La democrazia iperdiretta ovvero la dittatura.

31 maggio 2012 § 11 commenti


La democrazia iperdiretta che declama Grillo e’ la strada con cui sono iniziate le peggiori dittature, nate sul non ricambio di democrazia rappresentative.

Se i partiti NON cambiano saranno i primi responsabili dell’ennesimo ventennio. Sia chiaro. La colpa non è di Grillo, ma di chi si ostina a non vedere.

Benito Mussolini in un’epoca simile a questa, maestro di scuola, bestemmiava Dio e faceva il giornalista in un Paese per più della metà analfabeta. Il 28 gennaio del  1924, Mussolini lancia il #LISTONE aperto a chiunque voglia collaborare con il fascio “al di fuori, al di sopra, e contro i partiti”.

Insomma niente di nuovo sotto il sole.

Tenetelo a mente: i partiti sono i più grandi responsabili dell’epoca che verrà.

Grillo è oggi un blogger come una volta Mussolini era un reduce di guerra, ex maestro di scuola. Lui fa il su0 mestiere insieme al suo Guru di Casaleggio: si infila nella voragine.

Banalmente: la democrazia iperdiretta è quella cosa che avviene sulla foga emotiva, che sceglie tra Barabba e Gesù, che plaude alla cosa più semplice. Una democrazia sana ed adulta è una democrazia che sceglie dei rappresentanti, li delega e poi li giudica per il loro operato e, nel caso, li manda a casa. Il problema dell’oggi è una democrazia infantile ed oligarchica che non è nè diretta nè adulta, ma che vede se stessa nelle mani di pochi e sempre degli stessi. Come accadeva ai tempi di Giolitti al tempo in cui Mussolini era il nuovo. Come lo era al tempo del CAF + PCI/PDS quando Berlusconi e Bossi erano il nuovo. Insomma, Grillo è il Gattopardo italico che torna e ritorna per cambiare tutto e non cambiare nulla.

Attenzione, ci tengo a dirlo. Grillo. Non chi – cacciato a pedate dal sistema partitico italiano – ha trovato cittadinanza solo nel Movimento 5 Stelle. Confondere Grillo e Casaleggio con le persone incazzate coi partiti sarebbe come dire che Mussolini non andava confuso con chi, allora, era incazzato con un sistema Italia burocratico, clientelare e corrotto. Tutto vero. Peccato che il fascismo, come il berlusconismo, come il bossismo sono diventati – poi- parte integrante e peggiore dello stesso sistema che erano nati per distruggere.

Vi prego: studiate la storia. Oggi la strada giusta è abbattere il dalemismo (metafora del tempo post-berlusconiano), senza cascare nel grillismo.

p.s. A me dei sondaggi non me ne frega niente. Un tempo anche Berlusconi ha avuto consenso diffuso. Anche Mussolini. Non starei dalla parte di Grillo nemmeno se avesse il 50 +1 dei consensi. Come non sto dalla parte di D’Alema. Cerco una via diversa tra una democrazia malata con le piaghe da decubito ed una democrazia diretta che tende alla dittatura. Desidero ed esigo una democrazia normale, basata sulla rappresentatività, sulla delega e sul giudizio dell’operato di chi serve lo Stato e sulla sua breve permanenza nei luoghi di governo in modo da non incancrenire le relazioni tra cittadini e stato. Punto.

Altre vie sono solo forme dittatoriali con sfumature diverse.

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§ 11 risposte a La democrazia iperdiretta ovvero la dittatura.

  • come sai, cara Cristiana, esiste anche la democrazia rappresentativa partecipativa, che su questioni complesse e controverse chiama i propri iscritti o elettori a dare un’opinione informata. non quindi un sondaggio, ma democrazia deliberativa; come quella appena conclusa sulla riforma della legge elettorale: http://dopariepress.altervista.org/258124375/

    I leader possono anche decidere di non tenerne conto, ma devono spiegarne pubblicamente il perché e assumersene la responsabilità.

    In sintesi, c’è da ricostruire un ruolo sia per i leader sia per gli elettori/iscritti

    Che ne pensi? ciao e grazie

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    • calicata ha detto:

      Ne penso bene, ogni forma di allargamento alla partecipazione che significa semplicemente essere cittadini consapevoli e’ perfetto. Oggi la delega e’ infantile, senza controllo, senza un possibile vero feedback. W le doparie. 🙂

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  • scialuppe ha detto:

    Ingegnere, la prego, si studi il sistema con cui gli anarchici della CNT avevano organizzato Barcellona nel 1936 dopo aver bloccato Franco. Consigli di fabbrica, collettivizzazioni, decisioni prese attraverso i soviet (ben diversi da quelli dell’Est europa!). Il sistema era virtualmente indistinguibile dalla democrazia diretta. Ovvio che non erano anarcoindividualisti ma anarcosindacalisti organizzati, ma sempre democrazia diretta era. È vero che hanno perso la rivoluzione, ma quale democrazia rappresentativa priva di aiuti esterni avrebbe resistito tre anni all’esercito spagnolo, italiano e tedesco contemporaneamente? Le ricordo che la Catalogna è stata l’ultima parte di Spagna a cadere.
    Oppure, le consiglio di studiare il sistema di organizzazione zapatista. Ci sono le dichiarazioni della Selva Lacandona, si trovano facilmente in rete. Oppure le consiglio di leggere “Il paradosso zapatista”, di Raoul Zibechi. È vero che non sono riusciti a rovesciare il governo messicano, ma hanno messo in piedi un proprio sistema sanitario pubblico dove vengono curati zapatisti e non; hanno messo in piedi un sistema scolastico proprio, formazione degli insegnanti e scuole pubbliche fino alle superiori, anche se non sono riconosciute dallo stato. Stanno seriamente considerando di mettere in piedi un’università.
    Dire che la democrazia diretta è la strada verso la dittatura è una sciocchezza indegna della Sua intelligenza.
    Semmai quando si vedono indizi seri di democrazia diretta, accade che agrari, banche, possidenti terrieri e grossi industriali finanziano immediatamente movimenti fascisti e autoritari per contrastarla, in alcuni casi prezzolando traditori come Benito Mussolini.

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  • scialuppe ha detto:

    Mi permetto anche di farle notare che i mali d’Italia sono particolarmente gravi, ma la democrazia rappresentativa, a differenza del quadro idilliaco che Lei ne fa (“Una democrazia sana ed adulta è una democrazia che sceglie dei rappresentanti, li delega e poi li giudica per il loro operato e, nel caso, li manda a casa.”) è malatissima in tutto il mondo, tranne forse in alcuni paesi del Sud America dove la democrazia vera e propria è ancora una novità e funziona un po’.
    Nelle democrazie rappresentative attuali, in tutto il mondo, gli elettori non contano praticamente niente, mentre contano moltissimo lobbisti, grosse industrie, e le ormai onnideplorate banche.
    A Bruxelles c’è un numero di lobbysti che è pari a quattro volte il numero dei parlamentari europei. Perfino il Commercio Equo ha dovuto assumere un lobbysta per i propri interessi, perchè altrimenti sarebbe stato strangolato da leggi ad hoc.
    Negli Stati Uniti non ne parliamo.
    La corruzione italiana è corruzione solo perchè qui da noi i lobbysti non sono registrati.
    Il popolo non conta un cazzo, solo chi può influenzare direttamente (e non con una votazione ogni tot anni) i parlamentari ha il potere.
    La democrazia diretta non funziona più: è un sistema superato, bisogna andare avanti. È stata un miglioramento rispetto al sistema precedente, ma basta.

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  • scialuppe ha detto:

    Senza dimenticare, nella bibliografia, “Omaggio alla Catalogna” di Orwell, ovviamente.

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    • calicata ha detto:

      Scialuppe non so con chi ne parlavo ultimamente ma l’anarchia e’ il mio luogo ideale….senza passare pero’ per la dittatura del popolo che danni ne ha fatti a iosa….Grillo e Casaleggio secondo te sono dei profeti in quel senso? Secondo me no e la loro promessa altro non e’ che una forma di controllo totale. Insomma una democrazia rappresentativa, il più partecipata e consapevole possibile tende al sistema che dici tu meglio e più velocemente della dittatura del popolo o democrazia diretta come la chiamano loro furbamente.

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      • scialuppe ha detto:

        Ne parlavi con me.
        Grillo e Casaleggio interpretano una diffusa richiesta popolare di partecipazione. Con molti difetti, e infatti ho ribadito più volte di non essere un grillino.
        Però non ci sto quando equipari la loro dizione “democrazia diretta” a “dittatura del popolo”, che è un concetto che gli è totalmente estraneo. E in ogni caso non riesco a capire in che modo essi tenderebbero ad instaurare un “controllo totale” sulla vita delle persone. (altro discorso è il “controllo totale” che ha Grillo sul simbolo, che ovviamente è sbagliato ed incoerente: ma si vede già che scricchiola perchè la gente che assaggia la libertà, poi la vuole tutta).
        La differenza tra te e un democratico diretto è la stessa che passa tra chi tentava di migliorare la condizione dei contadini mercanteggiando coi nobili dell’ancien regim, e chi diceva che la monarchia andava abbattuta, punto. Ad un certo punto anche i primi han dovuto rendersi conto che i secondi avevano ragione.
        Il tentativo di passare alla democrazia diretta è il tentativo di trovare un paradigma diverso, migliore.
        Il tentativo di migliorare la democrazia rappresentativa è un tentativo di restare nello stesso paradigma, mettendoci i fiorellini.
        Io credo che i paradigmi cambino. Il tentativo di cambiarli può fallire, ma è fertile.
        Il tentativo di mettere i fiorellini è sterile.
        Questa è la mia idea.

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        • calicata ha detto:

          Mah…mi pare che le epurazioni le fa senza consultarsi. No?

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        • scialuppe ha detto:

          Senza dubbio fa le epurazioni senza consultarsi. Infatti è uno dei motivi per cui non son o grillino. Mi cito: “altro discorso è il “controllo totale” che ha Grillo sul simbolo, che ovviamente è sbagliato ed incoerente”

          Ma perchè invece di tentare di migliorare il PD non tenti di migliorare il M5S?

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  • Comandante Lupo ha detto:

    E’ vera una cosa, in Italia, persone come Grillo che raccolgono l’incazzatura (scusate il termine) della gente fanno fortuna. La Lega si è sciolta al sole quando è scoppiato lo scandalo di come aveva speso i soldi pubblici e i suoi elettori, tranne pochi fanatici, li hanno assimilati ai ladroni di Roma.
    Ma oggi il tema è più complesso, ai tempi di Mussolini, del CAF esisteva l’Italia. Ossia una nazione con una propria Costituzione e indentità. Ora abbiamo l’Europa e ci siamo dentro volenti o nolenti come si dice dalle mie parti. Ora siamo una regione di una nazione più grande e dobbiamo rispettare le direttive che vengono da fuori confine, scelte che si possono condividere o meno, ma da quando un golpe parlamentare decise, senza interpellare i cittadini, di aderire al Trattato di Lisbona questa è la realtà.
    Il trattato toglie molto alla sovranità nazionale e le scelte politiche ormai sono solo adeguamenti a quello che viene deciso a Bruxelles.
    Anche se non credo che le scelte fatte da monti (la minuscola è voluta) potessero essere proprio queste. Qui in Emilia (scusate il sarcasmo) siamo stati fortunati con questo terremoto perchè la nuova legge sulle catastrofi non è ancora operativa visto che non sono passate i 45 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e i danni li pagherà ancora lo stato. Ma, e spero che non avvenga, per il prossimo chi pagherà la ricostruzione? Visto che non dipenderà più dallo stato ma dal singolo cittadino ripagarsi la propria casa distrutta. Quando è passata questa normativa domanda dove era la sinistra?

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  • […] ragione da vendere, Cristiana. Category: Facevi meglio a tacere, Fascisti Tag: Beppe Grillo, Cristiana Alicata, […]

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