La 194 è salva, ma non del tutto.

20 giugno 2012 § 19 commenti


La legge 194, detta “sull’aborto” e che in realtà regola l’interruzione di gravidanza e dovrebbe mettere le donne in condizioni di farla in totale condizioni di salute fisiche e mentali (non dimentichiamo queste ultime) è salva.

La Consulta ha dichiarato  inammissibile il quesito di illegittimità sull’articolo 4.

Sarebbe opportuno ora andare a verificare il numero consentito di obiettori per singolo ospedale, distribuendolo geograficamente in modo da non rendere la 194 inapplicabile. Come ho già detto non sono tra quelli che vuole impedire l’obiezione (anche se non la comprendo, ma sono laica su questo) , ma penso che il numero degli obiettori debba essere limitato.

Certo la presenza dell’Opus Dei e di Comunione e Liberazione negli ospedali italiani e nelle cliniche che la politica convenziona (e quando ne parleremo?) non sono un segnale positivo da parte di uno Stato laico.

Se l’impianto legislativo comprende la 194 – oggi uscita più forte dagli attacchi dei fondamentalisti -le istituzioni dovrebbero preoccuparsi di fare in modo che la legge sia applicata.

Cosa che, allo stato attuale, mi sembra la cosa più illegittima da rilevare.

Per inciso: da quando è in vigore la 194 gli aborti sono diminuiti e le donne non muoiono tra le braccia delle mammane. Più intelligenza preventiva, più asili nido e meno ideologia religiosa. Farebbe bene a tutti.

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§ 19 risposte a La 194 è salva, ma non del tutto.

  • Simone ha detto:

    “vuole impedire l’obiezione (anche se non la comprendo, ma sono laica su questo)”

    che strana idea di laicita’? e poi ci si domanda perche il PD fa schifo!

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  • topometallo ha detto:

    E quindi quanti medici che siano testimoni di Geova mettiamo al trasfusionale? Blahhhh…
    mi accodo a Simone

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    • calicata ha detto:

      è una cosa un po’ diversa no?

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      • topometallo ha detto:

        (spero il commento non sia doppio, nel caso cassa senza pietà il doppione)
        Non direi proprio.
        Sei vegano, non fai il salumiere.
        Sei di Geova, non fai trasfusioni, non fai l’ematologo (o quel che l’è) perché fare trasfusioni è uno dei tuoi compiti.
        Dici di essere cattolico e di non voler eseguire IGV? Non esegui IGV, e quindi non fai il ginecoloco, perché fare il ginecoloco significa fare anche delle IGV, ma comunque farle.
        Chiediti un po’ in quale altro stato abbiano questa sega mentale dei ginecologi obiettori.

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        • calicata ha detto:

          ecco….io su questo non sono d’accordo….ci sono anche ginecologi che magari fanno solo quello in questi tempi di tanti obiettori e non ne possono più…gente laica come noi….non è sempre tutto così semplice e facile. premesso che io non comprendo l’obiezione ideologica….ma questa cosa me l’ha insegnata e raccontata un medico donna che le IGV le fa.

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        • topometallo ha detto:

          (rispondo al commento sotto, forse non ho capito l’obiezione) appunto, scusa, quei ginecologi fanno solo questo PERCHE’ ci sono gli altri obiettori, e se le donne han bisogno devono rivolgersi a quei pochi. Se invece tutti i ginecologi facessero quel che devono il lavoro sarebbe distribuito più “equamente”
          In pratica, “lavorare tutti, lavorare meno” (invertendo i termini famosi)

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  • Chiara Lalli ha detto:

    “Sarebbe opportuno ora andare a verificare il numero consentito di obiettori per singolo ospedale, distribuendolo geograficamente in modo da non rendere la 194 inapplicabile.”

    Cosa significa? Senti puzza di slogan, ahimè.

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    • calicata ha detto:

      in che senso Chiara?

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      • Chiara Lalli ha detto:

        Hai letto la 194? Cosa significa “verificare il numero consentito”? Non c’è un numero.
        Chi – qui e altrove – suggerisce che l’obiezione non dovrebbe essere permessa (perché scegli di fare il ginecologo nel servizio pubblico) propone qualcosa di sensato e coerente. Ma quello che tu hai scritto mi è oscuro.

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        • calicata ha detto:

          sto andando oltre la 194. Sto dicendo che se consenti l’obiezione senza numero chiuso, come oggi, ti ritrovi nella merda. In ogni caso posso concordare (non retroattivamente) che d’ora in poi chi vuol fare il ginecologo nel pubblico debba NON essere obiettore.

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        • Chiara Lalli ha detto:

          E qui torniamo: come lo metti il numero chiuso? Cadi in una contraddizione insanabile. Non è questa la strada.

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        • Nino ha detto:

          Cristiana, stai dicendo una stupidaggine, a mio avviso, niente numero consentito di obiettori negli ospedali pubblici. Sei un impiegato pubblico, applichi le leggi dello stato. Il diritto alla obiezione andava (a mio avviso giustamente) concesso a chi era già nel pubblico all’entrata in vigore della legge. Punto. Tutto il resto è ipocrisia di uno stato che fa una legge e non si preoccupa che possa essere messa in atto

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        • calicata ha detto:

          mi avete convinto.

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  • Anonimo ha detto:

    io credo che l’obiezione di coscienza dei ginecologi non dovrebbe essere possibile. e faccio mie le argomentazioni di molti costituzionalisti, che sono essenzialmente tre. la prima: l’obiezione, cioè il rifiutarsi di fare qualcosa perchè contrario ai propri principi, non si dovrebbe risolvere in un “non fare”, ma in un fare alternativo; quello che accadeva, quando ancora il militare era obbligatorio, a chi sceglieva di non farlo, che infatti non saltava l’anno, ma lo impiegava, certo più utilmente, facendo il civile. la seconda: a “pagare” le conseguenze dell’obiezione dovrebbe essere l’obiettore medesimo, non qualcun altro; nel caso di chi non voleva fare il militare, era appunto l’obiettore a “sopportarne” le conseguenze facendo il civile, e non certo la “patria”, poichè a mente dell’art.1 L 772/1972, militare e civile sono due modi diversi di adempiere il medesimo dovere, quello appunto di difesa della patria; qui invece a pagare le conseguenze della scelta è la donna gestante. la terza, che secondo me taglia la testa al toro: si può fare obiezione di coscienza di fronte a una scelta obbligata, esattamente come, fino a poco tempo fa, era obbligatorio il militare; ma fare il ginecologo non è un obbligo; se uno è un catto-integralista e non vuole fare aborti, niente gli vieta di specializzarsi in altre cose nell’ambito medico; così come se io sono avvocato iscritto alla lista dei patrocinanti gratuiti, non posso rifiutarmi di difendere quelli che mi portano, perchè è mio dovere farlo. senza contare, infine, quanto seri e approfonditi erano gli accertamenti che si facevano sulla serietà dell’obiezione di chi rifiutava il servizio militare, e quanto invece nulli siano quelli relativi all’obiezione dei ginecologi, che, ad esempio qui in lombardia, sono anzi spinti a farla (da cl), pena la loro carriera…

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  • Jacopo Bombarda ha detto:

    io credo che l’obiezione di coscienza dei ginecologi non dovrebbe essere possibile. e faccio mie le argomentazioni di molti costituzionalisti, che sono essenzialmente tre. la prima: l’obiezione, cioè il rifiutarsi di fare qualcosa perchè contrario ai propri principi, non si dovrebbe risolvere in un “non fare”, ma in un fare alternativo; quello che accadeva, quando ancora il militare era obbligatorio, a chi sceglieva di non farlo, che infatti non saltava l’anno, ma lo impiegava, certo più utilmente, facendo il civile. la seconda: a “pagare” le conseguenze dell’obiezione dovrebbe essere l’obiettore medesimo, non qualcun altro; nel caso di chi non voleva fare il militare, era appunto l’obiettore a “sopportarne” le conseguenze facendo il civile, e non certo la “patria”, poichè a mente dell’art.1 L 772/1972, militare e civile sono due modi diversi di adempiere il medesimo dovere, quello appunto di difesa della patria; qui invece a pagare le conseguenze della scelta è la donna gestante. la terza, che secondo me taglia la testa al toro: si può fare obiezione di coscienza di fronte a una scelta obbligata, esattamente come, fino a poco tempo fa, era obbligatorio il militare; ma fare il ginecologo non è un obbligo; se uno è un catto-integralista e non vuole fare aborti, niente gli vieta di specializzarsi in altre cose nell’ambito medico; così come se io sono avvocato iscritto alla lista dei patrocinanti gratuiti, non posso rifiutarmi di difendere quelli che mi portano, perchè è mio dovere farlo. senza contare, infine, quanto seri e approfonditi erano gli accertamenti che si facevano sulla serietà dell’obiezione di chi rifiutava il servizio militare, e quanto invece nulli siano quelli relativi all’obiezione dei ginecologi, che, ad esempio qui in lombardia, sono anzi spinti a farla (da cl), pena la loro carriera…

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  • calicata ha detto:

    Una testimonianza da Basilicata: “Anche in Basilicata siamo oltre il 90 percento di obiettori e il principale ospedale per assicurare il servizio deve ricorrere a un convenzionato esterno.”

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  • Meursault ha detto:

    La possibilità di obiettare va negata.
    Non c’è scusa che sembri logica e condivisa. Chiunque può decidere di fare il ginecologo “cattolico” e non fare lo strutturato. Ma se si decide di lavorare per il servizio pubblico allora si è un dipendente pubblico e come tale si applica e si rispetta la legislazione vigente. Tra l’altro tutti questi ferventi religiosi usano cotanta bruciante fede come una scala. Poveri, ubbidienti e casti come Formigoni…

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    • Nino ha detto:

      Ahimè è quello che dico da sempre. L’obiezione di coscienza poteva, a mio avviso , essere ammissibile al momento dell’entrata in vigore della legge, quale norma transitoria. Un pò come dire: io faccio il vigile urbano, ad un certo punto si decide che il vigile urbano deve portare la pistola ed io, che sono contro le l’uso delle armi, devo poter scegliere di non portarla. Ma da quel momento, chi fa il concorso “pubblico” per diventare vigile urbano, sa che tra i suoi doveri c’è quello di portare la pistola, non può vincere il concorso e poi dire : io sono contro l’uso delle armi e quindi non la porto.

      Ergo: vuoi fare il ginecologo ma non l’IGV … benissimo, fallo nelle strutture private, casomai cattoliche, dove ufficialmente non la fanno. Fai il concorso “pubblico”? sai quali possono essere le tue mansioni, ti impegni automaticamente a espletarle tutte.

      Sarebbe da fare un referendum per modificare la legge secondo questo criterio. Già … ma chi potrebbe mai lanciare questo reerendum se neanche i radicali ci hannomai pensato? il PD? 🙂

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  • calicata ha detto:

    @Chiara Lalli: ma oggi non c’è….quindi o normi il numero o l’accesso totale.

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