riesco a non provare simpatia per chi a Milano (Macao) sta occupando 33 piani di grattacielo chiusi da 10 anni. Non dovrei, lo so. E vorrei istituzioni che possano espropriare proprieta’ non utilizzate proprio per impedire atti illegali ma che oggi appaiono fortemente simbolici.

Tenere vuote case, cubi di cemento e’ una forma di spreco.

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§ 3 risposte a Macao

  • Walter ha detto:

    Personalmente, indagherei a fondo sugli eventuali (eufemismo) intrallazzi esistenti tra la proprieta’ ed eventuali banche…oltre ad istituire una tassa molto consistente a carico di coloro che tengono edifici vuoti o che chiedono affitti irragionevoli.

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  • rossana ha detto:

    sono stata ieri all’assemblea aperta, e il clima era molto vivace ed energico. I ragazzi sono molto motivati ed entusiasti e gli auguro il meglio. Io ho una certa età e per esperienza e per carattere preferisco spazi più piccoli ed attaccati al terreno, mi piacciono molto situazioni in periferia cittadina, nella campagna ancora esistente, dove cascine stupende, purtroppo in rovina, probabilemte in attesa di diventare cemento speculativo, potrebbero essere recuperate al degrado e rivitalizzare con infinite iniziative il territorio ed anche la città vicina, con un’aggancio utile alla terra cibo, ciclicità e vita, elementi che nel grattacielo percepisco meno.(come categoria urbanistica).
    Certo che l’attualità impone urgentemente il ripensare l’organizzazione sociale collegandola sempre più a pensieri ed azioni individuali e di gruppo condivise, che generino attività umane nuove e coinvolgenti. Quindi ogni spazio recuperato con questa finalità è un progetto interessante, che auguro a tutti di vedere trasformato in opportunità alternative allo sfascio disperante e disgregativo in atto, davvero spaventoso.

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  • luigi ha detto:

    Dio buono, ‘sta maledetta cultura della legalità che corrompe anche le menti migliori! Sapevo che ne eri infetta ma insomma!

    Allora ti faccio un piccolo discorso puramente logico: se esiste anche solo un atto illegale che condividi, significa che la legalità non è un bene assoluto.

    Anzi, in un impeto aristotelico:
    Premessa maggiore: su ciò che è un bene assoluto non possono essere ammesse eccezioni, infrazioni o tentennamenti.
    Premessa minore: esistono atti fuori della legalità su cui l’ing. Alicata ammette eccezioni, infrazioni o tentennamenti.
    Conclusione: l’ing. Alicata non considera la legalità un bene assoluto.
    (postilla: anche se non vuole ammetterlo e questo le costa dolorose lacerazioni interiori).

    Finalmente! Adesso accettati per quello che sei, te ne prego. Non sei una legalista e non sei nel partito giusto. Inutile farsi del male.

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