Gay. Matrimonio o Unioni Civili?

9 giugno 2012 § 16 commenti


Il testo della legge presentata ieri su iniziativa di alcuni politici LGBT (tra cui Paola Concia, Aurelio Mancuso, Alessandro Zan) e in queste ore criticata da più parti sia dal movimento che da altri pezzi della politica (anche dentro il PD dove tempo fa cercammo di raccogliere consensi su un manifesto che conteneva il matrimonio per dimostrare che dentro il PD questa istanza già esiste), potete leggerlo, qui.

Il testo si divide in 3 parti. 

1) Una parte dedicata alle coppie dello stesso sesso e prevede l’istituzione di uno strumento identico al matrimonio solo per le coppie dello stesso sesso. 

2) Una seconda parte dedicata ad uno strumento light per le coppie dello stesso sesso o di sesso diverso. 

Ho letto il testo, soprattutto la prima parte, quella riguardante le coppie dello stesso sesso. Non sono un giurista, ma se non sbaglio una legge del genere, dedicata solo alle coppie gay e lesbiche, potrebbe incorrere in un difetto di costituzionalità in quanto discriminatoria ed accessibile solo alle coppie dello stesso sesso.

Nel Regno Unito le Civil Partnership stanno sollevando lo stesso problema, ma voglio ricordare che il capo di stato è anche capo della Chiesa quindi la separazione aveva un suo senso. In Italia ricorderei a tutti che lo stato è laico e giustificare in qualsiasi modo il legame religioso con la parola matrimonio è uno strafalcione politico.

La cosa che non comprendo è perché sottolineare che lo strumento giuridico ha gli stessi contenuti del matrimonio, genitorialità compresa, e non chiamarlo con il suo nome, visto che la paura più grande di chi avversa i matrimoni gay è proprio la questione figli? 

Se a presentare questo corposo progetto di legge fossero stati Bersani, Bindi e Vendola, forse avrei gridato al miracolo.

Il fatto che a farlo siano dei politici LGBT ed esponenti di associazioni mi preoccupa, soprattutto perché questa operazione viene fatta come dicevo già ieri, azzerando il cammino che la comunità LGBT ha fatto in questi anni (ne parlavo qui, ieri) e senza coinvolgere la maggioranza delle persone impegnate sul tema dei diritti civili. Insomma se fossi il segretario di un partito che si avvia a fare la campagna elettorale per il 2013, sarei molto felice di vedere cancellata la parola “matrimonio” accanto alla parola “gay” . Quindi mi sembra più un favore a Bersani (ma anche a Vendola) che alla comunità LGBT, quando nel frattempo nel resto del mondo i capi di Stato dei paesi civili optano per la nettezza e la chiarezza di un’unica parola per tutti.

Mi preoccupa un’insieme di frasi come quelle qui sotto, che mi appaiono una resa, quando invece adesso ci sarebbe bisogno di ripetere la parola “matrimonio” come un mantra anche per evitare confusioni, le confusioni per esempio del grillino Perra che dice (potete vedere il video qui) che il matrimonio nasce per uomo e donna e aprirlo alle coppie gay è come consentire di sposarsi con il proprio cane. 

“Pur nella convinzione che l’apertura del matrimonio alle coppie omosessuali è l’unico traguardo di uguaglianza e pari dignità per le famiglie omosessuali, essendo il matrimonio un diritto fondamentale,

questa proposta di legge introduce il già citato istituto dell’Unione civile. La scelta di creare un istituto riservato alle coppie dello stesso sesso con lo stesso contenuto del matrimonio, anziché aprire l’accesso al matrimonio, ha l’obiettivo di superare l’attuale situazione nella quale la dignità sociale è negata o contrastata e di consentire che nel Paese e nella classe politica si determini un cambiamento culturale che al momento non è perfettamente compiuto.”

Nel Paese e nella classe politica? Ma che significa? Questa classe politica speriamo che vada in pensione e che venga una generazione figlia di questo tempo e quindi consapevole delle trasformazioni delle famiglie. Quanto al Paese è necessario che chi fa politica (compresi i politici LGBT) si spendano per non creare alcuna confusione e per promuovere la pari dignità che passa anche per l’uso delle parole. Lo dico senza polemica e spero che i depositari della proposta sappiano spiegarci perché hanno deciso di lanciare questa iniziativa invece di farsi corpo e rappresentanza delle istanze della comunità.

Quanto a Bersani non è nuovo ad aprire alle Unioni Civili, lo fa da quando si candidò alla segreteria. Il fatto è che in questi 3 anni il suo PD non ha prodotto uno straccio di documento in merito e quindi ancora oggi noi non sappiamo cosa siano le Unioni Civili di Bersani. Sono un istituto equivalente al matrimonio o sono i DiCo? Non è consentito saperlo.

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§ 16 risposte a Gay. Matrimonio o Unioni Civili?

  • Fulu ha detto:

    Ora che già 3 partiti si sono schierati ufficialmente con il Si al Matrimonio Egualitario (IDV, SEL, Radicali) invece di spingere il PD in quella direzione (anche in vista di quello che potrebbe succedere con le primarie) lo facciamo adagiare su queste Unioni Civili che sono nulla! Anche perchè la battaglia più grande sarà quella sulla adozione, e se ci ritroviamo con un Unione Civile senza poter manco adottare ma cosa abbiamo ottenuto? A questo punto sarebbe preferibile una soluzione alla Portoghese con il Matrimonio e lottare per l’adozione dei figli del partner e per quella totale in un secondo tempo, ma almeno si stabilisce il principio e dignità di tutte le coppie!

    Così si ottiene solo il nulla, e del nulla non ci facciamo niente.

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  • sonoromeo ha detto:

    Sono totalmente d’accordo. Purtroppo il movimento “pro matrimonio” si è svegliato soltanto ultimamente e la classe politica cerca di mandare segnali contraddittori che porteranno ad un nulla di fatto.
    Sono molto scettico sulla proposta di Bersani. Un partito che si professa riformista ed europeista ed, invece, non è neanche l’ombra o il riflesso dei movimenti politici europei. Mi sento tanto preso per i fondelli!

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  • Saverio Aversa ha detto:

    Il 15 maggio del 2008 i radicali italiani depositarono una proposta di legge molto semplice, la C.1064: “Modifiche al codice civile e all’articolo 3 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, in materia di diritto a contrarre matrimonio e di eguaglianza giuridica tra i coniugi”

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  • Saverio Aversa ha detto:

    La proposta di legge dei radicali italiani prevede semplicemente che “la diversità di sesso tra gli sposi non e’ condizione necessaria per contrarre matrimonio”.

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  • primariegaye ha detto:

    Ottimo post.

    Aggiungo un commento: ma chi è che scrive ‘ste proposte di legge idiote? Ma la Rete Lenford (che mi pare una delle realtà più incisive del “mondo omosessuale” degli ultimi anni) non potrebbe essere consultata? Il disastro della legge contro l’omofobia non è servita a Concia e compagnia bella per capire che i compromessi non passano lo stesso e in più si alienano anche i gay/lesbiche/trans/etero che vogliono la parità piena?

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    • Filippo Filippini ha detto:

      Molte volte viene proposto l’esercizio intellettuale: “se si parlasse di diritti dei neri, o degli ebrei, etc etc”…”

      Vorrei stavolta che la frase:
      “Se a presentare questo corposo progetto di legge fossero stati Bersani, Bindi e Vendola, forse avrei gridato al miracolo.
      Il fatto che a farlo siano dei politici LGBT ed esponenti di associazioni mi preoccupa, soprattutto…”

      fosse sostituita on:
      “Se a presentare questo corposo progetto di legge fossero stati Bersani, Bindi e Vendola, forse avrei gridato al miracolo.

      Il fatto che a farlo siano dei politici neri (o ebrei) ed esponenti di associazioni di colore (o ebree) mi preoccupa, soprattutto…”

      Per il resto, come dico sempre, baderei alla sostanza e non al nome che si da alle cose.

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  • calicata ha detto:

    Scusa Filippo ma così dimostri di non comprendere cosa stiamo dicendo e ti dico che oggi parlando con una mia amica che ha la pelle nera arrivavamo proprio allo stesso risultato. Se fosse stato un nero a proporre una cosa di sostanza uguale ma di forma diversa sarebbe stato razzismo interiorizzato. Da che mondo e mondo le battaglie dei diritti si vincono chiedendo il giusto e niente di meno. POI, solo POI, in seguito al dibattito politico si passa per i compromessi.

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    • Filippo Filippini ha detto:

      Non tutti sono Rosa Parks.
      Prima si ottiene di poter salire sull’autobus meglio è. Autobus è fare le stesse cose, andando dalla stessa parte tutti insieme, non prendendo la pioggia e pagando lo stesso biglietto.

      Poi, consolidato questo, se veramente il nome conta (e, a differenza di Rosa Parks e del suo caso, non sono convinto che la questione sia nel nome, ma lascio decidere a chi ha sensibilità diverse dalla mia), ci si concentri sul nome.

      O si ha paura che basti un Bersani per ottenere quello che non è riuscito a Concia, tanto per dire?

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      • antonella ha detto:

        …perché è noto che Paola Concia e Pierluigi Bersani hanno lo STESSO peso politico. Una parlamentare e un segretario di partito sono la stessa cosa. Ma di COSA stiamo parlando??

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  • Meursault ha detto:

    OT: ridevo ripensando allo sciocco ottimismo di chi diceva “nonostante tutto la metro B1 sta aprendo e non c’è voluto tanto”. Era aprile.

    Ancora una volta dimostrato che gli ottimisti di Roma o sono benestanti o sono idioti o sono in mala fede.

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  • quid76 ha detto:

    sena Bersani che pronunci CHIARAMENTE e INEQUIVOCABILMENTE le paroline magiche, stavolta il mio voto ve lo scordate!

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  • quid76 ha detto:

    pardon

    senza

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    • antonella ha detto:

      A dimostrazione che le posizioni al ribasso sono inutili anche per sedare i bollenti spiriti dei cattolici della mentula (perdonate il latinismo), ecco qua Fioroni:

      Roma, 12 giu. (Adnkronos) – “C’e’ un’area vasta nel Pd pronta a dire no alle coppie gay. Un’area vasta, decisa a costruire una coalizione di governo nuova e capace di individuare ed imporre il dibattito e nel programma le priorita’ vere”. Lo dice Beppe Fioroni a ‘Avvenire’ a proposito dell’apertura di Pier Luigi Bersani sulle coppie gay.

      No alle coppie gay e basta, capito? manco stanno a fare distinguo tra matrimonio, civil partership, pacs, piccolo chimico…

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  • […] ben chiaro, come dice giustamente Cristiana Alicata, sul suo blog: Se a presentare questo corposo progetto di legge fossero stati Bersani, Bindi e Vendola, forse […]

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