Contro i finti lastminute.

7 agosto 2012 § 6 commenti


E dopo avere inveito contro tutti i finti lastminute inavvicinabili del mondo ho fatto il gazpacho.

E W i cinesiapertisempre con frullatore di salvataggio.

Mentre tutti pensano alla spending review e allo spread abbiamo perso almeno 4 mesi in cui avremmo potuto trovare il modo di rendere più facile andare in Salento che in Grecia. Di andare a Pantelleria che a New York. Proprio non lo capiamo che abbiamo un giacimento sotto le chiappe e non sappiamo usarlo. La verità è che questa classe dirigente con casa a Capalbio e villa sul Lago Maggiore e dammusi strafighi a Pantelleria (mentre Pantelleria muore!) non lo sa quanto costa fare una vacanza che non sia un ombrellone a castello a Capocotta. Non lo sanno cosa significa trovare un luogo per riposare la testa e il corpo dal lavoro o del fresco senza dovere ipotecare la macchina(per chi ce l’ha il lavoro, ovviamente). E quindi non ci pensano ai pochi soldi che se ne fuggono all’estero visto che l’Italia non sa organizzare una stagione turistica che non contenga la fregatura, che non ti spelli al ristorante, che non ti spacci un luogo ameno per un luogo infestato di abitanti. Non lo sanno.

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§ 6 risposte a Contro i finti lastminute.

  • Meursault ha detto:

    Se avanza il gazpacho usalo per condire la pasta formato conchiglioni alla quale hai aggiunto zucchine romane crude tagliate sottilissime e uno sproposito di menta tritata. 😉

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  • calicata ha detto:

    vedi che se parliamo di cucina ci troviamo. Dobbiamo fondare il CP. Cooking Party. 😉

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    • Meursault ha detto:

      Ci sto, ma rigorosamente vegan. 😉

      Concordo sul resto. Straordinario scorcio lasciato all’incuria e alla speculazione più bieca. In Francia fanno diventare un polo turistico un paesello con mezza vigna e 30 anime, qui è già tanto se Pompei non diventa la discarica degli esosi venditori ambulanti assiepati lì intorno. Il Sud è al capolinea, capostipite da decenni del momento nero che ci apprestiamo a vivere. Meglio cucinare sostenibile impegnandosi per posti migliori nella speranza di viverci. Buona estate.

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  • Nino ha detto:

    Intanto però gli operatori si lamentano della crisi (vero), del calo di presenze (verissimo) ma fanno pochissimo per attirare i poveri (in tutti i sensi) clienti. Ma una vacanza all’estero (che so al mare in Tunisia, in Gecia o a Malta) costa meno, viaggio incluso, di una vacanza nel più sperduto villaggio calabrese (non dico Sardegna) e garantisce un trattamento molto più dignitoso.

    Vabbè, io mi accontento della roma abbastanza svuotata, nonostante la crisi, della trastevere serale e di un buon bicchiere di birra (rigorosamente italiana ed artigianale)

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  • Nino ha detto:

    P.S. I Cooking Party vanno benissimo, basta che non si parli di politica che poi il cibo mi va di traverso e mi si blocca la digestione 🙂

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  • Walter ha detto:

    Meursault, in Francia sono nazionalisti, noi no! Il nostro d.n.a. ha necessità di “ticket” (al posto di tassa), last minute, Audi (per i politici), cooking party e via di seguito a non finire. Esportiamo il meglio di noi per importare il peggio degli altri!
    Giustificando, poi, che si tratta di “globalizzazione”, ma il mondo non è sempre stato sferico o, prima, era conico ed ora “globalizzato”?

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