Non ci sono più i moderati

31 luglio 2012 § 8 commenti


La carta di intenti presentata oggi da Bersani parla di patto tra democratici e progressisti.

Quindi i progressisti non sono democratici?

E chi sono i progressisti? Lo chiedo perché se i moderati che per me erano estremisti sono diventati democratici, allora anche la parola progressisti potrebbe assumere altri significati. Sono quelli che vogliono il progresso? Di cosa? Dei diritti? Della tecnologia? Del siderurgico?

E i moderati che fine hanno fatto? E in ogni caso che voleva dire moderati?

E democratici, non dovremmo essere tutti?

Insomma ma davvero pensiamo che cambiando democratici con moderati potremo digerire l’alleanza con l’UDC?

Non e’ che bastano due paroline sulle unioni civili per convincerci. E l’acqua? E il nucleare? E Cuffaro? E quelli del sudpontino?

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§ 8 risposte a Non ci sono più i moderati

  • cloudofthesea ha detto:

    Cristiana, se per caso conosci la Sora Cesira, potresti darle da parte mia il testo del suo prossimo pezzo? Grazie, Claudia

    Sulla musica di “Che confusione” dei Ricchi e Poveri.

    Che confusione, sarà perché votiamo
    è una sconfitta, che cresce piano piano
    Bindi e Casini ora son più vicini
    Siam democratici, sarà perché votiamo

    La progressista è certo la Rosy
    a primavera, vedrai che poi perdiamo
    cade una stella, ma dimmi cosa siamo
    che te ne frega, sarà perché votiamo

    E cade, cade si sa, sempre più in basso si va
    e cade, cade il PD, il mondo è matto perché
    e se l’accordo non c’è
    basta una sola parola, per far confusione
    fuori e dentro di te.

    E cade, cade, si sa, sempre più in basso si va
    e cade, cade con Pier, il mondo è matto perché
    se l’accordo non c’è
    basta una sola parola, per far confusione
    fuori e dentro di te.

    Ma dopo tutto, che cosa c’è di strano
    è una parola, sarà perché votiamo
    se cade il mondo, allora ci spostiamo
    se cade il mondo, sarà perché votiamo

    Pierferdinando stammi più vicino
    e così bello che non mi sembra vero
    se il mondo è matto che cosa c’è di strano
    voto per voto, almeno noi perdiamo.

    E cade, cade, si sa, sempre più in basso si va
    e cade, cade il PD, il mondo è matto perché
    se l’accordo non c’è
    basta una sola parola, per far confusione
    fuori e dentro di te.

    E cade, cade, si sa, sempre più in basso si va
    e cade, cade con Pier il mondo è matto perché
    se l’accordo non c’è
    ma dimmi con chi stiamo
    che confusione, sarà perché votiamo

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  • seiovesdi ha detto:

    Il Pd va a destra, e io me ne vado dal Partito
    di Ivano Marescotti | 30 luglio 2012

    La politica non è un mero esercizio di ragionamenti asettici e razionali. Prende più giù della testa e anche del cuore. Ma quando arriva alla pancia son dolori e crampi ingovernabili.

    È quello che mi succede proprio in questi giorni, in queste ore. Io sono sempre stato nel Partito (come si chiamava di volta in volta) o lì attorno come le falene con le lampadine.

    Ma quello che mi succede ora è ancora inedito per me. Non avendo più il cemento ideologico di un mondo migliore promesso dalla rivoluzione pacifica, all’italiana, democratica ecc. un partito vale per quello che fa e gli uomini che lo rappresentano valgono per quello che fanno vedere di sé. Ma le azioni e gli scopi ora mi sfuggono.

    Gli ultimi avvenimenti riguardanti le indagini sugli accordi Stato-Mafia di 20 anni fa e, in particolare, il suo aspetto laterale come quello del coinvolgimento di Napolitano mi hanno sorpreso e anche indignato parecchio. Napolitano si è infognato chiaramente e alla luce del sole. Ha commesso un errore chiaro e palese (difendere il suo portavoce che dichiarava che il Presidente aveva “preso a cuore” la richiesta di un ex Ministro di manipolare le indagini dei pm che indagano su fatti molto gravi) e, per trarsene fuori, ne ha commesso un altro più grave (il conflitto di attribuzione alla corte costituzionale) ed infine, dopo la morte di D’Ambrosio per infarto, accusare, nel suo necrologio, esplicitamente Ingroia e gli altri (oltre ad alcuni giornali) di avere causato la morte del suo collaboratore. Il titolo dei giornali di destra è “Napolitano: pm assassini”. Oggi nulla, attendo domani se Napolitano avrà qualcosa da ridire, distinguere il suo giudizio, difendere i pm palermitani… Dopodomani sarà già troppo tardi.

    E Bersani e il suo PD appoggiano in toto, a priori, Napolitano in una vicenda dove è chiaro ed evidente l’errore del Presidente, mettendosi con ciò a fianco della peggior feccia politica di destra.

    Quella lampadina attorno a cui ronzavo in cerca di lumi si è proprio spenta. Non si può essere ipocriti fino a questo punto. Se uno sbaglia occorre dirlo e farlo capire a tutti. Tutti possono sbagliare ma accanirsi nell’errore è diabolico e letale. È così che si difende l’istituzione e la democrazia e non con l’accusa di lesa maestà.

    Io non nutro più molte speranze di svolte del PD e non vedo luci. Ci ho provato per alcuni anni fino a far parte della Assemblea Nazionale dalla quale mi sono dimesso dopo un paio di riunioni così come, definitivamente, dal Partito. E mi sembra ora di essere non più tanto a fianco del PD ma all’opposizione dopo che quel partito governa l’Italia sostenedo un Governo assieme al PDL. Inaudito e intollerabile. Monti è di destra e va lasciato alla destra che almeno sarebbe dignitosa. Anche solo battersi per contenderselo con la destra è per me un assurdo inconcepibile. Monti fa una politica cieca, toglie soldi e consumi e servizi alla popolazione, comprimendo diritti acquisti nel tempo con dure lotte di classe, pensando di risanare l’economia portandoci invece vicino al baratro. È una politica capitalistica semplice e chiara ma lontana da quella illuminata, keinesiana, degli anni trenta in America. Una situazione che rende anche più semplice e chiaro che una politica di sinistra è un’altra: di opposizione. Un partito di sinistra non ha paura di vincere le elezioni e di governare. Direi che esattamente quello è il suo compito! E avrebbe dovuto almeno cercare di farlo mesi fa. con le elezioni avremmo vinto a man bassa e avremmo avuto l’onore e l’onere di dovere governare una crisi con scelte impopolari ma forse accettate dalla popolazione che sa accettare sacrifici se fatti con il loro concorso e per un futuro migliore. La gente andava anche in galera durante il fascismo e moriva per un avvenire migliore.

    Invece abbiamo un governo retto dal PD, UDC e PDL. Ecco… non in mio nome.

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  • Champ ha detto:

    cristiana, i “progressisti e democratici” sono “il campo dei progressisti” quello del “io organizzo il campo dei progressisti…” (cit.)

    Poi (un poi che però è probabilmente prima del voto, ma questo dipende dalla legge elettorale) questi si alleano per un “patto di legislatura” con i moderati

    Tu pensi che il mio commento sia ironico, ma in relatà è esattamente lo schema che bersani ha illustrato oggi a piazza di pietra

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  • Meursault ha detto:

    C’è qualcosa sotto. Non finirò mai di dirlo.
    I ‘moderati’ cattolici sono una minoranza esigua (roba che con una percentuale di sbarramento medio-alta sparirebbero), qual è quindi l’interesse nel voler ammantare di clericalismo l’intero partito quando la base è in larga maggioranza non concorde? Interessi terreni e privati temo. Santissime spartizioni, benedetti piani regolatori, varie ed eventuali. In genere basta visitare gli uffici del catasto per capire il motivo di certe alleanze.

    P.s. Come mai Rutelli ha ancora un peso? Guida un partito che ha un ridicolo zerovirgola.

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    • Lorenzo M. ha detto:

      Tempo fa avrei scritto che i tuoi sono vaneggiamenti. Poi penso a Ciocchetti, e non posso fare altro che darti ragione. Non esiste alcuna razionalità in questa strategia, a meno che non sia l’interesse privato a scatenarla.

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  • Nino ha detto:

    citando il grande Totò; poi dice che uno si butta a sinistra

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  • Nino ha detto:

    P.S. Come fa Bersani a sostenere che darà ” sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte Costituzionale per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico” se nel PD non c’è ancora una linea chiara sui contenuti della “sostanza”, e comunque, qualunque fosse la linea, dovrà poi essere mediata nell’ambito del “patto di legislatura” con forze liberali, moderate e di centro, ovvero con l’UDC?

    Mi tocca dar ragione alla Bindi, ci sarà chi rimpiangerà i DICO (ed ho detto tutto :-()

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  • Meursault ha detto:

    Aggiornamento:
    Vendola (forte di un rinvio a giudizio) si scopre moderatissimo e apre a Casini. Bersani orfano di definizioni apre a Vendola che apre a Casini e apre a chiunque non sia Casini giusto per fingere che ci sono altre alleanze sul tavolo.
    Nel mentre la base del Pd e la base di Sel urlano a gran voce la loro contrarietà allo scellerato patto. Casini, il vice di quello che comanda (e cioè il più furbo di tutti), prende in giro entrambi sfottendoli amabilmente dicendo “io intanto lavoro e organizzo i moderati senza entrare nelle vostre pastoie”. La cosa getta nella più oscura confusione Bersani che credeva di parlare ai progressisti (?) e Vendola che alle strette è costretto a ribattere: E allora le foibe??
    La domanda è: Chi sta rappresentando chi?
    Anche detto: Cristià con che faccia inviti ancora a votare Pd?

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