Sul femminicidio il mondo ha il punto di vista di Caravaggio.

8 luglio 2012 § 3 commenti


Stiamo guardando tutti quel corpo da giorni. Quello di Maria Anastasi, bruciata (pare viva) dal marito ed incinta al nono mese.

Fissiamo quel corpo e quell’atto facendo tutto buio intorno. Deserto attorno. E’ più comodo così. Un uomo che uccide una donna. Non fa una piega è perfetto, voi non vi rendete conto quanto ci assolve quella scena nella sua scontatezza.

Scrivo queste righe per colpa della mia storia che oggi so essere una storia rara, rarissima e di cui probabilmente non parlerò mai in pubblico.

Lo dico, per dire che non sto scrivendo queste righe per cappottare la realtà, ma solo per farvi accendere la luce sul resto, sul contorno.

Distogliete per un momento lo sguardo da quella scena truculenta.

A destra c’è una donna che guarda e non fa nulla. L’amante del marito. Non fa nulla. Quella donna si è fatta portare in casa, tra le mura di una famiglia. Ha visto il suo amante picchiare la moglie. Forse il maschio che fa la danza dell’amore. Che per misurare l’amore per la nuova, distrugge la vecchia. Con le parole. Con le botte. Infine con l’atto più atroce, quello della morte.  Non riuscite a sostenere la scena, vero? Eppure è accaduto. E va detto. Ha assistito all’omicidio. Non ha fatto nulla. Non è indagata. Questo mi stupisce, sinceramente.

E poi c’è tutto quello che si potrebbe dire sul disagio e sul sud. Sulle forme del “conservare” la famiglia altrimenti la società patriarcale ti isola, ti fucila psicologicamente e allora sono meglio le botte.

E poi c’è tutto quello che non abbiamo il coraggio di dire su una madre che resta tra quelle mura di dolore e violenza con 3 figli e non denuncia mai il suo aguzzino. Ma si chiama sindrome di Stoccolma ed io la assolvo.

E poi c’è tutto quello che potremmo dire sul fatto che l’Italia è un Paese pieno di famiglie così, in cui si consuma la disperazione, la dinamica di violenza e spesso se esistessero dei servizi sociali seri si potrebbe intervenire. Secondo voi a scuola i bambini non hanno detto nulla? Forse la scuola non ha le orecchie per sentirle queste cose, non ha la frequenza di connessione.

Non so, non riesco mai a guardare un atto di violenza nella sua crudezza. Il punto di vista di Caravaggio che illumina l’atto e fa buio sul resto, in questo caso non mi funziona. Tiro un sospiro pesante e accendo la luce e guardo tutto. Guardate che vi farà soffrire di più guardare quelle mura la sera prima quando la moglie piange nel letto, il marito fa l’amore (pensa lui) con l’amante e i figli, forse, fanno incubi. Vi fa più male. Provate.

E anche qui nessuno è assolto. Non chi mette la F maiuscola alla famiglia. Non chi taglia fondi al sociale. Non le madri che educano i maschi male. Non le donne che accettano che un uomo faccia questo ad un’altra donna. Nessuno.

(Dedicato a FN e VM che invece sono intervenute)

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§ 3 risposte a Sul femminicidio il mondo ha il punto di vista di Caravaggio.

  • luigia.panarello ha detto:

    Ma con che hai fatto colazione oggi?Con l’ambrosia di Melpomene?Brava è cogente al massimo!

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  • Meursault ha detto:

    Si è donne meravigliosamente compiute senza dover essere madri o compagne.
    Si è donne consapevoli e forti senza tacchi e senza femminilità.
    Il primo passo per liberare la donne dai sensi di colpa che le inchiodano anche a mariti violenti è fare una campagna virale che ricordi loro che non ci sono modi per essere “finalmente, compiutamente, totalmente” donne poiché lo sono già. Fino al giorno in cui la distinzione sarà finalmente, compiutamente e totalmente inutile.

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  • crico ha detto:

    ……. la viltà avvezza
    a vedere morire nel modo più atroce
    gli altri, nella più strana indifferenza.
    Io muoio, ed anche questo mi nuoce.
    (Le parole e le cose – Pasolini)

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