Matrimonio gay. Bersani, e tu quando?

13 maggio 2012 § 15 commenti


Vi riporto le copertina di Liberation e del New Yorker nella settimana in cui sia Obama sia Hollande confermano la loro posizione sul matrimonio gay.  Entrambi prima delle elezioni e, Hollande anche dopo, ponendola tra i punti qualificanti del suo programma nel discorso di insediamento.

Parlare di Unioni Civili appare oggi nel mondo civile, una posizione di destra. Per questo, mentre noi siamo rimasti fermi a discutere di strumenti arzigogolati e scarsamente dignitosi tipo fare inviare una raccomandata o far passare 9 anni di convivenza, il resto del mondo nel frattempo ci ha superato.

Ora la destra europea è per le unioni civili, la sinistra che tanto decantiamo da qui, è per i matrimoni.

Ora il PD ha solo una scelta: quella di discutere sul matrimonio gay o su un istituto equivalente. Non ci sono alternative o vie di mezzo, ogni posizione meno di questa ci coprirebbe di ridicolo sia in Italia che all’estero. Bersani acceleri il processo decisionale in questo senso e faccia sua questa posizione moderna, contemporanea, di sinistra e giusta. Se non ci riesce, se inciampa sulla parola omosessuale si faccia da parte. Lo dico affettuosamente. Saremo nel 2013, non possiamo permetterci di perdere voti. Le elezioni nazionali non sono le amministrative. Ci verrà chiesa un’idea chiara di Paese. Non c’è più tempo per questo imbarazzante silenzio che come all’epoca dei Dico verrà usato per dire che non siamo in grado di avere posizioni o di portarle a termine anche su altri temi più pragmatici, economici o legati al lavoro.

p.s. lo dico anche all’amico Mancuso che ha scritto a Bersani ieri, chiedendo le Unioni Civili. Chiediamo il matrimonio, caro Aurelio, non offriamo terapie moderate ad un partito che deve mostrare più coraggio su questo come su altre cose. Fuori dal PD ci stanno chiedendo posizioni chiare, nette, parole che definiscano immediatamente concetti, non perifrasi burocratiche. So che la pensi come me su questo, quindi puntiamo tutti sullo stesso punto. Ci darà più forza.


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§ 15 risposte a Matrimonio gay. Bersani, e tu quando?

  • Aurelio Mancuso ha detto:

    Veramente io da sempre chiedo il matrimonio gay, mentre altri a fasi alternate se li dimenticano a seconda dei posizionamenti interni o esterni al PD. Sono il primo ad aver imposto nell’agenda del movimento al primo posto il matrimonio, quindi, cortesemente alcuna lezione, ok? 🙂

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    • calicata ha detto:

      Alcuna lezione, non mi permetterei mai. Se leggi con attenzione scrivo che so che concordi. Ma nella tua lettera a Bersani parli di Unioni Civili non di matrimonio, per questo mi sono permessa di citare la tua sicura buona fede. Si parli da parte nostra sempre e solo di matrimonio affinche’ la posizione dei gay del PD sia chiara ed univoca.

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      • Aurelio Mancuso ha detto:

        Ho parlato di unioni civili perché so bene, come te :), che purtroppo nel PD tra quelli che contano per ora il matrimonio gay non è tra le proposte che vogliono prendere in considerazione. Come sai io voglio tutto e subito, bisogna però che noi iscritti al PD, siamo pratici e cerchiamo di farli pronunciare sulla legge più avanzata possibile, tipo la tedesca o l’inglese. Avevo speranza che perlomeno Ignazio Marino fosse ancora d’accordo sul matrimonio gay, purtroppo le sue recenti dichiarazioni si assestano appunto sul modello inglese. Però detto questo, rimango dell’idea che se non giungeranno a breve risposte chiare, dovremmo proporre un referendum interno, ponendo al primo posto il matrimonio 🙂

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        • calicata ha detto:

          Marino si è sempre dichiarato per le Civil Partnership quindi per l’istituto equivalente.

          Sul referendum ho solo paura delle truppe cammellate nei circoli insani.

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  • koycafe@yahoo.it ha detto:

    La cosa che ci copre di ridicolo, già ora, sarebbe chiedere al centrosinistra o il matrimonio o un cosiddetto istituto equivalente… una richiesta che già di per sé ci colloca al di fuori di qualsiasi movimento lgbt contemporaneo e che mette in soffitta qualsiasi speranza di ottenere il matrimonio. L’esperienza mondiale, e non da ieri, mostra come qualsiasi volta ai politici viene presentata la scelta tra l’apertura del matrimonio e la creazione di un cosiddetto istituto equivalente questi sceglieranno l’istituto cosiddetto equivalente, senza starci a pensare su neanche mezzo secondo. Sempre l’esperienza mondiale mostra quanto il cosiddetto istituto equivalente, se apposito per omosessuali e non per tutta la cittadinanza, tende ad ostacolare per moltissimo tempo la conquista del matrimonio.
    In Italia abbiamo la fortuna di avere un ordinamento legislativo che distingue benissimo tra matrimonio civile, squisitamente laico, sancito e disciplinato dal Codice Civile, e matrimonio cattolico, che segue le direttive del diritto canonico, che è sancito e disciplinato dal Concordato tra Stato e Chiesa… mi domando perché mai rifiutarsi di sfruttare questa fortuna in nome di una unione ghetto che, come avvenuto in tutto il nord europa, ci allontanerebbe dalla conquista del matrimonio per moltissimi anni persino in presenza di futuri governi ‘progressisti’.

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    • calicata ha detto:

      UK e Francia smentiscono questo tuo intervento. In ogni caso ovvio che la mia provocazione era che al massimo si puo’ discutere del nome ma non del contenuto.

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      • koycafe@yahoo.it ha detto:

        @ CRISTIANA ALICATA… nient’affatto, semmai lo confermano. In Francia il centro-sinistra ha preso posizione per l’inclusione nel matrimonio -a tal punto da prometterla nero su bianco- pochissimo tempo dopo aver approvato il Pacs, quindi da una marea di anni; in UK invece il centro-sinistra è diventato favorevole solo adesso, tant’è vero che fino al 2010 al governo della nazione ci sono sempre stati i laburisti e il matrimonio ha continuato ad essere riservato ai soli etero. Non si può negare che istituire delle nozze ghetto per omosessuali rimanda sine die la conquista del matrimonio… in presenza di nozze ghetto ‘per omosessuali’ gli stessi centro-sinistra diventano assai più restii a dire sì all’apertura del matrimonio.
        Mi domando, dato che proprio qui si insiste con l’idea della partnership, perché mai non prendere come esempio la Partnership con pari diritti approvata nel 1998 nei Paesi Bassi; Partnership per tutti, non quindi ‘per omosessuali’, alla quale guarda caso è seguita solo 2 anni dopo l’approvazione del matrimonio egualitario…

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  • Marino ha detto:

    Ma ci possiamo aspettare qualcosa sui matrimoni gay (lasciamo stare le unioni civili, finisce che sono un matrimonio con un altro nome, allora facciamo le cose semplici), quando la Garavaglia ha rinunciato ad andare alla marcia “per la vita”perché si è accorta, povera cocca, che ci andava pure Forza Nuova? Andrebbe cacciata peggio di Adinolfi…

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  • alex ha detto:

    mah, tu richiedi il matrimonio gay, poi alle elezioni regionali hai sostenuto Bachelt, un candidato della Bindi. Si sa benissimo che la Bindi sono sarà mai a favore del matrimonio gay o della Civil Partnership , qui si predica bene ma si razzola male solo per avere un visibilità nel partito …. ecco la verità qui si lotta per un bene comune, ma sotto sotto si lotta per la sola visibilità personale.

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  • Meursault ha detto:

    E Bersani rispose.

    «E’ chiaro che se la questione non verrà risolta da questo governo toccherà a noi farlo». Sulle modalità specifica: «Terrei fuori dal dibattito la parola matrimonio, che da noi comporta una discussione di natura costituzionale, al contrario di altri Paesi. Tuttavia dobbiamo dare dignità e presidio giuridico alle convivenze stabili tra omosessuali perché il tema non può essere lasciato al Far West». La Stampa, 14/05/12

    Avanti tutta con i Dico a quasi 10 anni da primo tentativo. Forza riformisti gattopardiani chiamate i giovani internatuti del partito! Indietro tutta!

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    • calicata ha detto:

      http://ruffini.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/05/14/bersani-e-la-paura-del-profumo-del-matrimonio-omosessuale/

      Noi non molliamo.

      Aggiungo che tu potresti per esempio aiutarci e invece di sfanculare noi andare ogni giorno sul sito del pd a triturare a bersani gli zebedei. Io prometto di non mollare

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      • len\y ha detto:

        non è che tu non molli, sono loro che da tempo hanno mollato te e le tue posizioni. Però si sa, il tuo partito ti piace e lo capisco. Ci credi. Poi non è che uno vi sfancula. Non vi vota e basta.
        Avanti così, che sembrate più vecchi dei vecchi del vostro partito.

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      • Meursault ha detto:

        Cristià famoce a capì.
        Qui mai mi sono sognato di mettere in discussione la tua serietà o la tua buona fede. La questione è, purtroppo, un’altra. Da elettore ancora indeciso non me la sento di votare chi vive in un passato nebuloso in cui il compromesso sociale è un bisogno indotto più che reale. La questione non è: la Alicata propaganda il falso, ma al contrario l’apparato sfrutta l’entusiasmo, l’energia e la tenacia della Alicata come lenzuolo per coprire le solite vergogne. Forse ha davvero senso fare un referendum interno su questi temi. In caso di voto favorevole i conservatori verrebbero stanati e fatti capitolare alla luce dell’adesione positiva; in caso contrario si prenderebbe, finalmente, atto che si sta combattendo una guerra impari buttando un sacco di tempo e coraggio. Mi dispiace ma sei sprecata nel PD. La politica del “movimento” (e non per forza il 5stelle) per come s’è delineata adesso forse è davvero l’alternativa ai soliti salotti pieni di preti. Pensaci.

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  • marcobiondi ha detto:

    Gentile dottoressa Alicata,

    in verità la questione è elementare. Il PD non vuole i matrimoni omosessuali, punto. Non li fa, non li farà. Punto. Personalmente, credo, non proporrà, in una logica di estenuante compromesso (= dittatura della maggioranza) nemmeno una forma di riconoscimento minore.

    (Poi, mi chiedo: “ce lo chiede l’Europa” vale solo per massacrare la classe media? No, perché anche i matrimoni gay “ce li chiede l’Europa”, ma va be’)

    La sensazione è che lei, Scalfarotto e pochi altri lottiate contro i mulini a vento e che il PD vi tiene nelle proprie fila solo perché così possono contare sui voti di alcuni gay che non sanno a che santo votarsi.

    Più in generale, restando nell’ambito di una logica, ehm, cartesiana, le chiedo: se la sua posizione è marginale e/o ignorata all’interno del PD, è proprio certa che il PD sia il posto giusto per lei? La domanda non è provocatoria, è che davvero è ingiusto e ipocrita, come scrive il lettore qui sopra, che il PD sfrutti la vostra buona fede e il vostro entusiasmo per rastrellare qualche voto in più.

    La saluto con simpatia.
    Marco.

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