Due parole sull’Ilva: il nodo del millennio.

27 luglio 2012 § 4 commenti


La mia amica giornalista Stefania Divertito che da anni fa inchieste ambientali (le più note sull’amianto e sugli effetti dell’uranio impoverito sui nostri militari) oggi si è giustamente incazzata su chi vede nel sequestro dell’ILVA, uno stabilimento siderurgico a Taranto che dà lavoro a migliaia di persone.

La questione Ilva ci mette davanti al problema vero di questo secolo legato al lavoro e all’ambiente che investe moltissima parte del comparto industriale italiano: dall’auto alla carpenteria pesante, dalla siderurgia al petrolchimico.

Quale sviluppo?

Come riconvertire?

Come decrescere senza passare per la povertà?

Ha senso rivendicare il lavoro in settori industriali saturi, inquinanti e in via di estinzione? Ha senso guardare quell’angolo e non vedere il panorama? La politica crede di cavarsela elettoralmente stando vicino oggi a quei lavoratori o ritiene giusto pensare piuttosto (avrebbe dovuto farlo prima…) a dove andare industrialmente. E come. E se andarci.

 

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§ 4 risposte a Due parole sull’Ilva: il nodo del millennio.

  • Dan ha detto:

    Niente di nuovo sotto il sole …o sotto le nuvole :-)…si lascia alla magistratura il compito di ripulire (è il caso di dirlo!) le sporcizie che la politica non vuole toccare. L’Ilva non è un problema nuovo, è un grande problema occupazionale ed ambientale da ben prima dell’avvento di Riva, non per nulla era in mano all’IRI (qualcuno ricorda?).
    Come dici, mancano i programmi, a breve, medio lungo termine…manca la volontà e la capacità di pensare a questo Paese.

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  • michele ha detto:

    Nulla di nuovo sotto il sole, che l’Ilva è causa dei tumori lo sa anche il mio gatto. E idem a Porto Torres e Marghera. Non c’è molto d stare a dibattere, lo si è fatto fin troppo: bisogna fare le bonifiche. E tutti sarebbero reimpiegati nelle bonifiche, per 10 o 20 anni. Tra l’altro, sono certo che se ci fosse la volontà si potrebbero fare le bonifiche anche mentre continua l’attività degli stabilimenti. Perché on si fa? Perché nessun amministratore, o politico nazionale, ha il coraggio di farlo. Grazie.

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  • Stefania Divertito ha detto:

    Grazie Cristiana, la tua voce è quanto mai importante. Bomificare è necessario ma ancora di più è fondamentale che non si continui a inquinare. Per questo la magistratura vuole bloccare l’Ilva (certo, oggi è intervenuto anche il Papa e il 3 agosto non mi stupirebbe una decisione contraria del Riesame), perchè inquina ancora. Della legge Vendola per la limitazione delle diossine non è stata mai applicata la parte che imporrerebbe il monitoraggio h24, anche notturno, quindi, quando vengono immesse le peggiori schifezze. Inoltre tli scarichi a mare contengono fanghi industriali tossici. Oppure il lavoro degli operai vale di più di quello oramai perso da pescatori, allevatori di mitili e allevatori di bestiame? Migliaia di capi sono stati abbattuti in questi anni. Come mai i partiti sono rimasti zitti? Lo dico ad alta voce allora quello che penso: gli operai contano di più perchè ci sono i sindacati, e sono voti. È l’amara realtà. Ed è un’ipocrisia che mi fa davvero tantoincazzare. Grazie Cri del tuo impegno, ti adoro!

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